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Il vocabolo Kafka si trova nei "vocabolari":
- Lingua - Sottosistema simbolico: correlati alla descrizione di KosmosDOC →da AuthorityFile(AF+VO ).
Stimato come nome proprio è riscontrabile in 1946 Entità Multimediali (stima per difetto, approssimativamente altra metà riscontrabile tramite ricerca full-text nel campo «cerca»).
Attraverso questo strumento è possibile visualizzare una trascrizione frammentaria della rassegna stampa relativa tratta dalla Biblioteca Digitale (dunque non dall'Archivio):

Brano: [...] Karl [...] non avevo messo incinta [...] scappare dove nessuno mi potesse trovare. Ma [...] in un certo modo [...] dalla sicurezza di frustranti abitudini. E mi dirigevo in [...] cui non sapevo praticamente niente. Fosse stata [...] come immaginava Kafka, avrei [...] a che cosa sarei andato incontro. Perché [...] adesso non può essere più [...] Nuovo mondo, visto che [...] ha invaso [...] e buona parte del mondo, [...] Hollywood [...] presa i sogni di tutti. Ma [...] Prima di partire avevo solo [...[...]

[...]mio caso era [...] poi mio padre che era stato ricoverato [...] giorni prima della mia partenza. Dunque [...] di Francoforte ero solo inquieto, [...] preoccupato a raggiungere [...] fumatori che non a immergermi [...] una lettura. La coincidenza con Kafka doveva [...] soprattutto [...] a [...] perché [...] buio dei controlli doganali mi [...] subito venuta incontro una collega con cui ci eravamo [...] qualche messaggio. Lei, agli inizi del [...] è stata davvero lo Zio, [...] tira fuori dai pasticci K[...]

[...]a con cui ci eravamo [...] qualche messaggio. Lei, agli inizi del [...] è stata davvero lo Zio, [...] tira fuori dai pasticci Karl [...] e gli impedisce di [...] esperienze penose che tanto amareggiano la vita [...] in un paese straniero», come dice Kafka [...] capitolo. Nel senso che questa [...] già trovato una prima sistemazione e anche [...] era lei a organizzarmi il tempo e [...] da fare. E io mi sono [...] come un nipote grato e fiducioso. La mia fortuna è [...] offendere nessuno Zio, perciò no[...]

[...]n un luogo in cui si assiste [...] senza mai riuscire a comprendere bene quale [...]. Però questo spettacolo è [...]. Nel diario che ho [...] certa regolarità, i primi mesi che ero [...] America [...] annotato queste osservazioni: [...] qualcosa che Kafka sa [...] questo qualcosa è quella particolare attenzione che [...] (un Estero sempre più [...] in Europa, forse anche nel Nuovo mondo) [...] una contemplazione stupita per [...] plastica dei gesti, per [...] della vita umana (nel mio caso questo [..[...]

[...]iù [...] in Europa, forse anche nel Nuovo mondo) [...] una contemplazione stupita per [...] plastica dei gesti, per [...] della vita umana (nel mio caso questo [...] anche [...] straniamento e isolamento linguistico). È meraviglioso ad esempio [...] Kafka [...] descrivere la vita che si affaccia dal [...] di [...] dove Karl [...] giunge dopo il licenziamento [...]. Ecco, il romanzo di Kafka [...] adattava perfettamente perché [...] avevo la sensazione di [...] come da un palco. [...] che i primi tempi [...] teatro perché lì, pur capendoci molto poco, [...] intuire una forma, che spesso fuori mi [...] cristallizzava solo in qualche flas[...]

[...][...] fuori, se non che a teatro [...] si focalizzava in modo più [...]. Ma erano teatro anche [...] di lavoro, la folla e i venditori [...] gente che camminava per la strada inscenando [...] della vita quotidiana. Nei suoi colloqui con Gustav [...] Kafka a un certo [...] un critico che lo accusava [...] miracoli negli avvenimenti comuni, [...] perentorio che le cose comuni sono per [...]. Ma non è esatto. In realtà il palcoscenico [...] buio, è inondato dalla luce del giorno. Perciò gli uomini chiud[...]

[...] avvenimenti comuni, [...] perentorio che le cose comuni sono per [...]. Ma non è esatto. In realtà il palcoscenico [...] buio, è inondato dalla luce del giorno. Perciò gli uomini chiudono [...] vedono così poco». Come è già stato [...] che racconta Kafka è quella dello straniero, [...] Kafka era la condizione stessa del suo [...]. È infatti [...] di uno sguardo straniero, [...] cogliere [...] di un gesto, o [...] della gente che passa. Ed io, per la [...] modo così completo, mi sentivo straniero, non [...] visita a un paese lontano. Le [...]

[...]to su una vecchia edizione [...] Meduse Mondadori trovata su una bancarella a metà prezzo. Verso la fine [...] alcune pagine bianche, o con [...] tutto sbavato e praticamente illeggibile. Però non mi ero preoccupato [...] già sapevo che i romanzi di Kafka erano incompiuti [...] probabilmente [...] perciò devo [...] semplicemente posato il libro per [...] un altro, preso [...] di entrare in [...] storia. [...] e questa volta con tutte [...] pagine scritte, ho trovato [...] capitolo di America, quello [...]

