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Il vocabolo Dufay si trova nei "vocabolari":
- Lingua - Sottosistema simbolico: correlati alla descrizione di KosmosDOC →da AuthorityFile(AF+VO ).
Stimato come nome proprio è riscontrabile in 63 Entità Multimediali (stima per difetto, approssimativamente altra metà riscontrabile tramite ricerca full-text nel campo «cerca»).
Attraverso questo strumento è possibile visualizzare una trascrizione frammentaria della rassegna stampa relativa tratta dalla Biblioteca Digitale (dunque non dall'Archivio):

Brano: Nel 1435, il 21 marzo, [...] dai conti della tesoreria ducale il pagamento [...] salario annuo di 25 franchi [...] Dufay, qualificato ora [...] [sic! Rientrato nella cappella pontificia [...] definitivamente nel 1437 e il 12 dicembre [...] canonicato nella cattedrale di [...] su proposta di Nicolas [...]. Ma non vi prese [...] a partire dal 1450; prima si ha [...] tem[...]

[...]prima, a [...] gli era morta la [...] 1446. Nel marzo 1449 risulta [...] Bruxelles [...] a Mons, dove aveva ottenuto un altro [...] il 3 marzo [...] con [...] condiscepolo Gilles [...] ora musicista nella cappella [...] di Filippo il Buono. [...] di Dufay [...] definitivo dopo il 1450, [...] amichevoli rapporti con la corte dei Savoia, [...] Dufay afferma nel proprio testamento [...] trascorso sette anni, forse [...] e il 1449. Gli ultimi contatti documentati [...] a Pinerolo, per tutto [...] a servizio di Ludovico [...] Savoia [...] Anna di Cipro, e nel 1450 a Torino, [...] maggio al 1 giugn[...]

[...]io testamento [...] trascorso sette anni, forse [...] e il 1449. Gli ultimi contatti documentati [...] a Pinerolo, per tutto [...] a servizio di Ludovico [...] Savoia [...] Anna di Cipro, e nel 1450 a Torino, [...] maggio al 1 giugno. In [...] però, Dufay viene già registrato [...]. Non si sa con [...] università Dufay abbia compiuto gli studi di [...] prima del 1441, non dopo il 1446, [...] in [...] forse a Parigi, forse [...] Torino [...] a Bologna. La formazione giuridica di Dufay [...] rispecchiarsi nel curioso mottetto profano [...] che è tutto una dissertazione [...] diritto canonico. Tuttavia, per il suo [...] Johannes Wolf, [...] autore della [...] der Censurai [...] von 12501460, voleva respingere [...] negli anni della[...]

[...]iarsi nel curioso mottetto profano [...] che è tutto una dissertazione [...] diritto canonico. Tuttavia, per il suo [...] Johannes Wolf, [...] autore della [...] der Censurai [...] von 12501460, voleva respingere [...] negli anni della giovinezza di Dufay. Gli ultimi ventiquattro anni [...] Dufay, divenuto ormai celebre e autorevole, li [...] del canonicato di [...] (doveva, non si sa [...] allo stato ecclesiastico, perché risulta che aveva [...] dei canonici). Non pare che sia mai [...] maestro di cappella della cattedrale. Abbandonato il g[...]

[...]o [...] dedicò ora esclusivamente alla composizione di musica [...]. Onorato come un maestro, [...] a dirimere questioni musicali (nel 1458 a [...]. Quando il vescovo di [...] Pierre [...] venne a [...] per [...] della nuova cattedrale (1472), [...] Dufay [...] nella propria casa. /// [...] /// Quando il vescovo di [...] Pierre [...] venne a [...] per [...] della nuova cattedrale (1472), [...] Dufay [...] nella propria casa.


