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Il vocabolo Leopardi si trova nei "vocabolari":
- Lingua Italiano - Sottosistema simbolico: Toponimi geografico/politici, in uso nella lingua italiana contemporanea →toponimi frazioni Italia(FrIt+VO )
- Lingua - Sottosistema simbolico: correlati alla descrizione di KosmosDOC →da AuthorityFile(AF+VO ).
Stimato come nome proprio è riscontrabile in 3346 Entità Multimediali (stima per difetto, approssimativamente altra metà riscontrabile tramite ricerca full-text nel campo «cerca»).
Attraverso questo strumento è possibile visualizzare una trascrizione frammentaria della rassegna stampa relativa tratta dalla Biblioteca Digitale (dunque non dall'Archivio):

Brano: Alla fine del brano [...] di [...] diventa ancora più esplicita: [...] quali [...]. Chi sono coloro che [...] di cui Leopardi ha sicura notizia, tenendo [...] del [...] erano note solo le [...] e [...]. Potremmo citare, per quel [...] due censori del linguaggio delle prime tre [...] la verità molto blandi e nella sostanza [...]. [...] è il biscugino Francesco Cassi, [...] [...]

[...]izia, tenendo [...] del [...] erano note solo le [...] e [...]. Potremmo citare, per quel [...] due censori del linguaggio delle prime tre [...] la verità molto blandi e nella sostanza [...]. [...] è il biscugino Francesco Cassi, [...] una lettera a Leopardi del 25 marzo [...] molte lodi per le due patriottiche si [...] segnalare «alcuni pochissimi nei, che, a suo [...] locavano in mezzo a [...] tra di essi, [...] poco dolci e poco [...] procombere, di [...] di smozzicare, di evviva [...]. Delle ultime [...]

[...] [...] molte lodi per le due patriottiche si [...] segnalare «alcuni pochissimi nei, che, a suo [...] locavano in mezzo a [...] tra di essi, [...] poco dolci e poco [...] procombere, di [...] di smozzicare, di evviva [...]. Delle ultime due di [...] Leopardi prese difatti le difese nelle Annotazioni, ma [...] caso, per un riguardo del resto giusto, [...] non veniva propriamente da un «pedagogo». [...] obiettore fu [...] recensore della [...] le opere, p. Una terza, ma più [...] annotazioni mira a docume[...]


Brano: La conferma di un [...] indirettamente in una lettera al Giordani del [...] in cui Leopardi espone [...] alcuni suoi progetti letterari, [...] nel genere satirico, «un trattato in prosa [...] Luciano, e rivolto a soggetti molto più [...] sono le bazzecole grammaticali a cui lo [...] Monti» (Tutte le opere, p. Parlando di «soggetti più [...[...]

[...]tare»). Nei loro confronti, e [...] quelle che saranno fra tre anni le Operette [...] dialoghetti [...] del Monti potevano ben [...]. Ma negli intervalli della [...] «in soggetti più gravi» (morali, metafisici), proprio [...] ritorneranno in mente a Leopardi: la composizione [...] Annotazioni [...] appunto nel periodo (182223) che si stende [...] alle «prosette satiriche» e [...] delle Operette morali. Le Annotazioni sono di [...] saggio di scrittura comica consegnato da Leopardi [...]. Quello che colpisce il loro [...] è proprio [...] letteraria di quella scrittura nella [...] insistente ricerca di effetti [...]. Un piccolo saggio ne [...] nella citazione di alcuni brani del preambolo, [...] metafore della «clava di Ercole»[...]


Brano: Per tutto ciò che [...] detto, non è indebito dunque [...] le Annotazioni come [...] sui generis, con [...] del riso, del sorriso, della [...] e della favola. E che Leopardi le [...] tutto unitario è comprovato dalla presenza non [...] preambolo, ma anche di un epilogo, con [...] al lettore del preambolo e con la [...] delle [...] mio bello, (è [...] nessuno, o parlo al [...] non ti fossi curato [...] miei consigli, e [[...]

[...]o. /// [...] /// Una riprova di questa [...] dal fatto che le Annotazioni compaiono tutte [...] detto, in fondo al [...] e che in blocco saranno ristampate, come [...] nel «Nuovo Ricoglitore» del settembre 1825, precedute [...] delle canzoni, in cui Leopardi rivendicherà il [...] del suo poetare, rispetto a tutta la [...]. Indebitamente dunque il [...] nella [...] edizione critica dei [...] distribuì le varie «annotazioni» [...] singole canzoni, smembrando in tal modo [...]. Uno smembramento, del resto,[...]

