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tipologia: Analitici; Id: 1543270


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Titolo Giuliano Briganti, Barocco, strana parola
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Briganti, Giuliano+++   autore+++   
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GIULIANO BRIGANTI BAROCCO, STRANA PAROLA N ella corrente storia dell’arte col termine di ‘barocco’ si abbracciano, di solito, fatti di varia ed opposta natura. O al Bernini e al Cortona, anche Annibaie Carracci, anche il ravaggio, e lo stesso Poussin, in compagnia di tanti altri sempre differiscono fra loro per spirito e per cultura, a non per grandezza, tutti sono indicati quali protagonisti di quel vicenda che si intitola ‘età barocca’. Una vicenda storica qui così mal definita, che talora se ne fissa l’inizio al 1630, t al 1580, qualche volta persino al 1520. Senza dire che, nella interminabile edizione tedesca, tale vicenda va divisa solita mente in tre atti, ‘barocco severo’, ‘barocco maturo5, ‘tar barocco’, restandosi ancora in debito di una valida dimostr zione che, con elementi concreti, ci dia ragione del passag da un atto all’altro, cioè a dire dell’unità spirituale del dramm che giustifichi la denominazione comune. Nè solo a quest si limita l’invadenza e l’imprecisione del termine, ma ess tende sempre più ad assumere una portata generale o, se vuole, psicologica che si sovrappone a quella storica, sì c son chiamate ‘barocche5, manifestazioni artistiche delle epo­ che più varie, dall’antichità classica, anzi dalle preistorich pitture rupestri, fino ai giorni nostri. Ne consegue inevi bilmente che quando, in un testo di storia dell’arte, si le il termine ‘barocco5 non si sa ormai a che cosa precisament si voglia alludere; e dalla confusione s5ingenerano equivoci a non finire.20

GIULIANO BRIGANTI

Tratto costante di codesta confusione, insostituibile ingrediente delle più macchinose come delle più semplici teorie, ci ritroviamo sempre davanti questa strana parola, così piacevole a pronunciarsi, così misteriosamente allusiva, così apparentemente definitoria. Non si può dunque fare a meno di considerarla proprio la causa originaria della confusione, prima ancora di quella che han provocato i vari sistemi di astratte categorie formali, psicologiche e culturali che se ne servirono, dalla metà dell’Ottocento in qua, per sistemare a modo loro uno dei momenti più complessi della storia dell’arte europea. Proprio così: la parola ‘barocco5 ha, a mio vedere, molte colpe. E poiché a mali estremi occorrono estremi rimedi, penso che a questo caso non si possa indicare miglior cura che un buon trattamento semantico.

Il che non mancherà di scandalizzare i severi custodi della critica astrattiva, così come un medico tradizionale si scandalizza se un suo paziente inguaribile decide di sottoporsi a un trattamento psicoanalitico; eppure nessuno potrà negare che è ormai impossibile l’uso corrente di quel termine così come è giunto sino a noi, attraverso le più varie interpretazioni, gli adattamenti, le deformazioni cui è stato sottoposto sin dalle origini : impossibile, senza una dichiarazione preliminare che ne chiarisca la interpretazione; perchè, a questo proposito più che mai, non è il caso di cercare il significato nella parola, ma soltanto di attribuirglielo. Se ogni parola porta con sé la inalienabile eredità di tutti i successivi significati che le sono stati attribuiti, ‘barocco5 vuol dire ormai troppe cose e quindi, per conseguenza paradossale, non vuol dir più nulla. Se, stando ai testi più diffusi di storia dell’arte, si possono definire 5 barocchi5 un quadro di Caravaggio, un affresco di Pietro da Cortona e, poniamo, un ritratto di Rembrandt, dovrebbe saltare agli occhi che quel termine non può stabilire alcun punto in comune fra i tre artisti per la semplice ragione che quel punto non esiste, e viene a perdere quindi ogni valore di definizione. Perchè allora adoperarlo? Ma d’altra parte, se è nell’uso, perchè abolirlo? Si dovrebbe soltanto dargli una consistenza, un significato unico; liberarlo dai complessi ‘sistematici5 di origine prevalentemente germanica e, soprattutto, rendersi conto della necessità di un serio chiarimento. Per giungere alla certezza della condizione negativa nella quale si trova oggi quel termine, il metodo semantico risulterà utilisBAROCCO> STRANA PAROLA

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simo, nè, prima di averlo sperimentato, si dovrebbe ancora adoperare la parola ‘ barocco5 nella storia delle arti figurative.

