Brano: [...] / GIOVEDÌ 2 FEBBRAIO [...] è facile riparlare oggi di Antonio Labriola. Si può rischiare intanto [...] passività. O [...] come è stato pensato [...] nella veste del padre fondatore del marxismo [...] gli altri derivano per conseguenza; o [...] come tanti fanno, da [...] si giudica in crisi o addirittura in [...] sempli[...]
[...]cia e il taglio dei [...] della radice medesima della cultura, nazionale. Sul primo di quegli [...] riflettere, almeno per un momento, giacché In [...] da cui è più che mai necessario [...] si può nascondere, cioè, [...] di una sorta di [...] cui da Labriola e attraverso noti passaggi [...] fino a Gramsci e a Togliatti secondo [...] movimento che dovrebbe segnare la linea divisoria [...] denominare, in senso ampio, [...] italiano». Da queste genealogie e [...] tempo ormai di uscire. Esse potevano avere [...]
[...]o [...] movimento che dovrebbe segnare la linea divisoria [...] denominare, in senso ampio, [...] italiano». Da queste genealogie e [...] tempo ormai di uscire. Esse potevano avere un significato [...] in [...] lo ritrae a 24 [...] fa moriva Antonio Labriola. Cosa resta ancora attuale del [...] pensiero? Non bisogna cercare in lui il fondatore di [...] «tradizione», ma riscoprire la complessità e la ricchezza di [...] riflessione teorica senza dogmi, aperta alla cultura [...] e rappresentare [...] alla [...]
[...]eghe [...] 1 corsi effettivi e [...] penso a quanto gli ultimi lavori di Eugenio Garin [...] contribuendo a liberarci da schemi abituali, nello [...] un volto ai problemi come furono e [...] abbia contribuito in questi anni a ripensare [...] Antonio Labriola. Ma fuori da quegli [...] passati, quali interrogativi possono nascere intorno a Labriola? Intanto, [...] di nuovo importante [...] il pensiero, in maniera [...] nel quadro di un atteggiamento che spinga [...] nodi essenziali della cultura nazionale con gli [...] storiografia e di una mentalità rinnovate. A proposito della possibilità [.[...]
[...]lla possibilità [...] libera da vincoli passivi, non ho dimenticato [...] affidarmi aita memoria, giacché non credo che [...] scritto di quella bella lezione) il discorso [...] Cesare Luporini svolse ormai più di due anni fa [...] Firenze dedicato a Labriola, sorprendendo tutti i [...] tesi del seguente tenore: il «grande» Labriola, [...] immette la filosofia [...] nel circuito europeo con [...] originalità, non è il Labriola degli ultimi [...] eh? scopre Marx e tutto si getta [...] pensiero e lo Interpreta secondo la linea [...] celebri Saggi; ma quello della Prelezione del [...] e pensa per la prima volta in Italia [...] legata alla ricerca [...] che poi si interrompe [...]
[...]do la linea [...] celebri Saggi; ma quello della Prelezione del [...] e pensa per la prima volta in Italia [...] legata alla ricerca [...] che poi si interrompe [...] seguito, colpita a morte dagli schemi [...] secolo propri della [...] dallo stesso Labriola marxista degli anni novanta. La tesi di Luporini [...] parere, ampiamente discutibile, ma è il segno [...] Interpretativa che bisogna avere nei confronti di [...] e resi perfino opachi dal persistere, su [...] una lettura [...] attenta a non forzare[...]
[...]perfino opachi dal persistere, su [...] una lettura [...] attenta a non forzare [...] altrimenti potrebbero interrompere le linee del movimento [...]. Essa può inoltre aiutare [...] di là della [...] lettera, proprio quella che [...] del marxismo di Labriola, che sta in [...] da altro, [...] ricca, duttile, aperta, che [...] almeno nei momenti più felici [...] in testi verso i [...] andavano compiendo le prime operazioni di ossificazione [...]. Questa vicenda si è [...] forme, nel marxismo italiano, ed [...]
[...]]. La formazione idealistica di Gramsci [...] certo un elemento secondario del suo marxismo [...] dalla storia della [...] scolastica, tutto pensato intorno [...] e insieme ricche degli umori della storia [...] occidentale. La cosa, anzi, è [...] In Labriola e in [...] in due autori, vai [...] ricordare, che non costituiscono fra loro lineare [...] come un carattere distintivo [...] del modo stesso in cui Marx passa [...] sempre arricchito anche da altre esperienze, da [...] cui le categorie interpretat[...]