[...]icherà il [...] del suo poetare, rispetto a tutta la [...]. Indebitamente dunque il [...] nella [...] edizione critica dei [...] distribuì le varie «annotazioni» [...] singole canzoni, smembrando in tal modo [...]. Uno smembramento, del resto, [...] Leopardi nella prima edizione dei Canti, collocando [...] alla fine di ciascun testo e rinunciando [...] linguistiche, ormai non più consonanti con lo [...] né con gli umori del suo autore [...] parte ormai non più pertinenti, visto che [...] difese nel [...[...]


Brano: [...]da [...] dalla mia [...] caverna. La letteratura nelle stalle [...] quale più calzante figura [...] del troppo a cui è giunto [...] infinito della comunicazione? Ora, un tal presidente [...] stabulario [...] a discettare a proposito [...] di Giacomo Leopardi, o meglio di [...] del suo pensiero politico, [...] un [...] tendenzioso da Mario Andrea Rigoni, [...] titolo La strage delle illusioni (Adelphi, 1992): [...] Leopardi [...] me incontrato nelle [...] peregrinazioni, che già in [...] lettere a te rivolte trovai alle prese [...] Cossiga [...] dei suoi Pensieri (un Cossiga non ancora [...] Spadolini, con Toni Negri! [...] a far da contrappeso [...] Amato [...] stati [...]

[...]olini, con Toni Negri! [...] a far da contrappeso [...] Amato [...] stati convocati un vecchio [...] militante della sinistra come Vittorio Foa [...] uno scrittore misurato e pacato come Giuseppe Pontiggia: [...] si concentrava sul presidente, [...] Leopardi da pari a pari, mostrando i [...] si poteva trovare con lui [...] e quelli in cui [...] il recanatese errasse, per la [...] inaccettabile «filosofia della storia» [...] visione [...] segnata dal mito del [...] simili. /// [...] /// [...] a far da co[...]

[...] simili. /// [...] /// [...] a far da contrappeso [...] Amato [...] stati convocati un vecchio [...] militante della sinistra come Vittorio Foa [...] uno scrittore misurato e pacato come Giuseppe Pontiggia: [...] si concentrava sul presidente, [...] Leopardi da pari a pari, mostrando i [...] si poteva trovare con lui [...] e quelli in cui [...] il recanatese errasse, per la [...] inaccettabile «filosofia della storia» [...] visione [...] segnata dal mito del [...] simili.


Brano: [...].] strofico del recitativo resta una pura ipotesi, [...] cinquecentesco è invece un genere effettivamente praticato [...] fanciullo: un Madrigale, «brutto per la verità» [...] piuttosto lungo con i suoi quindici versi, [...] «Composizioni di Giacomo Leopardi per il saggio 1810», [...] anno è il più breve [...] i versi sono otto) [...] tanto bello Alla Signora C. Con un bel salto [...] di risultati poetici, [...] della [...] di Arnaud è databile, [...] Monteverdi, [...] al fatidico [...] anno di nascita [...]

[...]a autografa [...] 13 scritto, perciò, due mesi prima di A Silvia. Tuttavia, si tratta di [...] troppo lunga per un madrigale, libero fin [...] diciotto fra endecasillabi e settenari. Inoltre, a ritroso, più [...] si trovano in traduzioni compiute da Leopardi [...] addirittura: Dal greco di Simonide [...] accolte nei Canti, e, [...] Versi morali tradotti dal greco di [...]. Al pari del Dialogo [...] Federico [...] e delle sue mummie [...] Operette morali, non si possono chiamare canzoni [...] in un unica[...]

[...]fa. Il punto è questo: [...] canzoni libere non basta spiegare la mobile [...] e settenari irregolarmente rimati. Va spiegato anche e [...] organismo [...] e allo scopo non [...] recitativo né madrigale, il primo di carattere [...] Corti, in Giacomo Leopardi, Tutti gli scritti inediti, [...] 18091810, Milano, Bompiani, 1972, p. ANGELO Monteverdi, Frammenti critici [...] Napoli, E. Per [...] e la datazione, «Studi [...] critica testuale», I, 1970, [...]. Chiedi cosa da me [...] è legato, secondo il [...][...]


Brano: Tu dai gli ardori e [...] con [...] ricavata dalle conclusioni ultime dello Zibaldone [...] di un principio intelligente e [...]. Tutto ciò ci presenta [...] Leopardi [...] solo anteriore al canto A se stesso [...] è ormai cosa ridicola) ma anche ad Amore [...] e al Pensiero dominante, dove Eros e [...] stretta, [...] alleanza [...] hanno ormai assorbito [...] fenomenica [...]. Ma per entrare in [...] è [...] can[...]

