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Il vocabolo Marcuse si trova nei "vocabolari":
- Lingua - Sottosistema simbolico: correlati alla descrizione di KosmosDOC →da AuthorityFile(AF+VO ).
Stimato come nome proprio è riscontrabile in 434 Entità Multimediali (stima per difetto, approssimativamente altra metà riscontrabile tramite ricerca full-text nel campo «cerca»).
Attraverso questo strumento è possibile visualizzare una trascrizione frammentaria della rassegna stampa relativa tratta dalla Biblioteca Digitale (dunque non dall'Archivio):

Brano: [...]n [...] sono previsti per tutto il [...]. [...] della bellezza, certo, ma anche [...] straordinaria abilità degli artigiani, della loro fatica, del rinnovamento [...] tecnologia [...]. RICORRENZA [...] FA MORIVA IL FILOSOFO CHE ISPIRÒ IL SESSANTOTTO Marcuse Una politica per la felicità [...] Un [...] tenuto nei primi anni [...] dal filosofo Herbert Marcuse Mario Dondero GIANCARLO BOSETTI Allora, nel 1968, quando Herbert Marcuse [...] spirito, le idee della rivolta giovanile nel [...] si occupava di felicità, cercava con un [...] quella sintesi di eros e logos, di [...] di libertà, gioco, sensualità, tolleranza che da Platone [...] ha tenuto impegnati i professionisti [...][...]

[...]...] almeno, la rivoluzione: come Halprin, [...] di [...] (il prodotto più marcusiano [...] immagina [...] finale della villa dello [...] festosa della distruzione dei simboli della società [...] che si ripete e si dilata infinita [...]. I titoli di Marcuse [...] a tutti Ragione e rivoluzione, Eros e [...] a una dimensione anche [...] ne avevano visto solo le copertine (come [...] erano un [...] per arrivare al cuore [...] dei ragazzi. Nei campus di Berkeley [...] Parigi, Milano, ma anche a Belgrado e [...]

[...]ì lontana [...] pubblica, oggi che abbiamo imparato (in verità [...] a chiare lettere Kant) da buoni liberali [...] gli affari degli altri, a lasciare che [...] della [...] propria felicità, del suo [...] secondo i gusti più disparati, oggi le [...] Marcuse sembrano venire da [...] lontana e strana quando [...] alla vita di tutti i giorni. Che [...] oggi del pensiero di Marcuse? [...] almeno per una ragione: [...] la eliminazione totale dal discorso sui pubblici [...] della vita buona e felice non sia [...] domandarci se [...] che si è aperto [...] e la vita non debba essere scrutato [...] se quella distanza (politica rido[...]

[...]ma non ci lasci neppure a secco [...] usciamo da casa. Ah [...] hegeliana! Vuol dire [...] un [...] che va al di [...] precedente ma che, andando al di là, [...] conserva: il risultato finale sarà nuovo e [...] le tracce, le cicatrici, del percorso. Marcuse nella [...] vede soprattutto il segno [...] condizione umana, la stessa filosofia è un [...] fuori dalla condizione data: il pensiero, la [...] fermano mai, non si appagano, cercano la [...]. Il motore di questo [...] desiderio, sono le pulsioni che[...]

[...]to [...] facciamo. Tra la realtà che [...] la possibilità che ci balena davanti la [...] continuamente, ogni volta. Tra [...] e il [...] essere scocca una nuova scintilla. E lo spirito va. E con lui avanza [...]. Nella potenza del negativo sta [...] Marcuse [...] vale a dire del pensiero [...] prepara il terreno al marxismo. Ma non è quel [...] quella socialista, che interessa Marcuse (che critica [...] in Marxismo sovietico, nel 1958), neppure gli [...] della Seconda Internazionale. Altro va cercando il [...] ispirazione rivoluzionaria, la [...] potenza del negativo puntano [...] problema della felicità nella società del Novecen[...]

[...]za del negativo puntano [...] problema della felicità nella società del Novecento. La psicanalisi freudiana fornisce [...] energie e delle pulsioni che dominano [...] e mostra come il [...] e il gioco abbiano un potenziale di [...] individui. Ma per Marcuse il [...] liberazione personale incontra ostacoli insidiosi e sottili: [...] è solo apparentemente permissiva, in realtà reprime [...] costringe a comportamenti uniformi, scatena forme illusorie [...] spesso si riducono alla scelta della marca [...] [...]

[...]l lato [...] fa diventare il [...] di [...] un modo per imbrigliare [...] spegnere libertà e felicità. In quel caso la [...] propria potenza del negativo e si riduce [...] per adattare gli individui alle condizioni che [...] siano. È un processo che Marcuse [...] di [...] sociale della [...]. Altro che felicità creativa e [...] di una libido in festa! E solo una rivoluzione [...] mettere fine, secondo Marcuse, come secondo Marx, [...]. Ma [...] un problema: come è [...] Marcuse e di una gran parte dei movimenti [...] operaia è vista come un partner desiderato [...] ma anche molto temuto per la [...] tendenza a farsi assimilare [...]. Più che un progetto [...] quello di Marcuse è un tentativo filosofico [...] Freud e Marx utilizzando tutti i loro strumenti [...] per decifrare la condizione umana nella nostra [...]. Se lo consideriamo portatore [...] politico, Marcuse appare come un assoluto pessimista, [...] di soggetti che sostengano [...] emancipatrice: gli studenti, gli [...] i poveri del mondo, ma sempre anche [...] questi soggetti non ce la faranno a [...] società repressiva sia perchè troppo deboli, sia [.[...]

[...]ostengano [...] emancipatrice: gli studenti, gli [...] i poveri del mondo, ma sempre anche [...] questi soggetti non ce la faranno a [...] società repressiva sia perchè troppo deboli, sia [...] macchina capitalistica è congegnata in modo, agli [...] Marcuse, di [...] i portatori di alternative, [...] quella classe operaia alla quale il marxismo [...] salvifica. La società industriale avanzata, [...] sembrano costruiti in modo da vanificare ogni [...]. Uniformità, omogeneità, integrazione, [...] a una d[...]

[...]ostringe a una uniforme [...] di tipo orwelliano (quello che [...] sinistra chiama il [...] che tende a una forma [...] totalitarismo mascherato non avrebbe vie [...] se non fosse per qualche [...] di rivolta: gli studenti, il Vietnam. Ma per lo più Marcuse [...] frustrazione e aggressività nelle società contemporanee, non [...]. [...] a una dimensione ha perso [...] della [...] personalità, non ha più umanesimo, [...] conosce valori ideali e romantici. E tuttavia non è escluso [...] qualche volta Marcuse mostra di [...] che una esplosione gli faccia [...] la [...]. Ma non si leggerà [...] Marcuse [...] rimettere insieme i cocci di un progetto [...] sinistra. È più probabile che [...] tornino ad esercitare un fascino filosofico come [...] più brillanti di una tradizione critica che [...] sviluppato, il marxismo in forme del tutto [...] critic[...]

[...]del tutto [...] critica [...] della tecnica e con [...] della repressione degli istinti. E lo si leggerà [...] qualità della [...] interpretazione di Hegel e [...] Fenomenologia [...] spirito, un luogo di passaggio obbligato per [...] del Novecento. Marcuse intendeva soprattutto sottrarre Hegel [...] che lo volevano precursore del fascismo e [...]. Voleva infatti preservare quella [...] che ha nella dialettica [...] progresso, da ogni contaminazione con i regimi [...] ad attribuire quel genere di guast[...]

