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Il vocabolo Jankelevitch si trova nei "vocabolari":
- Lingua - Sottosistema simbolico: correlati alla descrizione di KosmosDOC →da AuthorityFile(AF+VO ).
Stimato come nome proprio è riscontrabile in 41 Entità Multimediali (stima per difetto, approssimativamente altra metà riscontrabile tramite ricerca full-text nel campo «cerca»).
Attraverso questo strumento è possibile visualizzare una trascrizione frammentaria della rassegna stampa relativa tratta dalla Biblioteca Digitale (dunque non dall'Archivio):

Brano: [...]mpone [...] la ricerca di una sintesi (per così dire) fra [...] e «rossi». Stimolando questa riflessione, [...] e intelligente riesame del rapporto [...] («e [...] rende al lettore un servizio [...] e prezioso. Arminio Saviolì Il nome [...] Wladimir Jankelevitch, filosofo di lingua francese, russo [...] morto qualche giorno fa, [...] in una di quelle enciclopedie che la [...] un poco invereconda, presenta come repertori nei [...] si trova notizia di [...] (come è ovvio), ma [...] di quei sospetti onirici ch[...]

[...] che devastano tutte [...]. Segno, questo vuoto, che [...] era compiuto, o che la [...] eco non arrivava più, [...] nostre schede sono sempre dominate dalla mediocrità, [...] tra il convenzionale e il fuoco [...] della [...] sicuro che e vera [...]. Jankelevitch per anni è [...] della filosofia francese, ma non è mal [...] o uno di quei mulini, la metafora [...] il ruolo importante, che captano vento o [...] trasformano in forza quotidiana. In altre parole non [...] nelle grandi correnti della filosofìa eur[...]

[...]ese, ma non è mal [...] o uno di quei mulini, la metafora [...] il ruolo importante, che captano vento o [...] trasformano in forza quotidiana. In altre parole non [...] nelle grandi correnti della filosofìa europea. Nei tempi passati forse [...] di Jankelevitch è un [...] ma [...] non usava il lessico [...] di tutti gli autori ma soprattutto complicato [...] che si diffondeva negli [...] Trenta. Anzi a questo proposito, [...] fa un suo divertente commento a uno [...] lessico [...] di allora: «Espressione d[...]

[...]ito, [...] fa un suo divertente commento a uno [...] lessico [...] di allora: «Espressione di [...] che fa furore nei [...]. Si porterà molto questo [...]. Non voglio naturalmente fare [...] confronti di un altro filosofo, ma solo [...] scrittura di Jankelevitch fosse differente. Non nasceva mai come ermeneutica [...] una parola, come stupore [...] di un termine, ma si [...] come prosa comunicativa molto ben costruita, e quando usava Io strumento di una espressione forte era per trattenere il [...] per segn[...]

[...]flessione. I suoi temi appartenevano [...] non spiritualista della coscienza: la menzogna, il [...] la serietà, la cattiva coscienza; 1 modi [...] di volta In volta ci incarniamo così [...] riusciamo più a rendere la distanza, [...] la filosofìa per Jankelevitch [...] di questa distanza. Era allievo ai [...] ma questo vuol dire [...] metà degli anni Venti in Francia era [...] allievi più o meno diretti dì [...]. Da [...] mi pare avesse imparato soprattutto [...] cosa: [...] tra Intelligenza e La scomparsa [[...]

[...]] di questa distanza. Era allievo ai [...] ma questo vuol dire [...] metà degli anni Venti in Francia era [...] allievi più o meno diretti dì [...]. Da [...] mi pare avesse imparato soprattutto [...] cosa: [...] tra Intelligenza e La scomparsa [...] Jankelevitch: [...] acuta e appartata dei «modi [...] essere» [...] ascoltava la vita Il filosofo Vladimir [...]. [...] della profondità delle coscienza [...] spazio della filosofìa, un sapere da ironista [...] mal [...] di fronte, quasi il [...] ma si accontent[...]

