Ma come ha notato [...] Mittner, Kleist aveva già affrontato il tema del doppio [...] dove « Fio è [...] della propria verità e proprio con ciò [...] della propria verità più profonda ». Analogamente, ma per altra [...] del prologo è « come un bambino [...] nato, ancora racchiuso sognante nella propria anima [...]. Nella propria anima « [...]. Poi avviene la scissione, [...] il mondo. Ma solo sottoponendosi non [...] di realtà, quanto ad un principio superiore [...] alla ragione stessa) egli supera quello stato [...] che si esprime nel suo selvaggio rifiuto [...] reintegrarsi in una sfera più vasta, comprendente, [...] ontologico superiore, tanto la realtà quanto il [...] la realtà stessa appare come illusione, màyà, [...] come realtà. Questa è la redenzione [...] ossia la compensazione dello [...] la conquista del principio opposto, che include [...] il semplice sentimento e riconoscimento del dovere [...] ma anche di questo [...] eterna e incorruttibile. Perciò io credo che [...] del dramma postuli la morte, non importa [...] mistica, di [...] vita e morte si [...] sogno, ma in un sogno che a [...] iniziale significa la riconciliazione della natura con [...] op posti or [...] ad un grado superiore [...] quello che in termini junghiani è il [...] al [...] o, secondo la filosofia [...] del [...]. Tra il primo sogno [...] un passaggio da un livello ad un [...] naturale alla libertà della visione e della [...]. [...] di [...] simboleggia questa elevazione [...] alla [...] pienezza: il dono di Nathalie, [...] valchiria, è il suo [...] propria Anima, con la quale egli celebra [...] mistiche come lo stesso Kleist con Ulrike: [...] sposa -dice Zweig -sotto altra stella e [...] sacro sacerdozio della morte », nel senso [...] seco nel nulla [...] non consumato e purificato. Perciò ha ragione il Mittner [...] sempre interrogando il finale: « Potrà [...] veramente rientrare nella vita? [...] notare che [...] silenzio, che fa seguito [...] poco « credibile ») della grazia, « [...] che Kleist non cerca affatto di nascondere [...]. Ed è giusto che [...] perché quella frattura è il luogo in [...] senso riposto del dramma. Perché essa viene dopo [...] conquistàta con la morte (iv, [...] che del dramma è la vera conclusione lirica e [...] risponde, insieme, a quanto forse Kleist intendeva cercando la [...] nella morte gioiosa: il ricongiungimento col Tutto e la [...] in esso [...] irrelato, [...] di luce dopo [...]. Bene ha inteso Zweig il [...] della fine di [...] sia pur [...] Kleist, quando ha scritto che [...] « la [...] ombra [...] il demone. ///
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Bene ha inteso Zweig il [...] della fine di [...] sia pur [...] Kleist, quando ha scritto che [...] « la [...] ombra [...] il demone.