Brano: Giulio Ferroni Presenza costante, [...] stata quella di Giovanni Raboni nella cultura [...] ultimi decenni: egli ha incarnato una naturale [...] resistere la voce della poesia e le [...] letteratura, con il sostegno di una distaccata [...] nonchalance, tramata su di [...] di estraneità, di assenza, di irredimibile malin[...]
[...]va anche [...] a nascondere e a [...] scostarsi dalle cose stesse: come se quella [...] quella stessa passione per la letteratura e [...] arrivassero anche a pesare, rischiassero anche di [...] portare fuori strada. In questo nesso di [...] assenza, Raboni ha incarnato, forse più di [...] storia accidentata del nostro secondo Novecento, la [...] dentro il mondo (il mondo intellettuale, giornalistico, [...] mondo della scena storica e sociale) per [...] ragioni della letteratura nelle occasioni pubblic[...]
[...]] dal punto di vista della presenza, [...] pubblico, [...] sul mondo: costoro in [...] più a riconoscere lo stesso mondo in [...] finiscono per perdere le ragioni più profonde [...] fare, per far evaporare il senso stesso [...] intendono promuovere. Raboni invece si è [...] stesso di questa contraddizione, eternamente sospeso tra [...] pubblico, la propria curiosità e disponibilità [...] e tutto ciò che [...] un punto di fuga verso qualche domanda [...] desideri [...] verso disperazioni irrisolte, ver[...]
[...]o ciò che [...] un punto di fuga verso qualche domanda [...] desideri [...] verso disperazioni irrisolte, verso [...] esserci. Lettore [...] acutissimo, spinto da una [...] sembrava entrata dentro il suo stesso corpo, [...] gesti e i suoi movimenti, Raboni è [...] (letterario e teatrale) capace di sentire in [...] della parola in situazione, di distinguere (cosa [...] rara) [...] e la forza vitale [...] suoi esiti più esteriori e provvisori; e [...] ha saputo assumere dentro di sé le [...] più sontuos[...]
[...]ha raggiunto risultati sempre più [...] degli anni, che ha saputo [...] voce fino in fondo [...] «altro», a quel fuggire insieme dentro di [...] di sé di cui si è appena [...]. In sintonia con quei [...] quali Luciano [...] fissò la formula di [...] Raboni aveva cominciato negli anni [...] a disegnare immagini di [...] quotidiana, dove oggetti e presenze concrete venivano [...] suggestioni della tradizione poetica italiana ed europea [...] poeti molto vicini, ma più anziani, come Vittorio Sereni [...][...]
[...]tica [...] con la presenza della metafora bellica, con [...] sfida e di difficoltà; sul desiderio immerso [...] sovrappongono le tracce del passato, di un [...] insieme ai ricordi del tempo di guerra [...] di uno sdegno civile che sempre ha [...] di Raboni. Il denso spessore letterario [...] a questo punto si arricchisce di una [...] che comporta anche un diretto confronto con [...] più «difficile» trovatore provenzale, Arnaut Daniel. E nella raccolta successiva, Ogni [...] (1993), [...] metrico e lin[...]
[...]nuata dalla [...] misura del linguaggio: in cui si può sentire come [...] civilmente ed elegantemente contenute [...] di [...] cultura e di [...] tradizione poetica nel passaggio del [...] millennio. Rispetto alle rovine del [...] volte la poesia di Raboni si rivolge [...] anni della seconda guerra mondiale, vissuti tra [...] e rispetto a quelle altrettanto tremende che [...] scena del mondo, forse è la stessa [...] stessi che si occupano di poesia, a [...] in una terribile estraneità, in una presenza[...]
[...]da guerra mondiale, vissuti tra [...] e rispetto a quelle altrettanto tremende che [...] scena del mondo, forse è la stessa [...] stessi che si occupano di poesia, a [...] in una terribile estraneità, in una presenza [...]. In questo la poesia [...] Raboni, specie con gli esiti così intensi [...] assume un grande rilievo storico: perché forse [...] simile condizione di estraneità al ritmo cieco [...] scaturire la passione e la luce di [...] che lasci aperto lo spazio della speranza. [...] di ieri (ins[...]
[...]la massima attenzione, e [...] tra le più importanti apparse negli ultimi [...]. E per [...] attenzione che aveva verso [...] i suoi innumerevoli interventi in campi adiacenti, [...] teatro». /// [...] /// Era un intellettuale dal [...]. Come poeta, Raboni è [...] molto considerevole, che ha fatto una strada [...] tanto vistosa, ma lunga interiormente». /// [...] /// Lo ricordo come un [...] attento, di poche parole ma curioso di [...]. Come intellettuale era generoso, [...] in prima persona, non [...[...]
[...]iana ex libris [...] È morto ieri il poeta traduttore e critico Presenza [...] appassionata nella cultura letteraria italiana è stato [...] ha incarnato nella storia del nostro secondo Novecento [...] a essere dentro il mondo Il poeta [...] Giovanni Raboni Maria Serena [...] così lo ricordano poeti [...] Il poeta [...] Raboni è morto ieri [...] riabilitativo Cardinal Ferrari di Fontanellato (Parma) dove [...] 31 agosto scorso, per gravi problemi seguiti [...] cardiaco avvenuto lo scorso aprile. Era arrivato nella clinica [...] un lungo ricovero al San Raffaele di Milano.[...]
[...]è morto ieri [...] riabilitativo Cardinal Ferrari di Fontanellato (Parma) dove [...] 31 agosto scorso, per gravi problemi seguiti [...] cardiaco avvenuto lo scorso aprile. Era arrivato nella clinica [...] un lungo ricovero al San Raffaele di Milano. Raboni, 72 anni, uno [...] poeti italiani contemporanei, era nato a Milano [...] da molti anni era notista culturale e [...] «Corriere della Sera», dove si occupava anche di [...] entrare a far parte del [...] del «Piccolo» di Milano. Aveva iniziato la [..[...]
[...]e [...] (Garzanti) [...] 97. Nel 2002 ottenne il [...] carriera «Giovanni Pascoli», il premio Alberto Moravia [...] opera ed in particolare [...] «Barlumi [...] storia» (Mondadori), con cui, nel 2003, ha [...] Montale e il premio Vitaliano Brancati. Raboni ha fatto parte [...] giurie di premi letterari e da due [...] premio [...]. /// [...] /// Raboni ha fatto parte [...] giurie di premi letterari e da due [...] premio [...].