Brano: Natalia Lombardo ROMA «Mi [...] Capo dello Stato. Inutile che dica che [...] al più presto possibile il Quirinale. E non per motivi [...]. Con un colpo di [...] Francesco Cossiga ieri si è dimesso da senatore a [...]. La «picconata» più clamorosa [...] Repubblica colpisce Carlo Azeglio Ciampi: «È un [...]. In un [...] esplosivo di insulti, ombre [...] battute innaffiate da whisky, il piccone colpisce: «Ciampi [...] irriconos[...]
[...]..] nominato governatore della Banca [...]. Quali sono le colpe [...] Capo [...] Stato? [...] di Potenza: «Avrebbe dovuto [...] le prerogative dei parlamentari», il loro «diritto [...] intercettati», a «criticare i magistrati». Il «mio gesto è [...] Cossiga. A meno che. A meno che «Carlo Azeglio Ciampi non venga a casa mia a [...] scusa e a [...] che ho ragione». Non è però [...] di scena, a 74 [...] «non intendo assolutamente ritirarmi [...] prima commosso poi arzillo e logorroico. E [...] corre dai «[...]
[...]tato dai presidenti del Consiglio, [...] Camera e del Senato per la lettera al [...] spedito sul Colle venerdì? «Siamo onesti, se [...] non gli avessero dato la loro solidarietà, Ciampi [...] sarebbe dovuto dimettere». Una notte tranquilla, racconta Cossiga [...] convocati alle 11,30 di sabato in un Palazzo Madama [...]. Ho dormito bene, perché [...] dimettermi [...] di questa vicenda». Ma la « pressione [...]. Ho chiamato il mio [...] lui viene dai servizi segreti, aggiunge beffardo [...] sennò avrei [...]
[...]te ho dettato [...] presidente Pera, ho telefonato a chi di [...] Capo dello Stato. /// [...] /// A quel punto la [...] un ragazzo. Subito dopo va a Palazzo Madama [...] la lettera, ma il presidente del Senato [...] segretario generale di non [...]. Cossiga passa [...] postale e spedisce la missiva [...] piani sopra. Missione compiuta, [...] il timbro. Nella Buvette sguarnita Marcello Pera [...] di [...] a tornare sui suoi passi. /// [...] /// Anzi, ieri «stava per [...] tutti i carcerati di Potenza», [...]
[...]ette sguarnita Marcello Pera [...] di [...] a tornare sui suoi passi. /// [...] /// Anzi, ieri «stava per [...] tutti i carcerati di Potenza», rivela il [...] Lino Iannuzzi. Invece, tempista, [...] presidente ha rovinato la Festa [...] Repubblica. E Cossiga tuona: «Ho [...] metterò più piede al Quirinale finché [...] Ciampi, che a me [...]. Vi tornerò il giorno [...] lascerà». Una decisione presa quando Ciampi [...] solidarietà per il ministro Renato Ruggiero, «che [...] se ne fotteva della politica de[...]
[...]to a uscire dallo [...]. Ciampi però diventa «strumento [...] frode, [...] e Levi». I cittadini e i [...] devono «preoccupare, non è una figura di [...]. Ora ci si accorge [...] un errore non [...] eletto un politico al Quirinale». Con la voce bassa Cossiga [...] a paladino della legalità: «Se Claudio Calza, [...] lo chiama [...] Angelo Sanza e [...] moglie sono colpevoli li [...] in carcere, o a casa se sono [...]. Non rinnego [...] ma non dirò una parola [...] loro difesa, né contro i magistrati». Ma[...]
[...]cenza». Per un caso di «Tangentopoli [...] alla meridionale, spiccioli in confronto «alla tangente [...] a quello che ha [...] Fiat» e pure «il suocero del presidente della Camera, [...] galera», ma considerato «uno degli uomini [...] liquidi [...]. Cossiga butta fango sul sostituto [...] di Potenza, «lo chiamano lo [...] del [...] sulla giudice «ragazzina» («non [...] mai detto di [...] è un eroe come Falcone»). /// [...] /// Ora i «giudici ragazzini» [...] che cercano di salvarsi il culo arrestando [[...]
