Brano: [...]e degli scontri fra le [...]. C'è un pacifismo di [...] filosofi che [...] sulle forme non violente [...] e di educatori che [...] gli uomini nel lungo periodo, come controllare [...]. Su questa storia complessa, anziché [...] direttamente. Giuliano Procacci apre, con [...] recente ricerca, uno spiraglio nuovo e interessante (Premi Nobel [...] la pace e guerre mondiali, Milano, Feltrinelli, [...]. In questo libro si racconta [...] storia del premio Nobel per la pace (comprese le [...] e le beghe politic[...]
[...]all'insegna della conservazione Pace, realismo e dinamite GIANNI [...] premiò soprattutto quegli operatori del [...] le (fautori [...] membri [...] interparlamentare, del Bureau [...] de [...] di Berna o di altre [...] consimili) che formavano, come Procacci scrive, «una sorta di [...]. Un club, peraltro, fortementé [...]. [...] fondatore molti anni prima [...] Croce [...] e primo Nobel per la pace nel [...] tanto un pacifista, quanto un fautore [...] delle guerre. Il barone [...] era un diplomatico con[...]
[...]Premio (che Gandhi, [...] come, del resto, Tolstoj non ebbe mai). Dal punto di vista [...] scelta di un osservatorio indubbiamente interessante e [...] dei Premi Nobel, lascia a volte un [...] in bocca per la voglia di [...] di più (chissà che [...] Procacci non voglia provvedere in futuro?). Penso, ad esempio, alla [...] da questo libro di un personaggio come Romain Rolland, [...] ebbe si il Nobel, ma per la [...]. Indagare sulla biografia, le [...] di Rolland sarebbe assai interessante non solo [...] [...]
[...]reta [...] che vide più volte, [...] della mitezza. Come si è già [...] esperienza dei [...] nel periodo tra te [...] passò anche nella gestione del Nobel da) [...] più realistico ai problemi [...] particolare a quello della salvaguardia della pace. Procacci si arresta nel [...] si possa tranquillamente dire che questa tendenza [...] ai giorni nostri, premiando soprattutto personalità o [...] attività [...] o diplomatici autori di [...] e costruttivi. Tuttavia, ci sono state [...] abbastanza significati[...]
[...]iù fortuna del primo: se i pacifisti [...] erano stati imprevidenti per eccesso di ottimismo, [...] alla fine degli anni Trenta, erano ormai [...] sicché [...] storia del pacifismo, guardata [...] del Nobel, è la storia di due [...]. Se, come scrive Procacci, [...] vicende «può essere un modesto contributo alla [...] tempi», si direbbe che non c'è molto [...] soprattutto in giorni nei quali, aggiungendosi alle [...] il Nord e il Sud del mondo, [...] entusiasmanti) [...] europeo sembrano riaprire problem[...]