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Il segmento testuale Ungheria è stato estratto automaticamente da un complesso algoritmo di KosmosDOC di tipo "autogeno", ossia sulla sola analisi dei segmenti testuali tra loro.
Nell'intera base dati, stimato come nome o segmento proprio è riscontrabile in 180Analitici, di cui in selezione 5 (Corpus autorizzato per utente: Spider generico. Modalità in atto filtro S.M.O.G.: INTERO CORPUS (AUTORIZZATO)FILTRO S.M.O.G+ passivo). Di seguito saranno mostrati i brani trascritti: da ciascun brano è possibile accedere all'oggetto integrale corrispondente. (provare ricerca full-text - campo «cerca» oppure campo «trascrizione» in ricerca avanzata - per eventuali ulteriori Analitici)


da Benno Sarel, Intellettuali e classe operaia nella Germania orientale durante la crisi del '56 in KBD-Periodici: Nuovi Argomenti 1958 - 1 - 1 - numero 30

Brano: [...]etto a constatare che il numero delle imprese in perdita aumenta, mentre le macchine utensili sono circa per tre quarti « di qualità inferiore al livello mon
(3) Nel novembre 1956 sei studenti liceali di 1718 anni e un giovane meccanico di Dresda prendono contatto con gli impiegati della azienda tranviaria e li incitano allo sciopero. Il capo di questo gruppo è uno studente borsista, figlio di operai; questi, al momento dell'intervento russo in Ungheria aveva chiesto ai compagni (del corso di masso) di fare un minuto di silenzio. Per condurre a buon fine il progettato sciopero dei tranvieri, uno degli studenti si impiega come fattorino (cfr. e Saechsische Zeitung », 14 nov. 56 e 19 genn. 57).
(4) Cfr. a Neuer Weg », marzo 1957.
(5) Cfr. a Forum a, febbraio 1957.
i
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diale ». Come sottolinea lo stesso Ulbricht, identica — o appena migliore — é la situazione in svariati settori, come quello della radio e degli apparecchi di segnalazione, quello delle macchine tessili delle macchine tipografiche, delle locomotive ecc. (6). D'[...]

[...]ne si fa più tesa, anche se, nello stesso tempo, sembra che debba alla fine chiarirsi. Bisogna tener conto
(8b1ß) « Die Arbeit », ottobre 1956.
(9) Cfr., in « Die Arbeit », novembre 1956, l'art. di Hans Thalmann, a Un punto capitale nello stabilire le norme ».
(10) Cfr. «Die Arbeit », marzo, agosto e ottobre 1956.
INTELLETTUALI E CLASSE .OPERAIA NELLA GERMANIA ORIENTALE 147
dell'eco che hanno nella Germania Orientale i fatti di Polonia e di Ungheria. « Fra gli intellettuali progressivi delle nostre università » lamenta il Giornale degli studenti comunisti «é quasi una moda adesso di portare la Polonia come un esempio da seguire » (11). E ancora: « Si dimentica (dal XX Congresso) che nessun paese può vivere di sole discussioni D. La stampa polacca é letta, tradotta ed é imi possibile impedirne la diffusione. La rivista teorica del Partita é costretta a rispondere ad un articolo polacco che, criticando il regime di Berlino Est, afferma, parafrasando Marx: «Uno spettro perseguita anche i paesi dell'oriente europeo, e spaventa non solo i cap[...]

[...]re dallo autunno, lanciano la formola dell'autogestione operaia. Alcuni studenti che si trovano in periodo di lavoro nelle fabbriche domandano: « Che fine ha fatto il ruolo dirigente della classe operaia? ». Dicono che gli operai sono malcontenti e svogliati sul lavoro. E aggiungono con aria di sfida: « Chi ci risponderà a questi problemi all'università? » (12).
Intanto il regime, spaventato dalla piega che prendono gli avvenimenti in Polonia e Ungheria, si affretta a istituire nelle imprese i Gruppi di combattimento, formazioni composte essenzialmente da membri del partito, che erano state organizzate sulla carta l'anno precedente. Si tratta adesso di fornir loro delle armi. Ma la parola d'ordine del Partito « il fucile vicino al banco di lavoro » non oltrepassa lo stadio dell'agitazione. Le armi non vengono consegnate ai Gruppi di combattimento, ma sono conservate al sicuro. Qualche mese dap() il membro del comitato centrale Hennecker é costretto a confessare che la istituzione nelle imprese dei Gruppi di combattimento é stata fatta con da[...]