[...]r [...] un altro, preso [...] di entrare in [...] storia. [...] e questa volta con tutte [...] pagine scritte, ho trovato [...] capitolo di America, quello del Teatro Naturale [...] come forse [...] finale plausibile dei tre romanzi [...] ha scritto Kafka. Ben più della messinscena macabra [...] Processo, [...] del Castello. Se con America Kafka [...] concedere [...] misterioso della giovinezza, tanto [...] suo Bildungsroman, il suo romanzo di formazione [...] nessun mestiere ma solo a stare al [...] di Karl [...] al Teatro Naturale [...] è il giusto epilogo [...] che non può che dirigersi [...]

[...].] non aveva suonato, rischiavo di perdere [...]. Anche Karl [...] appena sbarcato torna indietro [...] La solitudine che racconta lo scrittore è [...]. E io, per la [...] un modo così completo, mi sentivo uno [...] Beppe Sebaste [...] Il romanzo di Kafka [...] in viaggio verso [...] a [...] scattano le coincidenze tra [...] la storia del libro. /// [...] /// E io, per la [...] un modo così completo, mi sentivo uno [...] Beppe Sebaste [...] Il romanzo di Kafka [...] in viaggio verso [...] a [...] scattano le coincidenze tra [...] la storia del libro.


Brano: Ma se questo troppo [...] prendesse cura di leggere le varie relazioni [...] convegno [...] nel maggio del [...] a [...]. Franz Kafka da Praga [...] si accorgerebbe che proprio dalla [...] di una prospettiva critica storicamente connessa alla fase più [...] della guerra fredda e allo zdanovismo [...] staliniana, si è venuto determinando [...] fatto ben diverso. E cioè che ancora u[...]

[...]onesta autocritica, invero poco [...] alla « spregiudicata » intellighenzia occidentale. Si direbbe che [...] dinamica delle varie posizioni [...] con vivaci contrasti e nette [...] individuali, nel convegno di [...] sia riuscita a restituirci [...] Kafka che. Sul tema F. Kafka), fa giustizia degli [...]. /// [...] /// Una conseguenza [...] « noi marxisti » [...] come denuncia Ernst Fischer [...] per troppo tempo « abbandonato [...] Kafka al mondo borghese è stata appunto quella della [...] spesso falsificante, della [...] opera a fumoso ghirigoro vuoto [...] significati umani, a una specie di metafisica rovesciata o [...]. /// [...] /// Faticosamente, la critica occidentale è [...] [...]

[...][...]. /// [...] /// Faticosamente, la critica occidentale è [...] ad abbandonare la via [...] di derivazione [...] o per lo meno ad [...] con [...] di [...] naturale ». Contrasto netto Ma non v'è [...] che la appropriazione « occidentale » [...] di Kafka, [...] mente diretta a stabilire una [...] nullificante tra il mondo alienato dello scrittore praghese e [...] tematica centrale delle neoavanguardie o della letteratura [...] (ba [...] pensare a [...]. Bisogna guardarsi [...] di una contrapposizion[...]

[...]aiuterà in alcun modo a distinguere tra [...] un dibattito, quale quello di [...]. [...] certo invece che proprio [...] emersa [...] quanto mai importante sulla [...] marxista di articolare [...] di metodo e di [...] cosi difficile come quella [...] Kafka [...] base di un contesto reale che [...] Kafka a Praga con [...] O MIa, in una rara [...] dinamica più profonda eccede [...] riduttive del sociologismo volgare, sia un incapsulamento [...] definizione « classica » [...] ». Un discorso nuovo Attraverso [...] stilistiche di una descrizione metafor[...]

[...] nazista [...] morte ». Un volto che poteva [...] del burocratismo e del dogmatismo negli anni [...] personalità. [...] verso la coscienza di [...] ha frenato la costruzione della società socialista, [...] è andata aprendo un discorso nuovo in [...] Kafka [...] un rilievo determinante non tanto per il [...] all' obbiettivazione [...] delle cause reali [...] quanto per la fenomenologia [...] nei quali si presenta il mi stero [...] alienato. Un mistero che è anche, [...] limite, il mistero [...] e del [...]

[...]..] e contraddirsi, del suo «divenire [...] cioè, nel vasto e imprevedibile teatro della realtà non [...] o [...] risolvibile in una formula conoscitiva [...] luta. E il marxismo, a Praga, [...] dato prova, nella misura critica con cui ha [...] tema Kafka, di [...] « sopportare » anche il [...] senza sentirsi autorizzato ad [...] come una volta si faceva [...] il diavolo di medievale me moria. In questo senso [...] è stato detto [...] l'opera di Kafka può essere [...] giacché essa involge una rivendicazione [...] totale e una irriducibilità netta [...] ogni [...] « integrazione ». Se questo margine non [...] cui la negazione espressa da un grande [...] Kafka diventa « negazione delle negazioni » [...] è parte di una [...] (e lo è), è chiaro che la [...] società autenticamente umana, nella quale è impegnato [...] può considerare del tutto estranea a se [...] marcia [...] compiuta da chi ha [...] creativo[...]


