Brano: A [...] famiglie del villaggio di [...] ormai ridotte alla fame, [...] dollari così è cominciata questa impresa, con [...] comprare da sole le materie prime che [...] i loro prodotti e fuggire dalle mani [...] annullavano ogni loro possibilità di guadagno. E così è stato [...] Amina [...] vedova, madre di due [...] mendicare. Amina era affamata, disp[...]
[...]sperata [...] quando incontrò la Banca [...] e ottenne un piccolo [...]. Con quel denaro poté [...] bambù, e comperare una mucca, che le [...] per rimborsare il debito; [...] e mezzo, la mucca le diede un [...]. [...] piccolo pezzo di terra e [...] bestiame. /// [...] /// Yunus ha dimostrato come [...] nel prossimo, possano combinarsi con le esigenze [...]. Con Yunus sono venuto [...] a Modena, venti giorni fa, in un [...] per tema proprio la povertà e la [...]. È stato [...] appuntamento della festa a [...] partecipare prima di oggi. E non è stato [...]. A qualcuno questa scelta [...]. /// [...] /// [...] non è forse più rispondente [...] della politica che vogliamo affermare, discutere con un uomo [...] Yunus piuttosto che sapere dove diavolo è finito, nel [...] della [...] frenetica [...] Ecco allora il secondo pu[...]
[...]] ha insegnato, in modo tragicamente chiaro, che [...] sono due valori inscindibili: non può esserci [...] non [...] giustizia; e non può [...] senza libertà, senza democrazia, senza rispetto rigoroso [...] diritti umani. Lo abbiamo [...] volte in questi mesi, [...] più alta, senza guardare alla lingua, alla [...] colore delle bandiere dei [...]. Lo abbiamo detto alla [...] Birmania, che trattiene illegalmente la signora [...] San [...] dopo averla privata del [...] dal [...] in elezioni democratic[...]
[...]a umanitaria; in [...] e democrazia non siano [...] e a volte distanti; in cui [...] al principio per cui [...] il diritto di nascondersi dietro la sovranità [...] di violare, in modo inaccettabile, i diritti [...] libertà delle sue popolazioni. È questo che abbiamo [...] difficili del Kosovo, giorni difficili per tutti [...]. Lo ha detto il [...] ha detto, a nome di tutti gli [...] e responsabile del Presidente del [...]. Questo abbiamo detto a [...]. Abbiamo detto che se [...] dittatore, una giunta militare, calpesta i più [...] porta a termine assassinii collettivi e operazioni [...] la comunità internazionale ha il dovere di [...]. E le stesse cose [...] chi, a Timor Est, si è macchiato [...] contro [...]. Le stesse [...] cinese [...] come nessun interesse commerciale [...] noi un valore più alto di quello [...]. I diritti dei giovani [...] perché esprimono le proprie idee e il [...] come i diritti del [...] tibetan[...]
[...]e orgogliosi che sia nostro ospite, alla [...] il [...] Lama. Noi condividiamo le sue [...] con lui, che «come il XX secolo [...] secolo del sangue, il X XI deve [...]. Il secolo che sta volgendo [...] termine porta via con [...] mondo in blocchi: Ovest contro Est, capitalismo contro comunismo. Un mondo che nessuno [...]. Un mondo nel quale [...] combattevano armando gli [...] contro gli altri i [...]. Il mondo della corsa agli [...] del terrore, [...]. [...] divenuto realtà, [...] in terra, da una voragine [[...]
[...]ia di [...] nome scritto sopra, quegli occhiali sopravvissuti agli [...] avevano bisogno, [...]. Nel Novecento, il secolo [...] degli uomini hanno potuto immaginare e realizzare [...] Ebrei. [...] un libro [...] tra quelli che ho frequentato [...] questa tragedia, su questa «fine [...] che mi torna sempre alla [...]. È un libro in [...] come il Terzo Reich avesse invaso anche [...] chi viveva [...] collettivo. Ha scritto lì Bruno Bettelheim: «Persino [...] sogno i sudditi del Terzo Reich dicevano [...] devo azzardarmi[...]
[...]ollettivo. Ha scritto lì Bruno Bettelheim: «Persino [...] sogno i sudditi del Terzo Reich dicevano [...] devo azzardarmi ad agire [...]. [...] li costringeva ad uccidere i [...]. Così il regime trionfava [...] nemici a fare il tipo di sogni [...]. Questo è stato il Novecento [...]. Il sangue delle vittime [...] stalinismo e del comunismo. Il sangue di Ian [...]. Il sangue di Salvador Allende, [...] Olaf Palme, di [...]. Il sangue delle guerre [...]. Ma il Novecento è [...] secolo di pagine meravigl[...]
