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Nell'intera base dati, stimato come nome o segmento proprio è riscontrabile in 252Analitici, di cui in selezione 8 (Corpus autorizzato per utente: Spider generico. Modalità in atto filtro S.M.O.G.: INTERO CORPUS (AUTORIZZATO)FILTRO S.M.O.G+ passivo). Di seguito saranno mostrati i brani trascritti: da ciascun brano è possibile accedere all'oggetto integrale corrispondente. (provare ricerca full-text - campo «cerca» oppure campo «trascrizione» in ricerca avanzata - per eventuali ulteriori Analitici)


da [Cultura italiana nel mondo], Demetrio Sciostakovitc, L'opera di Giuseppe Verdi celebrata da Sciostakovitc. stenogramma deldiscorso pronunciato nel teatro Bolscioj di Mosca il 27 gennaio 1951 in KBD-Periodici: Rinascita - Mensile ('44/'62) 1951 - numero 3 - marzo

Brano: [...]no degli uomini che avevano fede nell'avvenire dell'Italia, e oggi è dimostrato che Mazzini, il quale incominciò a lavorare per l'aurora nella notte profonda, aveva ragione ».
Dal potente movimento di liberazione nazionale, entrato nella storia col nome di Risorgimento, emerge il nome di Mazzini, insieme a quello dell'eroe nazionale Garibaldi. Il movimento si sviluppava con la parola d'ordine: abbattimento del giogo austriaco e unificazione del Paese. La lotta per l'indipendenza nazionale e per una cultura nazionale, costituiva il principale contenuto della letteratura di quell'epoca.
I migliori scrittori italiani lottano per un'alta idealità, per un'arte e una letteratura democratiche. Essi dichiarano con profonda convinzione che la creazione artistica deve divenire accessibile
(*) Stenogramma del discorso pronunciato nel Teatro Bolscioì di Mosca il 27 gennaio 1951.
a tutto il popolo, deve poter essere compresa da esso, deve educare le masse e non divertire i fannulloni. I drammi patriottici di Alessandro Manzoni, il più grande scritt[...]

[...]rdi odono il racconto pieno di sdegno delle sciagure del popolo italiano, che soffre sotto la dominazione straniera.
Nei Lombardi odono l'appello alla lotta per la liberazione della patria. Neil 'Attila e in Macòeth, il tema che tratta di violenze e di invasioni risuonava per i contemporanei di Verdi come un'ardente protesta contro l'oppressione del popolo italiano da parte dell'Austria.
I cori delle opere di Verdi venivano cantati in tutto il Paese, diventavano canzoni patriottiche di massa, che le schiere di Garibaldi ripetevano andando alla battaglia per liberare l'Italia.
Durante l'esecuzione delle opere di Verdi più volte scoppiarono dimostrazioni politiche spontanee. Alla vigilia della rivoluzione del 1848 a Venezia si rappresentava il Macbetìi. Quando il tenore Palma, che faceva la parte di Macduff, can38 rinascit a
tò : « Hanno tradito la patria », tutta la sala si unì a lui in un possente coro. Nel gennaio 1849, due settimane prima della proclamazione della Repubblica romana, gli italiani si riunirono come a una festa nel teat[...]

[...]ento di liberazione nazionale. Quando scoppiò la rivoluzione del 1848, egli era a Parigi. Venuto a conoscenza della rivoluzione di Milano, che Marx chiamò « la più .gloriosa di tutte le rivoluzioni del 1848 » (1), Verdi si affretta a ritornare a Milano per unirsi a coloro che combattevano contro gli austriaci.
E più tardi, nel 1859, quando si solleva una nuova ondata del movimento di liberazione, Verdi prende parte attiva alla vita politica del Paese, organizza l'acquisto di armi per la guardia nazionale del suo villaggio natale, Busseto.
Tale fu Verdi, cittadino, artista e fedele figlio del suo popolo.
Verdi nacque e crebbe in una famiglia di contadini, in un piccolo villaggio del parmense, Le sue prime impressioni musicali furono le canzoni e le danze popolari. Fin dall'infanzia egli conosceva e amava la musica popolare ; così pure fin dall'infanzia conosceva la musica delle opere italiane.
« E' noto che, per un istinto musicale comune a tutto il popolo, in Italia tutti cantano, dai bambini ai vecchi — scrisse in quel tempo V. Stasov[...]

[...]si nelle file dei seguaci di Wagner o di Lizt o di Brahms, contrariamente alla loro innata attitudine, attingeranno nuovi elementi musicali dal seno della creazione popolare ».
L'arte piena di fuoco di Verdi è uno dei tesori più preziosi del popolo italiano, ma non è cara soltanto ad esso. Le opere di Verdi si rappresentano sulle scene di tutto il mondo.
Sono passati cento anni da quando per la prima volta la musica di Verdi risuonò nel nostro Paeser e tuttora le sue migliori opere sono rappresentate sulle scene sovietiche. Il teatro russo, la cultura musicale russa, hanno fatto molto per rivelare i caratteri più nobili dell'arte realistica verdiana. E qui vien fatto di ricordare i nomi delle più grandi personalità dell'arte russa.
A Mosca, sulle scene del Gran Teatro, la grande artista russa Antonina Vasilievna Nezdanova ha creato indimenticabili figure di Gilda e di Violetta. Lavorando sulla figura di Violetta, Nezdanova ha saputo liberarla dal solito stampo, dalla melo drammacità in cui spesso si cade nell'interpretare questa parte. [...]

