Brano: [...] condizione [...] invece eravamo partigiani. Difficile fare i partigiani [...]. [...] stato il più ottuso [...] di case e di uomini di tutta [...] clandestina. La Diomira ci teneva [...] soldi. Suo marito Serafino era [...]. Rèduce dalla ritirata di Russia, [...] mente più sveglia e attenta, ma comunque [...] nebbie di paura. Soldi e paura: rappresentavano [...] bilancia, decidevano i,e la gente del posto, [...] impauriti [...]. Scansai il foro nero [...]. Serafino sentì dal suo [...] Chi è? ». Io ris[...]
[...]o, [...] impauriti [...]. Scansai il foro nero [...]. Serafino sentì dal suo [...] Chi è? ». Io risposi: . Si guardarono Un [...] e mi [...] pareva che si riconoscessero. Invece [...] no, non si erano mai [...]. Era [...] tanto che Peter aveva [...] Russia tanti come Serafino e Serafino tanti come Peter. Serafino, poi, ripescò nella [...] parola russa. La faccia [...] Peter, una piccola faccia tonda [...] i baffi a rotolo,, disegnata [...] una allegria di linee che [...]. Sé vengono i tedeschi. Era ec[...]
[...]paura presente. [...] dialogo fu ridotto à [...] di fiumi, di località, pronunciati da Serafino: [...]. Il suo [...] entusiasmo era tale che si [...] in abbracci. /// [...] /// Tutti e due risentivano [...] dèlia neve, [...] della morte, [...] della Russia, le cose [...] cose brutte, la gioia e il dolore. Tutti e due, l'italiano e [...] sovietico, rimpiangevano le stesse contrade, [...] che avrebbe voluto [...] in tempo di. Ha voluto [...] dentro». Io dissi: « Ma [...] duro ». Versai del vino in [...][...]
[...] via il [...]. E illustrai, [...] do le mani a lato [...] faccia. [...] tonio, baciò il bambino addormentato, [...] tra gli abbracci la [...] litania di nomi: « Stalingrado. /// [...] /// Serafino gli aveva sussurrato [...] a letto aveva fatto [...] Russia. Ridevano tutti, ma ormai [...] troppo lungo. Dovemmo prendere il soldato [...] braccio e [...] in cucina. Si persuase che era tardi, [...] volevamo dormire. Prima di uscire ci [...] mostrò un sorriso largo, una spaccatura bianca [...] dei baffi, di[...]
[...] il cortile. E allora Serafino, che [...] avuto il coraggio di prendere una decisione, [...] lo conoscevo, [...] e che viveva nella [...] mi disse questa cosa stupefacente: « Se [...] volete, Peter lo prendo io, lo nascondo [...]. Nella ritirata, in Russia, [...] non avessi trovato aiuto ». Non seppe continuare: era [...] poche parole, negato alla commozione. Quello che aveva da [...] lì. Peter doveva rimanere. Andai , via subito, [...] era una giornata di dicembre, bianca nel [...] neve o nebbia, com[...]