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ANTEPRIMA MULTIMEDIALI

Il segmento testuale Birmania è stato riconosciuto sulle nostre fonti cartacee. Questo tipo di spoglio lessicografico, registrazione dell'uso storicamente determinatosi a prescindere dall'eventuale successivo commento di indirizzo normatore, esegue il riconoscimento di ciò che stimiamo come significativo, sulla sola analisi dei segmenti testuali tra loro, senza obbligatoriamente avvalersi di vocabolarii precedentemente costituiti.
Nell'intera base dati, stimato come nome o segmento proprio è riscontrabile in 90Analitici , di cui in selezione 2 (Corpus autorizzato per utente: Spider generico. Modalità in atto filtro S.M.O.G.: CORPUS OGGETTO). Di seguito saranno mostrati i brani trascritti: da ciascun brano è possibile accedere all'oggetto integrale corrispondente. (provare ricerca full-text - campo «cerca» oppure campo «trascrizione» in ricerca avanzata - per eventuali ulteriori Analitici)


da Enrica Pischel, Considerazioni sulla nuova fase della politica asiatica in KBD-Periodici: Nuovi Argomenti 1958 - 7 - 1 - numero 33

Brano: [...]difesa collettiva anticomunista ed anticinese » incontrava l'appoggio della maggioranza dei gruppi conservatori asiatici. E' sintomatico inoltre che le tendenze ad un avvicinamento agli Stati Uniti mostrate da alcuni dirigenti di paesi neutralisti all'epoca di Bandung non si siano concretate o siano state travolte da una ripresa di neutralismo. A Ceylon é caduto Kotelawala, l'uomo politico più filostatunitense esistente nell'Asia neutralista, in Birmania non vi é stata un'intensificazione dell'anticomunismo ed un avvicinamento a Washington.
Lo stesso vale per il caso del Cambogia e del Laos: all'epoca
JU ENRICA PISCHEL
di Bandung erano due Stati protetti dagli Stati Uniti, impegnati in un'azione repressiva anticomunista all'interno e schierati contro la Cina ed a favore del SEATO, dal quale erano indirettamente coperti. Due anni di azione diplomatica ed economica cinese e sovietica, la stabilizzazione della situazione indocinese ed alcuni sbagliati interventi di pressione statunitensi, ne hanno fatto due paesi neutrali, e il Laos anzi é l'[...]

[...]sviluppo economico che bruci le tappe ed assottigliprimä che diventi incolmabile, il fossato che separa l'Asia dalle potenze industriali.
Proprio sul problema dei metodi e dei ritmi dello sviluppo e sui riflessi di esso sull'órgánizzazioñe sociale e politica si é manifestata da Bandung in poi la più profonda trasformazione nei paesi asiatici neutrali. Dal punto di vista politico il corso verificatosi negli ultimi tre anni in India, Indonesia e Birmania é stato caratterizzato soprattutto dallo sfaldamento del _gruppo_ socialmente eterogeneo che, guidò la lo ta per indipendenza e che ora si trova, per procedere alle scelte necessarie per*`Ic`sviluppo, a mettere a nudo le componenti sociali contrastanti che la lotta per la mera indipendenza politica aveva invece fuso e fatto apparire affini. D'altra parte — fenomeno parallelo ma non meno decisivo — i partitiicomurústi di uestiy Eaesi vanno mutando loro posizioni, e cercano di inserirsi, come rttore indispensabile ar proseguimento della politica di indipendenza e sviluppo, nella dialettica in [...]

[...] Almeno questa è la situazione finché Nehru non vuole veramente presentare l'India come uno Stato socialista, per quanto « diverso ». Né i comunisti indiani né quelli sovietici o cinesi sembrano, tuttavia, aver mai dato molto peso alle tesi socialiste del Congresso e non ne daranno finché esse non saranno state attuate.
***
Diverso è il processo che caratterizza lo sfaldamento della unità delle compagini nazionalisteborghesi in Indonesia ed in Birmania. La borghesia di questi paesi è stata ed è assai più debole di quella indiana, soprattutto ne è debole il settore capitalistico finanziario. Manca un capitale nazionale privato, mancano i ceti inferiori della borghesia mercantile o commerciale
Quello dell'India è quindi il primo caso nel quale i rapporti
CONSIDERAZIONI SULLA NUOVA FASE DELLA POLITICA ASIATICA 49
ed il settore esistente di economia moderna (per lo più rappresentato da piantagioni di prodotti agricoli pregiati, da aziende per l'estrazione di materie prime o piccole fabbriche di beni di consumo immediato) é tuttora controllat[...]