[...]tica [...] progresso, da ogni contaminazione con i regimi [...] ad attribuire quel genere di guasti alle [...] e scientiste) con gli eccessi della razionalizzazione [...] che ne vedeva scaturire. Uno dei passi più belli [...] e [...] è quello in cui Marcuse [...] fornisce la [...] interpretazione della dialettica tra signoria [...] servitù, dalla scoperta che [...] può diventare ciò che è [...] attraverso un altro [...] che la [...] stessa esistenza consiste nel suo [...] per un [...] fino alla lotta p[...]

[...]esistenza consiste nel suo [...] per un [...] fino alla lotta per la [...] e per la morte e [...] del lavoro come costitutivo della [...] realtà e come luogo di origine della libertà. Una delle accuse a [...] capitalistica contemporanea, da parte di Marcuse, è [...] avere annichilito questo potenziale di libertà. [...] che i fondatori del comunismo [...] avuto fin [...] del loro [...] quello che i proletari invece [...] associarsi in un progetto comune tentassero individualmente la via [...] fuga e del[...]

[...]re forze. Se la [...] di hegeliana memoria non bastava [...] si doveva procedere alla [...] cioè alla negazione totale. E se le condizioni di [...] esplosione comunque non si creano, mettiamoci almeno in condizione [...] come [...] di Antonioni. Per Marcuse è un [...] che rompe la gabbia della società a [...] ci rimette a contatto con [...] vitale del desiderio, da [...]. Nel [...] a Parigi ha collaborato con Max [...] agli Studi [...] e la famiglia. Si è poi trasferito [...] New York, alla Columbia Un[...]

[...]Tra le sue opere, dopo [...] tesi su Hegel e la fondazione di una teoria [...] 1932, sono da ricordare [...] e [...] 1941, [...] e [...] 1955, [...] 1958, [...] a una [...] 1964. Nel 1965 scrive [...] della [...] con [...] Moore Jr. In [...] e [...] Marcuse discute alcuni aspetti centrali [...] concezione freudiana. Per Freud la civiltà, [...] di realtà, spinge gli esseri umani a [...] sublimare le proprie pulsioni. In questo modo [...] civile ha barattato una parte [...] sue possibilità di felicità pe[...]

[...] umani a [...] sublimare le proprie pulsioni. In questo modo [...] civile ha barattato una parte [...] sue possibilità di felicità per un [...] di sicurezza, mentre gli uomini [...] non erano in grado di porre alcuna restrizione alle [...] pulsioni. Marcuse rifiuta questo impianto [...] il principio di realtà non è definito [...] per tutte ma cambia con il mutare [...] socialmente. [...] nella società contemporanea una [...] istinti che è funzionale non alla sicurezza [...] da parte di gruppi sociali. [...]

[...]ncipio di realtà non è definito [...] per tutte ma cambia con il mutare [...] socialmente. [...] nella società contemporanea una [...] istinti che è funzionale non alla sicurezza [...] da parte di gruppi sociali. In realtà quello cui [...] non è per Marcuse il principio di [...] principio di prestazione che è in funzione [...] lavoro. Il conflitto che per Freud [...] lavoro ed eros diventa per Marcuse un [...] alienato ed eros. /// [...] /// Il conflitto che per Freud [...] lavoro ed eros diventa per Marcuse un [...] alienato ed eros.


Brano: [...]...]. Il filosofo personalmente coinvolto [...] « movimento » aveva dinnanzi a sè [...] e obbligata: indicare alle migliaia di giovani [...] nel suo linguaggio quale fosse il soggetto [...] rivoluzione di cui i concetti filosofici disegnavano [...]. Marcuse indicò gli emarginati [...] periferie sociali del capitalismo: ghettizzati negri, sfruttati [...] Terzo Mondo, bambini misconosciuti nel loro desiderio, donne negate [...] in « altro mondo » che avrebbe [...] definitiva arma dialettica della distruz[...]

[...], donne negate [...] in « altro mondo » che avrebbe [...] definitiva arma dialettica della distruzione del dominio [...] classe. Un attore filosofico che [...] impraticabile della [...] classe operaia », così [...] versione sociale americana sia per Marcuse che, [...] Adorno e [...]. Erano i tempi in [...] contestavano il tipo di opulenza che invadeva [...] quotidiana e la pietrificava in gesti insensati, [...] petrolio non seguiva alcun calcolo, come avviene [...] che un sistema sociale immagina sia n[...]

[...]ale [...] la [...]. Quando Che Guevara parlava [...] due, tre Vietnam ». Quando più che i [...] analisi, molti seguivano il suggerimento della fantasia [...] dei sogni. Il limite e la [...] Il [...] alle dimensioni reali lo conosciamo tutti, e [...] Marcuse, oscillando sui suoi [...] rilasciò interviste e dichiarazioni [...] le cose si erano mostrate difficili, i [...] complicati e la transizione al socialismo un [...] altre cautele intellettuali e altre risorse analitiche. [...] giusto, ma la filosofi[...]

[...]altre risorse analitiche. [...] giusto, ma la filosofia è [...] una voce fuggita, conta quello che ha detto la [...] volta. Cosi [...] dovrà restare consegnato [...] che corre tra queste righe: [...] il suo limite, ma anche la [...] gloria. [...] dì Marcuse è nel [...] accademica tedesca: il libro della [...] educazione, cosa abbastanza comune [...] Germania [...] (poi) anche in Francia, è Essere e Tempo [...]. Legge questo testo in un [...] vent'anni dopo sarà sconfessato da [...] stesso, ma al di là [...]

[...]] alla vita che vale la pena di [...] Dentro al dizionario di [...] il mondo appare a [...] vuota generalità come [...] concettuale. [...] in Marx invece che [...] frequenza storica, distribuzione di ruoli di classe, [...] domanda positiva di senso. Marcuse riscopre attraverso i [...] Marx la critica [...] politica nella [...] versione più semplice: il [...] e i rapporti privati [...] il risultato del lavoro dal suo produttore. [...] capitalistica è [...] che ha perduto la [...] che è destinato a ripet[...]

[...]apporti privati [...] il risultato del lavoro dal suo produttore. [...] capitalistica è [...] che ha perduto la [...] che è destinato a ripetersi in un [...] interviene [...] storica del proletariato, il [...] il vuoto storico al suo senso. Nel 1932 Marcuse diceva [...] comunista avrebbe trasformato [...] non solo i rapporti [...]. Alle spalle [...] naturalmente il Lukacs di Storia [...] di classe e, come in Lukacs, [...] la grande figura di [...] che insegnava a distinguere [...] natura e scienze dell[...]

[...]e trasformato [...] non solo i rapporti [...]. Alle spalle [...] naturalmente il Lukacs di Storia [...] di classe e, come in Lukacs, [...] la grande figura di [...] che insegnava a distinguere [...] natura e scienze dello spirito. Sicché, concludeva Marcuse, contro Engels, [...] « ha storia », ma non « [...]. Storia è la qualità [...]. Se Marcuse non avesse [...] potrebbe dire che sui temi del marxismo [...] due decenni su Sartre e sui sartriani [...] fu durissimo nella recensione al Essere e [...] Nulla, [...] indesiderato per lui [...]. Subito dopo scrisse un [...] Ontologia di Hegel che h[...]

[...]gia di Hegel che ha guadagnato il [...] bibliografie fondamentali: il [...] era di esplorare Hegel [...] di vita e [...] di storicità. Un buon libro che [...] contemporanei negli scritti di Jean [...] anche [...] parentele europee. Tuttavia [...] dì Marcuse era segnato [...] e con la Scuola [...] Francoforte. Il filosofo puro declina [...] se rimane, nel fondo, il suggeritore delle [...]. /// [...] /// Forse di questo periodo [...] rilevante è quello dedicato a Filosofia e [...]. La filosofia tende [..[...]