[...]agazzo cinese, [...] di plastica in mano, che si parò [...] fronte ad una colonna di [...] massacrare i suoi coetanei [...] Piazza Tien An Men. Sia quel ragazzo sconosciuto [...] la [...] voglia di libertà il [...] Novecento. È la libertà la [...] questo secolo al tramonto. Hannah Arendt diceva che [...] politica è la libertà». E [...] ha vissuto cento anni [...] la libertà e le libertà. Questo mondo non [...] alla storia. Ma al vecchio ordine [...] il «disordine stabilito» di una globalizzazione lasciata [...] di un mercato senza regole. La [...] temperata dalla politica, dal [...] sociale, dalla democrazia. Questa è la grande [...] oggi [...]. Una sfida che non è [...] astratta, ma una costellazione di questioni [...] del pianeta: la costruzione della [...] potenziando [...] internazionale e le istituzioni multilaterali; [...] diffusione della democrazia e dei diritti umani; la lotta [...] povertà e al sottosviluppo; la [...] una cultura del limite nell[...]
[...][...] diffusione della democrazia e dei diritti umani; la lotta [...] povertà e al sottosviluppo; la [...] una cultura del limite nello [...] delle risorse ambientali, nella manipolazione tecnologica della natura e [...] vita. Una costellazione di questioni [...] di [...] strumenti e [...]. Che senso hanno, [...] che viene, di fronte [...] sfide epocali, le aspre divisioni ideologiche [...] e riformatrici, le divisioni [...] la storia del Novecento? Nessuno, care compagne [...]. Non hanno nessun se[...]
[...][...] e riformatrici, le divisioni [...] la storia del Novecento? Nessuno, care compagne [...]. Non hanno nessun senso. Sono un lascito della [...] tale va rispettato, ma anche coraggiosamente superato. Dobbiamo guardare [...] dobbiamo [...] e le finestre, dobbiamo soprattutto aprire le [...] fare spazio ai [...] problemi, alle nuove [...] nostro tempo. Noi siamo impegnati, con [...] su questa strada. Una strada che non [...] solitari, ma parte di un corteo [...]. [...] socialista è la nostra casa, [...] luogo privilegiato del dialogo e [...] della sinistra nel mondo. Una casa nella quale [...] lavorando, per [...] più ampia e accoglient[...]
[...]..] e di Forza Italia, il [...] è diventato il [...] molti [...] e del centrosinistra. La domanda che ci [...] anche la sinistra non abbia bisogno di [...] ampia aggregazione di tutte le forze riformiste, [...] Europa [...] nel mondo. Da tempo, del resto, [...] di adeguamento ai [...] termini [...] lotta politica. [...] ci sono ormai forze come [...] di Yasser Arafat o [...] di Nelson Mandela che non [...] forze socialiste. [...] questa la strada giusta. La casa del socialismo [...] fino a comprendere le forze della sinistra [...] culture, di ispirazione laica e religiosa, che [...] grande campo della sinistra. /// [...] /// Nuove forze, nate non [...] nei processi democratici del[...]
[...]nali del mondo, circa [...] pianeta. Dinanzi [...] sta oggi la responsabilità di [...] lo scenario mondiale, in una prospettiva di competizione e [...]. Gli europei hanno affidato alla [...] e al centrosinistra, a tredici [...] di portare [...] in questa direzione. Il successo di questa scommessa [...] anche [...] che [...] quattro grandi paesi europei governati [...] centrosinistra. Dipende dunque anche da [...]. Questa è una grande responsabilità, [...] anche [...] una volta tanto un valido [...] di orgoglio e di soddisfazione. I problemi che [...] ha davanti sono molti e [...] ma sono, in definitiva, i problemi [...] nel suo insieme. Non [...] più [...] «rischio[...]
[...]]. /// [...] /// Così commenta, il [...] par condicio: «ancora una [...] batte la strada dei colpi di mano [...] giustizialista e della persecuzione politica e giudiziaria [...] Forza Italia e il suo [...]. [...] rincara la dose: «la doppia [...]. Questo è il linguaggio, [...] Italia, [...] colui che si definisce il leader dei [...]. A [...] a sentire, care compagne e [...] compagni, verrebbe da chiedere [...] in suo favore di [...]. E invece, [...]. Berlusconi sa bene, sa [...] che nel nostro paes[...]
[...].] che nel nostro paese non [...] nessun perseguitato politico. Tanto meno può definirsi [...] che è proprietario di televisioni, radio, quotidiani, [...] e discografiche; che ora [...] nella telefonia oltre ad essere nelle assicurazioni [...]. In questi anni di [...] ha visto crescere il fatturato [...] il 1998 e i profitti [...] 19 per cento nel [...]. Grazie a queste performance, [...]. Berlusconi, attraverso [...] televisiva e il 31 per [...] mercato pubblicitario italiano. Di [...]. [...] paese, in questo nostro [...] solo la abnorme concentrazione di potere economico, [...] e il macroscopico conflitto di interessi di [...] Lei [...] espressione. Di illiberale, on. Berlusconi, [...] solo la clamorosa anomalia, unica [...] tutto [...] di un leader po[...]