[...]lettivisticostatalista, che sarebbe difficile definire « socialista », anche assumendo il termine nel senso più generico, e che ha invece affinità con un dominio burocratico. A differenza dell'India inoltre lo sforzo di sviluppo in questi paesi non si é ancora avviato in modo deciso e continuo ed in certi casi é stato stroncato sia da quelle forze retrive che ora lo minacciano in India sia dalle interferenze straniere.
Tuttavia l'Indonesia e la Birmania non sono neppure nelle condizioni dei paesi dell'Asia dominati da classi reazionarie, disposte a scendere a qualsiasi compromesso con gli Stati Uniti pur di conservare il loro dominio semifeudale sulla terra o il loro monopolio sul modesto settore di economia moderna. L'attuale gruppo dirigente nei due paesi, quello che ha guidato la lotta per l'indipendenza politica, collaborando con i comunisti fino al 1948 e rompendo poi con essi attraverso una repressione violenta che li estromise dall'attiva elaborazione della politica di governo e, in Birmania, li esclude tuttora ufficialmente dalla leg[...]

[...]scendere a qualsiasi compromesso con gli Stati Uniti pur di conservare il loro dominio semifeudale sulla terra o il loro monopolio sul modesto settore di economia moderna. L'attuale gruppo dirigente nei due paesi, quello che ha guidato la lotta per l'indipendenza politica, collaborando con i comunisti fino al 1948 e rompendo poi con essi attraverso una repressione violenta che li estromise dall'attiva elaborazione della politica di governo e, in Birmania, li esclude tuttora ufficialmente dalla legalità, é un grupo borghesenazionalista a tendenze progressive e stataliste. La ragione sociale di questo progressismo va probabilmente ricercata nel fatto che i movimenti nazionalisti bir
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mano e indonesiano sono stati espressi non da una borghesia capitalistica, bensì da quei gruppi di burocrati, di intellettuali e di piccoli borghesi, in gran parte spostati, che il dominio colaniale ha creato ovunque e che furono spinti al radicalismo politico proprio dalla lotta contro il colonialismo.
Di qui la possibilità di fondere, durante [...]

[...]ontrolla, così come altre borghesie controllano il capitale e le imprese private. Ma proprio sul piano politico si sono recentemente create le diflicol tà per i nazionalisti progressivi indonesiani e birmani: per salvarsi dall'attacco dei loro avversari di destra, che riel caso della.
CONSIDERAZIONI SULLA NUOVA FASE DELLA POLITICA ASIATICA 52
Indonesia sono forze confessionali legate ad interessi particolaristici e semifeudali e nel caso della Birmania sono semplicemente il settore più abbiente della nuova borghesia burocratica, essi hanno dovuto rinunciare a tenere al bando dalla gestione degli affari e dalla vita politica le forze comuniste e filocomuniste, che nel 1948 gli stessi nazionalisti avevano ritenute superflue per la loro vittoria e pericolose per i loro interessi.
Né in Indonesia né in Birmania questa reimmissione dei comunisti nell'attiva direzione degli affari del paese è ancora avvenuta pienamente. In Indonesia, dove vige in linea di principio un'effettiva democrazia politica, limitata finora soltanto localmente dalle interferenze delle forze reazionarie poi impegnatesi nella secessione antinazionale, il governo attuale é una compagine nazionalista orientata a sinistra che ha l'appoggio dei comunisti e che ha anche stroncato con la forza il tentativo della destra confessionale (appoggiata in questo e per questo dagli Stati Uniti) di provocare la repressione anticomunista e di ori[...]

[...]sce logicamente nell'evoluzione di tutti i movimenti comunisti asiatici a favore del metodo democratico per la conquista del potere.
Più incerta é la situazione birmana e più recente la collaborazione tra filocomunisti e gruppi nazionalisti di sinistra (che tali sono le forze della Lega antifascista per la libertà del popolo, nonostante le loro professioni di fede in un socialismo più o meno fabiano). La rottura del gruppo, che fin qui resse la Birmania con un regime che in sostanza potrebbe essere definito di partito unico, é stata consumata soltanto all'inizio di giugno e solo allora, fratturatosi il potere monopolizzato in precedenza dalla Lega e dalla rete delle sue organizzazioni di massa, é stato necessario per i nazionalisti progressivi ricorrere ai voti dei filocomunisti fino allora tenuti al bando. L'aspetto principale della nuova situazione consisterà probabilmente nella definitiva liquidazione della lotta armata infierita dal 1948 in poi tra governo e partito comunista ufficiale, nel ritorno del partito comunista stesso alla legal[...]

