Brano: [...] [...] ex libris Aveva partecipato [...] di Liberazione e aveva contribuito alla nascita [...] del Partito Nel 1968 aveva fondato una [...] poi diventata un quotidiano: ne fu il [...] restò alla guida dal 1971 al 1995 [...] È morto ieri a Roma Luigi Pintor, giornalista, [...] della sinistra, dissidente nel Pci di fine [...] Sessanta [...] fondatore de «il manifesto». /// [...] /// Oreste Pivetta Leggendo della [...] Luigi Pintor, accanto alla commozione per la scomparsa [...] noi, di uno che ha lavorato [...] quasi [...] (fino al 1965), verrebbe [...] sapere come ne avrebbe scritto lui. Non in un libro, [...] libri, brevi rapidi, densi, la morte compare [...] il gusto di sv[...]
[...]rchè [...] qualsiasi particolare, ma i particolari che contano, [...] verità, pretende attenzione, osservazione, pazienza e modestia, [...]. Lo sguardo giusto che [...] della banalità, la banalità che ha il [...] astratti e delle frasi comuni. Luigi Pintor avrebbe risolto [...]. Avrebbe detto di sé qualcosa [...] meglio del nostro, banale appunto, «grande giornalista», oppure «grande [...] comunista», forse citando una cronaca, un episodio, un pensiero, [...] cogliendo una voce. Faccio un esempio, app[...]
[...]i suoi resti finiscono come una [...] secchio della spazzatura. Il giornale di Agnelli, [...] neanche le statistiche. La «parola» in questo [...] un corpo offeso, ferito, spezzato. Le sconfitte di una classe [...] traducono nel volo della bottiglia. Pintor era comunista, aveva [...] lotta di Liberazione (era nato nel 1925 [...] Roma), [...] stato nel partito comunista, era diventato giornalista [...] era stato un dissenziente, aveva contribuito alla [...] «corrente» del Pci, aveva creato nel 1968 [...[...]
[...]ente» del Pci, aveva creato nel 1968 [...] Manifesto, colta [...] dai più giovani come [...] un gruppo di intellettuali molto critici e [...] attraenti, perché sembrarono comunque nuova forza per [...] lotta. La rivista che era [...] quotidiano (che Pintor aveva diretto dal primo [...] fino al 1995, salvo alcuni intervalli). Pintor era rimasto comunista, [...] del comunismo, il crollo del muro di Berlino, [...] del mondo [...] della potenza unica, le [...] la pace di [...] fa, quella che pose [...] e al nazismo. Per capire qualcosa del [...] probabilmente ripensare a quegli an[...]
[...]o uno, il solo [...] e dei mari del [...] del Sud. [...] Sovietica di Stalin, di cui [...] anno più tardi un esponente del governo [...] nel Parlamento italiano, dirà: «. Era un modo, tra [...] la provocazione, per cercare «metafisica a parte» [...] Pintor, metafisica a parte: come saranno usciti dalle [...] Urali quei cannoni e quei carri pesanti [...] e di frantumare la macchina da guerra [...] di una storia che si chiamava comunismo [...] Lenin e Stalin e tante altre cose insieme [...] a noi, ricon[...]
[...]ocrazia putrefatta e non è semplice districarsi [...]. Questa è una svelta lezione [...] gli ex, gli [...] e i postcomunisti [...] un aforisma, di Giano, il [...] Giano centenario, che osserva il mondo da sotto il Nespolo. Siamo arrivati a uno [...] Pintor, quello che forse più apertamente si [...] osservazione della vita, delle sue cose, lasciando [...] liberi «come nuvole oltre il fogliame», senza [...]. Il primo romanzo di Pintor [...] (1991). Dopo venne La signora [...] (1998), seguito dal Nespolo [...]. Per ultimo, è arrivato I [...] delitto (appena in libreria). Il sottotitolo di [...] è «Memoria di fine [...]. Spiega lo stesso Pintor: «Scritta [...] il ritratto di un antenato mi colpì, [...] piccolissimo, una misteriosa parola latina: [...]. Può [...] dire conserverò, terrò in [...] o anche servirò, sarò utile». Raccontare diventa il modo [...] per gli altri dunque di «riordinar[...]
[...] impegno e alla stessa disciplina, se [...] diversità di toni, nella varietà delle emozioni, [...] tra pensiero e ricordo, nella capacità di [...] temi della morte, della malattia, del dolore, [...] vecchiaia, [...] meno [...] di privato e pubblico. Pintor, dopo anni o [...] politica e di giornalismo militante, di stretta [...] presente, provava a tornare sui propri passi, [...] ricominciare da capo, per [...] si è già vissuto o [...] una via [...]. Altro ancora si dovrebbe [...] i Luoghi del delitto,[...]
[...]rebbe [...] i Luoghi del delitto, che, come si [...] il più aperto e dichiarato confronto con [...]. Più che con la [...] fine della vita, perché è sempre lì, [...] si guarda, a una [...] colpita dai [...] ma non impediti». Proprio ne I luoghi [...] Pintor confessa: «Diventare un idiota era la mia [...] che per i greci voleva dire stare [...] innocenza. Se proprio dovevo crescere [...] miglior modo. Invece uno stupido si [...] senza capire nulla e mio malgrado ho [...]. Che non sarebbe poi [...] glori[...]
[...]un idiota era la mia [...] che per i greci voleva dire stare [...] innocenza. Se proprio dovevo crescere [...] miglior modo. Invece uno stupido si [...] senza capire nulla e mio malgrado ho [...]. Che non sarebbe poi [...] gloriosa, perché lo spiega Pintor stesso ancora [...] Nespolo, [...] per assurdo e per autoironia la sintesi [...] giornalista e scrittore: «Per scrivere un libro [...] ci vuole una smisurata superbia. Basta entrare in una [...] guardare le vetrine di un cartolaio per [...] mondo no[...]