Brano: [...]ione [...]. Dunque, gnosi e profezia. Si può dire che [...] nesso tra questi due termini è posta [...] stessa del cristianesimo; in Paolo e in Giovanni [...] è coscienza puramente risolta in azione che [...] lo salva: è conoscenza sperimentale della Parola [...] della Croce. Ma ben presto diventa [...] e di divisione; infine scissione tra due [...] cristiana, quella mistica e quella comune, destinate [...] al punto da apparire a Simone [...] come alternative: «È come [...] medesima denominazione del c[...]
[...] esprime altresì [...] lei insuperabile; perché ella, malgrado la [...] netta propensione, non può [...] parte del cristianesimo dei mistici, non può [...] la contemplazione deve per lei necessariamente risolversi [...] incide nel mondo, e perciò in parola [...]. Di [...] le forti oscillazioni del suo [...] continuamente pressato a tornare sugli stessi problemi [...] soluzioni sempre nuove. E poi le incongruenze, apparenti [...] reali, di certi suoi atteggiamenti: perché cercare un rapporto [...] la c[...]
[...]più occupati della prima, nel [...] criticamente un «pensiero [...] che dunque si sia [...] importante per ciò che è decisivo, ovvero [...] sia lasciati prendere nella rete in cui Simone [...] stessa ha vanamente cercato [...] dirompente della [...] parola, tutto ciò è [...] stato in cui la critica versa. Più comprensibile, ma infine [...] scusabile, è che la palese avversione di Simone [...] per [...] il suo «odio per [...] Bibbia», [...] scrive [...] abbia per lo più [...] quanto la [...] parola profetica è incontenibile [...] in cui ella vorrebbe [...] a forza; quanto invece [...] stesso in cui, rompendo [...] metafisico, diventa storicamente attiva. Simone [...] ha voluto essere disperatamente [...] ma la «parola» che è uscita da [...] fino a noi si risolve in un [...] della civiltà occidentale. Il potere della parola [...] capacità di rivelare il futuro attraverso una [...] del passato. Perciò lo sguardo di Simone [...] sul passato [...] è decisivo; in esso [...] indugio storico, ma la lettura del disegno [...] il carattere della nostra civiltà e lo [...] ai suo[...]
[...]a. Ma non era per [...] che la cosa poteva [...]. Le riuscì di fatto pressoché [...] insaputa. A noi basta incidere la [...] sottile della [...] metafisica religiosa, peraltro pericolosamente affascinante, [...] scoprire [...] essenziale della [...] parola. Il suo essere ebrea [...] questo, cioè nella condizione di estraneità del [...] nella compassione per il suo [...] in [...]. In questo ella è [...] di un cristianesimo grecizzato, ma di un [...] perciò ancora ebraico. E per questo noi [...] nei suo[...]