Brano: Del resto, come ha scritto Stefan Zweig, ad immagine [...] di Kleist, anche « la [...] arte è bipartita »: dovunque, [...] è possibile discernere « il [...] dualismo di concisione e di sovrabbondanza, [...] e [...] di disciplina e di passione, [...] prussianesimo e [...] ». Ciò sembra suggerire [...] diretta al nostr[...]
[...]scernere « il [...] dualismo di concisione e di sovrabbondanza, [...] e [...] di disciplina e di passione, [...] prussianesimo e [...] ». Ciò sembra suggerire [...] diretta al nostro dramma, [...] più profondamente informato dal dilemma suscitato in Kleist [...] di Kant: « noi non siamo in [...] se ciò che chiamiamo verità sia veramente [...] abbia soltanto [...] » e che tale [...] lettore; sia perché più esasperata vi appare [...] che lo dilania: la lotta tra il [...] il senso « kantiano » (nonché mi[...]
[...] il [...] prima scena, e da cui promana [...] che esso si svolga [...] dei quali quello apparente, o mimetico, rappresentato [...] sulla scena) non è che il riflesso [...] remoto e misterioso, al quale il primo [...]. Zweig, parlando dei racconti di Kleist, osserva che egli « rende studiatamente enigmatica la materia [...] tratta » quasi per una [...] « smania di confondere e [...] », [...] « piacere di giocare col [...] ». Nel [...] si ritrova il medesimo [...] racconti, fra [...] trascrizione « real[...]
[...] di quella solo [...] sobria e [...] adesione al reale. Perché, è ancora Zweig [...] inteso: quella «verità naturale [. E cosi il [...] seguendo egli pure, credo, le [...] indicazioni di Zweig, definisce lo statuto del teatro [...] « i personaggi di Kleist [...] enigmi » e da codesta enigmaticità [...] suo dramma deriva le proprie [...] onde « sempre il dramma procede [...] alla soluzione [...] »; ma « qualcosa rimane, [...] di enigma [...] o, sciolto che sia, si [...] di un nuovo enigma » [...] vedre[...]
[...] interpretazioni citate), non lo facciamo per onorare [...] ma perché qualunque testo, pur nella [...] individualità, si costituisce e [...] « genere », cioè [...] convenzioni più o meno rigidamente codificate: anche [...] come quello in cui scrisse Kleist, che [...] discussione le frontiere [...] fissate ai generi stessi, [...] ne confonde o contamina i tratti differenziali. /// [...] /// Quando ci domandiamo « [...] una vera tragedia? » [...] interpretazioni citate), non lo facciamo per onorare [...[...]
[...] interpretazioni citate), non lo facciamo per onorare [...] ma perché qualunque testo, pur nella [...] individualità, si costituisce e [...] « genere », cioè [...] convenzioni più o meno rigidamente codificate: anche [...] come quello in cui scrisse Kleist, che [...] discussione le frontiere [...] fissate ai generi stessi, [...] ne confonde o contamina i tratti differenziali.