Con la consueta lucidezza, già scrisse il Manzoni che è ‘ condizione comune a tutti i vocaboli destinati a rappresentare un complesso d’idee e di giudizi quella di essere intesi più o meno diversamente dalle diverse persone5. A questa sorte si deve se il termine di ‘barocco5 si è prestato a continue molteplici definizioni e se il tentativo, esperito nei testi di storia dell5arte, di trovare un impiego comprensivo alla parola, risulta compito impossibile. La ragione di ciò, per adoperare un metodo comune ai semantici, si può stabilire in tre punti. Primo, la parola: il suo significato immediato è assolutamente ambiguo e polivalente; secondo: diversissime situazioni culturali ne condizionano l’impiego ; terzo : l’oggetto, cioè il periodo e le manifestazioni artistiche cui il termine solitamente si riferisce, è variamente concepito.

L’estrema mobilità di questi tre punti, la parola, la concezione culturale e il referente, è più che sufficiente per formare tanti ’ barocchi9 quanti sono almeno i teorici dell’argomento e in più, e qui sta il peggio, per confonder le carte in tavola ai non teorici, a coloro cioè che, credendosi nella necessità di usare il termine, attingono a modo loro il significato ora da una, ora da un5altra teoria, col risultato di confonderle, fra loro.

Le parole, si sa, sono incapaci di rivelare l’essenza e la realtà assoluta di una cosa qualsiasi, non corrispondono mai direttamente ai loro oggetti ma bensì a determinati pensieri. Ora, per smontare la pretesa di definizione assoluta della parola ‘barocco’, così come è arrivata a noi lungo il cammino della tradizione critica, è sufficiente scomporla nei tre elementi cui prima ho accennato e sottoporre questi ad un esame, per concludere che alla fine nulla di preciso resta annesso ad un termine pur tanto, apparentemente, efficace.

Rimandando ad un mio saggio imminente tutto ciò che riguarda il secondo e il terzo punto, cioè Pesame dell’annosa disputa sul ‘barocco5 dall’inizio neoclassico attraverso l’inospitale selva delle teorie artistiche della seconda metà dell’Ottocento e dei primi decenni di questo secolo sino ai famosi ‘Entretiens de Pontigny’ e, inoltre, la considerazione dei diversissimi aspetti di un tempo cui il termine solitamente si riferisce, mi limiterò per ora22

GIULIANO BRIGANTI

ad alcune osservazioni concernenti il primo punto. Del resto un esame della parola in sè stessa non è privo di interesse.

La parola c barocco * ha infatti una sua storia esterna che registra almeno tre destinazioni, quella originaria, quella generale e metaforica, quella di concetto o di definizione stilistica. Essa passa dal campo della logica medievale, attraverso quello della metafora letteraria sino ai più recenti domini della storia dell’arte. Qiianto all’ori-gine, essa fu chiarita dal Croce nella sua c Storia delPEtà Barocca in Italia5. Che il termine derivi da cbaroco5, cioè da uno di quei vocaboli artificialmente escogitati e memoriali con i quali si designavano nel medioevo le diverse figure del sillogismo (e 5 baroco5 indicava precisa-mente il quarto modo della seconda figura) mi pare non debba lasciar dubbi; nè le altre interpretazioni, come quella che lo ricollega allo spagnolo 5 barrueco 5 (cioè perla non perfettamente rotonda) sembran degne di ulteriore confutazione. Ma il significato univoco che era proprio della parola all'origine, si dirama ben presto in significati diversi quando si giunge alPintroduzione del termine nella critica d5arte per contrassegnare la forma di un ccattivo gusto5 che si riteneva proprio di gran parte delParchitet-tura, della scultura e della pittura dei secoli XVII0 e XVIII0. È noto invece quante manifestazioni diverse fra loro vadano oggi sotto il nome di ‘ barocco5 nella storia dell’arte. Ma prima ancora di entrare nel campo critico e storico, ritengo sia utile soffermarsi sul significato più comune e immediato del termine, cioè a dire sulla sua odierna destinazione. Un significato, intendo, dal quale esuli ogni presunzione teorica che miri a volgerlo ai suoi scopi, ma che prorompa legato alla parola stessa con la maggiore immediatezza che a codesti casi sia concessa: ‘barocco5 come risposta psicologica, come immediato atteggiamento di chi parla e di chi scrive di fronte a talune situazioni spirituali.