[...]a le mi gliori opere di Verdi. Il dispotismo e ogni genere di violenza hanno sempre suscitato lo sdegno di Verdi. Egli rimase fedele sino agli ultimi anni della sua vita alle sue convinzioni, che si erano venute formando negli anni della sua gioventù. Noi sappiamo che Verdi era indignato per la guerra di aggressione intrapresa dalla Germania contro la Francia. Nel suo odio per la politica di aggressione, egli non fa eccezione nemmeno per il suo Paese. Quando l'Italia, che aveva aggredito l'Abissini a, nel 1896 subì a.Adua una clamorosa sconfìtta, Verdi considerò la disfatta dell'esercito italiano come un castigo meritato. E' caratteristico che a questo proposito egli menzionasse l'Inghilterra. Egli espresse la speranza che anche l'Inghilterra subisse la punizione per la tirannide e l'oppressione da essa esercitata sul popolo dell'India. Quando pensiamo a Verdi come a un accanito avversario delle invasioni, delle aggressioni, sorge naturalmente in noi il pensiero che il suo nome può e deve servire la causa che unisce tutta \" l'umanità pr[...]

[...]Quando pensiamo a Verdi come a un accanito avversario delle invasioni, delle aggressioni, sorge naturalmente in noi il pensiero che il suo nome può e deve servire la causa che unisce tutta \" l'umanità progressiva, tutti gli uomini di buona volontà nella grande lotta per la pace. I fomentatori di guerra sperano di seminare rinimicizia fra i popoli sovietico e italiano. Le loro speranze sono vane. L'amicizia fra gli uomini progressivi del nostro Paese e dell'Italia ha una lunga storia. Già nel 1864 Garibaldi, trovandosi a casa di Herzen, levò il bicchiere e pronunciò un profetico brindisi : « Per la Russia che soffre e lotta come noi ; per il popolo russo che, quando sarà liberato e avrà soppresso la Russia .zarista, è chiamato ad avere una grande funzione nelle sorti dell'Europa ». E nell'ottobre 1949, a Torino, nel primo congresso nazionale dell'Associazione ItaliaURSS, il capo della delegazione sovietica, l'accademico Nesmeianov disse: «Noi siamo certi che il popolo italiano, il popolo di Dante, di Bruno, di Verdi, di Garibaldi, di Gram[...]



da Antinazione in KBD-Periodici: Avanti! 1943 ottobre 25 numero 10

Brano: ANTINAZIONE
In quest. giorni di prove duri.sime, mentre le residue forze del Paese, chiamate a raccolta dai partiti politici, si conrentrons nelle formazioni partigiane e nelle squadre di difesa cittad.as; mentre alt spiriti di lutti quanti sentirono l'oppressione fascista si tendono anelanti erso la prossima liberazione dall'oppressione nazista; mentre ogni italiano che aia veramente uomo si prepara coscientemente al rischio supremo, noi dobbiamo purtroppo ancora una volta rilevare l'esistenza di un'entinazione.
Alludiamo all'atteggiamento dei molti elementi della nostra borghesia, in specie della cosidetta classe dirigente industriale commerciale finanziaria. Costoro si[...]

[...] dittatore — nel nome della Patria — a ribadire le catene al nostro popolo. Durante i ventun anni di fasciamo o servirono da volonterosi lacchè, intascando i premi della loro bassezza, o subirono il regime, atoni ed indifferenti, lasciando ad altri la cura di pensare e di
" Verrà íl giorno in cuí . íl ferro non sarà legge e l'oro non sarà Iddio „
G. 8OV10
agiva per loro, e senza preoccuparsi se di questo assenteismo potesse derivare danno al Paese. I più audaci esercitarono :1 loro spirito in barzellette politiche, creando nei circoli brillanti quell'antifaseisms da solotto al quale abbiamo sempre preferito la sfacciata tracotanza dei gerarchi in orbace. Questi signori, partec.pando alla guerrs — in quanto non assegnati all'industria bellica o ad altre attività essenziali per it paese in guerra — seppero combattere contro angloamericani, russi, francesi, Reci e iugoslavi, perché regolarmente inquadrati compivano, dicono, il loro dovere. Quando, dopo I'S settembre, vestendo l'uniforme di ufficiali, si trovarono privi di ordini o in possesso d iordini vaghi o contradditori, e quindi dovettero affrontare, forse per la prima volta nella loro vita, una vera responsabilità, non seppero trovare in se stessi altra iniziativa individuale che quella della fuga.
Questi signori dimenticano ancora di non aver mai dato nulla al Paese e di avere invece molto preso, dimenticano di non av[...]

[...]rché regolarmente inquadrati compivano, dicono, il loro dovere. Quando, dopo I'S settembre, vestendo l'uniforme di ufficiali, si trovarono privi di ordini o in possesso d iordini vaghi o contradditori, e quindi dovettero affrontare, forse per la prima volta nella loro vita, una vera responsabilità, non seppero trovare in se stessi altra iniziativa individuale che quella della fuga.
Questi signori dimenticano ancora di non aver mai dato nulla al Paese e di avere invece molto preso, dimenticano di non aver mai rivolto la mente ai problemi essenziali della vita sociale perche chiusi — per lo più — nel loro cieco egoismo di casta.
Ora costoro ai divono disgustati del no
Agli " ordini „ e ai " decreti „ del sedicente governo repubblicano fascista, rispondete con lo scherno e la irrisione.
stro'popolo e si vergognano di essere italiani. E' tardi, signor. Prima dovevate vergognarvi, e di voi stessi, prima dovevate por mente all'esistenza di un popolo per dedicare ad osso la vostra attività e non ora soltanto per constatarne la vergognosa cadu[...]

