Brano: Mercoledì 5 giugno [...] pagina [...] del [...] anzi [...] estensione, abbandono delle ricette liberiste: Galbraith spiega la «Buona società» Lo Stato PER RISOLVERE i [...] problemi di una società moderna c'è una ricetta nuova, [...] originale e anticonformista. /// [...] /// [...] più Stato, più Stato, molto [...] Stato. E poi più [...] più tasse, più deficit. P[...]
[...].]. [...] un libro che si chiama The [...] (esce ora anche in Italia [...] Rizzoli col [...] La buona società) e che [...] gli ultimi suoi dieci anni di ricerche e di [...]. In questo libro breve, [...] forma didascalica: quasi un manifesto politico Galbraith [...] per costruire una società giusta ed efficiente. Stabilendo, per cominciare, una [...] niente ideologia, niente pregiudizi, molto buonsenso e [...]. Che però non vuol [...] moralità e di idealità. Al [...] Buona società sarà fondata soprattutto[...]
[...]cominciare, una [...] niente ideologia, niente pregiudizi, molto buonsenso e [...]. Che però non vuol [...] moralità e di idealità. Al [...] Buona società sarà fondata soprattutto [...] «principi». Ma sfuggendo alla trappola [...] etico. Il libro di Galbraith [...] banale osservazione, scritta con gentilezza ma in [...] tutta la politologia contemporanea: «Non passa giorno [...] Galbraith [...] che giornalisti e [...] scrittori e [...] non stiano 11 a [...] che non funziona bene nella nostra società [...] debba fare per [...] funzionare meglio. [...] di male in questo, naturalmente. Ma non sarebbe più [...] chiedessimo invece come do[...]
[...]uralmente. Ma non sarebbe più [...] chiedessimo invece come dovrebbe essere una società [...] Come ci piacerebbe che fosse? Qual è il [...] E quali provvedimenti specifici dovremmo prendere per costruire [...] più possibile vicina ai nostri ideali?» Galbraith [...] lui vede soprattutto un problema da risolvere. Il più grande di [...] che divide oggi ì «fortunali» dai «bisognosi». Diciamo pure ì ricchi [...]. E cita un dato: [...] America [...] quaranta per cento della ricchezza è in [...] che rappresenta[...]
[...]icchezza è in [...] che rappresentano [...] NOSTRO CORRISPONDENTE A NEW YORK PIERO [...] per cento della Nazione. [...] povera) che non solo è [...] è una ingiustizia cocente che va assolutamente corretta. Una volta superato [...] del comunismo dice Galbraith [...] gli uomini uguali, e una volta stabilito [...] tra gli esseri umani anche una ragionevole [...] un valore da difendere, restano alcuni imperativi [...] capitalismo non ha saputo finora rispettare. Primo imperativo: tutti devono [...] piena lib[...]
[...]ra gli esseri umani anche una ragionevole [...] un valore da difendere, restano alcuni imperativi [...] capitalismo non ha saputo finora rispettare. Primo imperativo: tutti devono [...] piena libertà personale ( e i diseredati [...] South Bronx dice Galbraith senza un dollaro in tasca, [...] in questi anni di una libertà maggiore [...] di [...] oppressi dalla dittatura); secondo [...] diritto al benessere di base; ferzo, tutti [...] razziale; quarto, tutti hanno [...] opportunità nella possibilità di acc[...]
[...]tatura); secondo [...] diritto al benessere di base; ferzo, tutti [...] razziale; quarto, tutti hanno [...] opportunità nella possibilità di accesso alla ricchezza [...] possibilità di avere una vita di soddisfazioni, [...] REALISTICO [...] disegno? Galbraith dice di sì, Dal punto [...] è neppure troppo complicato. Il problema è quello [...] condizioni politiche perchè ciò sia realizzabile. E oggi le condizioni [...] sono, per un motivo molto semplice: la [...] del mondo la democrazia americana è difetto[...]
[...] del mondo la democrazia americana è difettosa, [...]. Perchè non è paritaria [...] democrazia dovrebbe essere, Nel senso che esiste [...] della società americana (lasa dalla divisione della [...] di fatto è esclusa [...] dalla divisione del potere. Galbraith nota che la famosa [...] a destra imposta nel novembre del [...] che sancì in America il [...] di [...] altro non era che [...] di un pò meno di [...] quarto della popolazione americana. Cioè di una netta minoranza. Perchè è molto probabile [...] tr[...]
[...] meno di [...] quarto della popolazione americana. Cioè di una netta minoranza. Perchè è molto probabile [...] tre quarti [...] fossero contrari a [...] e alla destra. Però quel giorno non [...] presentarono ai seggi elettorali, non votarono. Scrive Galbraith [...] «Finché i poveri non si [...] dei loro diritti politici non sarà possibile nemmeno una [...] sociale a loro favorevole. Noi viviamo oggi in [...] nel quale entrambe le parti, più o [...] stessa parte della società: i ricchi, E [...] entrambe l[...]
[...]] entrambe le parti (diciamo di tutto il [...] di molti esponenti democratici) tende esclusivamente a [...] e i desideri dei ricchi, Finché le [...] la democrazia americana non sarà completa». Quanto alla politica economica [...] la «Buona società», Galbraith dice che si [...] alle estreme conseguenze la attuale politica dei [...] il [...] la struttura, [...] i compiti. La destra osserva Galbraith [...] il peso del [...] sia stato eccessivamente aumentato [...] dalla [...] dei liberal in Povertà. In alto John Kenneth Galbraith America [...] dei socialisti in Europa. E che questa sia [...] della sinistra. Non è così: non [...] democratici americani, né i socialisti europei a [...] peso del [...] è stata, più semplicemente, [...] Storia. La sinistra si è [...] assecondare l[...]