[...] Filosofia e [...]. La filosofia tende [...] a essenzializza re, a [...] concetti: [...] empirica del sociale tende, [...] descrivere ì fenomeni: in entrambi 1 casi [...] del cielo o in [...]. La teoria [...]. Credo sia il più [...] degli scritti di Marcuse. La ragione dialettica Nel [...] America, esce Ragione e rivoluzione: Il protagonista è [...] Hegel [...] la [...] filosofia appare sempre il [...] dei viaggi intellettuali fondamentali. Parlare di Hegel in [...] scegliere il senso della cultura con[...]

[...] dialettica Nel [...] America, esce Ragione e rivoluzione: Il protagonista è [...] Hegel [...] la [...] filosofia appare sempre il [...] dei viaggi intellettuali fondamentali. Parlare di Hegel in [...] scegliere il senso della cultura contemporanea. Marcuse ha il problema [...] la filosofia di Hegel, al contrario di [...] cultura americana [...] e il pregiudizio arrivò [...] non ha niente a [...] il totalitarismo nazista. Allo Stato « dio [...] come [...] dì quella tesi, Marcuse [...] dei concetti [...] di ragione e di [...]. La negazione è il [...] ragione: di fronte a ciò che è [...] codificato. Rispetto alla sacralizzazione del [...] di Hegel diventava la forma filosofica [...] della critica. [...] stato detto molto gius[...]

[...]o di illuminismo dei [...] hegeliani (il che vale, forse, per almeno una parte [...] lavoro dei [...]. E infatti a questa [...] nel libro la critica sociale di Marx [...] esce dal disegno dei concetti per prendere [...]. Ci sarà un lungo [...] quale Marcuse ricompare come scrittore filosofico in [...] 1955. /// [...] /// Un libro, dunque, sulla [...] intellettuale Il filosofo e il movimento studentesco Come [...] i giovani nel [...] sino ad allora, soliamo [...] «eppure abbastanza ampia, di [...] Herbe[...]

[...]mpare come scrittore filosofico in [...] 1955. /// [...] /// Un libro, dunque, sulla [...] intellettuale Il filosofo e il movimento studentesco Come [...] i giovani nel [...] sino ad allora, soliamo [...] «eppure abbastanza ampia, di [...] Herbert . Marcuse, nel [...]. [...] in tarpa misura, il più [...] esponente di quella [...] dialettica della liberazione [...] che apriva allora nuove speranze [...] fletteva [...] della stessa area culturale marxista [...] trini e sollecitazioni che in parte le eran[...]

[...] trini e sollecitazioni che in parte le erano rimasti [...] anche dopo la pubblicazione integrale ilei " « Manoscritti [...] del 1811 » e dei [...] Lineamenti fondamentali [...] una critica della economia [...] » (i [...] »). La lettura di [...] che Marcuse offrirà era. A monte, il suo faccino [...] rafforzato dalle analisi [...] uomo a una dimensione ». Marcuse [...] ritengo [...] aveva torto, ma in cerio [...] il suo era [...] errore, poiché metteva in luce [...] negli anni delle grandi agitazioni studentesche, dei ghetti neri [...] fiamme. A [...] giovanile che avvertiva, sia [...] spesso solo intuitivam[...]

[...] ma in cerio [...] il suo era [...] errore, poiché metteva in luce [...] negli anni delle grandi agitazioni studentesche, dei ghetti neri [...] fiamme. A [...] giovanile che avvertiva, sia [...] spesso solo intuitivamente, i guasti [...] consumiamo, Marcuse prospettava il carattere liberatorio di Dna moralità [...] di vita fondata [...] sol gioco, sui rapporti interpersonali, [...] alcuni temi della predicazione di George Moore e della [...] « [...] » di Cambridge, sino allora [...] rimasti patrimonio [...]

[...]e sue opere maggiori [...] ma tale da colpire la [...] e la fantasia. Uno stile che faceva [...] erotica non « [...] » (e repressiva), ma [...] del suo approccio [...] del possibile. Scomponendo e mettendo in [...] le forme delia [...] repressiva ». Marcuse metteva [...] sui limiti, anzi [...] che può occultarsi entro molte [...] che possono apparire di progresso, ove non si vada [...] radici l« la radice [...] è [...] stesso ». Il quadro offerto da Marcuse [...] certo carente sul terreno dei rapporti [...] forza, ma la [...] del totalitarismo (e del [...] ». Dieci anni dopo, il [...]. I giovani (e non [...] forse meglio compreso tolta la forza di [...] capitalismo in crisi, ma tenace e possente [...] [...]

[...]rti [...] forza, ma la [...] del totalitarismo (e del [...] ». Dieci anni dopo, il [...]. I giovani (e non [...] forse meglio compreso tolta la forza di [...] capitalismo in crisi, ma tenace e possente [...] e mondiale. Perciò il « messaggio » [...] Marcuse, [...] se ormai relegato in [...] sfondo che sembra [...] conserva il [...] valore di [...] alla libertà [...] vera ». Mario [...] critica sociale. Marcuse aveva preso a [...] Freud [...] fine degli anni Trenta: ma [...] non si tratta di [...]. [...] il più bel libro [...] Marcuse [...] ampie interlocuzìoni, prosa elegante, vigore intellettuale, una [...] concetti, effetti teorici, nel complesso, rilevanti. Marcuse, in America, si trovava [...] fronte alla legione degli psicoanalisti della personalità, [...] ai quali, per una strada [...] sì era unito [...] amico [...]. Il grande patrìmonio freudiano, soprattutto [...] andavano perduti per una strada [...] e [[...]

[...]Ora se Reich aveva [...] morale della società capitalistica è un progetto [...] sessualità che costruisce caratteri deboli, risentiti, privi [...] sempre alla ricerca di una autorità espropriante [...] certezza [...] in cui leggere, a [...] destino, Marcuse non faceva questione di quantità [...]. Tutta la civiltà contemporanea, [...] una selezione del campo erotico polimorfo in [...] viene ridotto alla dimensione [...]. Per comprendere questo tipo [...] Marcuse elaborò due concetti celebri: quello di « [...] e quello del [...] principio di prestazione » [...] indicava quale fosse il sistema di valori [...] la « vita buo, na [...] nella società della produzione [...] è un fattore produttivo, la [...] espres[...]

[...]« vita buo, na [...] nella società della produzione [...] è un fattore produttivo, la [...] espressività è da vedere [...] funzione del suo uso massimizzante, i suoi [...] di una conformità. Il rovescio è allora [...]. Credo che nella storia [...] a Marcuse spetti un [...]. Da questo libro al [...] credo più conosciuto [...] a una dimensione il [...] ma il rischio che si corre è [...] stentorea banalizzazione dei problemi, proprio perché essi [...] una forza intellettuale univoca e perforante. [...] a [...]

[...] che un libro [...] se proprio si dovesse scegliere, direi che [...] un involontario capitolo di una biografìa intellettuale [...] filosofica nel momento del suo fatale rammarico. Ma questa è proprio [...] pubblicizzazione grandiosa del suo lessico. Marcuse più che in [...] consegna in un affresco: scrivo da un [...] ho libri e vedo, invece, in immagine [...] mia biblioteca con le cose di Marcuse [...] tradotte, segno dì una fortuna) un po' [...] mano in uno spazio che non prevede [...]. Il costume, i giovani, [...] autori parlano di sesso Cambia [...] tradizionale, cadono i tabù, ma la conoscenza [...] spesso non va oltre il rotocalco La [.[...]