[...]lle ripercussioni di fatti e situazioni verificatisi fuori dello spazio di ciascun Stato asiatico. La rivolta dei comunisti birmani e la guerra ci vile da essi mossa al regime nazionalista progressivo di . Rangoon non era i atti giustificata dalla situazione interna, né dalla polihca estera del governo birmano: ma rappresentò il tentativo estremo e più irrazionale di risolvere con la violenza e ëonfidandö in~úñ `ä ütö esterno (che nel caso della Birmania 'non fu concesso ai comunisti locali né dell'URSS né della Cina proprio per salvaguardare la loro collaborazione con i neutrali) i problemi sociali ed economici di un paese asiatico e di rompere fa collaborazione tra i Comunisti e i gruppi democraticoprogressivi della borghesia. Ora, spostatasi sui problemi interni e concreti dei paesi asiatici l'alternativa a lunga scadenza tra i diversi sistemi di organizzazione sociale, l'insurrezione armata e la divisione tra le forze comuniste e quelle nazionaliste sono state relegate tra gli strumenti ed i fenomeni di una fase precedente e superata.
EN[...]



da Tibor Mende, L'Asia Sud-Orientale tra due mondi in KBD-Periodici: Nuovi Argomenti 1954 - 5 - 1 - numero 8

Brano: L'ASIA SUDORIENTALE TRA DUE MONDI
Per « SudEst asiatico » s'intendono generalmente la penisola indocinese e l'Indonesia; ma io vorrei estendere un poco la portata del termine e includervi anche la penisola indiana, in modo da comprendere sotto di esso : il Pakistan, l'India, Ceylon, la Birmania, il Siam, la Malesia, l'Indocina e l'Indonesia. Mi sembra che giustifichino questa estensione : da una parte la diminuzione delle distanze nel nostro mondo moderno; e dall'altra il ruolo importante che ha l'India in tutta quella zona. Quest'Asia del SudEst, dunque, comprende praticamente l'insieme dei paesi asiatici non comunisti, ad eccezione del Giappone, delle Filippine e del MedioOriente.
La storia stessa, del resto, giustifica questa definizione. Tutti questi paesi, che si estendono dal passo di Khaibar a Bali, hanno molti tratti in comune. Innanzi tutto, il fatto che la maggior parte d[...]

[...]egrini e di eruditi non hanno più cessato tra i due paesi. Durante il viaggio, questi pellegrini accostavano alle rive d'Indocina, di Sumatra e di Giavà : diffondendo da una parte il Buddismo, la cultura dell'India e la sua potenza; e dall'altra la scienza e il commercio della Cina.
Per secoli l'Asia del SudEst fu zona d'incrocio di idee e di dottrine religiose. Sorsero civiltà miste indocinesi. Nell'interno del continente — come per esempio in Birmania, nel Siam o nel Tonkino — l'influenza predominante fu quella cinese. Lungo le coste
e nelle isole, per contro, la supremazia spetto all'India. Ma le due civiltà impiegarono nella loro lotta amni affatto pacifiche, mettendo in concorrenza i loro sapienti, i loro mercanti, i loro missionari,
e tutta una gamma di " agenti diversi, che servivano a diffondere le loro idee.
Oggi, dopo alcuni secoli di supremazia occidentale, noi vediamo riaffermarsi le tendenze d'un tempo : India e Cina riprendono il loro posto come fonti delle idee e delle ideologie destinate a modellare la vita dei popoli del [...]

[...]numerosa, fatta di gente educata all'occidentale e che ha cercato, naturalmente, di applicare metodi occidentali alla soluzione dei problemi dei propri paesi
Come stanno le cose al giorno d'oggi?
In modo quasi generale, i complessi amministrativi creati dagli occidentali tendono a frazionarsi. L'India, unita per la prima volta dagli Inglesi, é già scissa in due parti; altre scissioni potran
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no prodursi nei prossimi anni. In Birmania, le minoranze annesse all'exregno birmano sotto l'impero britannico non hanno ancora accettato lo stesso genere d'associazione sotto l'egida d'un governo birmano. Certe isole indonesiane sembrano poco disposte a continuare a dar prova, nei confronti di Giava, di quel lealismo che gli Olandesi avevano loro imposto. Gli stessi sintomi si osservano in Indocina, come pure nel Siam e in Malesia.
D'altra parte, lentamente e penosamente, ci si comincia a render conto che la macchina economica installata dalle potenze occidentali, anche nei casi in cui aveva per scopo di servire gli interessi dei pa[...]