[...]n [...] è [...] canto evidente la ben [...] funebre in Amore e Morte, priva [...] la «bellissima fanciulla» di [...] e legata ad eros da un rapporto [...] o di [...] (se si muore, si [...] modo o [...] per amore e [...]. A chi obbiettasse che, [...] Leopardi poteva ben dissociare quel che prima [...] che il campo delle congetture è libero [...] prove testuali, visto che il canto A [...] espressione del [...] e del disamore, non [...] alcuna invocazione alla morte. Se invece ai testi ci [...] o per una r[...]

[...]orni [...] componimenti fiorentini, i quali se invocano la morte, escludono [...] se alludono al «brutto [...] non invocano la morte. Non mi sembra dunque [...] azzardato almeno della tesi opposta) concludere che [...] Ad [...] non venne composto da Leopardi [...] parto» con A se stesso (e come [...] Inno sia pure antifrastico a ciò che [...] bensì in un tempo anteriore al [...] di [...] probabilmente nella [...] del 1829 [...] in coincidenza con gli [...] filosofia «dolorosa ma vera», e come primo, [..[...]

[...].] in coincidenza con gli [...] filosofia «dolorosa ma vera», e come primo, [...] costruire una poesia appunto [...] 7. /// [...] /// Non mi sembra dunque [...] azzardato almeno della tesi opposta) concludere che [...] Ad [...] non venne composto da Leopardi [...] parto» con A se stesso (e come [...] Inno sia pure antifrastico a ciò che [...] bensì in un tempo anteriore al [...] di [...] probabilmente nella [...] del 1829 [...] in coincidenza con gli [...] filosofia «dolorosa ma vera», e come primo, [..[...]


Brano: Eppure, vi sono [...] recanatese delle correzioni che [...] Leopardi ad Angelo Mai, come risulta dal [...] due. Perché il Leopardi le [...] manoscritto recanatese? Perché quello che oggi è [...] aveva mandato al Mai; quando lo riebbe, [...] di riportarvi quelle correzioni, perché ormai aveva [...] la traduzione di Frontone. Dunque chi volesse [...] dovrebbe basarsi, si, sul fio[...]

[...].] di riportarvi quelle correzioni, perché ormai aveva [...] la traduzione di Frontone. Dunque chi volesse [...] dovrebbe basarsi, si, sul fiorentino, [...] quelle annotazioni autografe suggerite dal Mai, che rappresentano, in [...] punti, [...] del Leopardi». /// [...] /// Dunque [...] che aspirava solo a [...] tesi purchessia, e che aveva cosi recisamente [...] avere interessi di studio, aveva risolto da [...] di critica testuale che, come avviene in [...] apparire ovvio ora che la soluzione era [...][...]

[...]e a laureare il Pacella [...] gli onori, gli fece pubblicare nella «Rivista [...] e medioevale», diretta da Ettore Paratore (I, [...]. Era stato sincero il Pacella [...] nostro primo incontro, nel quale si era [...] e ben poco interessato agli studi leopardiani? Credo [...] anche se un forte senso di reticenza [...] e perfino [...] del proprio lavoro di [...] una caratteristica del suo temperamento. Perché, pugliese e marito [...] la signora Flora (una donna ricca di [...] ospite come soltanto i meridio[...]


Brano: [...]la troppo precoce specializzazione, di [...] umana. Ad ogni modo, quella scoperta [...] lo rivelò, per cosi dire, a se stesso: gli [...] scorgere una vocazione di filologo [...] che fin allora non aveva [...] di possedere. Certo, [...] totale per il Leopardi [...] doveva preesistere in lui. Aveva letto molto altro: [...] italiani, romanzieri francesi (delle sue letture di Zola [...] una volta, quando seppe che stavo traducendo [...] noti del ciclo dei [...]. Ma di fronte al Leopardi, [...] lui, dovevano andare a nascondersi! Fubini era [...] critico e maestro che [...] la [...] formazione crociana, benché immune [...] ortodossia e arricchita da vivi interessi per [...] gli impedì sempre di accettare la verità [...] del pessimis[...]

[...]...] lui, dovevano andare a nascondersi! Fubini era [...] critico e maestro che [...] la [...] formazione crociana, benché immune [...] ortodossia e arricchita da vivi interessi per [...] gli impedì sempre di accettare la verità [...] del pessimismo leopardiano. Una volta, durante una [...] (eravamo Fubini, [...] Pacella ed io), si [...] non ricordo a quale proposito, del Foscolo, [...] Fubini era stato un critico davvero eminente e [...] certamente, sempre sentito maggiore affinità ideologica che [...][...]