Brano: A Dufay toccò una sorte [...] a quella di Bach: la [...] fortuna fu, lì per li, [...] della grande polifonia fiamminga, anche [...] la [...] memoria non fu mai del [...] estinta. Dopo [...] difesa del [...] Dufay viene ancora ricordato [...] da Adam von Fulda, che nel [...] del 1490 gli attribuisce [...] immotivati. Ma già per Franchino [...] 1496) Dufay non è [...] nome, citato fra altri per osservazioni marginali [...] dissonanze, alla notazione, al ritmo. Così lo nominano di [...] Pietro Aron, nel Toscanello in musica (1523), Spataro nel Trattato [...] (1531), [...] (De arte [...] 1537), Adrien P[...]

[...]n, nel Toscanello in musica (1523), Spataro nel Trattato [...] (1531), [...] (De arte [...] 1537), Adrien Petit [...] 1552). La polifonia sempre più consonante [...] soave dei [...] des Près, dei Brumel e [...] Pierre de la Rue fa sembrare quella di Dufay [...] rozza e imperfetta nella [...] fattura primitiva, e una nube [...] più spessa viene ad interporsi tra [...] nuova e [...] ormai passata al rango [...] Ars [...] con cui [...] illustrato il nostro Maestro ». Cala così la notte [...] tanto che n[...]

[...].] più spessa viene ad interporsi tra [...] nuova e [...] ormai passata al rango [...] Ars [...] con cui [...] illustrato il nostro Maestro ». Cala così la notte [...] tanto che nel 1880 uno studioso piemontese, F. Saraceno, imbattendosi nel nome di Dufay in alcune carte [...] di Stato di Torino, lo [...] per un [...] qualunque e non [...] del ritrovamento. Tuttavia [...] della fama di Dufay [...] verso la metà [...]. Il romanticismo [...] del suo nome in maniera [...] ed altamente improbabile con una novella La [...] de Guillaume du Fay, pubblicata [...] 1837 in un giornale di mode parigino. [...] ne dà un riassunto, non [...] prima ma[...]

[...]improbabile con una novella La [...] de Guillaume du Fay, pubblicata [...] 1837 in un giornale di mode parigino. [...] ne dà un riassunto, non [...] prima mano, bensì dedotto da una recensione della « [...] ». La spassosa invenzione del [...] mostra Dufay e il giovane [...] Desprès a Parigi nel [...] avrebbe avuto 15 anni! Il bambino della vedovella Elena [...] e muore [...] delle cortine del suo letto. In preda al delirio Elena [...] canzoncine natalizie, come [...] di Donizetti. /// [...] /// In pr[...]


Brano: Su un Tenor profano [...] la messa [...] armé, collocata dagli studiosi [...] e il 1460, e perciò dopo la [...] La [...] de [...] la cui attribuzione a Dufay [...] lungo messa in dubbio, ma invece risolutamente [...] senza [...] accertare esattamente la data, [...] dopo la messa Se la face [...] pale, forse in connessione [...] corte dei Savoia. La messa [...] armé è forse la [...] trenta Messe che venne[...]

[...]ssa Se la face [...] pale, forse in connessione [...] corte dei Savoia. La messa [...] armé è forse la [...] trenta Messe che vennero composte, nel Cinquecento [...] nel Seicento, da Carissimi, sopra una celebre [...] popolare, forse dovuta al [...] Dufay, e alquanto più giovane di lui, Antoine [...] (che lui pure ci [...] Messa). È una melodia in [...] malinconica che ribalda, in chiara forma ternaria ABA. Nella [...] Messa Dufay permette ogni [...] di straripare fuori dal Tenor [...] penetrare anche nelle altre voci (secondo una [...] già abbozzata nella Messa Se la face [...] alla fanfara di triadi maggiori spezzate che [...]. Di un Tenor gregoriano si [...] la penultima m[...]