Brano: [...]a Rho e Italo Alighiero Chiusano; II processo, Alberto Spani: Tutti i racconti, Ervino [...] Romanzi. [...] Lettere a Felice, Ervino [...]. Lettere a [...] e alla famiglia, Ervino [...]. Altre edizioni: Il messaggio [...] di Anita Rho. /// [...] /// Kafka studente Quella valigia [...] Come Max [...] salvò dalla furia nazista [...] La testimonianza di Ervino [...] bambino con le sorelle [...] Valli Verso questo studioso [...] la cultura italiana ha un grosso debito: Ervino [...] 88 anni, è infatti [..[...]

[...]aligia [...] Come Max [...] salvò dalla furia nazista [...] La testimonianza di Ervino [...] bambino con le sorelle [...] Valli Verso questo studioso [...] la cultura italiana ha un grosso debito: Ervino [...] 88 anni, è infatti [...] antonomasia di Kafka. /// [...] /// Si, mi pare che basti. Quando ci penso, non [...] io. Quali sono state le [...] il fascismo?« MI sono nascosto. Per "loro" non esistevo. Ma la maggior parte [...] è del secondo dopoguerra, durante il fascismo [...] parlare di Kafka, non solo in Italia, [...] Europa. Pensi che non si [...] fosse questo scrittore cosi straordinario, dotato di [...] che affascina ». /// [...] /// E se conosciamo tanto [...] Kafka [...] merito è di Max [...] che ha salvato il [...] nazista. Stava per essere acciuffato [...] Praga [...] scappò con una valigia piena di manoscritti [...] Kafka. Senza quasi pensare a [...]. Se non era per [...] 1 nazisti avrebbero bruciato [...]. Sempre qualcosa ci riporta [...] conti con Kafka; e, ogni volta, si [...] stretti nelle maglie, sottilissime e tenaci, della [...] stessa trappola: ogni ambizione, anzi presunzione, interpretativa [...] frustrata. Né [...] riesce, direi, nemmeno in [...] corretta separazione che è (o dovrebbe esse[...]

[...]...] stessa trappola: ogni ambizione, anzi presunzione, interpretativa [...] frustrata. Né [...] riesce, direi, nemmeno in [...] corretta separazione che è (o dovrebbe essere) [...] che ha scritto e [...] rimasto scritto. Un testo, come quello [...] Kafka, [...] nel passare dei decenni appare sempre più [...] propria assolutezza, ecco che (questa assolutezza) se [...] sente continuamente negare per ti modo stesso [...] per la [...] permanente e indistruttibile corporeità, [...] di cui fu prolungament[...]

[...]...]. Non che nessuno lo [...] cadavere che non ha prezzo, tutti lo [...] come se vi fosse una condizione, quella [...] intero; e [...] via intero è impossibile, [...] un qualche pezzo non raccolto, un proliferante [...]. Sicché di un discorso [...] Kafka [...] spesso a [...] sia le premesse (cioè [...] esempio, di quel che l'opera di questo [...] lingua tedesca possa significare per un comune [...] sia [...] coraggio: la pagina è [...]. Potrei dire: [...] a rileggere o a [...] lusso o economiche ce [...]

[...]..] Ervino [...]. Ma anche, appunto, quella [...] potere che è il dominio del lettore [...] col testo kafkiano [...] (romanzo, [...] racconto, aforisma, frammento, diario, [...] contrario, il lettore è [...]. Può darsi, dunque, che [...] parziale di Kafka rifletta in sé qualcosa [...] espediente: [...] fingere di udire un [...] essere ghermiti e inghiottiti dal silenzio divoratore, [...] di insetto del pennino [...] . Credo che in nessun autore [...] in Kafka la parte [...] destinata alla pubblicazione o comunque [...] in vista di una pubblicazione possibile (i racconti, cioè, [...] i romanzi) si trovi fronteggiata da una parte [...] ancora più cospicua intesa invece [...] un uso al di fuori [...] letter[...]

[...]agina scritta, al grado [...] corporeità che (peraltro) non si abolisce, ma [...] questo minimo proprio per ostinata volontà di [...] non lasciarsi abolire. La scrittura (o. Non co nosco amore [...] quello consumato nelle Lettere a Milena: con [...] Kafka non ebbe a incontrarsi (sappiamo) più di [...] volte. Giovanni [...] della vita ai romanzo Attraverso [...] a Felice Bauer, la ricostruzione degli anni [...] «Metamorfosi» [...] del «Processo» ELIAS CANETTI. /// [...] /// Le lettere di Kafka [...] Felice. Traduzione di Alice Ceresa, Mondadori, [...]. Per Elias Canetti, il [...] volte assumere la funzione [...] genere letterario, ossatura retorica [...] sì distribuiscono le argomentazioni e i [...] pensieri » capaci di [...] che si dista[...]

[...]ovincia [...]. Erede diretto e continuatore [...] di lingua tedesca. Canetti in questo suo ultimo [...] sembra [...] andare a fondo [...] che più di ogni altro [...] contribuito ad innalzare a dimensioni memorabili il suo « [...] » originario: Franz Kafka. Detesto gli ibridi fra [...] »: possono sembrare affermazioni per il programma [...] la stesura di questa biografia di Kafka. /// [...] /// Canetti ha scrìtto più [...] la vita di Kafka è stata assunta [...] il teatro in cui si svolge la [...] che. In altri termini. Canetti riesce a rintracciare, [...] attraverso i dati biografici, un livello tematico [...] testo kafkiano: la concretezza del vissuto e [...] il mondo esterno che sol[...]