[...]ordini „ e ai " decreti „ del sedicente governo repubblicano fascista, rispondete con lo scherno e la irrisione.
stro'popolo e si vergognano di essere italiani. E' tardi, signor. Prima dovevate vergognarvi, e di voi stessi, prima dovevate por mente all'esistenza di un popolo per dedicare ad osso la vostra attività e non ora soltanto per constatarne la vergognosa caduta di cui siete voi i primi responsabili, voi che avevate in mano le chiavi del Paese, l'industria, il commercio, le finanze, e che avete sostenuto o sopportato il fascismo anche quando ne avevate compres l'iniquità perché eravate troppo vili per combatterlo.
Voi assenteisti, scettici e negatori dello virtù del nostro popolo, il quale ha molto peccato, ma al contrario di voi ha anche molto sofferto, voi siete e sarete sempre l'antinazisne. Voi non siete degni di partecipare alla rinascita del nostro popolo perché non avrete mai neppure 'I coraggio morale di rinunciare a tutto ciò che per voi è ideale di vita e di gettarvi con tutte le forze nel lavoro di ricostruzione.
Varca[...]



da Velio Spano, L'Unità del popolo sardo nella lotta per la sua redenzione in KBD-Periodici: Rinascita - Mensile ('44/'62) 1944 - numero 2 - luglio

Brano: L'unità del popolo sardo
nella lotta per la sua redenzione
Considerata sotto l'aspetto nazionale italiano, la situazione politica della Sardegna assume rilievo ed importanza essenzialmente da due elementi: 1°) il contributo che l'isola può dare, immediatamente, allo sforzo di guerra e all' opera di ricostruzione del paese; 2°) l'ostacolo che l'isola potrebbe costituire, domani, alla edificazione di una democrazia progressiva in Italia. Basta uno sguardo sulla Sardegna, oggi, per convincersi che la situazione è fattiva oltre che per le popolazioni sarde, le quali continuano ad essere affamate ed oppresse, anche per le sue ripercussioni sugli interessi nazionali.
Fra le regioni dell'Italia liberata la Sardegna è oggi la sola produttrice di carbone; essa potrebbe dare inoltre, in formaggi, cuoi e pellami un contributo estremamente importante per l'economia di un popolo che vive in una situazione alimentare diffi[...]

[...] sulla coscienza popolare, il trapasso dal fascismo alla democrazia. Mentre in certe province del Continente e della Sicilia (Benevento, Avellino, Agrigento ecc.) una situazione reazionaria si è ricreata poco a poco, il clima di oppressione fascista si è
20 LA RINASCITA
ricostituito lentamente, nelle province sarde 1' atmosfera reazionaria del fascismo è puramente e semplicemente rimasta. Sbandati per un momento dalla catastrofe che colpiva il Paese e dalla incertezza sull'avvenire, gli elementi reazionari dell'isola hanno dapprima conservato timidamente le loro posizioni, attendendo gli eventi, poi si sono presto ripresi, rassicurati dal fatto che il vento della democrazia passava sul continente senza neanche sfiorarli e rassicurati soprattutto dalla presenza protettrice di alcuni generali reazionari che avevano provvisoriamente consolidato le loro posizioni, speculando sulla presunta gloria di una loro presunta attività bellica antitedesca. Il fascismo si era vent'anni prima sovrapposto alle popolazioni sarde prestando i suoi gagliarde[...]



da Paolo Alatri, La goccia di Sakharov in KBD-Periodici: Belfagor 1980 - marzo - 31 - numero 2

Brano: [...]one interna nei confronti di tanti intellettuali) mi fanno sentire come incompatibile la permanenza in un organismo come l'Associazione ItaliauRs s, che per gli intenti con cui è nata, per lo statuto che la regge e per lo spirito con cui abbiamo sempre cercato di operarvi dovrebbe custodire e sviluppare i buoni rapporti culturali tra i nostri due Paesi. Ma quali rapporti è possibile coltivare in spirito di parità, di sincerità e di lealtà con un Paese le cui autorità, in spregio all'opinione pubblica mondiale, assumono, proprio nel campo della cultura e tra gli uomini di cultura, provvedimenti cosí illiberali e repressivi come quelli che sono da ultimo culminati nell'ostracismo e nel confino comminato a uno scienziato e a un intellettuale del valore e del prestigio dell'Accademico Sakharov?
Ti prego pertanto di accogliere — in segno di vibrata protesta — le mie dimissioni da membro del Comitato Direttivo dell'Associazione italiana per i rapporti culturali con l'Unione Sovietica.
È questa una decisione che prendo dopo matura riflessione e[...]

[...]ettera che a prima vista può sembrare strana o poco comprensibile: la frase, cioè, in cui dico che a determinarmi nella mia decisione non hanno agito tanto le misure sovietiche attinenti alla politica estera, con l'invasione dell'Afghanistan, quanto cuelle di repressione interna nei confronti degli intellettuali. Ciò significa forse che io considero di
NOTERELLE E SCHERMAGLIE 221
poco conto iniziative di politica estera quali l'invasione di un paese indipendente come l'Afghanistan? No davvero. Soltanto che è sempre stato nello spirito dell'Associazione Italiauxss, intesa a promuovere gli scambi e i rapporti culturali, lo sforzo di prescindere dalle congiunture strettamente politiche. Sia nell'arena mondiale, sia nei rapporti bilaterali italosovietici, vi sono state fasi di tensione
e di distensione, momenti di difficoltà e periodi di riavvicinamento. Scopo di un organismo come l'Associazione italiana per i rapporti culturali con l'Unione Sovietica è sempre stato — come del resto dichiara la sua stessa denominazione — proprio quello di g[...]