[...]e ogni [...] di straripare fuori dal Tenor [...] penetrare anche nelle altre voci (secondo una [...] già abbozzata nella Messa Se la face [...] alla fanfara di triadi maggiori spezzate che [...]. Di un Tenor gregoriano si [...] la penultima messa di Dufay, Ecce [...] Domini, mentre [...] Ave regina [...] trae il [...] mottetto che il compositore aveva [...] per invocare la protezione della Madonna [...] della propria morte. Si trattava infatti di un [...] « [...] », nel quale, cioè, alle [...] gregor[...]

[...]nna [...] della propria morte. Si trattava infatti di un [...] « [...] », nel quale, cioè, alle [...] gregoriana Ecce ancilla Domini si [...] alternamente o parallelamente, parole [...] del compositore (tra cui il [...] e commovente « miserere [...] Dufay »). [...] messa è il capolavoro [...] Dufay. Una distanza immensa la [...] Missa sine nomine e dalle altre gracili [...] anni italiani, sanzionando la caratteristica evolutiva della [...] continuo progresso ed aggiornamento tecnico. In particolare quella pratica, già [...] nella messa [...] a[...]

[...]nto tecnico. In particolare quella pratica, già [...] nella messa [...] armé, ed eccezionalmente anche nella [...] Se la face [...] pale, di estendere il [...] anche ad altre voci fuori [...] Tenor, [...] si sviluppa ulteriormente. E poiché il [...] Dufay lo deduce dal [...] Ave regina [...] si potrebbe tutto sommato [...] omonima il primo esempio di missa parodia: [...] dove non soltanto il Tenor viene desunto [...] già polifonica (anziché dal gregoriano o da [...] ma tutta questa composizione viene[...]

[...]odia: [...] dove non soltanto il Tenor viene desunto [...] già polifonica (anziché dal gregoriano o da [...] ma tutta questa composizione viene impiegata e [...] della messa. In particolare risuona tale quale, [...] Dei, il patetico « miserere [...] Dufay », in do minore. /// [...] /// In particolare risuona tale quale, [...] Dei, il patetico « miserere [...] Dufay », in do minore.


Brano: [...] di Dufay non è [...] polifonista immaturo. La tecnica fiamminga [...] a canone non è [...] principale, anche se nelle ultime composizioni sacre [...] servi con maestria. Tecnica prediletta di Dufay [...] della variazione melodica: [...] la chiama il [...] o melodia cangiante. Una capacità inesauribile di [...] intrecciati sentieri dal canto, paragonabile a quella [...] permeata la musica orientale. Le grandi composizioni di Dufay, [...] di maggior respiro come le Messe, sono [...] della melodia, che sembra sempre uguale, ruota [...] un modulo costante, e poi quando si [...] da vicino cercando [...] ripetizioni e ritorni, non [...] scoprire due passi assolutamente uguali: sem[...]

[...]ulo costante, e poi quando si [...] da vicino cercando [...] ripetizioni e ritorni, non [...] scoprire due passi assolutamente uguali: sembra di [...] con le mani. Questa regola della variazione [...] ma non contraddetta dal forte desiderio di [...] Dufay nelle opere maggiori: ognuna delle cinque [...] Messa comincia con un « motivo di [...] uguale (che non ha nulla da vedere [...] del Tenor). Si tratta [...] formula introduttiva, esaurita la [...] della melodia riprende i suoi diritti. Naturalmente [...]

[...]dia riprende i suoi diritti. Naturalmente fanno eccezione le [...] di ballata e più ancora quelle in [...] dove [...] struttura metrica porta con [...] strofica della melodia. Ma anche [...] non è detto che [...] proprio sempre testuale. Il genio di Dufay [...] ripetizione variata. Riflesso [...] mondana vita di corte, la [...] produzione profana di ballate e [...] resta per lo più racchiusa [...] i limiti [...] in un clima di [...] galanteria, pur aprendosi in qualche modo, misteriosamente, ai sugge[...]