Brano: [...][...] qualunque tipo di società appartengano, tendono a [...] agire nello stesso modo. Il libro porta benissimo [...]. Anzi [...] trovato molto attuale e [...] ai non specialisti. [...] innamori Luciano Gallino. ROBERTO [...] voglia [...] parlare di Kafka ha [...] fronte a sè tutta " [...] gamma di prò; [...] a partire dallo spiritualismo ebraico, [...] tendenza che, [...] dopo gli eccessi [...] , Max [...] sembra oggi del tutto desueta, [...] in larga misura dalla ricerca delle coordinate del pensie[...]

[...]re la vicenda pri; [...]. Valga per tutti. Wilhelm [...] per cui la [...] del più discusso autore del Novecento «è una delle critiche più lucide della società industriale [...] che la letteratura contemporanea conosca». Come le pagine dedicate [...] Kafka [...] Michael [...]. [...] è rifiutato nella [...] globalità, perchè quella tenue [...] della speranza, innata in qualsiasi uomo, non [...] lo spettacolo avvilente della vita concreta di [...]. Una [...] che avvicina Kafka a Walter Benjamin e, per [...] lontani e molto mediati, perfino [...] Lukàcs. Anche se la validità [...] Kafka consiste nelle peculiarità di strutture e [...] rilevate del resto da ; tutta una [...] che hanno portato a stabilire parametri accettabili, [...] ad esercitare lo stesso fascino che Milena [...] notava nel necrologio apparso [...] dopo la morte [..[...]

[...]o fascino che Milena [...] notava nel necrologio apparso [...] dopo la morte [...] nel quale aveva saputo [...] autentica, «. Nel mondo scorgeva invisibili [...] e distruggono [...] umano indifeso. Questo è il movente [...] esplorare la biografia di Kafka, sia che [...] una ricostruzione a tesi, come quella di Max [...]. [...] lavoro in questo senso, [...] italiana, è Franz Kafka di Claude David. Autorevole esponente della germanistica [...]. David ripercorre [...] le successive stagioni del fenomeno Kafka, [...] vissuta in una Praga composita [...] ricca di fermenti, a [...] fase, segnata da una devastante [...] tracheale, che fu mitigata [...] di una giovane ebrea polacca. Dora [...] ultima di quelle [...] che tentarono, sempre invano, [...] Kafka un rapporto duraturo. Il libro di David [...] di essere un reperto sicuro di ciò [...] che fra le varie [...] chiamato esclusivamente alla creazione letteraria, ma con [...] assoluto silenzio, quasi che i problemi che [...] cosi angoscianti da non r[...]

[...]..] cosi angoscianti da non reggere neppure [...] della loro stesura. David si attiene [...]. Non crede, per esempio, [...] rivoluzionarie giovanili che sono state proposte da Klaus [...]. E non crede neanche [...] di un figlio, che sarebbe [...] di Kafka, da una esperienza [...] occasionale. Ma dalla sequela dei [...] profilo dello scrittore che ci sembra aderente [...] doveva essere la [...] immagine, nel contesto di [...] e sociale a cui Kafka si senti [...] lontano Michael [...] e utopia. Figure della cultura ebraica [...] Bollati Boringhieri, [...]. Il mestiere [...]. Dallo studio dei costumi [...] idee. Per ultimo un interesse [...] sistemi di significati culturali che motivano [...]. [...]


Brano: [...]Se [...] lecito individuare in [...] libro di Roberto Calasso [...] attivi di altri, che appaiono dotati di [...] extraterritorialità e in quanto tali informano [...] campo [...] essi vanno ricondotti alla [...] costante duplicità che [...] di Franz Kafka lascerebbe [...] intendere. Ad essere in gioco [...] caso, gli emblemi narrativi tramite i quali [...] si manifesta, le sue continue trasformazioni, metamorfosi, [...] corpo sulla pagina e che possono diventare, [...] (si tratta di materiali assai d[...]

[...]ntinue trasformazioni, metamorfosi, [...] corpo sulla pagina e che possono diventare, [...] (si tratta di materiali assai delicati), gli [...] di un corpus circoscritto, per quanto vasto, [...]. Pur [...] nella [...] indagine, [...] a due romanzi di Kafka, [...] completo, Il processo, e [...] incompiuto, Il castello, [...] non nasconde che è proprio [...] questi libri che il «pensiero» dello scrittore praghese giunge [...] suo pieno compimento. Prova di ciò è data [...] in altri testi [...] principal[...]

[...]si configura? A cosa rimanda? E come può essere commentata? Sono queste [...] domande che [...] si pone e alle quali [...] una risposta. Prima di ogni altra [...] che questa doppia esistenza assume principalmente dei [...]. Ci sono dei luoghi, [...] Kafka, [...] non possono essere compresi senza affrontare, appunto, [...] di reciproca opposizione. Nelle prime pagine di [...]. Calasso è rapido nel [...] al caso che lo riguarda: «Kafka nacque [...] dove la parte [...] la parte preponderante di [...] sempre più veniva ignorata e rinnegata. Del mondo si sentiva [...] nato dal nulla, senza che ormai si [...] la blasfemia di quelle parole». Se così stanno le cose, [...] assumerà i tra[...]