[...]imir [...]. [...] della profondità delle coscienza [...] spazio della filosofìa, un sapere da ironista [...] mal [...] di fronte, quasi il [...] ma si accontenta del sapere che deriva [...] marginale, una via obliqua. Un altro filosofo che [...] per Jankelevitch era stato senz'altro [...] anzi in un suo [...] filosofo tedesco era accostato a [...] entrambi pensatori della vita [...] se stessa figure e forme che il [...] precostituire in una anticipazione astratta. In ogni caso un [...] il limite non in un p[...]

[...]ta [...] se stessa figure e forme che il [...] precostituire in una anticipazione astratta. In ogni caso un [...] il limite non in un pensiero della [...] di là di sè: è il tempo [...] grande grembo dei nostro essere. Cera una profonda serietà [...] Jankelevitch che portava 1 suoi autori In un [...] di qualsiasi incanto, e dove tuttavia il [...] con un limite inafferrabile, dominio, questo, di [...]. II suo libro sulla [...] punto di vista è esemplare. Nello spazio della morte [...] nella posizione del tu, [...]

[...]..] e, come diceva anche Sartre, è un [...] un evento biologico senza possibilità di adattamento, [...] filosofie che vivono la morte giorno per [...] In [...] ascetica preparazione sono solo opzioni sulla vita, [...] è come un nemico che [...] dice Jankelevitch [...] verrà nel momento in [...] atteso. E solo ciò che [...] e inevitabile che conduce orrore. Oli addii sono piccoli [...] della morte, la musica li elabora in [...] divengono accettabili. Resta che anche Jankelevitch [...] figura grata della nostra memoria [...] «ci ha lasciato». /// [...] /// Resta che anche Jankelevitch [...] figura grata della nostra memoria [...] «ci ha lasciato».


Brano: [...]hton aveva caricato troppo i [...] protagonista, ma cosa avrebbe detto del nuovo? Senza [...] il film del [...] fra i tanti motivi [...] volti di due futuri divi persi [...] di mutanti: Alan ladd [...] Randolph Scott. Il maestro di Alberoni Vladimir Jankelevitch Trattato delle virtù [...]. Sino a qualche anno prima [...] morte [...] nei 1985) era noto solo [...] universitario e in particolar modo in quello delia Sorbona. Ma [...] della cultura spettacolare nella [...] onnivora ricerca di [...] ne aveva [...[...]

[...]o e in particolar modo in quello delia Sorbona. Ma [...] della cultura spettacolare nella [...] onnivora ricerca di [...] ne aveva [...] scovato [...] du ròte (consistente, pare, «in [...] sopracciglia disordinate [...] grandi occhi [...] e Vladimir Jankélévitch si era [...] trasformato [...] maUre ò [...] parigino. Oggi il filosofo approda [...] Italia [...] quella che è stata definita [...] più importante opera: il «Trattato [...] che da quel maitre a [...] nostrano corrispondente al nome [...] Francesco [...]

[...]..] che da quel maitre a [...] nostrano corrispondente al nome [...] Francesco Alberoni è stata ridotta a formato esportazione; delle [...] Garzanti ne presenta 304. Perchè poi proprio Alberoni [...] del Nostro, vien chiarito nella doppia nota [...] Jankélévitch. Alberoni fu discepolo; a Jankélévitch Alberoni [...] è ispirato; nel concetto di amore e [...] dell'amore Jankélévitch fa. Alberoni ha pescato per [...] dello «stato [...]. E in effetti, leggendo [...] si rende conto di quanto il legame [...] Jankélévitch a Alberoni sia profondo. Perché, detto in sintesi, [...] libro che non fa pensare: è un [...] le parole non definiscono e non tracciano [...] testo in cui le parole non indicano [...] non servono per far capire. Un esempio per tutti: [...] cause del[...]

[...]..] quando si incontrano categorie [...] comune non sa spiegare (ancora un esempio [...] si prova nostalgia? Cosi lutto diventa nebbioso [...] non si parla di nulla. Tùtti, qualunque cosa pensino, possono [...] nel [...] comune [...] dalle parole di Jankélévitch il [...] pensiero: tutti possono riconoscere il [...] pensiero come pensiero [...] e amare colui che ha [...] loro questa illusione. Quanto sei bella Roma Dario Bellézza [...] Mondadori [...]. Nel senso che il [...] prosegue coerente con se stesso, [...]