[...]ualche modo, misteriosamente, ai suggerimenti [...] del canto [...]. Nei momenti migliori crea [...] melodia francese destinata a rinascere un giorno [...] di Fauré, Debussy e Ravel. Vostre [...] et vostre grande fame, una [...] più belle canzoni di Dufay (più esattamente un rondeau), [...] tutta ferma e compatta nel giro [...] puntiglioso contrappunto, quasi una piccola [...] a 3 voci. Frane [...] gentil, altro rondeau, ha un [...] cavalleresco, quasi che il [...] La canzone La belle se [...] de la [...]

[...]avalleresco, quasi che il [...] La canzone La belle se [...] de la tour impiega il [...] di una canzone popolare (si chiamava La Fernette), tuttora [...] nelle campagne piemontesi, ed è unica, per il tono [...] e [...] dialogico, nella produzione di Dufay. /// [...] /// Frane [...] gentil, altro rondeau, ha un [...] cavalleresco, quasi che il [...] La canzone La belle se [...] de la tour impiega il [...] di una canzone popolare (si chiamava La Fernette), tuttora [...] nelle campagne piemontesi, ed è [...]

[...]avalleresco, quasi che il [...] La canzone La belle se [...] de la tour impiega il [...] di una canzone popolare (si chiamava La Fernette), tuttora [...] nelle campagne piemontesi, ed è unica, per il tono [...] e [...] dialogico, nella produzione di Dufay.


Brano: Un po' a disagio [...] di Gloria e Credo, che specialmente nelle [...] Messe [...] il compositore verso una sconveniente rapidità di [...] eccesso di « diminuzioni », la variazione [...] Dufay meglio si giova [...] lirica di [...] e [...] Dei, e della concisa [...]. La religiosità è veramente [...] di Dufay, ma non è una religiosità [...] di [...] di Orlando di Lasso [...] Victoria; né solennemente pontificale come quella di Palestrina. È un bene intimo, serenamente [...] che ha la [...] luminosa espressione giovanile nel citato [...] fiorentino [...] [...]

[...] un bene intimo, serenamente [...] che ha la [...] luminosa espressione giovanile nel citato [...] fiorentino [...] flores (1436). Nei capolavori della vecchiaia (Ave Regina [...] mottetto e messa) quella religiosità si colora [...] ma mai il Dio di Dufay potrebbe [...] temibile del [...] (purtroppo è perduta la Messa [...] Requiem che Dufay aveva scritto per se stesso). È un Dio pietoso, [...] amico della bellezza, dei fiori; forse non [...] contrario nemmeno nei riguardi delle « [...] » fiorentine. [...] matura si spiega la sollecitudine [...] in composizioni determinate da occasioni [...]

[...]ome i mottetti Apostolo glorioso (1426), [...] est [...] (1433), [...] (1438 o 1443), e la [...] de [...] (1433), questi ultimi tutti in [...] della pace, vuoi tra il papa e [...] vuoi tra le città di Berna e di [...]. Massima testimonianza [...] di Dufay ad immergere [...] nella realtà circostante della vita pubblica e [...] già ricordata [...] scritta nel 1454 per [...] banchetto del fagiano » che si tenne [...] Lilla [...] 17 febbraio, su iniziativa del duca di Borgogna Filippo [...] Buono. Commos[...]

[...]ca e [...] già ricordata [...] scritta nel 1454 per [...] banchetto del fagiano » che si tenne [...] Lilla [...] 17 febbraio, su iniziativa del duca di Borgogna Filippo [...] Buono. Commosso e indignato per [...] Romano d'Oriente, il buon sovrano di Dufay [...] che promuovere una nuova crociata. /// [...] /// Commosso e indignato per [...] Romano d'Oriente, il buon sovrano di Dufay [...] che promuovere una nuova crociata.