[...]del personaggio [...] nome di [...]. È un viaggiatore attratto [...] cui [...] è elemento costitutivo. È perennemente straniero, come [...] prossimo Karl [...] in America. Cerca di capire cosa [...] a lui. [...] il «costante protagonista dello [...] Kafka», deve la propria fisionomia alla consapevolezza che [...] è piena di pericoli, perché in essa [...] vita, le cui leggi [...] conoscere. È per questo che vive [...] una costante attesa. È sollecito a percepire [...] dal non visibile si trasmettono, [...]

[...] troppo tardi, così che [...] risulta inadeguata, e [...] diventa errore. Non può che essere [...] gaffes. Perché la [...] iniziativa si riveli efficace, [...] punto di contatto tra questi due mondi [...]. Questo elemento di raccordo esiste [...] di Kafka. È [...] un emblema, e può manifestarsi [...] varie forme. Ma avendo a che [...] non può che essere qualcosa di pericoloso. [...] del Processo, quando le [...] a casa di Joseph [...]. Il passaggio dal sonno [...] raccontato da Kafka in alcune righe biffate [...] romanzo: «La cosa strana è che, quando [...] al mattino, per lo meno in linea [...] cose allo stesso posto che avevano la [...]. Eppure nel sonno e [...] si è trovato, per lo meno apparentemente, [...] essenzialmente di[...]

[...]n può averla, [...] mondi sono, appunto, paralleli e non entreranno [...] anche se occasionalmente un varco può aprirsi. La [...] azione viene sempre un [...] prima, o un [...] dopo del necessario. Mai quando dovrebbe. A fronte di questa [...] a cui Kafka ha delegato le prerogative [...] scrittura si muove in un mondo che [...] appartiene. Egli sbaglia, perché si ostina [...] cercare di [...] quando [...] cosa da constatare sarebbe la [...] continua separatezza. Ci sono, è vero, [...] potrebbero [...[...]

[...]iuta». Ma esse non sono [...]. Vanno e vengono, agiscono [...] che [...]. Sono presenze occasionali, su [...] può fare affidamento. Del resto, la posta [...] molto, troppo alta, giacché [...] con cui il mondo [...] legami ha a che fare con la [...]. Kafka, che da essa [...] arriverà alla fine a [...]. Scriverà che «dopo il [...] essenzialmente uguali nella capacità di conoscere il [...] male». Il conoscere ha origine [...] e non può che generare il castigo, [...]. La conoscenza, essendo in [...] mond[...]

[...] non può che generare il castigo, [...]. La conoscenza, essendo in [...] mondo ulteriore, ha sempre a che fare [...] demoni, quelle presenze con cui [...] della Metamorfosi condivideva la [...] scrittore. Più di una volta Calasso [...] sul fatto che Kafka vada preso «alla lettera», e [...] sia proprio questa lettera a dover essere svelata nella [...] potenza. Diffida [...] di parole come «simbolo», canoniche [...] perché, ribadisce, tutto è simbolo [...] del Castello. In una delle [...] citazioni non[...]

[...]e «simbolo», canoniche [...] perché, ribadisce, tutto è simbolo [...] del Castello. In una delle [...] citazioni non desunte dallo scrittore [...] ma presa in prestito da Canetti, fa [...] la dichiarazione secondo la quale [...] necessario, leggendo Kafka, «tenersi il più stretto possibile alle [...] stesse dichiarazioni». Da ciò, e da altro [...] discende una scrittura che cerca di aderire in modo [...] al testo [...] nelle sue trasformazioni. [...] implacabile, che si configura [...] propria glossa[...]

[...]mente romantiche e ingenuamente ribelli. Sono la spina dorsale [...]. Decine i loro frammenti [...] là, come questo di Caterina Caselli: «Cercavo [...] la tenerezza che non ho / la [...] so / trovare in questo mondo stupido». Gli dèi e i [...] Franz Kafka Il saggio di Calasso, una grande [...] mondi» dello scrittore praghese Tutto è simbolo, [...] proprio perciò «va preso alla lettera». Un libro che evoca [...] Benjamin: un commento fatto solo di citazioni [...] è condotta su due [...] «Il [...] e «I[...]


Brano: [...]che 11 [...] ancora uno del pochi che vuole leggete [...] data la difficile accessibilità ad altri testi [...] ed Introvabili, libri carissimi) cui questo pubblico [...]. Paolo Volponi Il loro [...] sera al Festival di Berlino, [...] da «America» di Kafka. /// [...] /// [...] ci spiegano contro chi [...] girato« Kafka ha BER LINO [...] Come era [...] i cineasti tedeschi presenti in [...] al Festival di Berlino hanno fatto sentire la propria [...]. [...] è stata la mancata [...] di Herbert [...] Der [...] annunciato per martedì sera [...] ufficialmente, perchè la [...]