[...] significato), cosí prosegue: « La Presidenza ritiene suo dovere farsi interprete del sentimento, che condivide, di deplorazione e grave turbamento per l'intervento in Afghanistan e, per quanto piú direttamente attiene al campo specifico di attività dell'Associazione, per i provvedimenti repressivi presi nei confronti dell'accademico Sakharov. La Presidenza dell'Associazione ItaliauRss rileva che si è creata cosí una situazione che determina nel paese e tra le forze politiche democratiche, pur nella varietà di opinioni e di atteggiamenti, una comune preoccupazione. L'Associazione, fedele al proprio compito dimostratosi positivo per un trentennio, anche nei momenti piú difficili, di salvaguardare e sviluppare i rapporti culturali, sociali ed economici tra i due paesi, vuole esprimere in tale senso la convinzione che questi atti rendono arduo un lavoro proficuo e si ripercuotono negativamente su larghi strati dell'opinione pubblica italiana, che hanno sempre considerato e considerano utile l'attività delle due Associazioni (ItaliauRss e URss[...]



da (Nove domande sullo stalinismo) Arturo Carlo Jemolo in KBD-Periodici: Nuovi Argomenti 1956 - 5 - 1 - numero 20

Brano: [...]logizzarla a fondo. Altrimenti si rischia di usarla ancora una volta tatticamente (la tattica anticulto, iconoclasta) senza che essa dia tutti i frutti che può dare.
La morale può essere la spia (non americana) della politica comunista. La tattica del « culto », nel quadro di una morale marxista, doveva essere indice che qualcosa di grosso non andava nella politica. Invece no: ci si diceva che eravamo così piccoloborghesi da non capire che, nel paese "del socialismo, quello che per noi poteva apparire un « culto religioso » era autentico amore per un uomo cui tanto ogni sovietico corrispondeva.
Capzioso gioco, se il corrispondere non può avere ovviamente per un socialista che il senso della pariteticità, una volta rotti i rapporti di soggezione e di alienazione. Per cui se certamente molto c'era da ammirare nell'uomo sovietico, il molto era appunto
ROBERTO GUIDUCCI 49
nell'uomo minuscolo (Stalin = un cittadino qualunque), nel cittadino ignoto, vivo per, e soprattutto, nella collettività. Dunque, morale sì, per il socialismo, anzi affer[...]

[...]ll'« accerchiamento capitalistico » sostituito da un « accerchiamento socialista », si può tuttavia osservare che l'URSS é circondata da paesi socialisti, che la sua influenza anche in molti paesi capitalistici é assai forte, che «la pace é in maggioranza ». Non si vede d'altra parte perché anche l'organizzazione dell'esercito, o un sistema di difesa in genere, non possa essere compatibile con la nuova articolazione dello Stato. L'esercito in un paese socialista non può essere, del resto, che un servizio generale fra gli altri. Ma la condizione essenziale per il rinnovamento democratico dello Stato sovietico sta essenzialmente nella capacità organizzativa generale che esso saprà studiare e concretare; il che significa operare uno sforzo ideologico e tecnico che ancora è in gran parte da effettuare e di cui vediamo oggi solo i primi segni.
Qui ci importava osservare soltanto che le condizioni oggettive liberano il niarxismo dai due vincoli fondamentali di origine leninianastaliniana, sciolti i quali ci si avvia alla condizione favorevole p[...]

[...]ta al minimo, mentre la funzione delle nostre organizzazioni e dei loro dirigenti é diventata decisiva, eccezionale. Che cosa significa questo ? Significa che oggi la responsabilità per le nostre lacune e per le insufficienze nel lavoro risiede nove volte su dieci non nelle cause ' oggettive ', ma in noi stessi e solo in noi stessi » (Q.d.L. pag. 205, vol. II, cit.).
Dunque le deficienze e le difficoltà erano ed ancor oggi (dice Krusciov: « nel paese vi sono ancora molte deficienze e una mancanza di organizzazione nella edificazione economica e culturale », pag. 195) sono dovute non più alla forza delle cose o dell'avversario, ma ad una ancora non completa organizzazione generale.
Ed il Partito ha ancora, come elemento dirigente, da assolvere per intero a questo compito. Ma non più sotto la forma sollecitativa, attivizzante, più o meno generica, (oggi decisamente condannata), ma in senso tecnico specifico. Il peso e l'insufficienza del Partito staliniano si rivelano qui: nell'essere strumento autoritario, di tutela e di controllo, anzich[...]

[...]
Il « processo a Stalin » era implicito nella revisione dei suoi modi di condurre la politica interna ed estera. E si potrebbe aggiungere che il « processo critico » era a sua volta basato su un «processo reale », di modifiche sostanziali, di fatto, il quale, dalla morte di Stalin, ormai si estendeva all'intera Unione Sovietica. Prima che dal Congresso, il processo al « culto della personalità » era stato condotto e verificato dall'attività del paese. Ma se il modo dell'annuncio del nuovo corso (ed il suo linguaggio) è an
cora un modo in certo senso « staliniano » come si può pensare che lo superi di fatto ? Occorre ricordare che una verità che cerca
di esprimersi d'un tratto, per la prima volta, tende a manifestarsi con il linguaggio della vecchia, e perciò non è ancora interamente la nuova verità, ma l'esplicazione della sua potenzialità, il suo
ROBERTO GUIDUCCI 73
primo passo, l'antitesi, la negazione. Se i discorsi del XX Congresso ed i dialoghi in corso in URSS non sono l'espressione di una forma, seppur diversa, di stalinismo, m[...]