Brano: Qualcosa però non cambia mai [...] di Dufay, nonostante la [...] evoluzione, ed è la coerenza [...] personalità: Dufay è un mite, un gentile. Affatto alieno [...] muscoloso di atteggiamenti eroici [...] della grandiosità, ci si presenta come un Mozart [...] Quattrocento. Si potrebbe accostare la [...] compromesso stilistico di certa pittura quattrocentesca, che [...[...]

[...] del Beato Angelico, [...] chete, silenziose armonie di borghesi interni fiamminghi: Van Eyck, [...] che dipinse il ritratto [...] Carlo [...] Temerario, ultimo duca di Borgogna dopo il [...] Filippo il Buono. Al giovane principe, allora conte [...] Dufay legò nel suo testamento [...] de [...] », [...] però [...] vita [...] durante. Era buon musicista, il futuro [...] il cronista Olivier de la Marche ci informa che [...] il [...] de [...] si [...] et [...] et [...] en [...] ». Ma, giovane e impetuoso[...]

[...]a Marche ci informa che [...] il [...] de [...] si [...] et [...] et [...] en [...] ». Ma, giovane e impetuoso [...] moderni: Antoine [...] e il grande maestro [...] Ockeghem, [...] continuando a circondare di rispettosa venerazione il [...]. Certo, Dufay, nonostante [...] progressiva della [...] arte, dovette conoscere da [...] essere « superato » dalla generazione seguita [...]. Lo comprendiamo dalla passione [...] Johannes [...] grande teorico in odore [...] difende lui e il suo coetaneo [...] e i[...]

[...]one seguita [...]. Lo comprendiamo dalla passione [...] Johannes [...] grande teorico in odore [...] difende lui e il suo coetaneo [...] e il loro predecessore [...] John Dunstable, nel [...] de arte [...] scritto a Napoli nel [...] dopo la morte di Dufay: « La [...] opere di questi compositori respirano una tale [...] devono, secondo me, [...] degne non soltanto degli [...] eroi, ma ancora degli dei immortali. E certo io non le [...] e considero mai senza [...] una nuova gioia e [...] nuovo affidame[...]


Brano: Un curioso colorito russo [...] melos del Tenor per voce di basso, [...] alla memoria [...] canto delle schiave persiane [...] della [...]. Dello straordinario banchetto in [...] di Dufay venne eseguita, con elementi [...] resta una pittoresca descrizione [...] di Olivier de la Marche [...]. Dopo la smilza e [...] Missa sine nomine (forse 1420), della Missa [...] Jacobi (142728) e della Missa [...] tutte a 3 voci, [...] due rimpolpat[...]

[...]oresca descrizione [...] di Olivier de la Marche [...]. Dopo la smilza e [...] Missa sine nomine (forse 1420), della Missa [...] Jacobi (142728) e della Missa [...] tutte a 3 voci, [...] due rimpolpate [...] del [...] è con la Missa Caput, [...] che Dufay accoglie definitivamente lo stile a [...] una pienezza di suono, un equilibrio di [...] autonome (mentre nello stile a 3 voci [...] il [...] prevaleva decisamente sopra le [...] in funzione di sostegno quali [...] che le pone apertamente [...] grand[...]

[...]io di [...] autonome (mentre nello stile a 3 voci [...] il [...] prevaleva decisamente sopra le [...] in funzione di sostegno quali [...] che le pone apertamente [...] grande polifonia fiamminga. Ma la Missa Caput (cosi [...] dal nome del Tenor, che Dufay assume per la [...] volta a cardine [...] Messa) è legata per qualche [...] sconosciuta alle norme della liturgia inglese (per esempio tutti [...] pezzi sono bipartiti, e il [...] che [...] inglese non veniva cantato polifonicamente, [...] intonato [...]

[...]ine [...] Messa) è legata per qualche [...] sconosciuta alle norme della liturgia inglese (per esempio tutti [...] pezzi sono bipartiti, e il [...] che [...] inglese non veniva cantato polifonicamente, [...] intonato [...] su una melodia gregoriana, Dufay [...] aggiunse nel 1463, cioè [...] della [...] piena maturità, ma gli mantenne [...] binaria, intonando solo [...] e [...] senza ripresa del [...]. La piena e maestosa [...] stile a 4 voci, inaugurato con qualche [...] Missa Caput, si spiega nella [...]

