Brano: [...]ue serrande, giurerei che una brocca [...] si svuota dentro due distinti bicchieri. Un altro vaso si [...] mura. E Norman che si curva [...] la [...] collezione preferita. Stefano Grossi, prima lettore del Manifesto e poi emozionato lettore di Luigi Pintor, aveva pensato [...] è riuscito a [...] a lungo due volte, a [...] di oltre un anno, [...] del 2001 e [...] dopo. Poi ha trascritto le [...] costruito il filmato, con [...] di alcuni amici: adesso [...] il testo, pubblicati da [...] sono in vendita [...]
[...]a solitudine». Lo scritto è la redazione [...] ampia [...] (con una introduzione di Roberto Silvestri, il «critico cinematografico» del Manifesto, che per [...] una competenza specifica, ma anche [...] affinità di linguaggio, cita una stroncatura di Pintor, «senza [...] di Crash, il film di David [...] tratto da un romanzo di James Ballard, che non era poi tanto brutto). Il video è la [...] conversazione, una lente sulle emozioni e sul [...] uomo, gli occhi lucidi al pensiero di [...] (il fratello mor[...]
[...][...] (il fratello morto in [...] andava ad organizzare la resistenza partigiana), il [...] brevi, autoironico, mai [...] ombra di enfasi, piuttosto [...] una sentenza. [...] è organizzata per voci, [...] e spiegate attraverso citazioni dai libri di Pintor: [...] La signora [...] Il nespolo, I luoghi [...]. Parole come pensiero, azione, [...] fantasmi, guerra, sinistra. Il «pensiero», ad esempio: «Io [...] (forse perché non ne sono capace) il [...] del mondo attraverso la riflessione. Io ricordo la mi[...]
[...]ne hai fatto». Non sarà sempre vero, [...] un empirismo sociale e politico non sono [...]. Però [...] s tare lì dove [...] si vuol capire, ha un valore morale, [...] di tanta intellettualità astratta, di tanta politica [...] da «palazzo», ci ricorda Pintor, ben più [...] avevano sopportato ben altra esperienza d i [...] di scioperi, di lavoro operaio, anche di [...] insomma sapevano molto della realtà) e della [...] giornalisti, cultori della scrivania più che della [...] più che della cronaca nella «[...]
[...]sperienza d i [...] di scioperi, di lavoro operaio, anche di [...] insomma sapevano molto della realtà) e della [...] giornalisti, cultori della scrivania più che della [...] più che della cronaca nella «volgare it [...]. Stare lì dove bisogna [...] Pintor stare dalla parte degli umili o [...] torto, perché «non mi piace la sopraffazione, [...] i forti, i più forti, non mi [...] non mi piace chi se ne serve [...]. Perché? «Non mi piace [...]. La parte di Pintor [...] quella di «chi sta sotto», dei sottoposti, [...] deboli, degli affamati sparsi sulla terra, [...] usa e getta e [...] bianco) per il quale si sta provvedendo [...] «persone deprivate di soggettività, lavoratori intesi come [...]. /// [...] ///[...]
[...]e a [...] «obesa» del mondo, più che ricca, ricca [...] i bambini sommersi dalle merendine, al proprio [...] coltiva alcune ambizioni: il denaro come unica [...] riferimento, la crescita, lo sviluppo, la produzione [...]. Produzione di che, si [...] Pintor, [...] che qualità, per andare a finire dove? «Mi [...] forma di indigestione, di bulimia. Viene in mente [...] continuo ai consumi, per [...] rilanciare [...] consumare che cosa? Queste [...]. Le voci sono molte [...]. Ci sono i «traditori», che [.[...]
[...] è facile oggi, quando [...] di rotta». Francamente avremmo tagliato [...] domanda: se si dice sinistra [...] ancora D'Alema? Per non scivolare nel battibecco e [...] un [...] scontato e per non dimenticare [...] altro orizzonte, che ci mostra Luigi Pintor, con le [...] parole e una parola in particolare, «uguaglianza», quella che [...] stesso mi sembra ponga alla base e al vertice [...] tutto. [...] raccontato bene Norberto Bobbio, [...] Destra e sinistra, che uguaglianza era per noi [...] ragione ch[...]
[...]la in particolare, «uguaglianza», quella che [...] stesso mi sembra ponga alla base e al vertice [...] tutto. [...] raccontato bene Norberto Bobbio, [...] Destra e sinistra, che uguaglianza era per noi [...] ragione che reggeva tutto il resto. Luigi Pintor, nella [...] lucidità e nella [...] esperienza, ci aggiunge [...] non del fallimento, perché niente [...] dà per finito, ma [...] ci sarà sempre chi vuole [...] soldi [...] più fama, più potere. Anche Francesco, fosse capitato [...] Roma [...] rives[...]
[...]ma in un giro circoscritto [...]. Ora è [...] senza confini. Non deve vincere domani [...] giorno e invadere il campo. Il suo scopo è reinventare [...] vita in [...] che ce ne sta privando [...] forme mai viste. Poche righe [...] editoriale di Luigi Pintor, [...] aprile di un anno fa. Pintor sarebbe morto un [...] 17 maggio 2003 a Roma. Quelle righe sono un [...] testamento: [...] politica che si esercita quotidianamente [...] per giorno, costruendo contro le vecchie divisioni nuove alleanze [...] confini» (questo era anche il titolo [.[...]
[...]rto un [...] 17 maggio 2003 a Roma. Quelle righe sono un [...] testamento: [...] politica che si esercita quotidianamente [...] per giorno, costruendo contro le vecchie divisioni nuove alleanze [...] confini» (questo era anche il titolo [...]. Luigi Pintor, che era [...] Roma il 18 settembre 1925, intellettuale eternamente critico [...] sinistra, condirettore [...] poi radiato dal Pci, [...] «Manifesto», deputato tra il 1968 e il 1972, [...] alcuni brevi libri, una rilettura della propria [...] e dell[...]
[...], [...] alcuni brevi libri, una rilettura della propria [...] e della propria identità politica e culturale: [...] «La signora [...] «Il nespolo», «I luoghi [...] editi da Bollati Boringhieri). Spesso in quei libri [...] del fratello di Luigi, [...] Pintor, di sei anni [...] dicembre 1943, per lo [...] mina, mentre tentava di passare il fronte, [...] Garigliano, davanti a Castelnuovo Volturno. /// [...] /// Spesso in quei libri [...] del fratello di Luigi, [...] Pintor, di sei anni [...] dicembre 1943, per lo [...] mina, mentre tentava di passare il fronte, [...] Garigliano, davanti a Castelnuovo Volturno.