Brano: [...]entale anche in [...] è il frammento di temporalità [...] permette un accesso [...]. Il pensiero evade dal [...] per giungere ad un [...] definito dal nonsoche, dal [...]. [...] si apre la possibilità di [...] nel modo più fecondo, mi pare, [...] di Jankélévitch: le sue analisi [...] questi temi sono le più prossime ad una filosofia [...] che voglia superare sia gli antropologismi di Durand, sia [...] materialità ambigua degli elementi di [...]. Attraverso Jankélévitch la teoria [...] logiche del forse e del possibile, e [...] immagini che seguono il percorso atemporale. Manca in Jankélévitch una analisi [...] delle immagini, e del meccanismo del desiderio di immagini, [...] si profila, [...] delle sue interpretazioni musicali, la [...] di seguire i mutamenti di una rete di significazioni. Il dato centrale è infatti [...] pensare e ricer[...]

[...]..] e di etica, di [...] e di nonsoche, abbia [...] successo, rappresenti oggi una presenza non [...]. Una, sostenuta da un [...] Robert Maggiori, afferma in [...] la crisi delle ideologie [...] di sfondo per accettare [...] presenza del pensiero di Jankélévitch: presenza ancora [...] raramente efficace e produttiva. Si tratta di [...] forse troppo generale, e [...] troppe mode. Mi pare invece che [...] e il fascino di quel pensiero si [...] che, avendo coscientemente affidato [...] le proposizioni [...] è [...]


Brano: Il terreno [...] sembra segnare i confini [...] Jankélévitch: ambigua è la condizione [...] fra essere e niente; [...] di esseri intermedi, dove anima e corpo [...] simultaneamente organo ed ostacolo; ambigua la conoscenza [...] e sul nonsoche: la stessa libertà è [...] possibile una innocenza od una colpevol[...]

[...] e sul nonsoche: la stessa libertà è [...] possibile una innocenza od una colpevolezza, un [...] bene metempirici; ancora una volta è il [...] delle virtù, direbbe Kant), è la volontà [...] uccidere la chiarezza e proporre lo scandalo. Il cammino di Jankélévitch, nel [...] le forme della coscienza morale, è lungo: [...] insipida, prima della tentazione, si [...] alla forma [...] compiacenza verso se stessi. Se esiste un punto [...] è attraverso il privilegio del «tu», [...] che perviene a quel [...] vita ch[...]

[...] io [...]. Questo cammino morale è [...]. Essa è una via alla [...] e [...] è una circonlocuzione sul serio, [...] del pudore necessario ad affrontare [...] segreto. [...] della vita è dunque amore [...] tempo, ed è amore per [...] insieme, [...] di Jankélévitch, amore per la [...] e per la musica. Non [...] tuttavia mistero nel tempo, [...] essa non ha storia, non insegna nulla, [...] non è esperienza di nulla e [...] non possiamo non ricordare [...] Montale [...] Satura [...] è però [...] verso la possibi[...]


Brano: Occorrerà dunque esplorare il [...] i paradossi: tracciando i contorni di una [...] territorio di Jankélévitch, e anche recuperando alcuni [...] preludio ad una lettura e scoperta di [...] utili forse per presentare subito alcuni dei [...] della [...] personalità. Egli era in effetti [...] e quotidiana, e tuttavia già quasi mitica [...] che frequentavo nei p[...]

[...]la [...] personalità. Egli era in effetti [...] e quotidiana, e tuttavia già quasi mitica [...] che frequentavo nei primissimi [...] di lavorare ad una tesi su [...] un altro filosofo allora [...] e la cui marginalità un tratto in [...] il solo, con Jankélévitch veniva rapidamente e [...]. Presenza soprattutto per gli [...] conoscenza del suo pensiero non superando ancora [...] insieme, un professore unico e la fisicità [...] filosofico a cui non si era più [...] sue lezioni riportava direttamente ad un « [[...]

[...]su terreni dove altre formazioni discorsive, quelle [...] campo; la volontà precisa di documentare le [...] maniere [...] tutto ciò appariva come [...] integrabile con altre, [...] Editrice [...] Gregoriana, 1972; e B. [...] nella storia in Vladimir Jankélévitch, Palermo, [...] 1974. /// [...] /// [...] nella storia in Vladimir Jankélévitch, Palermo, [...] 1974.


