Brano: Domenica 24 gennaio [...] E [...]. Non era un complimento [...] paese e [...] nei quali la vita [...] a [...] intesa come un privilegio [...]. Lui Prezzolini, invece, percepì [...] allargamento del mercato culturale [...] ampi, connotati in senso piccolo e medio [...] e anche nella vasta provincia italiana. Occorreva dunque che i [...] rivedessero tutti i loro criteri operativi, così [...] sintonia con i[...]
[...]a a passare alla [...]. Per ridare compattezza ai ceti [...] la cerchia ma [...] il primato rispetto alle classi [...] occorreva [...] a un culto di valori [...] fondati. Di che genere poi [...] essere, poteva anche apparire secondario a un [...] di Prezzolini, tutto proiettato nella dimensione della [...]. Si spiegano così le sue [...] conversioni filosofiche, [...] corrente [...] contemporaneo: trescò con [...] di [...] il pragmatismo, [...] sindacalismo rivoluzionario di Sorel. Nei suoi molti, troppi [[...]
[...]ale di massa. Ma la sorta di [...] della gente colta vagheggiato dalla Voce era troppo eterogeneo e [...] ambiguo per [...] durare. Le scissioni presero avvio [...] di Libia e si aggravarono con [...] mondiale. La formula [...] militante» coniata da Prezzolini [...] la volontà di attenersi a un piano [...] applicazione qualificata delle teorie idealistiche, [...] il consenso presso un [...] era però troppo vaga per rappresentare il [...] programma organicamente coeso. D'altronde, [...] degli atteggiamenti[...]
[...]erì allora ritirarsi in [...] agnosticismo politico; e propose nientemeno che a Piero Gobetti [...] costituire una ideale [...] degli [...] quelli che non la [...] si lasciano infinocchiare, come accade alle folle [...]. Va sottolineato che in [...] Prezzolini ammetteva implicitamente il fallimento del suo primitivo [...] una cultura capace proprio di incidere su [...] perché fondata su un saldo senso della [...] intellettuale ma sociale. Consapevole di ciò, nel [...] abbandonò [...] per trasferirsi negli[...]
[...]ro [...] cinque anni é che sciogliessero le Camere, [...] ha voluto riportare questa mia proposta». Chi pensasse ad una [...] farneticazione, certamente cadrebbe in errore: la coerenza [...] sarebbe meglio dire la protervia) degli orientamenti [...] Prezzolini appare infatti fuori discussione, se si pensa [...] 1914, sulla «Voce» diretta da De Robertis, [...] rivista annunzia: «Politica, azione: ma si fanno [...]. /// [...] /// E io sono a Roma [...] Mussolini. Sapete che è un [...] Ha fatto un quotidiano[...]
[...] Roma [...] Mussolini. Sapete che è un [...] Ha fatto un quotidiano in [...] settimana». Nel clima surriscaldato [...] ormai alle soglie del conflitto, [...] il funesto mito [...] forte, del condottiero venuto a [...] ordine, al quale nel 1925 [...] Prezzolini dedica, con ineccepibile tempestività, [...] profilo ove si plaude al capo, «forza lanciata dentro [...] corpo [...] e si saluta la [...] «barbarie temperata» come antidoto ai [...] antichi e recenti del paese: pochi mesi prima Piero Gobetti [...] c[...]
[...]asse [...] di cui pure aveva voluto [...] con intelligenza gli interessi, [...] allo spirito [...]. Non gli restava che [...] parte di lodatore, se non del tempo [...] se stesso. E [...] del [...] a Parigi, mentre Gobetti [...] un letto di ospedale, Prezzolini dà gli [...] una romanzata «Vita di Niccolò Machiavelli fiorentino», [...] fra [...] la sfrontata [...] del [...] che «batte di punta [...] batte spalle, teste, chiappe, costole, gambe, batte [...] batte e rompe, batte e sfila, batte [...] mulina, i[...]
[...]su tutto e su tutti. Un [...] di schiene [...] e riceve (. Ma alla fine il [...] nuovo bianco e soffice [...]. [...] « rifatta, tutta tritata. Né [...] della seconda guerra mondiale, [...] negli Stati Uniti protratto fino al 1961, [...] la scelta di Prezzolini il quale, collaboratore [...] «Borghese», mentre si protesta estraneo al fascismo e [...] della mischia cruenta di fascisti e antifascisti, [...] insiste: «Mussolini e gli italiani [...] insieme ed ebbero [...] circa le stesse sembianze. Mussolini f[...]
[...] della mischia cruenta di fascisti e antifascisti, [...] insiste: «Mussolini e gli italiani [...] insieme ed ebbero [...] circa le stesse sembianze. Mussolini fu [...] e [...] fu Mussolini». Anche se questa non [...] voce del bilancio sulla [...] di Prezzolini, nella fausta occasione del centesimo [...] ricorda per sommi capi a chi, come Lucio Villari, [...] recentemente creduto di vedere in lui («la Repubblica» [...] 1982) un «intellettuale del Settecento, illuminista sul [...] ed ha tessuto [...] della [...]
[...]edere in lui («la Repubblica» [...] 1982) un «intellettuale del Settecento, illuminista sul [...] ed ha tessuto [...] della «struttura cartesiana» di [...] la formula appare francamente inadeguata e sconcertante, [...] lodevole [...] di restituire a Prezzolini [...] di Prezzolini. Al quale certo non [...] il talento e [...] di grande [...] della cultura nazionale al [...] e [...] di scaltrito regista nel [...] ragnatela intellettuale al : centro della quale [...] «Voce», [...] e romantica fede nella [...] in epoca moderna. E[...]
[...]nazionale al [...] e [...] di scaltrito regista nel [...] ragnatela intellettuale al : centro della quale [...] «Voce», [...] e romantica fede nella [...] in epoca moderna. Ed è probabilmente [...] almeno a giudicare da alcune [...] del «Diario» che Prezzolini ha pubblicato in questi ultimi [...] proprio il timore [...] se non del fallimento delle [...] e delle illusioni degli anni della «Voce», una delle [...] per comprendere [...] dello scrittore a partire [...] della grande guerra. Dopo il rogo degli [[...]
[...]smo» volgare. Si costruisce giorno per giorno [...] mito dantesco [...] orgoglioso, [...] predicatore. Ala si ricordi, a [...] scrive Gramsci in carcere nel 1934: «I [...] pessimismo più scempio perché le loro prediche [...] che trovano; i tipi come Prezzolini, invece [...] propria inettitudine organi! Questi uomini, anche se [...] nazionalismo dei più spinti, dovrebbero [...] segnati dalla polizia tra [...] di far la spia contro il proprio [...]. A conferma di questa [...] resto la sostanziale estraneità[...]
[...]vece [...] propria inettitudine organi! Questi uomini, anche se [...] nazionalismo dei più spinti, dovrebbero [...] segnati dalla polizia tra [...] di far la spia contro il proprio [...]. A conferma di questa [...] resto la sostanziale estraneità di Prezzolini alla [...] dopo gli anni Venti, quando al vivacissimo [...] della Voce» succede il più stanco e [...] agli italiani e [...] agli americani, che sembra [...] soltanto quando rievoca la propria appassionata giovinezza. Una riprova, in negativo, [...] [...]