[...]] databile intorno al 1450. A passare dalla Caput [...] ha [...] per cosi dire, di [...] uscire dalla magrezza adolescente del Quattrocento ed [...] specie di anticipazione del Rinascimento. Il Tenor, profano, è la [...] ballata a 3 voci dello [...] Dufay, forse di derivazione popolare e tipico esempio di [...] cioè con ricercati giochi di [...] tra « [...] amare », « [...] amaro », « [...] mare », e cosi [...]. Assegnata alla terza voce [...] Tenor) la melodia del [...] rimane inalterata nel suo [..[...]


Brano: Cent'anni dopo [...] di Guillaume de [...] (13001377) nella musica e nella [...] francese, la vicenda terrena di Guillaume Dufay sembra [...] la parabola [...] giovinezza attiva nei civili negozi [...] nelle esperienze di corte, poi, con [...] matura, il ritiro nella quiete [...] canonicato, in compagnia [...] ricca biblioteca e magari [...] buona cantina. Nato intorno al 140[...]

[...]bilmente condiscepolo [...] Gilles [...] (14001460) alla scuola musicale [...] Richard [...] a [...] dal 1413 al 1418. Sono pure da supporre [...] Nicolas [...] canonico a [...] e maestro di cappella [...] il 1408 e il 1409. Si ritiene che nel [...] Dufay abbia fatto parte del seguito che [...] Pierre [...] vescovo di [...] al concilio di Costanza, [...] stretto relazioni altolocate che gli permetteranno ben [...] in Italia, presso la corte dei Malatesta [...] Rimini, [...] 1419 al 1426. Oscura è la [...]

[...]eta dimora in una canzone che [...] un inno bacchico, quanto piuttosto un malinconico [...]. Sul finire del 1428 [...] Italia, in servizio alla cappella pontificia fino [...] poco gloriosa nel biennio [...] papa Eugenio iv fu cacciato da Roma, [...] Dufay [...] segui a Firenze (1433), ma poi pensò [...] in contatto con la corte dei Savoia, [...] e a Torino. Alle dipendenze [...] ed imperioso Amedeo vili, [...] « il Pacifico », che divenne antipapa [...] col nome di Felice v, Dufay soggiornò [...] Ginevra, [...] Torino, a Pinerolo, forse a [...] \ Ma soprattutto col [...] duca Ludovico, e con la [...] sposa, la gentile Anna [...] Cipro, [...] più portati alle arti di quanto non [...] e suocero, Dufay intrattenne rapporti [...] devozione. Ne rimane traccia in [...] Archivi di Stato a Torino: tra [...]. Bouquet, La cappella musicale [...] Savoia dal 1450 al 1500, in «Rivista Italiana [...] Musicologia» [...] (1968), 2, [...]. /// [...] /// Bouquet[...]


Brano: [...]va della composizione né il [...] gratulatorio della lieta solennità religiosa, e tuttavia [...] in sottordine il valore estetico, perché, in [...] conta un bel mottetto in più o [...] fronte a una cosi sbalorditiva esibizione di [...] In verità, il Dufay di [...] flores non ha nulla [...] sapienza costruttiva degli ingegneri musicali fiamminghi, quali Obrecht [...] Ockeghem, e lo « [...] », la messa in [...] sottili strutture musicali ci fa pensare, con [...] cinque secoli, alla straordinaria lucidi[...]