[...]'internazionalismo.
La compresenza di ipotesi e di sforzi può, in un razionale coordinamento e in una unitarietà di intenti, cooperare ed anche accelerare il processo cui si vuol tendere, anche piú di una unitarietà forzata e costretta. È quanto, dopotutto, accadde nella « politica estera » del periodo staliniano in cui, pur essendo preminente la linea della conservazione e dell'irrobustimento della « politica interna » (« socialismo in un solo paese »), l'URSS concorse e cooperò alla conservazione della democrazia e alla estensione delle rivoluzioni comuniste negli altri paesi, anche se questo le poté costare di fatto la « guerra mondiale » prima e la « guerra fredda » poi. E la « ricerca della sicurezza », che rimase il carattere saliente di tutta la politica estera staliniana, non si può far ricadere, come fa ad es. volentieri il Deutscher, in una forma di « egoismo » russo via via sacrificante ogni rivoluzione altrui per la con
ROBERTO GUIDUCCI 79
servazione della propria. Anche il pur riservatissimo Beloff ammette che « i capi sovi[...]

[...]tro cui l'occidente non comunista è deciso a difendersi con ogni mezzo; dalla profonda fede che l'America nutre nella iniziativa privata, nella economia della impresa privata, ch'essa idealizza ed in cui crede di scorgere la base delle libertà.
Chi guarda spassionatamente sa che l'avversione al bolscevismo qual é stato fin qui: in un piccolo numero di occidentali é legata al senso della libertà e cadrebbe il giorno in cui la Russia divenisse un Paese liberale; in un numero maggiore, é connessa all'avversione per la filosofia deteriore, per il materialismo, per la irreligiosità che sono nella concezione generale propria al bolscevismo; e verrebbe meno il giorno in cui questo staccasse programma politico ed economico da quella filosofia. Ma in un numero infinitamente maggiore é connessa alla sua struttura ed alla sua politica economica; il giorno che i Paesi comunisti aprissero le porte agl'investimenti del capitale privato occidentale, concordassera con esso distribuzioni di mercati, entrassero a fare parte di trusts mondiali, anche se fos[...]



da (Comunismo e occidente, 3°) Benno Sarel, Proletariato e ordine democratico popolare nella Germania Orientale in KBD-Periodici: Nuovi Argomenti 1954 - 5 - 1 - numero 8

Brano: [...]l lavoratore al prodotto del suo lavoro.
Sotto il capitalismo l'operaio è forza di lavoro, ed il suo prodotto é merce soggetta alla legge del mercato che gli sfugge non appena uscita dalle sue mani. La separazione fra l'operaio ed il prodotto del suo lavoro é chiara, decisa, codificata nelle leggi. Nella società democratico popolare esiste una separazione analoga. Il prodotto del lavoro é qui uno degli elementi del piano, legge fondamentale del paese formulata con riguardo alle necessità che si impongono al Governo e sulla quale gli operai non hanno influenza. La lotta operaia continua dunque, ma ad ogni tappa della sua storia, la sua forma e i modi con cui si esprime sono determinati dalla situazione generale della società. Ora, il dilemma del nuovo regime consiste nel fatto che esso non può né distaccarsi dalla classe operaia, né affidarsi ad essa; non pue, tende gli operai completamente in disparte dalle decisioni economiche, né consentire loro di assumere influenza sulla Commissione del piano. Questo dilemma é il quadro entro il quale[...]

[...]o, ma poi ci fregava elevando le norme » (4).
(2) «Nella industria meccanica vi è ancora una grande resistenza contro il lavoro a cottimo... (soprattutto) da parte di alcuni responsabili del nostro sindacato... Altri responsabili sindacali... si oppongono alla elevazione delle norme troppo basse. Non si preoccupano che di spillare come salario tuttociò che è possibile spillare » (Neues Deutschland 29.5.49). A Riesa, la più grande acciaieria del paese: « Questi (vecchi) compagni sono inclini a lasciarsi influenzare da elementi ritardatari e scontenti. Essi rappresentano le rivendicazioni « giustificate » degli operai in vista di impossibili aumenti dei salari » (Neues Deutschland 2.10.49).
(3) Refa: sistema di razionalizzazione simile al taylorismo.
(4) Dichiarazione di un responsabile sindacale riportate dalla Tägliche Rundschau del 3.6.49.
M
166 COMUNISMO E OCCIDENTE
Tuttavia, le condizioni del regime sono diverse da quelle del capitalismo classico, ed è dentro un quadro nuovo che si svolge la lotta di questa vecchia classe operaia.[...]

[...]impossibili aumenti dei salari » (Neues Deutschland 2.10.49).
(3) Refa: sistema di razionalizzazione simile al taylorismo.
(4) Dichiarazione di un responsabile sindacale riportate dalla Tägliche Rundschau del 3.6.49.
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166 COMUNISMO E OCCIDENTE
Tuttavia, le condizioni del regime sono diverse da quelle del capitalismo classico, ed è dentro un quadro nuovo che si svolge la lotta di questa vecchia classe operaia. Tutto é diritto politico in un paese staliniano; non occorre soltanto innalzare le norme, ma occorre anche accettare l'idea che questo innalzamento serve alla società poiché, scomparso il capitalismo, le fabbriche sono del popolo. Per forza di cose, la discussione sulle norme si amplia : la fabbrica é veramente del popolo ? Che cosa é il regime? E l'Unione Sovietica? Che cosa è la «intelligentzia »? (5). Non vi é dubbio che queste domande non ricevono una precisa risposta, ma la cosa importante é l'atmosfera nella quale esse sorgono e la situazione di fatto che le ha fatte sorgere.
Con il sorgere di queste discussioni ideologic[...]

