Brano: [...]tore del [...] datata 27 aprile 1819: «Signore» [...] Byron da Venezia, «in diversi numeri della vostra [...] menzionata [...] intitolata II vampiro, con [...] come autore. Non sono l'autore. Se il libro è [...] l'autore, chiunque Nel giardino [...] Pontiggia [...] i libri «produttori Qual è il senso [...] E, soprattutto, esiste ancora una critica come [...] Non so. Qualche volta ho il sospetto [...] sia una funzione assente, o vacante, ormai decisamente declassata [...] rango inferiore dèlia cronaca, [.[...]
[...]a una funzione assente, o vacante, ormai decisamente declassata [...] rango inferiore dèlia cronaca, [...] letteraria. Ma perchè un critico [...] prima di tutto, un linguaggio (uno stile) [...] particolare (suo) di porsi di fronte al [...]. Giuseppe Pontiggia non è [...] è conosciuto cóme romanziere, ed è un [...]. Comunque, con il suo [...] Il [...] delle Esperidi (Adelphi, [...]. Prima di tutto si [...] raccolta di saggi, [...] del linguaggio e [...] dello stile. Pontiggia procede per paragrafi, [...] brevissimi capitoletti, a volte assume un tono [...] il frammento. Evita, cioè, di collegare [...] i diversi pensieri, i punti molteplici del [...] piani del pensiero. Preferisce [...] loro fiato, seguendo comunque un [.[...]
[...]ci del [...] piani del pensiero. Preferisce [...] loro fiato, seguendo comunque un [...] logico [...] un percorso; affidandosi a una [...] non apparente. E le [...] prosa è chiara, [...] sapiente (ma non è cosa [...] per chi conosce i suoi romanzi). Pontiggia procede senza eccessi [...] rispetta la parola e non vuole mai [...]. È acuto e anche [...] vuole esibire, con [...] equivoco e frequente [...] la complessità del suo [...]. Parlando dello scrittore francese René [...] dice: [...] muove da un presup[...]
[...]e [...] la complessità del suo [...]. Parlando dello scrittore francese René [...] dice: [...] muove da un presupposto: [...] potenzialità enigmatica del linguaggio chiaro»; e aggiunge: «Solo [...] chiaro può essere di una complessità inesauribile». Pontiggia si occupa di [...] del mondo classico che ama, della poesia [...] Novecento; [...] sì occupa anche di altre cose, apparentemente [...] dei letterati [...] loro angoscia di non [...] umana, il gioco degli scacchi. Quando esce [...] ha [...] di esprim[...]
[...]ferma: «II modo per [...] uno scrittore scomparso, di cadere [...] è quello di pensare [...] ma a noi. A quello che veramente [...] riguarda». Ecco: questa è [...] valida non solo per [...] ed e [...] decisiva per capire il [...] stile di critica di Pontiggia; il quale [...] il testo in rapporto diretto: si aspetta [...] che gli parli, che gli serva a [...]. Non lo guarda come [...] da giudicare ed etichettare, come fanno molti [...] nel testo solo [...] utile [...] dei loro pìccoli congegni [...]. Non s[...]
[...].] il testo in rapporto diretto: si aspetta [...] che gli parli, che gli serva a [...]. Non lo guarda come [...] da giudicare ed etichettare, come fanno molti [...] nel testo solo [...] utile [...] dei loro pìccoli congegni [...]. Non so, quindi, se Pontiggia [...] un critico, o se voglia sentirsi tale. [...] di critico è sempre [...] po' odiosa di giudizio, di sentenza emessa [...] più delle volte, non ha il dono [...] fare. Pontiggia è uno scrittore [...] i libri che legge e commenta sono [...] scrivere e del suo pensiero (che a [...] il suo scrivere). Ed è anche uno [...] brillante, acuto, che ama il [...]. Come quando dice con [...] non faccio che un esempio destinato per [...[...]