[...] Spagna: [...] puzza fetore delle caserme [...] diventerà presidente del [...] «io ne uscirò». Parla per [...] ora [...] con [...] impaziente e gli ospiti, Bianco, Carra [...] che tremano per il [...] «trattino» che già causò guai al centrosinistra. Cossiga sprizza gli ultimi fuochi: «Il trotzkista e ugonotto rinnegato [...] è caduto perché ho portato [...] statuetta di cera da una fattucchiera sarda, una [...] messo nel forno con gli [...] e si è sciolto». Non si potrebbe fare anche [...] Italia?, sug[...]
[...]. E a Berlusconi: «Non [...] che i comunisti mangiano i bambini», dopo [...] «Imbarazzanti per me, in [...] un conservatore. Bordate contro il Presidente: «È [...]. Contro la signora Franca: «Comare [...] Quirinale. Ma non mi ritiro [...] la lettera Cossiga: «Mi dimetto contro il Capo [...] Stato» Lettera a Pera. E picconate a Ciampi: «A [...] tutto, deve [...] a chiedere scusa» Federica Fantozzi Cominciò [...] gennaio del 1990 la metamorfosi di Francesco Cossiga. Durante una visita ufficiale in Francia [...] Presidente della Repubblica avviò la [...] da «signor nessuno», che [...] si aggirava per i corridoi [...] Quirinale, in Picconatore mai sazio di esternare. Oltralpe parlò a braccio sul [...] della magi[...]
[...]rme istituzionali: «Sarò [...] strada dove [...] la gente, per parlare con [...] e [...]. Quei prodromi passarono inosservati. Fu solo in estate, [...] Andreotti [...] costretto a menzionare Gladio in risposta a [...] cambio di rotta divenne palese. Cossiga aprì le ostilità [...] Pds e buona parte della [...] da dove proveniva: quel [...] non ha risparmiato critiche. Un duello culminato nel [...] (il procedimento di messa in stato [...] del Capo dello Stato) [...] Pds e di Pannella. Cossiga difende la legalità [...] i legami con la Nato: «Operazione [...] e necessaria», alcuni dei «gladiatori» erano «patrioti», [...]. Nei decenni è stato [...] e chiarimenti mai forniti su quasi tutti [...] il collegamento di Gladio al Piano Solo [...] [...]
[...]] Licio Gelli, il sequestro Moro. Ha reagito con le [...] «picconate» contro tutto e tutti. Occhetto le definì «non [...] progetto» dietro. Veltroni la pensava altrimenti: «Chi [...] cambia mai opinione non ha una grande intelligenza: vuol [...] che Cossiga ha [...] sopra la media. Certo è che non [...]. Se [...] presa con «gli errori [...] Pci, [...] sue «infelici sortite» contro Andreotti al momento [...] Quirinale: nella quale lui da «candidato di [...] per caso». Commentò [...] sul suo nome: «Talvo[...]
[...]conomici e finanziari del Paese». Su Gelli: «Se facessimo [...] che hanno avuto favori da lui troveremmo [...] il mio». Disse del Csm «quel [...] del senato romano: brava gente i senatori, [...] senato». Fino alle dimissioni, quasi [...] settennato, Cossiga riuscì a scatenare un putiferio. Gli rinfacciarono di [...] provocato un [...] fra i poteri dello Stato [...] sbandamento istituzionale»; di essersi fatto anziché arbitro [...] complessiva». Il rilievo di fondo: [...] questo sistema politico, bisogn[...]
[...]va». Il rilievo di fondo: [...] questo sistema politico, bisogna chiarire come se [...]. /// [...] /// Lo storico Massimo Salvatori [...] «Le sue picconate non sono la causa della [...] ma lo specchio di questa crisi: sono [...]. Scendendo dal Colle Cossiga [...] «Le esternazioni sono finite, [...] in poi solo conversazioni». E a un giornalista [...] domani: «Un modesto insegnamento in [...] italiana o straniera». Non andò proprio così. Nel [...] disse a [...] «Che stia tranquillo, il piccone [...] but[...]
[...]ugno di voti è diventato [...] anche staliniano». Su [...] «Vede comunisti annidati anche [...] Stato». Infine Berlusconi: «Ci sono tratti [...] ricordano [...] il suo sorriso [...] mi ispira uno strano timore [...]. Dieci anni fa, un [...] definire Cossiga scomodò la letteratura: «È come Enrico IV [...] fa il matto per mettere in risalto [...] società che lo circonda». Lui, il «gatto mammone», [...] Don [...] («la mia autobiografia»), ha [...] «Ho solo detto che il re è [...]. La solidarietà «Senza [.[...]