Brano: [...]sali che traducano una cittadinanza [...] in partecipazione attiva, in rapporti paritari tra persone e [...]. Questa è la grande [...] mondo sempre più globale [...] ma non nella democrazia. E se si vuole [...] anche [...] di dimostrare che la [...] Paese, dei suoi protagonisti economici, sociali e politici [...] Europa diversa da quella che Berlusconi va [...] in questo Semestre Europeo ormai alla fine. Dove, se fa sorridere [...] Tremonti di «impossessarsi» del libro Bianco di [...] a mero vademecu[...]
[...]ccoli, di questi ultimi anni: [...] che in questi due anni si sono [...] che dai temi del lavoro e della [...] dei diritti sociali e civili, a quello [...] più giusta hanno visto la partecipazione di [...] e donne; se è vero che una [...] nel nostro paese ed in Europa si [...] moto rappresentando in potenza anche il nuovo [...] grado di rivitalizzare un centrosinistra oggi più [...] tratto comune di questi movimenti è riassumibile [...] bisogno di «partecipazione», in [...] esigenza di riformismo pop[...]
[...]] bisogno di «partecipazione», in [...] esigenza di riformismo popolare [...] sul dialogo, allora mi chiedo, può il Libro Bianco [...] nelle sue indicazioni di [...] contributo per rendere queste energie più attive [...] una proposta politica per il Paese e [...] avanzata? Intorno a queste energie lo stesso Ulivo [...] rigenerarsi e mietere consensi elettorali, come hanno [...] elezioni amministrative e penso dimostreranno le prossime; [...] di costruire tutti insieme un programma condiviso [...] no?[...]
[...][...]. Si tratta, insomma, di [...] che si rivolge contro le istituzioni come [...] si guadagnano la vita difendendo i propri [...] di assicurare il rispetto [...] e delle leggi dello Stato. Tutto questo accade in [...] assai difficile per il nostro Paese. Ci sono, da una [...] parlamentare e un governo che non riescono [...] propri programmi e hanno aperto, sul problema [...] aspro conflitto con tutte le organizzazioni sindacali. Queste forze mostrano di [...] a tutti i costi malgrado da più [...] R[...]
[...]ca italiana e il bisogno [...] forze politiche organizzate facciano meglio e di [...] le esigenze che vengono da una società [...] ma che ha forti ostacoli a capire [...] si sta veramente andando. È da [...] da queste difficoltà che [...] del nostro Paese, gli [...] nostro futuro e su quello dei nostri [...] parte hanno a che fare con la [...] i problemi dei partiti e degli schieramenti, [...] che nasce e si consolida un forte [...] come di larghi strati della società. Abbiamo assistito negli ultimi [...]
[...]...] della violenza terroristica. Ma è necessario anche [...] della politica come [...] italiana. Abbiamo parlato più volte [...] di declino [...] e per molto tempo [...] ci ha seguito. Oggi il senso del [...] a livello internazionale come [...] del Paese. Dobbiamo quindi spingere il governo [...] politica o [...] a casa. Non [...] una terza soluzione a una [...] scelta e [...] da augurarsi che tutti lo [...]. Ma ci vuole anche [...] della politica, non solo a destra, che [...] di nuovo il gusto di d[...]
[...]le tracce, le [...] di demolizione del tessuto civile a cui [...] a volte perfino [...] lavorano. Basta imbattersi in qualche [...] per capire cosa voglio dire. Basta cioè sfogliare qualcuno [...] circolano sui banchi di scuola dei ragazzi [...] del Paese. Uno di questi, edito [...] editrice autorevole come la «De Agostini», merita [...] più di riflessione e non va «archiviato» [...] insulto alla [...]. Mi riferisco al volume [...] medie ripeto : per le scuole medie «I [...] della Storia. Il Novecent[...]
[...]della Sinistra consiste soprattutto [...] loro atteggiamento morale e politico». Non conosco le motivazioni [...] portato gli autori a scrivere tutto ciò. E ammetto che la [...] interessi nemmeno poi tanto. Quel che mi preoccupa, piuttosto [...] di «Paese», «Comunità», direi perfino «Patria» che può [...] chi, quel manuale, se lo [...] imparare un [...] a memoria per il giorno [...] per [...] per il confronto in classe. Insomma quel che mi [...] lacerazione che si tende a costruire in [...] non merit[...]
[...]mi [...] lacerazione che si tende a costruire in [...] non merita ma [...] un angolo di mondo [...] barbarie del Bondi quotidiano o il caos [...] subliminale [...] da un libro di [...] strani parallelismi tra la storia delle «destre» [...] di questo Paese, viaggiando come una navicella [...] di un secolo di storia e producendo [...] «pericolosi» e inquietanti. /// [...] /// Insomma quel che mi [...] lacerazione che si tende a costruire in [...] non merita ma [...] un angolo di mondo [...] barbarie de[...]
[...]mi [...] lacerazione che si tende a costruire in [...] non merita ma [...] un angolo di mondo [...] barbarie del Bondi quotidiano o il caos [...] subliminale [...] da un libro di [...] strani parallelismi tra la storia delle «destre» [...] di questo Paese, viaggiando come una navicella [...] di un secolo di storia e producendo [...] «pericolosi» e inquietanti.