[...]ica [...] tutto [...] di un leader politico, il [...] colui che si candida [...] il paese, che è anche [...] dominante, ben oltre qualunque limite [...] in un sistema di democrazia liberale, nel campo delicato [...] strategico della comunicazione. Questa è la vera anomalia [...] on. /// [...] /// Una illiberale anomalia che Lei [...] cercando [...] in Europa e che noi [...] combattere decisamente in Italia, con le norme sulla «par [...] e sul «conflitto [...]. Norme che la maggioranza di [...] è [.[...]
[...]ra anomalia [...] on. /// [...] /// Una illiberale anomalia che Lei [...] cercando [...] in Europa e che noi [...] combattere decisamente in Italia, con le norme sulla «par [...] e sul «conflitto [...]. Norme che la maggioranza di [...] è [...] in questi giorni. Norme che il leader [...]. Chi usa questa parola è, [...] poco, un irresponsabile. La libertà è una cosa [...] le misure liberticide sono quelle che cancellano la libertà [...] stampa, di [...] politiche. Quelle libertà per difendere [...] esseri umani sono morti. [...] forse il suo caso o[...]
[...]e gli [...]. In quale paese liberale, [...] democratico, in quale paese europeo e occidentale [...] del genere? Ma noi sappiamo, care compagne [...] perché [...]. Berlusconi ci chiama stalinisti. Non lo fa per [...]. Non è solo il segno [...] una modesta civiltà politica. Dietro questo atteggiamento, dietro [...] un preciso disegno politico. [...] la volontà di risuscitare vecchi [...] per rimettere in circolazione vecchie e [...] confronti della sinistra. [...] la volontà [...] quello [...] dominato [...] uno schema politico fon[...]
[...]...] quello [...] dominato [...] uno schema politico fondato su [...] pilastri, il conflitto ideologico e il consociativismo politico. Più si era lontani sul [...] più ci si copriva di insulti infamanti durante [...] accordava [...] in Parlamento. Questa lunga stagione è [...] conflitto ideologico non [...] più. Non [...] più nel mondo e non [...] più nel nostro paese. E non basteranno le [...] Berlusconi per [...]. Da dieci anni, i dieci [...] forse più tormentati [...] noi ci battiamo per una [..[...]
[...]mo sempre [...] e rispetto [...] di Alleanza nazionale. E mai ci è venuto [...] ci verrebbe in mente di attaccare Fini [...] suo passato. [...] strumentalizzato [...] giudiziarie che hanno coinvolto i [...] avversari politici, né mai lo faremo. In questi anni abbiamo [...] possibile sulle [...]. E le cercheremo ancora. Noi nei confronti del Polo [...] dimostrato grande senso di responsabilità. E, a dire il [...] anche di più. Non sbagliavamo quando speravamo [...] correttezza e cortesia potesse ess[...]
[...] anche di più. Non sbagliavamo quando speravamo [...] correttezza e cortesia potesse essere alimento [...] positivo atteggiamento del Polo [...]. /// [...] /// E allora voglio dire una [...] il tempo in cui Berlusconi si permette di [...] fronte a questa [...] arroganza mostriamo quasi paura o [...] di nominare [...] tempo, care compagne e cari [...] è finito. È invece il tempo [...] sana voglia di animare un [...] programmatico, ideale e di [...] destra italiana. Un confronto senza colpi [...] volgarità a cui una certa polemica politica [...]. No, un confronto sulle scelte [...] sui comportamenti [...]. Sul Corriere della Sera [...] Paolo Franchi mi ha posto tre giuste domande, [...] in questo discorso, di fornire una risposta [...]. Voglio cominciare dalla questione [...] tra dialogo e conflitto nel rapporto tra [...]. La Commissione bicamerale fece [...] in un clima di rispetto e dialogo. Ma quel lavoro fu gettato [...] momento, da Berlusconi. E così è stato [...] condizionare le riforme al voto parlamenta[...]