[...]no. Una volta, durante una [...] (eravamo Fubini, [...] Pacella ed io), si [...] non ricordo a quale proposito, del Foscolo, [...] Fubini era stato un critico davvero eminente e [...] certamente, sempre sentito maggiore affinità ideologica che [...] Leopardi. Il Pacella, che, come [...] aveva i suoi momenti di incontrollata audacia, [...] «Il Foscolo? Ci aspettammo, da parte di Fubini, una delle sue famose [...] per la verità, erano impetuose [...] brevi e non lasciavano dietro di sé strascichi di [...][...]

[...]chi di [...] . Fubini invece, quella volta, [...] sincerità di quello sfogo, [...] quelle arti adulatorie che alcuni giovani imparano [...] che Fubini, moralista [...] soprattutto odiava. Ma poi, più volte, [...] Pisa [...] una specie di setta [...] Leopardi, «sommo poeta, sommo filosofo, sommo filologo», come [...] Pietro Giordani. La punta polemica era [...] contro [...] contro Pacella e me. Ciò non impedì a Fubini [...] nel «Giornale storico della letteratura italiana» da [...] articoli del Pacella, [...]


Brano: [...]li dovette sostenere con Emilio Peruzzi, [...] giornalistici che non mi soffermo a citare: [...] coglie ancora [...] del Pacella alla propria [...]. Il Peruzzi, ben noto studioso [...] due campi diversi (linguistica [...] protostorica [...] e poesia leopardiana), dichiarò che [...] bisogno di [...] più che critica, rigidamente diplomatica, [...] segnalasse anche i puri e semplici lapsus compiuti dal Leopardi inter [...]. Secondo questi criteri egli sta [...] lo Zibaldone presso la Scuola Normale di Pisa: non [...] vuol negare che anche la [...] edizione, che consiste quasi esclusivamente [...] una riproduzione fototipica [...] abbia la [...] utilità; ma[...]

[...]...] critica del Pacella. /// [...] /// Ha scritto il Pacella [...] «In questa mia edizione mi sono quindi proposto [...] trascrizione [...] che fosse più accurata [...] quelle precedenti, cercando, al tempo stesso, di [...] pedanteria che lo stesso Leopardi odiava e [...] testo cosi anomalo come lo Zibaldone, avrebbe [...] per dispiegarsi a tutto vantaggio della sostanza» [...]. XX); e ancora: [...] critico [. In [...] cosi voluminosa e scritta [...] penna [...] per usare [...] dello stesso Leopardi [...] che, come altrove [...] contribuisce ad escludere definitivamente [...] di un [...] parziale o totale, poi andato [...] o smarrito, di cui [...] napoletano sarebbe una «bella copia»], [...] naturale che i lapsus siano vari e frequentissimi; es[...]

[...]..] notato quelli che mi sono parsi insignificanti e di [...] utilità per il lettore e il filologo; essi, fra [...] avrebbero appesantito enormemente [...] carattere [...] e [...] in uno strumento ingombrante» (p. [...] e si veda, a p. /// [...] /// LEOPARDI, Zibaldone di pensieri, [...]. /// [...] /// I contiene [...] e una metà dello Zibaldone [...]. /// [...] /// I contiene [...] e una metà dello Zibaldone [...].


Brano: [...]..] Pacella si guardava bene dal considerare lo Zibaldone [...] trattato tutto compatto, e anche come [...] aperta» in senso novecentistico [...] tesi sostenuta da Antonio Prete, col quale Pacella [...] di amicizia, basata sul comune amore per [...] Leopardi; [...] Pacella era troppo ricco di senso storico [...] cosi modernizzante, quasiché Leopardi fosse un precursore [...] Joyce). Pacella sapeva bene che [...] medesima pagina, il Leopardi passa da un [...] uno filologico o, ancor più, linguistico; amava [...] Giuseppe De Robertis [...]. /// [...] /// [...] ma anche altrove), che [...] che ciascuna pagina dello Zibaldone è il [...] lavoro diverso, e porta la promessa di [...] ampi svo[...]

[...]imenti». Ma metteva in guardia [...] considerazione dello Zibaldone come un [...] caotico: anche per questo [...]. /// [...] /// [...] e, più recisamente, relazione napoletana [...]. E intitolò [...] Zibaldone di pensieri, anche questa [...] dizione leopardiana. Giusto è anche [...] a non leggere lo Zibaldone [...] privato. /// [...] /// Giusto è anche [...] a non leggere lo Zibaldone [...] privato.


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