[...]quella industriale avanzata ha [...] di un gigantesco rafforzamento [...] Stato [...] del [...]. E ha anche determinato [...] "Big [...] cioè di quei governo [...] che i repubblicani ( e anche i [...] uno dei grandi mali [...]. E che invece, secondo Galbraith, [...] delle fortune di questo secolo. Galbraith fa anche degli [...] «inevitabilità» del [...]. [...] due: la piena occupazione e [...] sanitaria. Nella società rurale, spiega Galbraith, [...] occupazione era naturale, non era un problema. Il problema casomai era [...] lavoro, ma non la [...] quantità. Oggi non è così. La disoccupazione è un [...] tutto [...]. E se io Stato [...] attenuare e sanare Francesco [...] e conflitti! Ora [...]
[...]quelli si [...] potremo [...] diminuendo i loro livello di [...] ma non negando loro [...] per mangiare, per vestirsi, per [...] per curarsi, e una casa dove dormire. Non abbiamo il diritto [...] nessuno queste cose». QUANDO COSTA una simile utopia? Galbraith dice che le moderne società occidentali sono così ricche [...] permettere. In periodi di [...] economica. Magari riducendo i costi [...] apparati militari, e naturalmente procedendo a una [...] ricchezze. I problemi più gravi [...] di depressione o [...]
[...]quindi conquistare quella stabilità necessaria alla «Buona [...]. Come? Per esempio attuando [...] rovesciate rispetto a quelle attuali. Oggi si abbassano le [...] va bene e c e ricchezza, e [...] periodi di magra. Ecco, bisognerebbe fare [...] dice Galbraith. Tagliando le eccessive euforie [...] tira, e incentivando la spesa (cioè aiutando [...] i soldi scarseggiano e c'è il rischio [...]. Per fare questo bisogna [...] dei tassi che tenga gli interessi alti [...] espansione e li [...] in recessione; bis[...]
[...]di finanziamento dello Stato e [...] redditi; bisogna trattare molto [...] il deficit pubblico, lasciando [...] molto in [...] durante la recessione, per [...] controllo nella fasi di espansione. La proposta dei repubblicani di [...] il deficit dice Galbraith è la proposta più cretina [...] antistorica che mai sia [...] avanzata da una forza politica [...]. Una è la più [...]. È questa: [...] in ottobre compirà [...] anni: forse è [...] troppo avanzata per scrivere [...]. [...] è più inquietante: prevede[...]
[...]roposta più cretina [...] antistorica che mai sia [...] avanzata da una forza politica [...]. Una è la più [...]. È questa: [...] in ottobre compirà [...] anni: forse è [...] troppo avanzata per scrivere [...]. [...] è più inquietante: prevede [...] Galbraith abbia ragione. E che sia [...] di restituire alla politica [...] pensiero e un pò di spessore. /// [...] /// Ma [...] ha trovato il giusto [...] John Kenneth Galbraith non è amato dagli economisti cattedratici. Paul [...] più brillante della nuova generazione. Io ha liquidato recentemente [...] Galbraith è più un imprenditore politico che [...] è riuscito, meglio dei professori, a fornire [...] ai politici di professione una traccia che [...] a formarsi [...] nuova e convincente dei [...]. [...] ma i contributi di Galbraith [...] fatto scuola, basti pensare [...] «Grande crollo» (ricostruzione della crisi [...] 1929), e così le sue provocazioni più ardite come [...] ultime sulla «società giusta». /// [...] /// Più che [...] con i tratti più [...] capitalismo totale, Galbraith porta alle estreme conseguenze [...] del capitalismo e dello stato; la natura [...] simboleggiata dal potere dei grandi monopoli, la [...] lo AN TONIO POLLIO [...] del secondo non è [...] in prima battuta, bensì [...] i bisogni individuali siano sod[...]
[...]ente il dovere di [...] lettori che non è possibile risolvere seccamente [...] disoccupazione con povertà nelle imprese e fuori [...] alta disoccupazione con dipendenza sociale dai benefit [...] tassazione [...] parte. Ci vuole un ragionevole [...]. Galbraith il compromesso non [...] e allora è giusto [...] funzionerebbe la [...] ricetta in Europa? Secondo il [...] Massimo Paci, professore ad Ancona, le idee del decano [...] sono tutte da condividere purché [...] negli Stati Uniti. Se Galbraith dovesse lavorare [...] Svezia [...] sicuramente altre cose. In Europa esistono meccanismi [...] disoccupazione e, quanto alla casa, la socialdemocrazia [...] pensato dagli anni Venti con ottimi risultati: [...] senzatetto». Ma come la mette [...] Pa[...]
[...]] che alla fine del secolo presenta tre [...] crisi: recessione, disoccupazione ai massimi dal dopoguerra, [...] stato? «Kohl sta tagliando il lusso non [...]. In Germania non si sognano [...] di eliminare la funzione [...] pubblico. In qualche modo Galbraith [...] noi, alla sinistra. Ci dice di non [...]. In Italia [...] deficit pubblico enorme che [...] reggere, ma attenzione ad accettare [...] della fine del [...] ad accreditare [...] che stato sociale forte [...] la credibilità degli stati. Guardiamo[...]