[...]e iniziata la ricostruzione. Ma la vera Stalinallee nasce all'inizio del 1952: i cantieri sono l'uno accanto all'altro per una lunghezza di 4 Km.; in tutte le strade adiacenti, squadre di operai di fabbriche, in via di principio volontari, sgomberano le rovine, durante l'inverno vi si lavora alla luce delle lampade elettriche. La Stalinallee é l'organo del regime; se ne é fatta il centro della vita di BerlinoEst e, in un certo senso, di tutto il paese: stampa e radio, scrittori e compositori l'hanno adottata come il loro tema preferito. Squadre di agitatori del partito vi si recano, ed intorno a loro si formano dei gruppi di discussione, con i passanti, con gli operai dei cantieri, con quelli che sgomberano le rovine.
resse. Tuttavia l'industria edilizia lavora in perdita, e l'amministrazione ripropone il problema delle norme. Come sempre in questi casi, l'iniziativa viene presa dagli attivisti (stakanovisti) e dai capisquadra, per principio fedelissimi al regime. All'isolato n. 16, dal quale il movimento ha inizio, sono i capisquadra Sem[...]

[...]perdita di 33 milioni di marchi, invece del previsto utile di 40 milioni (16). Durante i primi due mesi del 1953, la perdita é di 3,8 milioni (17). In maggio, Heinrich Rau, presidente della Commissione di pianificazione; getta l'allarme : durante il primo trimestre dell'anno l'edilizia ha realizzato soltanto il 77% del piano, ma durante lo stesso periodo i salari sono cresciuti del 23% (18): é ben difficile chiudere dentro un piano la vita di un Paese che conosce le contraddizioni sociali.
Nel quadro della politica dura del momento, viene convocata per il 22 febbraio una conferenza dell'edilizia (amministrazione, sindacati, attivisti) che delibera di applicare una politica di durissime economie : sui salari, sui materiali, sulle attrezzature. Come nelle altre industrie, si prevede una campagna generale di aumento delle norme. Per 1'8 aprile viene convocata la conferenza dei responsabili del S.E.D., della Stalinallee, in vista dell'applicazione delle decisioni della conferenza di febbraio. Il 6 giugno infine, viene organizzata a Lipsia una[...]

[...] 500 metri all'incirca
dalla linea di demarcazione del settore occidentale, o più addentro nel
settore sovietico. Solamente nel primo caso si verificano saccheggi ed incendi, che sono evidentemente l'opera di qualche centinaio di spo
stati venuti dall'Ovest con l'intendo di far deviare la manifestazione.
Sorta a Berlino il 16 giugno, la rivolta si estende rapidamente a tutta la regione circostante. II 17 giugno tutti i centri industriali del paese sono in sciopero: gli operai hanno avuto notizia dei fatti di Berlino attraverso la radio del settore occidentale. È soprattutto nelle . vecchie zone industriali di Halle, di Bitterfeld, di Magdeburgo, che la rivolta acquista un'ampiezza eccezionale, e che essa lascia scorgere che cosa sarebbe divenuta se avesse durato più a lungo.
Sembra che la prima reazione degli operai sia stata quella di creare dei comitati di sciopero. Questi organizzano il movimento, ed allo stesso tempo assumono la gestione delle imprese : hanno cura di assicurare i lavori di manutenzione, di organizzare la, vigilanz[...]

[...]gi in ferrovia. Allontanatisi i giorni della rivolta, la tendenza alla concorrenza fra gli operai riprende il suo posto accanto alla tendenza alla solidarietà.
Il IV Congresso del partito
I congressi del partito scandiscono la vita dei paesi di democrazia popolare. I loro periodi preparatori fanno le veci, in un certo senso,
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delle campagne elettorali. Tenuto conto del linguaggio e delle regole del regime, esiste nel paese, in quei periodi, una vita politica reale, e le riunioni che si succedono su tutta la scala dallo stabilimento fino alla organizzazione regionale del partito rappresentano il luogo di incontri, e spesso il luogo di scontri, delle opinioni della base, dei quadri medi e dei vertici del partito. Ora, non vi è praticamente una vera differenza fra il modo di pensare del militante operaio e quello del suo compagno di lavoro senza partito. Questo che potrebbe essere un vantaggio, é invece un motivo di debolezza nella situazione della Germania Orientale. Il partito conta all'incirca un milione e mezz[...]

[...]amente una vera differenza fra il modo di pensare del militante operaio e quello del suo compagno di lavoro senza partito. Questo che potrebbe essere un vantaggio, é invece un motivo di debolezza nella situazione della Germania Orientale. Il partito conta all'incirca un milione e mezzo di membri, sparsi in tutti i rami dell'attività : attraverso a mille canali, le preoccupazioni e le rivendicazioni delle masse tendono ad imporsi ai dirigenti del paese.
Durante il mese di gennaio la vita politica delle fabbriche si anima. Si stanno facendo i primi preparativi per il IV Congresso del partito. Si tengono assemblee nelle fabbriche per le elezioni dei delegati ai congressi locali; contemporaneamente si rinnovano i comitati di fabbrica e di impresa del partito. Ora, si dà il fatto che il proletariato della Germania Orientale, apparentemente lo stesso di prima del 17 giugno, é in realtà cambiato. La critica operaia é sempre stata vivace nella Germania Orientale, e non si limitava alle quisquilie della vita di fabbrica. Osservazioni come t< I pol[...]