Brano: [...]critti, [...] filosofica » tendente alla creazione di un [...] di testi, al metodo critico ed analitico. Lo stesso testo più marcatamente [...] première: [...] à [...] du « [...] » è piuttosto una nuova [...] ironica di [...] che mi pare centrale in Jankélévitch: postillare in ogni opera il teorema contro [...] ciò intorno a cui non [...] ha nulla da dire è [...] del discorso filosofico: filosofare è [...] che non [...] niente da dire. È ovvio che, allora, [...] partenza di Jankélévitch non è altro che [...] del positivismo, inteso anche come « filosofia [...] una generazione di scienziati, come riduzionismo teorizzato [...] infine come realismo, critica [...] anche [...]. Critica che non vuole [...] reale definito, circoscritto ed[...]

[...]smo, critica [...] anche [...]. Critica che non vuole [...] reale definito, circoscritto ed espresso dalla logica [...] parte dalle aporie [...] in flussi continui, le [...]. Esiste certamente la possibilità [...] se in modo assai breve e schematico Jankélévitch [...] », e ciò può [...] minimamente nelle coordinate di un discorso altrimenti [...] i temi trattati sia per il rifiuto [...]. Ma occorrerà ricordare che [...] nucleo decisivo della [...] opera è rappresentato da [...] di immagini di condizione, di[...]

[...]viene anche per [...] alla musica, che sono la prosecuzione intima [...] (e viceversa), e non un altro campo [...] è apparso ai soliti amanti degli specialismi [...] umano classificato in base alle cattedre universitarie. Cosi, nel pieno della [...] Jankélévitch [...] un libro che rappresenta a mio avviso [...] e snodo interpretativo, quel Le [...] che dedica le pagine [...] loro semplicità, le più criticamente limpide alla [...] Erik Satie. /// [...] /// Cosi, nel pieno della [...] Jankélévitch [...] un libro che rappresenta a mio avviso [...] e snodo interpretativo, quel Le [...] che dedica le pagine [...] loro semplicità, le più criticamente limpide alla [...] Erik Satie.


Brano: Jankélévitch non era ancora, [...] conosciuto fuori dalla ristretta cerchia di amici, [...] e le generazioni degli allievi, spesso fedelissimi [...] al suo culto: lo sarebbe diventato nel [...] le nuove edizioni dei suoi libri, usciti [...] tascabili, avrebbero [...]

[...] conoscenze filosofiche o [...] centro di un fenomeno che ben conosciamo [...] come gli Stati Uniti, dove personaggi come Robert [...] o Douglas [...] hanno segnato gli orientamenti [...] spesso estremamente marcati. [...] specifico della fortuna di Jankélévitch [...] non solo egli non sia apparso sul [...] che, anche, non abbia condizionato, nel bene [...] quelle mode di cui ben sappiamo le [...] al [...]. Una risposta molto relativa [...] dalla [...] vita: segnata da pochi, [...] una grande coerenza, sost[...]

[...]...] quelle mode di cui ben sappiamo le [...] al [...]. Una risposta molto relativa [...] dalla [...] vita: segnata da pochi, [...] una grande coerenza, sostenuta non come dovere [...] espressione autentica di sé: quindi senza protagonismi. Vladimir Jankélévitch nasce a [...] il 31 agosto 1903 [...] di ebrei russi, emigrati in Francia per [...]. Il padre è medico: [...] di quartiere, ricorderà il figlio, ma un [...] cosmopolita ed aperta e franca intelligenza: il [...] Jankélévitch traduce [...] e [...] ma soprattutto Sigmund Freud, [...] primo in Francia fa conoscere, in testi [...] opere principali; e [...] che fa presto amare [...]. Si trasferiscono dopo la [...] Parigi: Vladimir è ottimo studente al « [...] » (dove, raccon[...]


Brano: Alla Germania e ai [...] sempre che « il perdono è morto [...] morte ». Ma naturalmente non era [...] Jankélévitch che i futuri professori di filosofia nei [...] ascoltare con passione. Era [...] lo stesso personaggio che parlava, [...] una sorta di passione trattenuta, senza oratoria ma con [...] abilità [...] delle figure retoriche, nelle citazioni [...] class[...]

