Brano: [...]empre idee [...] conformiste. [...] hanno insegnato a tanti [...] riformismo concreto, dotato di un solido spessore [...] pratica con dedizione, vissuto come impegno costante [...]. IL CASO [...] TRA MOVIMENTI E TERRORISMO IL LIBRO DI ALDO GRANDI SU FELTRINELLI [...] borghese rivoluzionario [...] LA MOSTRA Il Borges di Maria [...] MARIA SERENA PA L I ERI «Quando la [...] mano si alzava e scandiva [...] sillabe [...] io, dal mio silenzio, sapevo [...] avrebbe cominciato a [...] una poesia. Come trasmettervi[...]
[...] sia mai che [...] il rischio di rimanere a terra. Vedi certe carriere. [...] chi il balzo non [...] e non ha neppure avuto il tempo [...] moralità o per ingenuità. Chissà altrimenti come sarebbe finita [...] storia. Quella ad esempio di Giangiacomo Feltrinelli, [...] quel maledetto giorno di marzo, anno 1972, [...] rivoluzionario, non si fosse avvicinato a un [...] non avesse tentato di [...] saltare per aria con [...]. Chissà che cosa sarebbe [...] casa editrice, chissà che cosa avrebbero potuto [...] la[...]
[...]vrebbero potuto [...] la [...] intelligenza, il suo coraggio, [...] capacità di imprenditore, chissà se qualcosa oggi [...] diverso e un poco migliore. Niente di speciale, sono [...] nascono alla lettura di quanto è stato [...] figura di Giangiacomo Feltrinelli: intanto il libro [...] dedicato il figlio Carlo, «Senior Service», bello, [...] cui [...] si è già scritto), [...] pubblicato a pochi giorni di distanza da Baldini [...] Castoldi («Giangiacomo Feltrinelli. La dinastia, il rivoluzionario» Pagine [...] 34. /// [...] /// Una biografia», Baldini [...] Castoldi, 1998). La storia di Aldo Grandi [...] assai diversa da quella raccontata da «Senior Service» (Senior Service erano le sigarette predilette da Gia[...]
[...]ato e la sconfitta [...] in una morte inutile, quanto come appare [...] di quei giorni, nel contrasto tra una [...] e la realtà degli uomini, nelle paure [...] paradosso, nella commedia che gli recitarono attorno. Grandi dedica molte pagine [...] di Feltrinelli, lasciando tutto sommato e giustamente [...] Feltrinelli. Perchè altri contano a [...] del fondatore dei [...] i Gruppi di azione [...]. E proprio loro, Toni Negri [...] Piperno, Scalzone, sono rimasti a raccontare la [...]. Che è impietosa nei [...] Feltrinelli, persino offensiva, resa con [...] dei professorini eternamente in [...] il cinismo delle tattiche, che fanno sempre [...]. Feltrinelli aveva paura dei [...] paura cioè [...] considerato e usato solo [...]. [...] una scenetta che Grandi ripropone, [...] cui Negri e Scalzone [...] dopo una discussione politica, per [...] tra loro che per i soldi si poteva far [...] di [...]. Negri, s[...]
[...] [...] considerato e usato solo [...]. [...] una scenetta che Grandi ripropone, [...] cui Negri e Scalzone [...] dopo una discussione politica, per [...] tra loro che per i soldi si poteva far [...] di [...]. Negri, scrive Grandi, «considerava [...] Feltrinelli in chiave utilitaristica». Feltrinelli, che tornava da Cuba, [...] conosciuto quella esperienza attraverso la testimonianza diretta [...] Fidel Castro, credeva invece di [...] qualche cosa da dire. Si sentiva forte per [...] i rivoluzionari [...] si sentiva più autorevole. Ma in realtà e[...]
[...]credeva invece di [...] qualche cosa da dire. Si sentiva forte per [...] i rivoluzionari [...] si sentiva più autorevole. Ma in realtà era [...] come Potere operaio, che [...] allora. [...] di mezzo ovviamente una certa [...] dello stato delle cose. Feltrinelli temeva il colpo [...] Italia, credeva che i generali del nostro [...] lì per battere alla [...] porta e a quella [...]. E credeva nella necessità [...] poi della risposta armata. La paura dopo il [...] in Grecia e la convinzione che fosse [...] casa[...]
[...]ovimento era [...] quale era completamente estraneo. Quando abbastanza precocemente giudicò [...] di fronte ascoltatori capaci di capire la [...] non scottandosi praticamente con la [...] scoperta si mise «a [...] la difesa della controrivoluzione». Feltrinelli cercò solidarietà e [...] zone talvolta ambigue, distanti mille miglia comunque [...]. E infine pagò, vittima [...] e del gioco insensato suo e degli [...] quali si sono salvati, riuscendo quasi a [...] che corre la povertà, la crudeltà, il [...] gi[...]
[...]e corre la povertà, la crudeltà, il [...] gioco. Come molti documenti e [...] da Grandi, ripetono, come hanno mostrato decine [...] di storie e di interviste, [...] ben poco di ideali [...] di intelligenza. Sono rimasti i morti. Compreso Giangiacomo Feltrinelli, il [...] di rimanere nella nostra storia dentro la [...] per colpa di quel traliccio di Segrate. E sarebbe un ritratto [...] ipocrita. Grandi cita un articolo [...] di Enrico Filippini, uno dei più vicini [...] Feltrinelli nella casa editrice. Scrive Filippini: «Fare [...] vuol dire o disporre di [...] denaro e [...] oppure non [...] affatto e [...] guadagnare molto. Nel secondo caso spesso [...] nocivi per il pubblico. Nel primo occorre perlomeno [...] qualche buona [...]
[...]ad esempio [...] cosa molto importante per cui valga la [...] la mattina a ore micidiali, di lavorare [...] giorno, di sobbarcarsi pranzi discussioni cene discussioni [...] di convivere coi disadattati e i nevropatici. Questo ed altro ancora, [...]. Feltrinelli credeva nella libertà [...] intellettuale, che avesse di fronte alcuni ideali [...]. A un certo punto [...] sarebbe stato più sufficiente. Di lì a poco [...] cambiata. E gli intellettuali «di [...] e di là, avrebbero poco alla volta [...] in [...] p[...]