Brano: [...]..] della società schiavista. Con [...] centrale e meridionale da parte [...] barbari provenienti dal Nord e [...] popoli appartenenti ad una civiltà [...] arretrata [...] e con la caduta [...] Romano (5), si passa [...] antico (6) [...] di mezzo, o medioevo, e [...] feudale in cui la ricchezza [...] prodotta non più dallo schiavo ma dal servo della [...] (dal contadino, cioè, formalmente libero ma sostanzialmente legato alla [...] e obbligato a dare al padrone della terra tutto [...] che produce, [.[...]
[...] [...] del premio ultraterreno, li [...] ed alla rassegnazione. Crollate, quindi, tutte le [...] avevano creato la cultura [...] da creare la nuova [...] quella, cioè, che esprimesse le nuove ragioni [...]. /// [...] /// Agostino [...] Si ebbe [...] Medio Evo una fioritura [...] e di vite di santi, la cultura [...] pace dei monasteri, da essa arrivava ai [...] ecclesiastica, diventava man mano monopolio degli ecclesiastici [...] è la condanna dei piaceri terreni e [...] quella purificazione dello spi[...]
[...]o spirito di tre secoli prima. [...] è, sì, religiosa; è [...] professante. Ma, nello stesso tempo, [...] mondo terreno: ha ansia, di beni materiali. E per il possesso [...] si lotta. Scriverà [...] nuova gente e i subiti [...] e dismisura han [...] Medio si passa [...] Moderno. Fra questi due [...] sorge Dante, che esprime il [...] tipo di società. È estraneo Dante a [...] No. Egli è figlio della civiltà [...] e cattolica e la [...] dottrina, [...] ha profonde radici in questo [...]. Egli scrive ope[...]
[...]esto [...]. Egli scrive opere filosofiche [...] come il Convito, mensa, cioè, dov'è imbandita [...] degli angeli"; e la stessa Divina Commedia [...] molto nel Purgatorio, moltissimo nel Paradiso) sarà [...] spirito filosofico e teologico di impronta medioevale. Ma la novità, la [...] Dante, è questa : che dal mondo [...] uomo politico in quella Firenze che è [...] centro commerciale e industriale [...] intuisce il mondo moderno [...] verso di esso; in questo intuito egli [...] funzioni storiche della[...]
[...](destinata a rivoluzionare [...] produzione e ad abbattere il feudalismo) sia [...] nazionale; egli intuisce che agli sviluppi di [...] rivoluzionario è di ostacolo un colossale potere [...] Chiesa; ed allora egli, credente, si pone [...] concezione medioevale del Giudizio Universale (Camposanto [...] ideologo della nascente borghesia [...] fra il "temporale" e lo "spirituale" e [...] trecento, la cultura che ha cominciato dopo [...] svilupparsi è ancora feudale e religiosa: la [...] letteraria è anc[...]
[...]indipendente [...] Chiesa [...] dai [...] che si appoggi sulla [...]. Quali sono le origini [...] del pensiero politico di Dante [...] della lingua letteraria nazionale. Come non è possibile [...] della proposizione che "Dante esprime la crisi [...] Medio Evo [...] Moderno" senza [...] bene la differenza tra [...] di società, così non è possibile intendere [...] di Dante, la [...] aspirazione ad un impero [...] che cosa fu il Comune, quali furono [...] suo sviluppo e della [...] decadenza. La borghes[...]