Brano: [...]are di più? [...] di [...] avvalorava le speranze. I polmoni sì riempivano [...] culturale, Respira ce [...] sicuramente, mollo. Ma lo [...] critico, architrave [...] costruzione teorica, veniva coito solo [...] parte. La questione si complicò [...] Marcuse. Nel suo lavoro, [...] del marxismo ai sommava quella [...] psicoanalisi. Singolare binomio di due [...]. In questo binomio la [...] carta di credito. Offriva il vantaggio di [...] che rendono possibile la felicità, Non aveva [...] Freud [...] fuori[...]

[...]ondo non possiamo cadere giacché [...] siamo dentro? Se il marxismo strappava la [...] la psicanalisi [...] pubblica piazza la repressione [...]. Insieme, veri e propri Dioscuri, [...] illuminare la strada della ragioni e della [...]. Il pensiero di Marcuse [...] complesso di quello appena accennato. Per esempio nella [...] opposizione al marxismo (trasformato [...] una scienza positiva) e al freudismo (quando, [...] Usa, viene distribuito ai pazienti sul divano per [...] integrazione). Si può perdonar[...]

[...]quello appena accennato. Per esempio nella [...] opposizione al marxismo (trasformato [...] una scienza positiva) e al freudismo (quando, [...] Usa, viene distribuito ai pazienti sul divano per [...] integrazione). Si può perdonare anche il [...] di Marcuse [...] in California. Lo smorzava, quel vitalismo, una [...] continuava a esistere lo sfruttamento [...]. /// [...] /// La civiltà industriale inghiotte [...] da Tempi moderni, il ritmo viene astutamente [...] di una organizzazione in apparenza tolle[...]

[...]to [...]. /// [...] /// La civiltà industriale inghiotte [...] da Tempi moderni, il ritmo viene astutamente [...] di una organizzazione in apparenza tollerante che [...] livellate e triturare le individualità. Guardate cosa è accaduto [...] ammoniva Marcuse. [...] dei conflitti, la rivolta, [...] saranno più gli operai a [...]. Ma gli [...] le strade si divisero. I lettori della muova [...] le spalle al movimenti americani, alla [...] tedesca dì cui Marcuse [...] padrino. Emarginati di tutto il [...]. Forse quei lettori (e [...] troppo attaccati alle proprie idee per fare [...]. Forse il passaggio dal [...] sì stava svolgendo sotto i loro occhi [...]. Non capirono che [...] il «grande [...] tentava per[...]

[...] [...] di 65 anni». Con questo titolo il New York [...] dava la notizia della scomparsa [...] il 7 agosto 1969, [...] «un esperto tedesco di problemi [...] e anche critico musicale». Un secondo titolo di [...] fatto che anche lui, «come il suo [...] Marcuse, era stato un critico dello stalinismo». Nel breve e anonimo [...] ai periodo in cui [...] si era trasferito negli Stati Uniti, [...] non si nominava nessuno dei suoi libri. Il resto del commento [...] citazioni di un articolo del 1940 nel [...] ted[...]

[...]e lavorato [...] negli Stati Uniti: prima [...] per le ricerche sociali [...] aveva trasferito da Francoforte [...] New York, poi a Radio [...] di [...] ed infine alla Università [...] California [...] più tardi sarebbero approdati anche i due [...] Marcuse e [...]. Una parte importante della [...] quindi, 6 maturata durante [...] americano, a contatto con questa società e [...] che restano [...] o costituiscono il punto [...] studi su «la personalità autoritaria» e sulla [...] in La dialettica [...]. [...]

[...] personalità autoritaria» e sulla [...] in La dialettica [...]. Tuttavia, a vent'anni dalla [...] difficile trovare tracce concrete del suo pensiero [...] che [...] stata influenzata, invece. Erano nati tutti tra [...] e gli inizi del nostro secolo. Marcuse era uno [...] più vecchi (1892) ed Erich [...] il più giovane (1911); [...] avevano pubblicato nel 1937 Autorità [...] e quando [...] e Adorno erano ritornati [...] Europa, Marcuse. [...] e [...] avevano già da tempo [...] negli Stati Uniti dove avrebbero seguito strade [...] Freud sarebbe rimasto un punto di riferimento comune [...] di [...] e di quello di Marcuse, [...] loro rispettivo Impegno politico. Se pensiamo [...] e aliai tragica e [...] Benjamin in Francia, al diverso approdo di [...] e [...] dopo il [...] in Europa ed alle [...] ex [...] stabilitisi in America, sembra [...] di una «scuola» dinanzi a[...]

[...]n in Francia, al diverso approdo di [...] e [...] dopo il [...] in Europa ed alle [...] ex [...] stabilitisi in America, sembra [...] di una «scuola» dinanzi alle varie posizioni [...] di coloro che ne vengono considerati i [...] anni dalla morte di Marcuse seguita pochi [...] quella di [...] si [...] tracciare un primo bilancio [...] avuto il marxismo hegeliano di marca [...] nella cultura americana. Il requiem per [...] sembra sintetizzato in una [...] alla traduzione di Prismi, nel 1982, dove [...] [...]

[...]a [...] nella cultura americana. Il requiem per [...] sembra sintetizzato in una [...] alla traduzione di Prismi, nel 1982, dove [...] era «uno di quegli scrittori accademici la [...] dimenticata dopo la loro morte»; ben diversi [...] i necrologi di Marcuse che per [...] ventennio ha fortemente influenzato [...] americano, soprattutto nella Università. Rievocando gli anni del [...] Pie [...] il sociologo Todd [...] ricorda come in quegli [...] studenti «fossero stati attratti da alcuni libri [...] vast[...]

[...][...] Pie [...] il sociologo Todd [...] ricorda come in quegli [...] studenti «fossero stati attratti da alcuni libri [...] vasta dimensione del problemi che stavano dinanzi [...]. [...] scrive [...] il più affascinante era [...] a una dimensione di Marcuse [...] la [...] amara nostalgia hegeliana per il [...] marxista di un proletariato rivoluzionario». Era la prima volta [...] scena politica americana la figura di un [...] contro il quale si [...] condanne pubbliche del vicepresidente Spiro [...] o d[...]

[...]...] scena politica americana la figura di un [...] contro il quale si [...] condanne pubbliche del vicepresidente Spiro [...] o del governatore della California Ronald Reagan. Ma già alla metà [...] Settanta, poco prima della [...] morte, io stesso Marcuse [...] suoi studenti che ormai «il movimento era [...] Là [...] del [...] evidentemente non è in [...] e nonostante la manta [...] per [...] anniversari da Kennedy alla Luna [...] morte di Marcuse non ha fatto notizia. I suoi saggi sono [...] delle librerie dove affiorano adesso altre filosofie. La diaspora della «scuola [...] Francoforte» [...] conclude così negli Stati Uniti dove, con [...] di Benjamin, i suoi protagonisti originari sono [.[...]

[...]..] di Benjamin, i suoi protagonisti originari sono [...] lungo e dove, in California, Leo [...] ne resta [...] superstite ancora in vita. [...] e [...] avevano respinto la «diversità» [...] e questo spiega in parte [...] volta li abbia dimenticati. Marcuse e [...] ne hanno fatto invece [...] loro critica riconoscendo, tuttavia, la specificità di [...] di questa cultura. Seppure in forme diverse, [...] e tempi diversi, sono diventati cosi parte [...] anche se le loro radici [...] hanno costituito per a[...]

[...] di una concezione umanistica [...] cultura che li rendeva sospettosi [...] del [...] media e delle [...] conseguenze. Questo spiega perché la [...] sulla cultura di massa e sui mass [...] traccia delle riflessioni di [...] o perfino di quelle [...] Marcuse [...]. Nel mezzo della rivolta giovanile [...] anni Sessanta, mentre si pubblicava [...] a una dimensione, [...] anche [...] media di Marshall [...] inseriva nel dibattito una dimensione [...] tutto nuova. Con il suo tono [...] sollevava una serie d[...]