[...]r [...] il senso di una [...] siamo stati e siamo invitati a dimenticare: [...] sarebbe conseguenza ulteriore di quel ruminare incomposto [...] segnali captati per virtù rabdomantiche In cui [...] la ricerca del pensiero italiano di oggi. Ristudiare Labriola in questo [...] non senza significato. Egli non è il [...] una tradizione, e chi ne conosce 11 [...] lettura [...] Epistolario può Immaginare quanto [...] a disagio se si riscoprisse capò riconosciuto [...] una tradizione. Ma certo egli rappresenta [...]
[...]iallacciare quasi fuori [...] dello spazio un confronto diretto con il [...] Marx come se non fosse successo nulla, giacché [...] stessi e [...] storica in cui si [...] possibile uscire. Ecco perché [...] che ci offre il [...] della morte di Antonio Labriola può essere [...] avviare un discorso che unifichi e componga [...] una [...] del pensiero di Marx [...] delle mediazioni e [...] passaggi che quella riconsiderazione [...] come elementi problematici ma mai dimenticare. E [...] è particolarmente feli[...]
[...]e un discorso che unifichi e componga [...] una [...] del pensiero di Marx [...] delle mediazioni e [...] passaggi che quella riconsiderazione [...] come elementi problematici ma mai dimenticare. E [...] è particolarmente felice perché [...] Antonio Labriola la ricerca più recente, attraverso convegni [...] Gramsci del 1981) e studi (tra i [...] ricordare quelli di Garin, in primo luogo, [...] Dal Pane, Zanardo, [...] Vacca, e altri), è [...] nettamente e unanimemente riconoscendo uno dei momenti [...] [...]
[...]to ad approfondire autori e problemi anche [...] e quindi [...] portato, nella [...] riflessione marxista, un patrimonio [...] di stimoli e di esperienze teoriche, la [...] ai fini della reinterpretazione del pensiero di Marx, [...] più chiaramente. Labriola, cioè, non è [...] marxisti che si nutrono solo di [...] » e concepiscono il [...]. Da questo punto di vista [...] contributo maggiore Labriola lo ha dato non tanto quando [...] insistito su una interpretazione del marxismo come metodo», che [...] una espressione pur sempre ambigua e può riproporre [...] sia pure [...] sotto una determinazione puramente formale [...] una pretesa di astratta[...]
[...]nsistito su una interpretazione del marxismo come metodo», che [...] una espressione pur sempre ambigua e può riproporre [...] sia pure [...] sotto una determinazione puramente formale [...] una pretesa di astratta universalità e [...] (anche se poi Labriola resisteva [...] questa pretesa, contestando le reciproche [...] tra scienze naturali e pensiero [...] per esempio nel dibattito sul cosiddetto darwinismo sociale e [...] contro chi intendeva il marxismo come [...] visione intellettuale di un gran [.[...]
[...]..] tra scienze naturali e pensiero [...] per esempio nel dibattito sul cosiddetto darwinismo sociale e [...] contro chi intendeva il marxismo come [...] visione intellettuale di un gran [...] o [...] quanto piuttosto come [...] critico». È noto che Labriola preferiva [...] espressione a quella di [...] e non solo perchè [...] era per lui una [...] da molti miseramente [...] ma soprattutto perché tutta la [...] di Labriola è [...] critico, al punto da scrivere [...] lettera a George Sorel del 15 settembre 1897 (in Discorrendo di socialismo e [...] che «il nocciolo primo di [...] filosofare è sempre il socratismo». A [...] di avere dietro di [...] tradizióne di pensier[...]
[...]ni arbitrio soggettivistico. E in un momento [...] così frequenti te sollecitazioni a mettere tra [...] o a ripensare piuttosto quei filosofi (come Nietzsche [...] che di questa tradizione [...] i dissolutori, giova forse rammentare una pagina [...] Labriola, [...] dalla lettera del 24 maggio 1897 (sempre [...] Discórrendo [...] socialismo e [...] tradizione non deve pesare [...] come un incubo, come un impedimento, come [...] oggetto di culto e di stupida reverenza; [...] intesi di ciò: [...] ma, [...][...]