[...][...] non avremmo visto un marco. Questo signore sta tentando [...] giro di vile reazionario alla vita culturale [...] Paese, ma potrebbe anche non riuscirci. Gli [...] passano, la cultura [...]. Di Rapporti di classe, [...] romanzo America di Franz Kafka, è difficile [...] ancora caldo. I coniugi [...] fanno un cinema complesso, [...] grandi tesori allo spettatore paziente e con [...] dal piantime di tanto [...] tv. D'altronde essi sono coscienti [...] cinema per pochi c dopo la proiezione [...] poc[...]

[...]n America. [...] ricostruita o, meglio, ritrovata [...] Amburgo, [...] di fantasia in cui [...] in scena la propria violenza e i [...] potere. È un film [...] «vissuta» in Europa, al [...] ogni [...]. Un film sul neocapitalismo [...]. Un film in cui Kafka [...] per una delle più spietate analisi della [...] il cinema ci abbia regalato in questi [...]. E comunque sono convinto [...] metafisiche ed [...] di Kafka siano [...]. Io lo vedo come [...] forse V ultimo) grande [...] della civiltà industriale. La [...] vita è tutta una grande [...]. [...] dei suoi [...] è tipica di coloro [...] un meccanismo produttivo c hanno il terrore [...] proprio [...] di tale [...]

[...]suoi romanzi, anche se da bravo impiegatuccio [...] interiorizzare tutto, a vivere la lotta di [...] pelle. Se mi si passi [...] Marx pessimista. Anche se pure in [...] sogno di un altro mondo, diverso e [...]. Perchè proprio «America», che [...] dì Kafka 6 quello meno compiuto, rimasto [...] è quello che porta [...]. Non farei mai un [...] Castello che è un romanzo troppo complesso. A [...] interessava solo [...] di Kafka, il suo [...] (ben fatta, non dico di no) delle [...] Kafka: ma visualizzare questo scrittore significa, già in [...] un livello inferiore al suo. A noi Kafka interessava [...] linguaggio cosi secco, asciutto, che si prestava [...] dei conflitti di classe. Per questo la recitazione [...] così gelida: per non deformare i contenuti. Il testo non dev'essere [...] d come in una musica, l'autore non [...] lo a[...]

[...] in America. [...] è un Paese di [...] il Paese dorè puoi [...] come funziona la distruzione [...] opera sulle cose, sulla natura, sulle coscienze. Rapporti di classe è [...] potere, sul ricatto, sul capitalismo come sistema [...]. E questo [...] ai Kafka che volevamo [...]. Dove avete [...] settimane in Germania, Amburgo e [...]. E alcuni giorni negli Stati Uniti [...] alcune inquadrature a [...] York e lungo il Missouri, [...] Kansas City. La sceneggiatura è stata [...] del [...] e il dicembre [...[...]


Brano: [...]o per un film "dai drammatici [...]. Quel filo biografico segna [...] stesso, [...] di una carriera letteraria, [...] Voci [...] giovinetta e dalle Vergini folli alla [...] del maschio, [...] Involutiva che [...] racconta nella contraddizione [...]. Kafka secondo Citati: qualcosa [...] una biografìa Insieme tra la speranza possibile [...] certa Merito non secondario dei libro di Pietro Citati [...] Kafka è di [...] anche nel suo (di Kafka) [...] lettore il fondato dubbio di non avello [...] attenzione: lasciandosi, vorrei dire, sedurre dal suo [...] o, peggio, tentare dallo snobismo delle facili [...]. Tipica è quella, [...] del Processo, che dice: [...] doveva [...] Josef [...]. Il [...]

[...]oia qua e là non offusca il [...] Intelligenza, si capisce subito [...] e vera colpa di Josef [...]. G II «innocenti», gli [...] altri, tutti gli altri più o meno [...] volto che popolano II romanzo e gli [...] e onniveggente [...] diDio Scrivere di Kafka [...] Kafka è sempre [...] rischiosa, difficile, oserei dire [...] osata un autore rigoroso come il Citati [...] essere ascritto a suo merito, anche da [...] abbia talvolta considerato con qualche perplessità le [...] nostro saggista è andato in questi anni [..[...]

[...]uesti anni [...] gloriosi monumenti della letteratura mondiale, da [...] e a [...] quasi [...] e [...] per un pubblico di [...] pian o un po' intimiditi lettori. E, se anche cosi [...] fosse, perchè non [...] certe lezioni? Ma non [...]. Nel caso dì Kafka [...] in quello di Tolstoj) ho [...] che Citati sìa andato [...] e ben oltre, i confini di quello [...] un suo «genere» [...] e quasi esclusivo; mi [...] la nobile «arte della pazienza», egli sia [...] tour de force di autentica lettura creativa [..[...]

[...].] un suo «genere» [...] e quasi esclusivo; mi [...] la nobile «arte della pazienza», egli sia [...] tour de force di autentica lettura creativa [...] un rapporto vivente,. Con lutto ciò egli [...] accompagna o semplicemente ci incoraggia a un [...] Kafka che, tagliando fuori diversi luoghi comuni [...] più autorizzata, risponde a una sempre più [...] meno sussurrata interrogazione [...] contemporanea: se sia, cioè, [...] Salvezza. [...] risposta di Kafka, e dunque [...] Citati che per conto del lettore lo scandaglia alle [...] della [...] scrittura, è tragicamente ambigua: sì, [...] possìbile (dice), e tuttavia non c'è. [...] del Possibile coesiste, dunque, con [...] negazione della [...] praticabil[...]