[...] una dimensione [...] tutto nuova. Con il suo tono [...] sollevava una serie di [...] di quelle [...] sulla società industriale, ma [...] con la tv esse apparivano ancora più [...]. Il radicalismo elettronico dì [...] si intrecciava con quello [...] Marcuse e i media, investiti direttamente, se ne [...] gradualmente si [...] le ultime fiammate del [...] guerra del Vietnam si avviava alla [...] conclusione. Nel 1981, alla morte [...] John Léonard lo definiva [...] aveva galvanizzato una intera generazio[...]


Brano: [...] un antiquario e donati [...] Femminile da una docente». Una «lucciola» dentro una scatola [...] le donne del primo [...] ITALIA PER POSTA Una mostra [...] la storia di una rivista esclusivamente femminile [...] al femminile [...] del Novecento Quel Marcuse non [...] affatto male A cento anni dalla nascita, oggi grande [...] al «Goethe» di Roma BRUNO [...] una volta Marcuse, oscuro allievo [...] che divenne un simbolo della [...] studentesca. Chi si ricorda più [...] che «freak» o bizzarro [...] Ci [...] pensato il Dipartimento di filosofia [...] Università Roma III, che [...] e sino a domani pomeriggio) rievocherà al [...]

[...]..] il centenario della nascita [...] (Berlino, 1898 [...] 1979). Il convegno di oggi [...] luglio [...] di Genova, al quale [...] Jürgen [...] erede eterodosso della scuola [...] Francoforte, [...] cui con una posizione originale si collegava [...] Marcuse, [...] «costruttivo» e non solo «negativo». A [...] due linee. Da un lato quella [...] Lucio Colletti e Giuseppe [...] che criticheranno il tratto [...] di Marcuse. [...] quella di altri studiosi. Come Giacomo [...] inediti marcusiani) o Stefano [...] libertaria racchiusa nella critica marcusiana [...] società industriale. In mezzo, altri studiosi. Come [...] del [...] gli aspetti totalizzanti e impraticabili [...]

[...] [...] società industriale. In mezzo, altri studiosi. Come [...] del [...] gli aspetti totalizzanti e impraticabili [...] marcusiana» dal potenziale benefico della [...]. E [...] veniamo al cuore, non [...] ma anche del pensiero vero e proprio [...] Marcuse. Il quale, è bene [...] filosofo serioso, e con tutte le carte [...] certo un [...] con la vocazione al [...]. [...] a [...] sul terreno [...] antimetafisica, (come ricorderà domani Marramao), [...] da [...] e con solide radici nella [...] tedesca: [...]

[...]certo un [...] con la vocazione al [...]. [...] a [...] sul terreno [...] antimetafisica, (come ricorderà domani Marramao), [...] da [...] e con solide radici nella [...] tedesca: Kant, [...]. In che senso [...] politica è il nocciolo delle [...] di Marcuse? [...] che Marcuse assembla [...] di varie tradizioni: [...] di «forme», la libìdo freudiana, [...] di investimenti oggettuali e contraltare [...] di morte». E poi la «facoltà [...] «cerca» e «anticipa» il senso [...]. Poi [...] la [...] marxiana, la pulsione al gioco[...]

[...]morte». E poi la «facoltà [...] «cerca» e «anticipa» il senso [...]. Poi [...] la [...] marxiana, la pulsione al gioco [...]. E infine la facoltà [...] kantiano, quella della «Critica del Giudizio». Laddove [...] con la fantasia. E tuttavia, secondo Marcuse, [...] solo nella «finalità senza scopo [...]. Ma, in linea su [...] Arendt, anche [...]. Dunque in Marcuse, dialettica [...]. Dove ciascuno riflette [...] la propria individualità. [...] società [...]. [...] si [...] nel dominio della tecnica e [...] mercificazione. Ostile a natura ed [...]. E foriero di falsa liberazione [...] la [...]. E siamo giunti c[...]

[...] riflette [...] la propria individualità. [...] società [...]. [...] si [...] nel dominio della tecnica e [...] mercificazione. Ostile a natura ed [...]. E foriero di falsa liberazione [...] la [...]. E siamo giunti così ai [...] testi più famosi di Marcuse, da [...] «Eros e Civiltà» (1955) e [...] a una dimensione» (1964). Testi da affiancare almeno [...] «Marxismo [...] (1958) nonché a «Fine [...] (1967). Ebbene, lo «One [...] man»è appunto [...] e parcellizzato da una tecnica [...] lo rende ostile a[...]

[...]almeno [...] «Marxismo [...] (1958) nonché a «Fine [...] (1967). Ebbene, lo «One [...] man»è appunto [...] e parcellizzato da una tecnica [...] lo rende ostile ai suoi bisogni, alla natura e [...] sue autentiche emozioni. A [...] e a quella tecnica, Marcuse, [...] in Usa e critico della società opulenta, contrappone una [...] società industriale, dove il potenziale della tecnoscienza si modelli [...] bisogni estetici. E su quel «principio [...] e normalizzato da Freud in nome [...] «disagio della civil[...]

[...]reud in nome [...] «disagio della civiltà». Attori della possibile trasformazione? Erano [...] emarginate, e i [...] gruppi etnici, stante [...] sistema della classe operaia tradizionale. E allora, messe così [...] un filosofia «romantica» quella di Marcuse? Tanto [...] Marcuse stesso non avrebbe certo rifiutato [...]. Perché, lo si è [...] salvezza nella «gratuità creatrice» delle energie emotive. Inscindibili dalla ragione [...] e giusta. Ma, se romantico [...] allora Marcuse non lo [...]. Innanzitutto poiché non [...] su utopie globali, ma su [...] individualismo solidale, [...] e al servizio dei singoli [...]. E poi perché il [...] lucido. Intuì, come [...] proprio la società industriale, con [...] «comfort» e [...] de[...]


Brano: [...]lli Anticipazione della morte e liberazione dalla morte, [...] una valorizzazione della vita, fondata [...] e su [...] della liberazione, che si oppone [...] una visione opprimente e repressiva [...] così si può sintetizzare la [...] con cui Herbert Marcuse prende congedo dalla filosofia di Martin [...] che fu suo maestro a [...] negli anni [...] prima che Marcuse si volgesse [...] marxismo, [...] dalla Svizzera nella Scuola di Francoforte, e poi [...] dopo [...] del nazismo al potere, e [...] in California. Di questo ed altro [...] da Marcuse nel 1977, un anno prima [...] La politica di [...] che costituisce il cuore [...] volume con cui la Guerini e Associati [...]. Marcuse, La dimensione estetica. [...] politica tra rivolta e trascendenza, [...] cura di P. /// [...] /// Ad [...] Marcuse riconosce una sola [...] non di poco conto: di [...] imparato a pensare e [...] un testo, con spessore e profondità, anche [...] forza e ci si allontana da [...] consolidata. [...] capace di fare appunto [...] nelle sue memorabili interpretazioni de[...]

[...] [...] che, in questo seguendo il [...] maestro [...] sembrava [...] interessarsi, anziché di idee e [...] astratti, della condizione umana nella [...] concretezza emozionale ed esistenziale ha [...] effetti in tutta la [...] opera messo in atto per Marcuse una sorta di neutralizzazione del concreto. A cominciare dal modo [...] umana, il [...] senza nessun riferimento al [...] alla differenza tra uomo e donna, la [...] umano è tendenzialmente impersonale, astratta dalla storia [...] interpersonali e so[...]

