Brano: [...] teatrali tradotti da Elisabetta [...] chiave [...] ore» e [...] grigia o [...] cliente». Alcuni computer di bordo di [...] americana ROBERTO GIOVANNI NI La [...] è una cosa seria, terribilmente seria. Per qualcuno, invece, è [...] antiaerei, ed eventualmente impegnare caccia nemici usciti [...]. Ecco, sono stabile a [...] i sistemi sono operativi, il radar non [...] anormale. Armo i miei missili [...] meglio non correre rischi [...] presto mi rendo conto che si tratta [...]. Uno Guerra a Belgrado [...]
[...]po i [...] 21. Anche lui mi ha [...] venti miglia di distanza, ma mi faccio [...]. Otto secondi, sette, sei. Non solo: lo spiacevole [...] indica che il fetente mi vuole ripagare [...] moneta. Provo una manovra evasiva. È finita male la mia [...] virtuale, ma molto, molto, realistica, sui cieli del Kosovo. Una missione condotta con [...] una simulazione di volo [...] che permette di «giocare», attraverso Internet, in [...] avversari in carne ed ossa. Evidentemente, ho incontrato un [...] di me. Un [...]
[...]o Internet, in [...] avversari in carne ed ossa. Evidentemente, ho incontrato un [...] di me. Un altro «navigatore» chissà [...] dove vive che si è collegato con [...]. Lui ha scelto di [...] caccia serbo, ed è entrato a sfidarmi [...] Jugoslavia virtuale che esiste solo nel cyberspazio. Una Jugoslavia molto realistica. Lo scenario messo a [...] infatti, è stato generato dai programmatori della [...] e della [...] utilizzando mappe digitali e [...] Balcani. Quelle vere, per intendersi. Un lavoro fa[...]
[...]dimentali e lenti, con [...] potenza delle Cpu e delle schede grafiche [...] più realistici e «belli» da giocare. Internet ha aggiunto una [...] possibilità di interagire in spazi condivisi con [...]. Solo che ci vuole [...] coraggio per «giocare» situazioni che sono terribilmente [...] volando sulla Serbia (o, [...] qualche anno fa, sul Golfo Persico). I soliti demoniaci computer? No, [...] sta nella testa delle [...] usano. Registro di classe Gli [...] il segreto della poesia SANDRO ONOFRI La [..[...]
[...] che sono [...] tutto, soprattutto per le iniziative che esulano [...] didattica le sorprese sono [...] del giorno. Ma cos'era adesso questa [...] Pure [...] ho detto, Enza, adesso ti metti a [...] Pure tu? Chi te [...] scritta, la poesia? Una [...] Tua sorella? E Enza, poverina, ha abbassato [...] tutto [...] fiato ha confessato che [...] di tutto questo. La poesia era opera [...] Giovanni, [...] compagno [...]. Ah, e [...] ho chiesto, sospettoso. Glie [...] rubata? Macché, professò, ha [...] un s[...]