[...]i delle false concezioni di Rosa Luxembourg ». La grande teorica dell'estrema sinistra del Socialismo, le cui polemiche con Lenin sulle questioni del partito eran state celebri, era stata assassinata, ricordiamolo, da 35 anni.
Anche i lavori del congresso, durato 8 giorni, fra la fine di marzo ed il principio di aprile, meriterebbero di essere studiati analiticamente. Il Congresso si é infatti sforzato di definire una nuova tappa nella vita del paese; tappa di statuquo sociale, una specie di via di mezzo fra la politica « dura » del 1952 e quella distensiva dei primi di giugno del 1953.
Questo orientamento si spiega se si tiene conto da un lato che la
(30) Neues Deutschland 5.2.1954.
(31) Neues Deutschland 20.2.54.
188 COMUNISMO E OCCIDENTE
politica «dura» e quella distensiva hanno sempre corrisposto rispettivamente alla politica di integrazione nel mondo sovietico o a quella di unità con la repubblica borghese di Bonn; e se si tien conto d'altro canto della linea di condotta che é sorta, per il blocco orientale, dalla conferenza int[...]

[...]uanto sui cooperativisti ». Si tratta adesso per il partito di isolare i contadini ricchi senza tuttavia minacciarli di espropriazione. Walter Ulbricht invita a venire nella Repubblica Democratica tedesca delle delegazioni di contadini della Germania Occidentale.
Rivolgendosi agli imprenditori privati delle città Walter Ulbricht constata che i piccoli imprenditori e gli artigiani rappresentano all'incirca il 20% della produzione industriale del paese. Il loro peso sociale
pera sproporzionato a questa cifra : il solo artigianato impiega 700.000 uomini. Anche per costoro, così come per i contadini privati, Ulbricht non fa piú questioni di espropriazione, e neanche di vantaggi particolari, come era il caso nel giugno 1953. Ulbricht promette agli imprenditori privati una certa libertà di iniziativa e degli sbocchi sicuri per la loro produzione, dichiarando allo stesso tempo che « il potere statale della repubblica democratica tedesca si appoggia sul blocco dei partiti democratici antifascisti », ossia il S.E.D. ed i partiti borghesi liberald[...]

[...]ATICO POPOLARE 189
alla piccola borghesia della Germania Occidentale, alla quale pure Ulbricht rivolge l'invito di recarsi a visitare la Repubblica Democratica tedesca.
Ulbricht propone insomma agli imprenditori privati una specie di mercato che potrebbe tosi definirsi: « Voi non sarete molestati nella vostra attività, ma non tentate di riprendere la vostre antiche posizioni; lavorate e quando è il caso siate testimoni della pace che regna nel paese ». Rivolgendosi poi agli operai, Walter Ulbricht cambia tono e tiene un linguaggio diverso. I cinque o sei quarti d'ora del suo discorso dedicati agli operai possono così riassumersi: « Lavorate con accanimento, il paese vi appartiene, tutte le strade vi sono aperte. Entrate nell'apparato dello Stato, nelle commissioni economiche, salite nella scala sociale: 10 ministri su 20 sono degli ex operai, così come lo sono 2.300 consiglieri generali, circa i due terzi del totale... ». Con questo Ulbricht intende risolvere il dilemma più grave del regime, che consiste nel non poter distaccarsi dagli operai né fidarsi di loro. Ecco l'eufemismo che Ulbricht adotta per citare la dura lotta svoltasi durante la scorsa estate intorno all'aumento delle norme: « E noto che lo scorso anno si è discusso su questioni attinenti a[...]

[...]unciati, senza che ne vengono forniti dettagli, dallo stesso Ulbricht.
La soluzione dei problemi della Germania Orientale risiederebbe
BENNO SAREL PROLETARIATO E ORDINE DEMOCRATICO POPOLARE 191
nella ripresa degli scambi internazionali. Da notare a questo proposito che una esposizione dei prodotti industriali della R.D.A. si é aperta in marzo al Cairo. Vi sono però due elementi che si oppongono alla larga ripresa degli scambi commerciali del paese : anzitutto la situazione internazionale; in secondo luogo la qualità tuttora incerta dei suoi prodotti industriali (Ulbricht stesso lo metteva in evidenza) conseguenza a sua volta di una ricostruzione effettuata troppo rapidamente ed in cattive condizioni. Nel migliore dei casi, occorrerà ancora qualche anno perché la situazione del paese si normalizzi. Tracciando le grandi linee del secondo piano quinquennale, destinato a svolgersi fino al 1960, Ulbricht rinviava al compimento di esso quel superfluo e quel lusso che era stato promesso per il 1955.
Ulbricht ha raccolto grandi applausi quando ha menzionato la concessione dei diritti di sovranità accordati al paese dell' URSS. È forse questa la ragione principale del tono di sicurezza e di ottimismo del suo discorso? No, nonostante che la dichiarazione sovietica rappresenti, a parte i motivi di politica internazionale, una specie di riconoscimento di maturità rivolto ai dirigenti della Germania Orientale. Non vi é dubbio che l'ottimismo di Ulbricht era in buona parte un ripiego politico, e tendeva a nascondere l'ostilità della classe operaia e, come riflesso di questa, i profondi dissensi sorti fra i capi stessi. Ma il tono di Ulbricht corrisponde anche ad un incontestabile dinamismo di quella giovane c[...]