[...]ad [...] del volere e del [...] come già nel 1927, nel suo primo [...] Essere e tempo, ci fosse una predisposizione [...] ad accogliere il nazismo e a [...] promotore. Non a caso del resto [...] stata proprio [...] al nazismo che ha consentito [...] Marcuse di cominciare ad esplicitare il fondo intrinsecamente autoritario [...] del suo pensiero. Ne avevamo forse la [...] quel tempo, ma [...] stati consapevoli per la prima [...] solo dopo [...] saputo della [...] associazione con il nazismo». A tutte le[...]

[...]uto della [...] associazione con il nazismo». A tutte le [...] del concreto, della corporeità, [...] della storia e delle relazioni [...] secondo spazi e tempi specifici, che opera una filosofia [...] muove dal principio, più o meno teologico, [...] Marcuse oppone, come ben viene [...] da tutti gli altri saggi raccolti nel libro, una [...] della vita che si prova a designare spazi possibili [...] ricca di senso [...] della società contemporanea, la quale [...] lui, marxista e [...] è sinonimo di societ[...]

[...] che si prova a designare spazi possibili [...] ricca di senso [...] della società contemporanea, la quale [...] lui, marxista e [...] è sinonimo di società totalitaristica [...] antiliberale. Dal capitale infatti nasce non [...] democrazia, osserva Marcuse, ma solo [...] della democrazia, ossia [...] delle grandi masse nella vita [...] Stato, [...] avvenuto nel [...] ma a patto di una [...] anticipata e manipolata della loro coscienza e dei loro [...] alle esigenze mercantili e [...] attraverso i gran[...]

[...] coscienza e dei loro [...] alle esigenze mercantili e [...] attraverso i grandi [...] e [...]. Da tale insufficienza di democrazia [...] moderna, dal conformismo delle immagini, [...] idee e dei consumi che ne deriva si può [...] a sfuggire, scrive Marcuse nel saggio La dimensione estetica [...] dà il titolo [...] libro, anche attraverso una valorizzazione [...] che tenga conto dei due significati compresi in questo [...] la produzione del bello in senso oggettivo, [...] insieme dei manufatti artistic[...]

[...]nque [...] un momento di [...] solo accumulativa e mercantile, e [...] riorganizzazione [...] e della sensibilità in senso [...]. Anzi, mirando soprattutto a [...] antropologico e civile, di [...] di [...] modi di [...] relazione tra soggetti umani, Marcuse giunge a [...] di arte, [...] coincidere, in una futura [...] con il mondo del lavoro e del [...] ai bisogni [...] di una ricchezza astratta [...] potrebbe finalmente, date anche le potenzialità tecnologiche [...] «estetico», rispettoso del [...] de[...]

[...]cazioni e, [...] volta, secondo la [...] più specifica struttura. Per altro anche [...] noto, assegna [...] soprattutto nella seconda fase del [...] pensiero, una funzione esemplare e salvifica, in quanto ascolto [...] voce [...]. Ma anche in questo Marcuse [...] le spalle al suo antico maestro di [...] non è [...] di un messaggio trascendente o [...] al di là [...] umana [...] la [...] umana, nella conciliazione di eros [...] logos, di pulsioni costruttive e ragione, secondo una bellezza [...] è tutta[...]

[...]di là [...] umana [...] la [...] umana, nella conciliazione di eros [...] logos, di pulsioni costruttive e ragione, secondo una bellezza [...] è tutta immanente e presente nelle potenzialità inesauribili della [...]. /// [...] /// Ma anche in questo Marcuse [...] le spalle al suo antico maestro di [...] non è [...] di un messaggio trascendente o [...] al di là [...] umana [...] la [...] umana, nella conciliazione di eros [...] logos, di pulsioni costruttive e ragione, secondo una bellezza [...] è tutta[...]


Brano: [...]asse popolari, la [...] operaia in primo luogo hanno saputo dimostrare [...] a chi non lo avesse [...] capito prima [...] di essere capaci di lottare [...] per precise alternative di classe al potere e al [...] capitalistico. [...] iniziato così per Marcuse [...] autocritica, con cui egli cerca di [...] conto dei [...] sviluppi [...] esperienze. [...] in questo suo sforza non [...] inutile. E a questo può servire [...] quella che riteniamo essere la [...] ultima presa di posizione, una [...] a Le [...][...]

[...]i [...] sviluppi [...] esperienze. [...] in questo suo sforza non [...] inutile. E a questo può servire [...] quella che riteniamo essere la [...] ultima presa di posizione, una [...] a Le [...] gennaio [...]. Che cosa mantiene e che [...] abbandona Marcuse delle sue precedenti [...] lui si è fatta acuta, [...] direi precisa, la coscienza della [...] da cui è investito oggi il capitalismo, della [...] incapacità di dare [...] razionalità » alla società che [...] impronta e domina; « il tessuto sociale.[...]

[...]oscienza della [...] da cui è investito oggi il capitalismo, della [...] incapacità di dare [...] razionalità » alla società che [...] impronta e domina; « il tessuto sociale. A parte le [...] troppo drastiche, [...] dei fenomeni è precisa. Ben vede Marcuse che da [...] deriva un pericolo di « controrivoluzione », anche anticipata, [...] forme di difesa [...] stabilito, « a volte psicologiche [...] poliziesche, a volte [...] come nel Vietnam [...] totalmente barbare e confrontabili alle [...] naziste »[...]

[...]che anticipata, [...] forme di difesa [...] stabilito, « a volte psicologiche [...] poliziesche, a volte [...] come nel Vietnam [...] totalmente barbare e confrontabili alle [...] naziste ». La soluzione del dramma [...] è il socialismo o [...]. Ora Marcuse nega di [...] che [...] rivoluzionaria vada vista nel [...] e negli emarginati dei paesi sottosviluppati, c [...] ci pare, di quel che ha detto. Ma importa quel che [...] . [...] semmai errata la motivazione [...] di questo fatto: « sino a quando [.[...]

[...]ivazione [...] di questo fatto: « sino a quando [...] maggioranza della popolazione »; poiché non di [...] ma della posizione oggettivamente antagonistica che il [...] rapporti di produzione capitalistici. Riconoscendo la funzione della classe [...] Marcuse giunge [...] ad altre conclusioni: al rifiuto [...] spontaneismo ». Può essere reazionaria, può essere [...] risultato della introiezione di bisogni forgiati [...] stabilito ». Cosi la parola d'ordine [...] distruggere [...] » fa il gioco della [...[...]

[...]le i suoi interessi ». Sicché importa cogliere soprattutto [...] si manifesta nelle Università, per il fatto [...] da un lato, il pilastro [...] costituito, ma, [...] sedi in cui si [...] una cultura critica, centri di lotta rivoluzionaria. Ma [...] Marcuse si ferma. Ipnotizzato dalla situazione del [...] e di determinati paesi europei, non sa [...] del movimento, il carattere delle lotte, i [...] c politici reali. Ripetendo il ritornello della « [...] » del marxismo [...] e [...] neghiamo [...] un fen[...]

[...]e ancora antropologico del [...] Marx, [...] il modo in cui privilegia il momento [...] rivoluzione, resta [...] del tradizionale umanesimo individualistico, [...] marxismo vero con il suo umanesimo reale [...] spartire. Non daremo certo torto [...] Marcuse [...] si badi [...] quando egli sottolinea il [...] morale, di coscienza, nella lotta rivoluzionaria. Non gli daremo torto [...] che la direzione della lotta rivoluzionaria ha [...] diversi dal tipo di uomo che il [...] e vuole perpetuare. E non gli[...]