[...]i capitali di gestione.
Nei paesi che per liberarsi hanno dovuto ricorrere alla forza, la produzione non ha ancora raggiunto il livello di prima della guerra; ciò deriva dalle distruzioni, ma anche dalla disorganizzazione risultante dalla penuria di personale e di capitali. In Indonesia, dopo quattro anni di guerra contro l'Olanda, e dopo tre anni di indipendenza, il reddito medio é ancora di poco più del 60% di quello di prima della guerra. In Birmania, dove le distruzioni dovute alla guerra sia intestina che esterna furono assai maggiori, si é al di sotto del 70%. Ma negli stessi paesi che hanno raggiunto l'indipendenza mediante negoziati, la produzione non è affatto superiore a quella del 1939. Là stesso dove si potrebbe constatare un leggero miglioramento — come per esempio in India — questo miglioramento é stato integralmente neutralizzato dall'accre
scimento della popolazione. _
Nel campo ideologico, ci si scontra con delle difficoltà analoghe. S'è riconosciuto che una pura e semplice imitazione dei metodi occidentali non poteva dare[...]

[...]imento per il controllo straniero; risentiimento per la superiorità politica, culturale e razziale dell'Occidente. Queste componenti si combinano in proporzioni diverse a seconda delle circostanze locali. Dove esiste una classe media di una certa importanza — come in India, nel Siam, in Indocina o a Singapore — il risentimento acquista un carattere prevalentemente economico o culturale; ma laddove la classe media è pressoché inesistente, come in Birmania o in Indonesia, il risentimento appare nella sua forma più genuina e potente. In questi casi, non ancora incanalato in una direzione specifica, esso emerge sotto forma di un'ampia passione popolare, e : o sbocca nella rivoluzione, come in Birmania; o come in Indonesia, si dissolve in una inarticolata xenofobia.
Per noi occidentali, é difficile, fors'anche impossibile, analizzare a fondo i motivi di questo risentimento e comprenderne la funzione formativa di quel che chiamiamo nazionalismo asiatico. I nostri libri di storia ed anche i nostri atteggiamenti istintivi tendono a una scelta di fatti atta a dare una visione erronea, ma per noi lusinghiera, del periodo di dominio occidentale in Asia. Noi amiamo rappresentarci i generosi istituti che hanno aiutato le società coloniali; loro, ricordano gli incidenti marginali che umiliarono e e[...]

[...]ntestabilmente lo stato di ristagno economico delle campagne. Dietro i grattacieli scintillanti di Rio o di San Paolo si estendono regioni immense abitate da una popolazione miserabile e arretrata, che non ha il potere d'acquisto necessario per procurarsi i prodotti fabbricati nelle grandi città.
Un altro esempio, per dimostrare la necessità di certe condizioni politiche e sociali alla base dello sviluppo economico : esaminiamo un paese come la Birmania. In cento anni di amministrazione britannica, il reddito nazionale si è moltiplicato per dodici o per quattordici. Ma le statistiche provano che il reddito annuale medio della popolazione non è aumentato che in modo insignificante; ed anzi, nel corso della grande crisi economica successiva al 1930, esso subì perfino un brusco ribasso. Come si spiega questo fenomeno? 'Mi si permetta di ricorrere a una metafora. Nel corso di viaggi compiuti intorno al mondo, ho notato che gli uomini amano circondarsi di ricordi dell'epoca più felice della loro vita. Lo stesso accade per le nazioni. In Inghilter[...]

[...]si per ottenerne i benefici... Sono d'accordo. Ho visto molti contadini, in Asia, trarre dall'esistenza molta più soddisfazione che un operaio di Lione, di Birmingham o di Detroit, il cui reddito annuo é tuttavia immensamente più elevato. Ma non si tratta che di parole, le quali non hanno, purtroppo, alcun rapporto con la realtà d'oggi.
Ho visto contadini, a Borneo, lavarsi i denti nel fiume fangoso con spazzolini da denti in nylon; ho visto in Birmania, presso la frontiera cinese, orologi da polso messi in mostra al mercato accanto alle frutta e alle verdure del paese; ho visto al soffitto di certi templi indù, in villaggi sperduti, lampade al neon che span
L'ASIA SUDORIENTALE TRA DUE MONDI 55
devano la loro luce bianca o rossa sulla testa di Shiva o di Lakshmi. Appena qualche mese fa, prendendo il tè con gli uomini di una tribù pathan del Passo di Khaibar, li ho visti pulire i fucili mentre ascoltavano un'emissione radio da un piccolo apparecchio americano. Tutta questa gente va al cinema e sfoglia i giornali illustrati; sa che nelle alt[...]


Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine Birmania, nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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