[...]io che l'ottimismo di Ulbricht era in buona parte un ripiego politico, e tendeva a nascondere l'ostilità della classe operaia e, come riflesso di questa, i profondi dissensi sorti fra i capi stessi. Ma il tono di Ulbricht corrisponde anche ad un incontestabile dinamismo di quella giovane classe dirigente che ancora si stupisce di vedere come il sistema da essa incarnato fuziona; come nonostante le proprie contraddizioni, essa « fa camminare » il paese.
La società della Germania Orientale sta cristallizzandosi intorno a questi due poli: gli operai e la classe dirigente. Al punto in cui siamo, iI movimento degli operai ha da risolvere tre generi di problemi, che d'altronde si condizionano a vicenda : trovare una formula organizza tiva adatta alla situazione; darsi un programma, una ideologia che contenga una definizione della nuova classe dirigente; uscire dall'isolamento, allearsi con i contadini e con gli intellettuali, prendere contatto con i movimenti operai di oltre frontiera, ed allo stesso tempo impostare, a modo proprio, il problema[...]



da Orazio Barbieri, La leggendaria liberazione di Firenze ad opera del popolo fiorentino in KBD-Periodici: Rinascita - Mensile ('44/'62) 1954 - numero 7 - luglio

Brano: [...]renze cadde poi torturato dai fascisti nel Carrarino); col loro nome erano chiamate le brigate fiorentine che operavano in collaborazione con la Brigata Lavagnini, che agiva intorno a Siena. Dopo le prove di Vallibona e sulle colline di Greve, scendendo da Monte Giovi e da Gattaia, i partigiani della «Faliero Pucci» e della «C. Checcucci» con la collaborazione della popolazione il 6 giugno occuparono Vicchio di Mugello, isolando completamente il paese con un attacco di sorpresa. Cinque fascisti furono uccisi, dieci feriti e quattordici fatti prigionieri dopo un lungo combattimento. Poi vennero le azioni di Secchieta, sul Falterona, a Pomino (ove i tedeschi fecero strage di vecchi e bambini), l'attacco a Carmignano contro otto vagoni di tritolo che saltarono in aria insieme ai partigiani che avevano fatto il colpo, l'attacco alla Capannuccia, il combattimento di Pian d'Albero ove i tedeschi sorpresero, il 20 giugno, un centro di raccolta di partigiani privi di armi e in attesa di smistamento: ne uccisero diciassette nel corso del combattime[...]

[...] agli alberi diciotto tra quelli fatti prigionieri (fra cui il Cavicchi col figlio di quattordici anni). Poi il 29 giugno il combattimento di Cetica, sostenuto da 1.200 uomini delle brigate «Caiani», «Lanciotto» e «Sinigaglia», i quali catturarono 120 quintali di zucchero, armi e prigionieri. Il combattimento, che si svolse accanito per tutto il giorno con azioni frontali e di aggiramento, si concluse con cinque morti civili e con l'incendio del paese ad opera dei tedeschi, con poche perdite partigiane e con la morte di 65 tedeschi.
Ma gli episodi di lotta armata non si possono più contare: è tutto un fiorire d'iniziative partigiane, dei G.A.P. e delle S.A.P. che estendono la loro opera con cento e cento piccole azioni di disturbo in città, sostenute da sempre più larghe masse. Oramai tutto il popolo, tutti gli operai entravano nella lotta, incitati all'unità anche dalle proposte di Togliatti per un governo nazionale. L'Azione Comunista usciva più frequentemente, così l'Unità e il Combattente. Si facevano bollettini straordinari per dare n[...]

[...]andava i G.A.P. fiorentini, informò il C.T.L.N. sulle ultime azioni armate.
La mattina dell'11 il C.T.L.N. fece suonare la Martinella del Bargello per dare il segnale dell'attacco generale. Le squadre d'azione uscirono nelle vie, della zona ancora occupata dai tedeschi, i partigiani di Potente passarono l'Arno in forze. Era l'ora di riscattare tutti i delitti del fascismo che per venti anni aveva tolto la libertà, sfruttato il popolo, venduto il Paese allo straniero! I partigiani della divisione «potente » (così ora si chiamava in onore del comandante caduto) e le brigate «Matteotti» e «Giustizia e libertà» respinsero i tedeschi oltre il Mugnone e tennero la linea del fronte per molti giorni, finchè il comandante alleato li costrinse al disarmo.
Sono queste le gesta dei partigiani di Firenze che suscitarono l'ammirazione di tutta l'Italia e il riconoscimento dei ministro della Guerra Alessandro Casati il quale, in un suo messaggio ai partigiani fiorentini, dichiarava fra l'altro: «Oggi mentre già risplende nei cieli d'Italia la luce della [...]



da Giovanni Mari, Ritratti critici contemporanei. Louis Althusser in KBD-Periodici: Belfagor 1980 - luglio - 31 - numero 4

Brano: [...]le parti communiste, Paris, Maspero, 1978, 125 pp. Comprende, oltre al n. 74, una Préface: Au lecteur, pp. 530 (tr. it. di F. Fenghi, L.A., Quel che deve cambiare nel partito comunista, Milano, Garzanti, 1978, che contiene
anche il n. 76 e la tr. del n. 68). 76. Il marxismo oggi, dalla voce marxismo
dell'Enciclopeda Europea, vol. vil, Milano, Garzanti, 1978, già in n. 75. 77. Al
« punto zero » della teoria, intervista rilasciata a G. Fanti, « Paese sera », 6 maggio
1978. 78. Avantpropos a G. DUMÉNIL, Le concepte de loi économique dans
« Le Capital », Paris, Maspero, pp. 726.
SCRITTI SU ALTHUSSER
Si danno qui di seguito solamente alcune indicazioni essenziali rimandando, per una informazione piú ampia alla bibliografia composta da F. Pogliani, Dopo Althusser, per Althusser (Bibliografia 19591978), « Materiali filosofici » 1979, n. 1.
Hanno dedicato dei numeri speciali ad Althusser le seguenti riviste: « AutAut », 121, 1971; « Critique de l'économie politique », 9, 1972; « Radical America », 5, 1972; « Quadrangolo », gennaio, 1975; «[...]


Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine Paese, nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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