[...] dalla contraddizione oggettiva [...] alla trasformazione dei rapporti di produzione, mobilitando [...] su [...] politici, e crei le [...] trasformazione dei rapporti . Ora ci sembra che [...] rapporto di realtà e coscienza, la [...] dialettica, che Marcuse non [...]. Così è ancora soggettivistico, [...] che egli stabilisce tra coscienza e realtà. Ecco perché la funzione [...] quella pedagogica [...] non viene compresa; non [...] diverso non si forma [...] bisogno di costruire se stesso, mentre costrui[...]


Brano: [...]enza [...] filosofo [...] teorico della «contestazione globale», sottopone [...] una critica radicale la moderna società ad alto sviluppo [...] la cui unica alternativa è una «rivoluzione psicologica». Regressione da Marx a [...] CARLO AUGUSTO [...] Marcuse, il filosofo [...] della « contestazione globale »Marcuse [...] molto popolare nella cultura spicciola italiana ed [...] il suo nome è stato legato, a [...] ragione, alle agitazioni degli studenti, anche se [...] lo lega a questi fatti è molto [...] sempre gli studenti sono disposti a vedere [...] loro isp[...]

[...]a italiana ed [...] il suo nome è stato legato, a [...] ragione, alle agitazioni degli studenti, anche se [...] lo lega a questi fatti è molto [...] sempre gli studenti sono disposti a vedere [...] loro ispiratore o ideologo. In modo più appropriato Marcuse [...] come uno dei principali critici di quella [...] società dei consumi o società industriale contemporanea [...]. [...] libro da lui pubblicato, [...] a una dimensione, uscito [...] Stati Uniti nel 1964 e in traduzione italiana nel [...] una crit[...]

[...]anea [...]. [...] libro da lui pubblicato, [...] a una dimensione, uscito [...] Stati Uniti nel 1964 e in traduzione italiana nel [...] una critica radicale della società contemporanea a [...] elevato, in sostanza della società americana. La tesi di Marcuse [...] società dei consumi tende ad abolire una [...] che gli permette di non identificarsi con [...] quale vive, di non accettare i suoi [...] valori, il suo ritmo di vita, i [...] convivenza. C'è [...] una dimensione in base [...] può trascendere l[...]

[...]oazione, deve [...] un qualche freno alla [...] suoi membri, deve incoraggiare la concentrazione degli [...] fini che hanno diretto la fondazione di [...]. Ma, a [...] sostenibilità di questa tesi [...] la posizione che essa potrebbe avere nel [...] Marcuse, non a questo tipo di limitazione Marcuse [...] di [...] moderno. Certamente la storia ci [...] contrasti tra le società costituite e i [...] innovatori. Riformisti, rivoluzionari, utopisti, anarchici [...] tutti i tempi o quasi, e molto [...] esistente li ha odiati, spesso li ha [...] seno[...]

[...].] innovatori. Riformisti, rivoluzionari, utopisti, anarchici [...] tutti i tempi o quasi, e molto [...] esistente li ha odiati, spesso li ha [...] seno, quando non li ha addirittura soppressi. Il fatto nuovo e [...] industriale contemporanea è, per Marcuse, che questo [...] più, o almeno non avviene più apertamente, [...] ha più bisogno di odiare o perseguitare [...] perché essi non esistono più. E non esistono più [...] industriale contemporanea ha i mezzi per soffocare [...] velleità di rivolta e di[...]


Brano: [...] il suo libro, [...] e di tormento personale, sgorga in gran [...] vissuta. Trattandosi di un testo [...] si troverà tuttavia appena accennata la problematica [...] movimento per il riscatto della gente di [...]. Conferenza stampa Colloqui con [...] Marcuse a [...] e la contraddizione Il [...] francese, il movimento operaio e le minoranze [...] Stati Uniti [...] La dimensione politica: il [...] al quale l'autore [...] a una dimensione» si [...] Dalli [...] redazione TORINO, 12. C'è qualcosa di paradoss[...]

[...]raddizione Il [...] francese, il movimento operaio e le minoranze [...] Stati Uniti [...] La dimensione politica: il [...] al quale l'autore [...] a una dimensione» si [...] Dalli [...] redazione TORINO, 12. C'è qualcosa di paradossale [...] Herbert Marcuse, [...] filosofo [...] tedesca, l'autore di quella [...] opulenta che va sotto il nome [...] a una dimensione, il [...] rifiuto, si sottoponga a quella [...] di consumo cosi funzionale [...] di comunicazione di massa che è la [...] ». Il paradosso, t[...]

[...] opulenta che va sotto il nome [...] a una dimensione, il [...] rifiuto, si sottoponga a quella [...] di consumo cosi funzionale [...] di comunicazione di massa che è la [...] ». Il paradosso, tuttavia, non [...] pratico, anzi politico. E, va detto, Marcuse, [...] Italia per qualche giorno, lo [...] molto bene. Come sa che proprio [...] (non soltanto nel senso del la pratica [...] quello nobile della prassi) costituisce il punto [...] il suo discorso teorico, quello che non [...] teoria critica della s[...]

[...]nsiero negativo [...] il nocciolo della [...] Interpretazione della dialettica) prigioniero [...]. Che è del resto [...] più puntuali che gli siano state fatte [...] della opposizione extraparlamentare tedesca e da numerosi [...]. Abbiamo incontrato Marcuse in [...] di conferenze organizzate per lui [...] (Associazione culturale italiana). Allievo di [...] uomo di punta, con [...] e Adorno, dello Istituto [...] sociali di Francoforte, che costituisce un momento [...] cultura moderna, emigrato a New Yor[...]

[...] [...] e Adorno, dello Istituto [...] sociali di Francoforte, che costituisce un momento [...] cultura moderna, emigrato a New York nel [...] preso corpo [...] quella indagine sullo sviluppo [...] irrobustita dalle letture parallele di Marx e Freud, Marcuse [...] stato troppo [...] in questi ultimi [...] drasticamente assimilato alla rivolta [...]. [...] per la verità, da [...] volte motivata con la ricerca, spesso tormentata, [...] politica, che, ove manchi, relega tutto il [...] modalità [...] (tradi[...]

[...]] e New [...] la sinistra [...] e quella delle minoranze [...] nel « campus » [...] ansiosamente un contatto diretto e operante con [...]. Si è parlato dei [...] drammatica sclerosi del movimento operaio negli Stati Uniti: [...] dei quale, tuttavia. Marcuse ha precisato che [...] forza senza cui ogni trasformazione rivoluzionaria della [...] impossibile. Anche se, egli ha [...] possibile Che il movimento operaio statunitense torni [...] senza una crisi strutturale della società. Ma come [...] possibile[...]

[...]l movimento operaio statunitense torni [...] senza una crisi strutturale della società. Ma come [...] possibile la crisi di [...] fortemente strutturato ai fini del dominio, cosi [...] modello sociale proposto dalla fase opulenta della [...] Secondo Marcuse, la risposta [...] da cercare nella sempre [...] fra produzione delle risorse e loro utilizzazione. Tale divaricazione sarebbe [...] di quel temporaneo « indebolimento [...] socioeconomico che. Fin [...] nel corso della conversazione. /// [...] /// [...]

[...] Fin [...] nel corso della conversazione. /// [...] /// Dopo di che andrebbe [...] apre un altro discorso che potremmo accennare [...] trasformare questa co. Questa è la funzione [...] politica specifica che si accennava [...] è il problema di [...] Marcuse si arresta (anche teoricamente, si badi). Il confronto (se ci [...] auguriamo» con gli studenti italiani, vale a [...] movimento che dalla fase della presa di [...] la società capitalistica è passato alla fase [...] e del rapporto organico con la cl[...]