Pochi esempi storici, oltre a quelli che può fornire a ciascuno l’esperienza della conversazione quotidiana o la stessa lettura di una poesia o di un romanzo (trattandosi di un termine molto più diffuso di quanto forse si potrebbe credere) saranno sufficienti a dimostrare come, pur sotto questo aspetto semplice e corrente, ‘barocco 5 sia parola estremamente imprecisa e adattabile alle cose più varie. Il valore indicato è quasi sempre negativo, ma è la qualità di quel negativo che può variare alPinfinito.BAROCCO, STRANA PAROLA

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Saint-Simon trovava ‘barocco’ che un certo abate di Bignon succedesse a M. de Tonnerre in un posto di responsabilità ( ‘il étoit bien baroque’ ecc.) e questo può andar d’accordo con i discorsi ‘barocchi’ di cui parlava il marchese Caraccioli citato dal Croce, con le ‘ragioni barocche’ del Casti o le ‘idee barocche’ del Pananti; sinonimo cioè di strambo, incredibile, bizzarro, seppure con sfumature diverse. Ma Diderot definiva ‘barocco’ un amico per l’apparente cordialità che nascondeva una ‘asperité naturelle’; per Francois Soullier erano ‘barocche’ alcune donne a causa ‘des gestes serrés et de la voix criarde5, mentre altre erano ‘barocche5 a dire del poeta tedesco Wieland, per il fatto di avere brutto viso e belle gambe. Il Grimm sostenne che è impossibile far diventare patetico un soggetto ’ barocco ’, mentre il patetico fu da altri considerato del ‘barocco’ una delle principali caratteristiche; Jean Janin, in una sua spontanea invettiva, definiva come tipicamente ’barocche’ le tragedie del periodo dell’impero napoleonico, del periodo cioè più glacialmente neoclassico, e si è potuto parlare anche del ‘ baroque-classique5 di J. L. David. Per 1’Enciclopedia Sovietica il vero ‘barocco’ è D’Annunzio e non mi ricordo più in quale altra Enciclopedia trovai come unici esempi dell’Arte Barocca citati Meissonier e gli artisti del cosiddetto stile ‘rocaille’. Ernest Chesneau, critico del ‘ Consti tu tionnel’, al Salon del 1865, definiva ‘barocca5 l’Olympia di Manet; in una lettera di protesta di alcuni artisti parigini dell’anno 1900 si chiamava ‘barocca5 la Tour Eiffel.

I tanti altri esempi che ho in serbo non servirebbero che a riprovare sempre più la varietà degli immediati significati psicologici e delle relative associazioni visive. Ed è proprio in questa ricchezza inesauribile di possibilità indicative che va ricercata la fortuna del termine di c barocco 5, così vivo ancora dopo due secoli di vita traslata e che, dopo ‘ romantico ’, è, anche nelle applicazioni secondarie e nello stesso linguaggio familiare, il più corrente fra tutti codesti termini di origine convenzionale e di polisensa applicazione storica.

Ciò è dovuto forse, se vedo giusto, alla facilità derivativa della sua onomatopeica in campo sentimentale e visivo, per quel suo suono cupo e profondo che bene evoca la maestosità di funerei monumenti o l’attorcersi di grandi volute architettoniche; alla pronuncia stessa chesuggerisce qualcosa di esuberante, di rotondeggiante, carico; all’impossibilità infine di riconoscerne immed tamente l’etimo e di riavvicinarlo, per assonanza, ad parole più famigliari, il che ci porta insensibilmente una certa idea di originalità, bizzarria, stranezza, zionalità. Qui si entra però nel terreno vago della magia nomi, in quella zona seducente, incognita, ,che esplorò con sottigliezza indicibile, ma dove senza a utile si inoltrerebbe la storia dell’arte che si prefig distinguere e di chiarire, di dare nomi alle cose, cercare cose nei nomi. Mi sono affacciato à questa lontana prospettiva per lasciare intravvedere come la parola ‘barocco’, l’origine stessa della sua struttura, nel suo imme valore di simbolo, si presti a diverse applicazioni e versi significati, e come sia quindi impossibile u come definizione assoluta e ‘reale ’. In questa vicend non differisce, del resto, da quella di altre parole mili: può nascondere soltanto qualche insidia di L’insidia aumenta, di fatto, quando, all’ambiguità suo significato immediato, vengano a sovrapporsi le m concezioni critiche e ideologiche che pretendono serv sene come di uno strumento. E si entra allora nel specifico delPormai più che secolare ‘disputa del rocco’. Ma ciò sarà oggetto di un’altra ricerca.
 


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in: Catalogo KBD Periodici; Id: 32922+++
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Testata/Serie/Edizione Paragone - Arte | Prima serie | Edizione unica
Riferimento ISBD Paragone. Arte : mensile di arte figurativa e letteratura. - 1(1950)-. - Firenze : Sansoni, 1950-. - 21 cm Bimestrale. (( La periodicità varia. Editore e luogo di edizione variano. )) {Paragone. Arte [rivista, 1950-]}+++
Data pubblicazione Anno: 1950 Mese: 1 Giorno: 1
Numero 1
Titolo KBD-Periodici: Paragone. Arte 1950 - 1 - 1 - numero 1


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