Brano: [...]ori dal [...] inosservata. Ma date le circostanze in [...] pronunciata, la [...] eco è stata immediata e [...]. Quel giorno, il 24 [...] un quartiere periferico di Pristina, il capoluogo [...] Kosovo, [...] recentissimo capo del Partito comunista di Serbia [...] migliaia dei suoi compatrioti: «Nessuno dovrà mai [...]. Questa battuta da podio, una [...] e al contempo una minaccia, assegnerà un nuovo corso [...] storia della Iugoslavia. La scena assume tanta [...] quanto, agli occhi dei serbi del Kosovo[...]
[...][...] quanto, agli occhi dei serbi del Kosovo, [...] Kosovo [...] a due passi dal [...] loro più caro, quel famoso Campo dei Merli [...] 28 giugno 1389, i 70. Nel corso [...] 1987, la crisi si [...] Kosovo, piccola provincia diseredata del sud della Serbia. Da mesi ormai, la [...] di essere vittima di pressioni, per non [...] che la spingono [...]. Belgrado decide di occuparsi [...]. Il compito di [...] è di ascoltare le [...] locali. Ha preparato con cura la [...] visita, recandosi una prima volta, c[...]
[...]sì non faceste, [...] sarebbero infangati e i vostri discendenti delusi. Ma con questo non intendo [...] che dovete rimanere [...] accettando una situazione che non [...] soddisfa. Al contrario, dovete [...] così come deve fare [...] progressista di Serbia e di Iugoslavia». Quella sera, [...] diventa un uomo nuovo. Agli occhi degli altri, [...] di se stesso. [...] modello e un [...] insignificante che fino a quel [...] aveva dissimulato la [...] divorante ambizione sotto la prudenza [...] buona lega ([...]
[...]iare. Ma annusa subito la [...] capita. Il suo istinto politico, [...] fame di potere, lo [...] nuovamente sul cavallo del nazionalismo serbo nel Kosovo, [...] a quel momento non sembrava [...] particolarmente a cuore. Capisce che il controllo [...] Serbia [...] in quel momento dal Kosovo e che [...] condurrà la crociata di recupero [...] della minoranza sarà presto [...] dirigerà tutta la Serbia. In effetti, nella stessa Serbia [...] nazionalistiche si riscaldano. Sette anni dopo la [...] Tito, il [...] serbo si risveglia. Durante decenni, il fragile [...] messo in piedi da Tito, il croato, [...] un principio implicito: una Serbia debole in [...] Iugoslavia [...]. La Serbia ha dovuto sacrificare [...] iugoslavo [...] con la sola eccezione [...] il ruolo egemonico che la [...] la demografia e gli immensi sacrifici patiti nella lotta [...] il nazismo la invitavano a rivendicare legittimamente dentro il [...] federale. Es[...]
[...]ro il [...] federale. Essa accettò a malincuore [...] storia millenaria fosse colpita da amnesia, confermando [...] la [...] convinzione secondo cui era [...] sempre la guerra e a perdere la [...]. Nel 1974 la nuova Costituzione [...] spezzettato la Serbia, attribuendo una ampia autonomia [...] create nel 1963, la Voivodina al nord [...] Kosovo al sud. Sulla carta, queste ultime [...] tutela di Belgrado. Ma nei fatti esse [...] esercitando i diritti politici, economici e giudiziari [...] statuto auton[...]
[...] nel [...] degli accademici mette insieme le lagnanze e [...]. La Jugoslavia, si legge [...] non costituisce più la soluzione della questione [...]. Il paese si sfalda [...] su dieci vivono fuori dalla madre patria. La Croazia e la Slovenia [...] la Serbia. Il loro statuto nazionale deve [...] una questione politica prioritaria. Se non si dovesse [...] le conseguenze saranno disastrose, non solo per [...] Croazia, [...] per la Iugoslavia nella [...] interezza». Nel redigere questo documento [...] serb[...]
[...] idee [...] sostenute dallo scrittore [...] uno dei cantori della nazione [...] di Tito, che tuttavia negherà [...] partecipato alla [...] stesura. [...] e i suoi amici [...] durante gli anni [...] la segreta speranza di [...] Kosovo, lasciando alla Serbia in particolare la regione [...]. Non osarono mai rendere [...] progetto dato che, a loro parere, [...] pubblica serba non era [...] il benché minimo appezzamento di terreno della [...]. Il piano di ripartizione [...] viene attribuito a [...] è quind[...]
[...]hail [...] giunto al potere nel 1985 [...] convinto di [...] salvare il [...] tenta di resistere [...] delle forze scioviniste della Grande Russia, i comunisti serbi sviano dolcemente e poi canalizzano a [...] beneficio [...] e a quello della Grande Serbia [...] le rinascenti febbri nazionalistiche. Questo raptus politico aprirà [...] peggiore dei populismi che sarà presto incarnato [...] e il più opportunista dei dominatori [...]. In effetti, prima di farsi [...] e soprattutto detestare [...] dal mon[...]