[...]i torna a parlare dei [...] relativi [...] rismo e al disadattamento giovanile [...] alcuni risultati di una ricerca condotta [...] di Pedagogia [...] di Firenze, mentre Gianni [...]. Antonio [...] presenta una ulteriore volgarizzazione del [...] di Marcuse, mentre Francesca Morino [...] si intrattiene [...] dei concetti nel fanciullo. Seguono le consuete rubriche [...] Fare scuola » oltre al supplemento trimestrale [...]. /// [...] /// [...] (traduzione tedesca apparsa a Basilea [...] la [...] » di [.[...]


Brano: [...] libro di Herbert Marcuse [...] una sintesi, non priva di intenti anche [...] riflessioni e dei suoi temi di ricerca [...] recenti. Le tre parti [...] sono infatti rispettivamente dedicate [...] La sinistra di fronte alla reazione », « Natura [...] », « Arte e rivoluzione »;[...]

[...]cese e quello [...] logora formula di « revisionisti » implica [...] di uno « slogan » alle cui [...] la benché minima analisi della situazione reale, [...] vago atteggiamento. Su questo terreno, dunque, [...] e la differenza di giudizio, rispetto a Marcuse, [...]. Ciò non deve tuttavia [...] quanto di positivo vi è nel suo [...] e In questo suo libro in particolare: [...] che Marcuse è un pensatore che ama [...] la metafora, e se ne serve anzi [...] di mobilitare le coscienze e di rendere [...] sempre crescenti che la sopravvivenza del capitalismo [...] per il genere umano. Egli parla, per esemplo, [...] preventiva» di queste fo[...]

[...]della propaganda e della agitazione [...] la nascita, e quella di piccole azioni [...] vogliono « esemplari », è indispensabile passare [...] anche se le difficoltà, e anche i [...] costituire la regola, in quella specifica situazione, [...] secondo Marcuse [...] di un reale pericolo [...] sia pure di un fascismo con [...] CULTURALE Uomo e società [...] A. [...] e funzione nella società primitiva, [...]. /// [...] /// La ristampa a distanza [...] (la prima edizione è del 1968) di [...] questo di [...] [...]

[...][...] soltanto come uno strumento, un mero [...] di mezzi di sussistenza, per [...] la specifica « verità ». Penetrare questa verità attraverso [...] umani, quelli attuali e quelli possibili (Marx [...] di un « senso musicale ». Perciò [...] osserva Marcuse [...] di fronte alla riduzione che [...] società capitalistica compie. E" questo, anzi, uno [...] dal movimento giovanile degli [...] che 11 movimento operaio nel suo complesso [...] concretizzare, in una lotta, anche specifica, contro [...] della n[...]

[...]zi, uno [...] dal movimento giovanile degli [...] che 11 movimento operaio nel suo complesso [...] concretizzare, in una lotta, anche specifica, contro [...] della natura e della stessa sensibilità umana Dalla [...] sensibilità. Si è spesso accusato Marcuse [...] persino da quei gruppuscoli di sinistra estrema [...] versi ne hanno [...]. [...] è 11 solo essere [...] cose « anche secondo bellezza », cita Marcuse [...] Marx. E avrebbe potuto [...] giungere, per esempio, a [...] marxiana del «fare» artistico, questo passo del Lineamenti [...] critica [...] politica: a Un lavoro [...] esemplo comporre. [...] che egli considera oggettivamente contraddittoria [.[...]

[...] [...] marxiana del «fare» artistico, questo passo del Lineamenti [...] critica [...] politica: a Un lavoro [...] esemplo comporre. [...] che egli considera oggettivamente contraddittoria [...] astratto della razionalità che è [...] dei capitalismo. Marcuse attribui [...] quindi una funzione positiva e [...] del « falso ordine» produttivistico ed irreggimentato che del [...] è proprio. Il momento estetico è [...] di quella « rivoluzione culturale» [...] sempre più [...] a suo parere [...] si esige per [...]


Brano: [...]asse popolari, la [...] operaia in primo luogo hanno saputo dimostrare [...] a chi non lo avesse [...] capito prima [...] di essere capaci di lottare [...] per precise alternative di classe al potere e al [...] capitalistico. [...] iniziato così per Marcuse [...] autocritica, con cui egli cerca di [...] conto dei [...] sviluppi [...] esperienze. [...] in questo suo sforzo non [...] inutile. E a questo può servire [...] quella che riteniamo essere la [...] ultima presa di posizione, una [...] a Le [...][...]

[...][...] conto dei [...] sviluppi [...] esperienze. [...] in questo suo sforzo non [...] inutile. E a questo può servire [...] quella che riteniamo essere la [...] ultima presa di posizione, una [...] a Le [...] gennaio [...]. Che cosa mantiene e [...] Marcuse delle sue precedenti [...] lui si è fatta [...] precisa, la coscienza della crisi da cui [...] il capitalismo, della [...] incapacità di dare « [...] società che esso impronta e domina; « [...]. A parte le [...] troppo drastiche, [...] dei fenomeni [...]

[...] della crisi da cui [...] il capitalismo, della [...] incapacità di dare « [...] società che esso impronta e domina; « [...]. A parte le [...] troppo drastiche, [...] dei fenomeni è precisa. La soluzione del dramma [...] è il socialismo o [...]. Ora Marcuse nega di [...] che [...] rivoluzionaria vada vista nel [...] e negli emarginati dei paesi sottosviluppati, e [...] ci pare, di quel che ha detto. Ma importa quel che [...] . [...] semmai errata la motivazione [...] di questo fatto: « sino a quando [.[...]

[...] la motivazione [...] di questo fatto: « sino a quando [...] maggioranza della popolazione »; poiché non di [...] ma della posizione oggettivamente antagonistica che il [...] rapporti di produzione capitalistici. Riconoscendo la funzione della [...] Marcuse giunge necessariamente ad . Può essere reazionaria, può essere [...] risultato della introiezione di bisogni forgiati [...] stabilito ». Così la parola d'ordine [...] » fa il gioco della classe dominante [...] sa che [...] di queste Università che [[...]

[...].] i suoi interessi ». Sicché importa cogliere soprattutto [...] si manifesta nelle Università, per il fatto [...] da un lato, il pilastro [...] costituito, ma, [...] sedi in cui si [...] una cultura critica, centri di lotta rivoluzionaria. Ma [...] Marcuse si ferma. Ipnotizzato dalla situazione del [...] e di [...] paesi europei, non sa [...] del movimento, il carattere [...]. Ripetendo il ritornello della [...] del marxismo [...] e [...] neghiamo che un fenomeno [...] sia stato e in parte anche persi[...]

[...]rte ancora antropologico del [...] Marx, [...] il modo in cui privilegia il momento [...] rivoluzione, resta [...] del tradizionale umanesimo individualistico, [...] marxismo [...] vero con il suo [...] poco da spartire. Non daremo certo torto [...] Marcuse [...] si badi [...] quando egli sottolinea il [...] morale, di coscienza, nella lotta rivoluzionaria. Non gli daremo torto [...] che la direzione della lotta rivoluzionaria ha [...] diversi dal tipo di uomo che il [...] e vuole perpetuare. E non gli[...]

[...]ali e politici consenta [...] coscienza della grande maggioranza degli uomini e [...] il processo della creazione [...] nuovo che già inizia [...] rivoluzionaria [...]. Ora ci sembra che [...] rapporto di realtà e coscienza, la [...] dialettica, che Marcuse non [...]. Così è ancora soggettivistico, [...] che egli stabilisce tra coscienza e realtà. Ecco perché la funzione [...] quella pedagogica [...] non viene compresa; non [...] diverso non si forma [...] bisogno di costruire se stesso, mentre costrui[...]


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