[...]cità di stare con i giovani, anche [...] gli scatti di intolleranza nei confronti della [...] e soprattutto della stupidità, sapesse parlare di [...] indicibile [...] e razionalmente, nel nostro [...] dalla cappa del sentimentalismo e del moralismo. Jankélévitch sapeva invece attaccare [...] qualsiasi il proprio dipanare il pensiero e [...] rigore che appare anche nascosto ad una [...] opere compiere quel percorso intorno ad un [...] i bordi, ricostruisce identità di cui conosciamo [...] cui non vogliamo af[...]

[...]...] qualsiasi il proprio dipanare il pensiero e [...] rigore che appare anche nascosto ad una [...] opere compiere quel percorso intorno ad un [...] i bordi, ricostruisce identità di cui conosciamo [...] cui non vogliamo affrontare il contenuto. Né Jankélévitch voleva [...] e in ciò si [...] caduta nel moralismo: neppure accettava di fare [...] ben abituati a seguire [...] italiana la storia filosofica [...] di ». Non [...] né [...] « intorno a », [...] progressiva di un pensiero, ma semplicemente (in [...[...]

[...]ma semplicemente (in [...] casuale) la catalogazione dei modi del pensiero, [...] « pensiero su », Il che, come [...] di lezione filosofica, riusciva insieme [...] moderna, e acutamente classica. [...] stato chi, fra i [...] paragonato il fascino di Jankélévitch a quello [...] comparazioni, posso comunque affermare che, insegnando a [...] termini di possibilità, insegnava ad esplorare con [...] ma sarebbe meglio dire le autonome limitazioni, [...]. [...] fra idealismo e neoscolastica [...] che si insegnava [...]


Brano: [...]abominio metafisico». Questo [...] stata la [...] radicale [...] umano, non un mezzo sia [...] inaccettabile e disgustoso per raggiungere un qualche scopo ulteriore [...] vittoria, la conquista, i beni [...] il potere. /// [...] /// È questo insiste Jankélévitch [...] Auschwitz diverso da ogni altro eccesso [...] nella storia; diverso dal [...] Armeni, [...] di Verdun, dalle torture [...] Algeria, [...] terrore staliniano, dalle violenze segregazioniste in America, [...] di San Bartolomeo», [...] un esempio[...]

[...]rive, erano perseguitati perché erano tali, [...] delle loro opinioni, o della loro fede: [...] che era loro rifiutata; non li si [...] questo o quello, li si accusava di [...]. /// [...] /// [...] mostrato, con argomentazione insuperabile, Vladimir Jankélévitch in un testo dal titolo definitivo [...] in cui il carattere di [...] assoluto» di «crimine inespiabile», e realmente infinito di Auschwitz [...] connesso alla [...] radicale «gratuità» e insieme al [...] essere diretto alla distruzione [...] stessa [...]


Brano: [...]aordinaria esperienza scientifica [...] messaggio è un angosciato appello al consorzio [...] fisicamente lontano, ma già nei fatti minaccioso [...] dallo sterminio un inestimabile tesoro. Paul [...] Pigmalione (particolare). Guidati [...] del grande Jankélévitch [...] stato appartiene in qualche [...] "terzo genere", radicalmente eterogeneo [...] come al [...] ci addentriamo in questo [...] di Antonio Tabucchi, e insieme al suo [...] e negli anfratti di una città splendida [...]. Il solo «personaggio» di II[...]

[...]ione [...] e il respiro più veloce, ché la [...] lettori e gli stessi tatto e vista [...] la fine del libro non era lontana, [...] era vicina. Anche di questo, fossimo [...] dalla trama, [...] nelle pagine precedenti spie [...] e quella citazione di Jankélévitch; [...] in [...] siamo su [...] quello su cui l'autore ha saputo e [...]. Siamo in vico Spazzavento. Il salto successivo è [...] Staglieno, [...] la morte è sublimata secondo rigide differenze [...] in elaborati marmi [...] e nessuno attende Spino, [[...]


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