[...]a messa in [...] sottili strutture musicali ci fa pensare, con [...] cinque secoli, alla straordinaria lucidità esplicata da Arnold Schònberg [...] combinazioni seriali delle Variazioni per orchestra op. Ma già [...] del [...] nella seconda messa di Dufay [...] desiderio di uscire dalla scarna struttura [...] di un larvato contrappunto [...] di cui una, il [...] predomina nettamente e le [...] combinano, e spesso si incrociano, nella funzione [...] », portatrici [...] ossia con mero compito [...]. È [...]

[...]domina nettamente e le [...] combinano, e spesso si incrociano, nella funzione [...] », portatrici [...] ossia con mero compito [...]. È questo lo stile [...] che gli studiosi tedeschi definiscono « [...] », e che vale [...] la produzione profana di Dufay e dei [...]. Il [...] la famosa « [...] », come viene chiamato nel Champion des [...] (146162) di Martin le Frane [...] una tecnica di scrittura per voci parallele, portata sul [...] dagli inglesi, principalmente attraverso [...] di Dunstable (ca. E[...]

[...] [...] polifonica gli intervalli di terza e sesta, [...] in favore delle più perfette, ma insipide [...] e di quarta. Ma riportava la polifonia [...] evoluta e disinvolta [...] delle parti dopo Guillaume [...] al rigido parallelismo obbligato [...]. Dufay se ne servi [...] volta nel PostCommunio della Miss a [...] Jacobi (ca. Poi, dopo il 1440, [...] suoi lavori, pur restando acquisita per sempre [...] di terze e seste. Ma nonostante [...] funzione di cerniera fra Tre [...] Quattrocento, si deve corr[...]


Brano: [...]...] Dante proclamare il proprio credo poetico (« Io [...] che quando Amor mi spira, noto, ed [...] Che ditta dentro, vo significando »), subito [...] nodo Che il Notaro e Guittone e [...] Di qua dal dolce stil nuovo [...] odo ». Quale nodo riteneva Dufay, [...] e i minori maestrini [...] come [...] Fontaine, di qua dalla [...] Non avevano la boria del contrappunto. Dufay poteva scrivere per [...] voci tanto bene come Obrecht e Ockeghem, [...] vecchiaia. Perché non lo faceva? Per [...]. Perché era uomo civile [...] niente era più alieno dai suoi gusti [...] prossimo con lo sfoggio della propria bravura. Le entrate a [...]

[...]ere per [...] voci tanto bene come Obrecht e Ockeghem, [...] vecchiaia. Perché non lo faceva? Per [...]. Perché era uomo civile [...] niente era più alieno dai suoi gusti [...] prossimo con lo sfoggio della propria bravura. Le entrate a canone [...] Dufay [...] per lo più, degli incipit. Poi le voci si ritrovano, [...] aspetta [...] per procedere insieme, oppure anche [...] ne vanno ognuna per conto suo, in una libera [...] non imitativa che, una volta dimesso il giovanile entusiasmo [...] del [...] [...]

[...] si ritrovano, [...] aspetta [...] per procedere insieme, oppure anche [...] ne vanno ognuna per conto suo, in una libera [...] non imitativa che, una volta dimesso il giovanile entusiasmo [...] del [...] diventa lo stile fondamentale della [...] di Dufay. Essa si colloca perciò [...] Tre e Quattrocento: dà la mano [...] italiana e francese (Guillaume [...] nelle canzoni profane (7 [...] e 80 su testi francesi), nelle prime [...] Messe rimasteci, nella quasi totalità delle 39 [...] messe (talvolta ri[...]

[...]a a variabili « [...] » quantitative, che la [...] restringono senza alterare i rapporti ritmici e [...] ora più ora meno sollecito (per diminuzione [...] determinano la diversa durata [...] episodio del mottetto. È questo uno degli aspetti [...] di Dufay più legati [...] del Medioevo, ed egli ne [...] la pratica [...] matura. Ma a noi moderni [...] appassionante che questa dura disciplina strutturale [...] a se stesso dal [...]. /// [...] /// Ma a noi moderni [...] appassionante che questa dura disc[...]


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