[...]segnate ai Gruppi di combattimento, ma sono conservate al sicuro. Qualche mese dap() il membro del comitato centrale Hennecker é costretto a confessare che la istituzione nelle imprese dei Gruppi di combattimento é stata fatta con danno della loro solidità ideologica (13).
Durante il mese di novembre, nel momento in cui da parte del. regime si temono dei movimenti rivoluzionari e da parte dell'opposizione si teme un intervento sovietico come in Ungheria, il Partito riesce ad organizzare alcuni gruppi di operai che manda alle riunioni universitarie. « Perché vi ribellate contro il regime degli operai e dei contadini ? chiedono questi operai agli studenti e agli intellettuali,
(11) « Forum », I quindicina di settembre 1956.
(12) a Forum », seconda quindicina di settembre 1956.
(13) « Neue Deutschland », 2 febbraio 1957.
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« chi vi ha dato i mezzi per studiare se non gli operai col loro lavoro? » (14). Quando gli studenti rifiutano di partecipare a queste riunioni, il Partito si affretta a cogliere il pretesto per cercare di [...]

[...] anche che il regime non considera come fondamentalmente diversi i rapporti di produzione che esistono nell'impresa privata e quelli che esistono nell'impresa statale.
Nel corso del 1956 l'opposizione si sviluppa da una fase ancora disorganica verso una fase organizzata, dalle discussioni nei gruppi di base degli organismi ufficiali verso l'urto con i vertici della società. Ma durante il mese di novembre, dopo il secondo intervento sovietico in Ungheria, l'opposizione indietreggia di nuovo verso la base e verso una nuova fase priva di organizzazione. Degli studenti vengono arrestati a Berlino, Halle, Lipsia e Dresda. Tuttavia l'atmosfera
(20) a Einheit », marzo 1957.
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resta quanto mai tesa. In seguito Harich doveva dichiarare: « In quei giorni di novembre) ho sentito nelle strade di Berlino il soffio della rivoluzione francese » (21). Il periodo apertosi con il XX Congresso del PCUS termina, a quanto pare, il 29 novembre, quando Harich, di ritorno dalla Germania Occidentale, é tratto in arresto sotto l'accusa di essere agen[...]



da George Lukacs, La mia via al marxismo [traduzione di Ugo Gimelli] in KBD-Periodici: Nuovi Argomenti 1958 - 7 - 1 - numero 33

Brano: [...]rande dialettico. Tuttavia neanche allora vedevo il significato del materialismo per la con" cretizzazione e l'unificazione, per l'impostazione coerente dei problemi dialettici. Arrivai solo fino a una priorità — hegeliana — del contenuto rispetto alla forma e cercai di sintetizzare, su base essenzialmente hegeliana, Hegel e Marx in una «filosofia della storia ». Questo tentativo acquistò una particolare sfumatura dal fatto che nel mio paese, in Ungheria, l'ideologia del « socialismo di sinistra » più influente era il sindacalismo di Erwin Szabos. I suoi scritti sindacalisti dettero ai miei « tentativi di filosofia della storia », accanto a più di un elemento positivo (ad esempio la conoscenza, fatta attraverso lui, della Critica del programma di Gotha), una nota accentuata di astratto soggettivismo e pertanto eticizzante. Tagliato fuori, in quanto intellettuale universitario, dal movimento operaio illegale, non potei prendere visione, durante il conflitto, né degli scritti spartachisti né di quelli di Lenin sulla guerra. Lessi invece, con ef[...]

[...]ategoricamente una nuova strategia e una nuova tattica, fu avviato con un atto in cui fatalmente si assommavano e acutizzavano la strategia e la tattica antiche: cioè la rottura dell'Unione Sovietica con la Jugoslavia. Ne consegui necessariamente il ritorno ai metodi dell'epoca dei grandi processi.
A me personalmente il riconoscimento della contraddizione fra il fondamento nuovo e l'ideologia vecchia fu facilitato dalla discussione che sorse in Ungheria a proposito del mio libro Letteratura e democrazia. Dal mio ritorno nel 1945 io, benché non sia mai stato funzionario dirigente in senso organizzativo, mi sforzavo continuamente di trarre dalla nuova situazione le conseguenze del caso, di perseguire il passaggio al socialismo in modo nuovo, graduale, sulla base della convinzione. Gli articoli e i discorsi contenuti nel libro ora rammentato erano dedicati a questo fine e, sebbene oggi io li consideri sotto diversi aspetti manchevoli, non chiari abbastanza né conseguenti, essi si muovevano tuttavia in una direzione giusta. La discussione mostrò[...]



da Alberto L'Abate, Tre storie di emigrati in KBD-Periodici: Nuovi Argomenti 1960 - 1 - 1 - numero 42