[...]ro fu gettato [...] momento, da Berlusconi. E così è stato [...] condizionare le riforme al voto parlamentare su Cesare Previti, [...] al proclama «o ritirate la par condicio [...]. Io ho una posizione diversa. Abbiamo cercato di [...] in campo in questi mesi. Questa [...] coerenza bipolare, da una idea [...] rapporto [...]. Ciò che escludo è [...] consociativo, una melassa che [...] voglia di [...]. È [...] far convivere, alla luce [...] convergenza sulle regole e il conflitto politico [...] È su questa linea [...]. [...] sono approvati il [...] e [...] diretta del presidente della giunta [...]. È nel nuovo clima che [...]. Questa nostra disponibilità permane [...]. Questa è la mia risposta, [...] forza europea. [...] italiana fatta di insulti [...] private la considero un retaggio di un [...]. Voglio dire [...] cosa chiara: è venuto il [...] di mostrare tutto [...] per quello che in questi [...] anni i governi Prodi e [...] hanno fatto [...]. Mai il nostro Paese [...] stagione di così profondo [...]. [...] insieme, cominciando col dire una [...] se fosse stato per Forza Italia, avremmo non solo [...] ma addirittura rinunciato a corre[...]
[...]] fin dalla prima fase. Se [...] avesse seguito la politica [...]. Berlusconi, i tassi [...] scesi, al livello di [...] non si sarebbe ridotta a poco più [...] per cento; il cambio della lira sarebbe [...] varie crisi finanziarie internazionali di questi anni [...] prepararci alla solita Finanziaria «lacrime e sangue», [...] come stiamo facendo, di riforme strutturali e [...]. [...] del 1994, quella dei pochi [...] in cui fu governata da Berlusconi? Indro Montanelli, noto [...] scriveva il 10 sette[...]
[...]a che non sa fare». E il premio Nobel [...] Franco Modigliani, il 24 settembre: «Berlusconi allarma i [...]. Giudizio simile a quello [...] Rudiger [...] professore di economia al [...] che commentava così, a [...] della lira: «Effetto Berlusconi, questo è il [...]. E ancora oggi sapete, [...] sanno bene, [...] che frena [...] italiana: è la gigantesca [...] pubblico, accumulato negli anni della finanza allegra [...] crepuscolo della Prima Repubblica. Ebbene, in questi ultimi [...] la prima volta da tempo immemorabile, il [...] di crescere [...] a diminuire. Era al 124 per [...]. /// [...] /// [...] anni, non è solo andata [...] sul piano economico. [...] ha [...] nei meccanismi fondamentali che [...] rapporto tr[...]
[...]perare, [...] così poco tempo, così tanto del terreno perduto. Abbiamo raggiunto [...] storico più importante del dopoguerra. Un obiettivo che solo [...] appariva irraggiungibile. Ora siamo una delle nazioni [...] e un italiano, il protagonista di questa stagione, è [...] Presidente del governo europeo. A te Romano, giunga [...] orgoglio e [...] di buon lavoro [...]. [...] grazie alla determinazione dei governi [...] centrosinistra, ma anche alla [...] che essa ha saputo creare, [...] di estremo rigore sono state seguite senza che ne [...] il potere [...] di salari e pensioni. E soprattutto rimettendo poco [...] paese sulla strada dello sviluppo e [...]. [...] dire davvero con orgoglio. [...] del [...] quando [...] vinse le elezioni, si[...]
[...]n orgoglio. [...] del [...] quando [...] vinse le elezioni, si contavano [...] Italia 20 milioni e 95 mila occupati. Nel luglio di [...] è arrivata a 20 milioni [...] mila [...] la crescita è di più di 600 [...] occupati. /// [...] /// Berlusconi: queste sono cifre [...]. /// [...] /// Non sono i suoi [...]. Non sono le sue errate [...] di continui trionfi elettorali. Non sono promesse strampalate, come [...] annunciò [...] di un milione di posti [...] lavoro, per poi ritrovarsi, nei mesi del suo g[...]
[...]me [...] annunciò [...] di un milione di posti [...] lavoro, per poi ritrovarsi, nei mesi del suo governo, [...] registrare una caduta di più di 200 mila occupati. Se guardiamo ai dati reali [...] un solo fatto che conta: [...] del governo di centrodestra [...] aveva [...]. Oggi, dopo tre anni [...] il valore più alto mai raggiunto a [...] della grande crisi del 1992. E il dato Istat più [...] uscito pochi giorni fa, conferma la tendenza positiva: 84 [...] occupati in più [...] nel corso [...] anno[...]
[...]] aveva [...]. Oggi, dopo tre anni [...] il valore più alto mai raggiunto a [...] della grande crisi del 1992. E il dato Istat più [...] uscito pochi giorni fa, conferma la tendenza positiva: 84 [...] occupati in più [...] nel corso [...] anno. In questi tre anni, [...] imparato che il buongoverno non basta a [...] le incertezze, le paure delle italiane e [...] questa fine di millennio. Oggi [...] società, a una insofferenza montante [...] partiti e sindacati, a una crisi di rappresentanza che [...] trasforma in crisi di fiducia. Una delle nostre costanti [...] essere [...] di far vivere meglio i [...] della pol[...]