[...]el Grande Impiegato praghese [...] cerca Dio e [...] e li tiene tuttavia a [...] distanza); continua [...] istanza al Tribunale, a quel [...] che è lutto, il [...] continua [...] al Castello che mai schiuderà [...] sue porte; e II vero Inferno è, in Kafka [...] nel suo Esegeta (e in noi lettori di entrambi), [...] di un Paradiso. Citati ha voluto cosi consegnarci [...] Kafka essenzialmente teologico, rispondente a una (come si dice) [...] domanda di religione: e, Insieme, [...] a [...] al lume della [...] scorta. Non abbiamo difficoltà a [...] Invito, da noi appena riassunto nei suoi termini [...] efficace, però, in que[...]


Brano: [...]te nuovo e mobilitante poiché [...] la soluzione, nella quale peraltro sembra credere poco, in [...] recupero del senso [...] che in una individuazione di [...] futuri, di significati [...] della politica c delta vita. Una costante degli studi [...] Kafka [...] la volontà, più o meno cosciente, di [...] Il processo nella propria orbita ideologica. Cosi lo si è [...]. Tanto che in Italia Ladislao Mittner, [...] dei rischi che questa tendenza implicava, invitava [...] meta [...] di un «Kafka senza [...] lettura che abbandonasse schemi [...] e orizzonti fissati a [...]. [...] parte, la ricostruzione della vita [...] Kafka assume un valore indiretto di chiave delle sue [...] o per lo meno di un tentativo in questo [...] dati i risultati deludenti [...] chi ha voluto [...] a tulli i costi. Ha scritto Willy [...] ii primo editore delle Lettere [...] Milena: «Non capisco[...]

[...] lo meno di un tentativo in questo [...] dati i risultati deludenti [...] chi ha voluto [...] a tulli i costi. Ha scritto Willy [...] ii primo editore delle Lettere [...] Milena: «Non capisco nessuno dei numerosi saggi e [...] stati scritti [...] di Kafka». Non si tratta di [...] di causa ed [...] fra evento vissuto e [...] ma è sempre possibile, come per la Lettera [...] confrontare [...] che possiamo dedurre da [...] problematica e conturbante. Il primo biografo d [...] Kafka [...] Max [...]. Oli si è spesso [...] di catturare [...] nella [...] visione [...] e, tuttavia, gli si [...] merito di usare materiale di prima mano, [...] anni di frequentazione diretta e di amichevole [...] era stato il primo a [...] la grandezza[...]

[...]nni di frequentazione diretta e di amichevole [...] era stato il primo a [...] la grandezza e a [...] ritrosia a pubblicare. In questo secondo dopoguerra Klaus [...] dopo le devastazioni della [...] dai nazisti. I suoi due libri, [...] giovinezza di Kafka e [...] a un profilo, ci [...] che frequentava, in modo che la [...] personalità non si annulli [...] quale sembrano immersi i suoi scritti. A latore, invece, si [...] recenti il lavoro di Pietro Citati che [...] ritratto [...] dello scrittore più e[...]

[...][...] traccia le coordinate [...] dello scrittore in quella città [...] a lui pareva predestinata, per la [...] natura composita e spettrale, con [...] sguardo allento ai particolare significativo. Per esempio, [...] alla cocaina di Milena [...] che Kafka neppure intuisce, [...] necessità della donna di procurarsi denaro. Il volume reca anche una [...] di ricordi degli amici [...] da Dora [...] a Willy [...] da Franz [...] Kurt Wolff [...] che spesso, proprio perché dettati [...] del [...]. Nelle pag[...]

[...]na [...] di ricordi degli amici [...] da Dora [...] a Willy [...] da Franz [...] Kurt Wolff [...] che spesso, proprio perché dettati [...] del [...]. Nelle pagine di Max [...] leggiamo, quasi senza stupirci, [...] Incontro alla Galleria [...] mentre Kafka leggeva il [...] Nella [...] penate, sotto lo shock di quelle scene [...] fra i presenti nel pubblico, persero i [...]. Nella sezione Sulle orme di Franz Kafka, infine, sono raccolte fotografie di personaggi e di [...] che [...] il quadro di questa [...] illustrata. /// [...] /// Bilico IV (in due [...] Enrico V, che costituiscono la seconda tetralogia. Il lettore trova cosi [...] opere relativamente minor[...]


Brano: [...]ni. Da Praga, giungono notizie [...] mostre, di convegni, di [...] iniziative editoriali, di traduzioni. Se si pensa che [...] ora promesse ce ne sono alcune in [...] la misura di quanto sia stato trascurato [...] scrittore nella [...] stessa terra (Kafka scrisse [...]. Chi abbia [...] in questi ultimi [...] le iniziative intese a dare [...] Kafka il posto che merita, non può astenersi dal [...] sarà la volta buona? O meglio: sarà mai popolare [...] nelle giornate del 27 e [...] maggio 1963. Quegli studiosi erano venuti [...] comunista e la preparazione di quel convegno [...] segni più cospic[...]