Brano: [...]rientrare in Italia. Ed il contratto scade ogni anno e non si è mai sicuri se sarà rinnovato o meno. E pago anche molte tasse, perché non sono sposato. Ho a carico una sorella vedova che ha un figlio che sta ancora studiando. Gliel'ho dimostrato con le ricevute dei soldi che mando, all'ufficio tasse, ma non ne hanno tenuto quasi conto; le hanno solo diminuite un pochino.
Al sindacato non sono iscritto. Volevo farlo, ma poi successero i fatti di Ungheria e mandarono fuori dai posti dirigenti tutti i comunisti. Ed io in un sindacato dove non c'è libertà non ci voglio entrare. Inoltre il sindacato non fa quasi nulla, non può neppure fare scioperi. Firmò un patto con i padroni, qualche anno fa, dove si impegnavano a non farli. La chiamano « pace sindacale », la chiamano.
Io, una volta al giorno, mangio in un ristorante di fronte a casa mia. I padroni sono italiani ed hanno una buona cucina. L'altro pasto lo prendo invece alla mensa della fabbrica, é cucinato alla svizzera, non è molto buono, ma meglio che niente.
Per la camera ho avuto fortuna[...]

[...]con i padroni, la cosiddetta «pace del lavoro». Si impegnava a non fare piú scioperi. Ma ebbe anche dei vantaggi, per). Per esempio fu allora che furono riconosciute legalmente le Commissioni interne. Gli italiani non ne possono far parte ma ci sono dei loro rappresentanti che sono consultati dalla commissione interna per questioni che li riguardano. Prima, nel nostro sindacato, c'erano anche dei membri del partito del lavoro. Ma dopo i fatti di Ungheria sono stati buttati fuori.
Sono sposato ma non ho bambini. Mia moglie vive qui con me. Ma queste sono questioni personali, non hanno importanza.
Uno dei problemi principali, per gli italiani che lavorano a Ginevra, è quello degli alloggi. Quando entriamo in Svizzera mettono sul permesso di soggiorno un timbro con scritto sopra: « non può affittare un appartamento ». Cosi siamo costretti a prenderli in subaffitto e si paga molto più caro. Oppure si prende una camera in qualche famiglia, ma spesso non vogliono i bambini e tosi molti italiani non possono richiamare i loro familiari. Nella mia d[...]



da Rassegna della stampa in KBD-Periodici: Rinascita - Mensile ('44/'62) 1944 - numero 2 - luglio

Brano: [...]di provocare un putsch, il ministro dell' interno Cerny, uno dei capi del partito agrario, ordinò alla polizia di evacuare i, distretti dei Sudeti. La stessa ignobile funzione fu esercitata dalla reazione ceca durante la seconda Repubblica (da Monaco al marzo '39). I reazionari cechi priyarono il popolo di tutti i diritti democratici e consegnarono la Slovacchia alla banda fasciste di Hlinka. La Russia carpatira fu affidata alla Germania e all' Ungheria per facilitare e permettere i loro preparativi contro I' U. R. S.S. Venne finalmente la capitolazione totale del presidente Hacha che s'inchinò davanti alle esigenze di Hitler, fece occupare Praga dai tedeschi e formò un governo alla quisling sotto la a protezione . nazista a.
SAMOCRIT1CA. Il generale Umperto Nobile ha esaminato alcuni degli aspetti più caratteristici della vita sovietica (come
è noto, il Nobile ha soggiornaio a Mosca per quasi cinque anni dai primi del '32 al Natale del '36) in una serie di articoli che hanno ottenuto un :vivo successo. Nel secondo di questi articoli (!l P[...]



da Carlo Salinari, Marxismo e critica letteraria in un libro di Lukàcs in KBD-Periodici: Rinascita - Mensile ('44/'62) 1953 - numero 11 - novembre

Brano: [...] legati a un'immediata necessita polemica. Così i saggi Narrare o descriverei e La fisionomia intellettuale dei personaggi artistici ebbero origine dal dibattito sul formalismo e il naturalismo sviluppatosi in U.R.S.S. nel 1936, il carteggio con la Seghers risale alle discussioni avvenute in Germania nel 1938 sull'espressionismo e lo stesso saggio teorico di apertura sull'estetica marxista riflette le discussioni che seguirono la istaurazione in Ungheria della democrazia popolare. E' forse da questa occasione polemica che i saggi ritraggono la loro vivacità, il loro carattere così piacevolmente antiaccademico e antisistematico (anche se qua e là fa capolino un tono un po' professorale), la ricchezza di motivi, di spunti, di analisi critiche particolari, di esempi tratti da questo o quello scrittore : Balzac e Flaubert, Tolstoi e Gorki, Shakespeare e Ibsen e Dickens e Schiller e Zola fino a Dos Passos. E' forse da quell'occasione polemica che i saggi ritraggono — d'altra parte — tutto ciò che di provvisorio, d'impreciso, di schematico un letto[...]


Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine Ungheria, nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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