[...] sarà la volta buona? O meglio: sarà mai popolare [...] nelle giornate del 27 e [...] maggio 1963. Quegli studiosi erano venuti [...] comunista e la preparazione di quel convegno [...] segni più cospicui [...] di quella primavera che [...] di Praga. Kafka era [...] era proibito. Un convegno su Kafka, [...] non poteva finire tuttavia in un modo [...] non si parlò tanto [...] Kafka [...] della [...] opera quanto del problema Kafka: [...] si dovesse o non si dovesse [...]. Per semplificare: i marxisti [...] fecero chiaramente capire che Kafka [...] nelle loro corde, mentre più aperti furono [...]. Kafka era certo un grande [...] ). I più [...] insomma, e forse anche [...] furono i ; tedeschi orientali. Toccò a Eduard [...] concludere con una mediazione che [...] del convegno. Furono auspicati [...] sviluppi. Ma ; venne il [...] primavera e infine s[...]

[...] e forse anche [...] furono i ; tedeschi orientali. Toccò a Eduard [...] concludere con una mediazione che [...] del convegno. Furono auspicati [...] sviluppi. Ma ; venne il [...] primavera e infine su Praga si abbattè [...]. D'altronde lo studio di Kafka [...] presta a 1 manifestazioni clamorose. Anche le nuove celebrazioni [...]. [...] secondo quel lettore, non doveva [...] posto sulle pagine de [...] perché i suoi libri [...] contribuivano alla formazione di una società più giusta. Risposi come po[...]

[...]tei. Certamente, non [...]. Mi porse la ma; [...] presentò: «sono Alfred [...]. Di [...] allora sapevo soltanto che [...] maggiori intellettuali tedeschi orientali. Era romanziere, saggista e [...]. Lo conoscevo come uno [...] nemici del; l'opera di Kafka. Lo trattai con grande [...]. Aveva ragione il lettore, gli [...] dissi: in Kafka [...] pessimismo, [...] una [...] visioni? cupa del mondo: il [...] invece. Mi domando ancora che [...] la memoria di quel raffinato signore, colto [...] passati quasi tre anni dal giorno della [...]. Mi lasciò un suo [...] aveva scritto, dopo [...][...]


Brano: [...]..] ufficiale nazista in Amen di [...] e ha imparato tutte [...] mondo, compreso un italiano sorprendente per ricchezza [...] di espressioni. Oggi è alle Giornate del [...] muto come regista: ha realizzato per Arte un film [...] 54 minuti intitolato Kafka [...] va [...] cinéma. È un oggetto bellissimo, [...] il documentario e la videopoesia: le Giornate [...] è pieno di spezzoni di film delle [...]. In realtà è [...] una voce fuori campo legge [...] francese brani di lettere in cui Kafka racconta agli [...] soprattutto a Max [...] le sue impressioni su [...] allora giovanissima. Dal [...] lo inseguo dovunque vado: [...] mio [...] mentre giravo il mondo [...] di lui. E ho potuto ricostruire la [...] carriera di spettatore. Kafka non parla mai di [...] nelle sue opere: ne parla, e molto, nelle lettere. Ma è evidente quanto [...] influenzato la [...] scrittura, in modo indiretto [...]. Kafka dal cinema prende [...] senso del movimento, il gusto di viaggiare [...] propria poltrona. È più affascinato dalla [...] che dai singoli film. Altri scrittori della [...] epoca (Schnitzler, [...] Hauptmann, gli stessi Joyce [...] Proust) [...] nei c[...]

[...]l gusto di viaggiare [...] propria poltrona. È più affascinato dalla [...] che dai singoli film. Altri scrittori della [...] epoca (Schnitzler, [...] Hauptmann, gli stessi Joyce [...] Proust) [...] nei confronti del cinema un atteggiamento di [...]. Kafka ne percepisce invece [...]. America, in cui racconta [...] esserci stato, è un testo incredibilmente cinematografico, [...] che gli servono per costruire un mondo [...]. Ho ritrovato un film [...] del 1906, su New York, [...] strutturato esattamente[...]

[...].]. America, in cui racconta [...] esserci stato, è un testo incredibilmente cinematografico, [...] che gli servono per costruire un mondo [...]. Ho ritrovato un film [...] del 1906, su New York, [...] strutturato esattamente come [...] del romanzo. Kafka potrebbe [...] visto». Nel suo film, [...] ricostruisce i viaggi cinematografici [...] Kafka [...] al computer immagini moderne a spezzoni [...]. Il prossimo passo di [...] potrebbe essere un film narrativo su Kafka: «Kafka [...] è un cliente difficile: i suoi testi [...] in realtà sono [...] da portare sullo schermo. Solo Orson Welles nel Processo [...] andato vicino, capendo il senso dello spazio [...] Kafka [...] regalandoci immagini [...]. Ma altri film, compreso [...] Kafka [...] Soderbergh, non ci sono riusciti. Io non vorrei fare una [...] classica. Vorrei raccontare un episodio [...] a Monaco, quando Kafka sostituì [...] in una lettura mondana [...] della Colonia penale, suscitando grande scandalo. Le sue apparizioni pubbliche furono [...] ma in [...] dimostrò di [...] capito perfettamente [...] in guerra e seppe provocare [...] borghesia bavarese in [...]


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