Brano: [...][...] ,i [...]. /// [...] /// Ma domani la nostra Vita [...] Studiano durante gli allarmi e [...] costruiscono i quaderni da sè D AL NOSTRO INVIATO [...] aprile. Cara Luciana, stamattina [...] è arrivata una lettera, la [...] da quando sono [...] in Corea. Una strana lettera scritta [...] di seta bianca rilegate in una copertina [...] sulla quale, con caratteri coreani ricamati in [...] in un motivo di multicolori fiorellini, è [...]. [...] dice: ai bambini d'Italia, [...] cosi comincia:« Cari bambini, piccoli nostri compagni [...]. Giorni or sono è venuto [...] giornalista italiano. Lo zio giornalista che [...][...]
[...]gnare il vostro distintivo di pionieri con [...] della vostra bella bandiera. Egli ha visto che [...] a tutti ha voluto regalare il distintivo. Noi gli abbiamo voluto [...] distintivi perchè egli ve li invìi. Così siamo diventati ancor [...] bambini coreani e voi bambini italiani. Lo zio giornalista ci [...] le vostre mamme hanno raccolto molte scatole [...] per noi. Ringraziate a nostro nome [...] cari bambini italiani! Egli ci ha detto [...] Patria è tanto bella, piena di verdi [...] un mare [...].[...]
[...]ncente. Anzi ora temo di [...]. [...] gli [...] te solite frasi piene di [...] comuni che si dicono spesso in simili occasioni. La verità è che [...] sapevo come par lare ad [...] bambino e nemmeno con [...] comunicare. I bambini ho [...] a [...] in Corea, a [...] ad [...] a capire come con essi [...] parlare. Ma [...] sto sono [...] essi stessi che me lo [...] insegnato mentre io osservavo la loro vita di ogni [...]. Perciò ti chiedo di [...] la lettera dei bambini [...] quel che ho visto [...] quag[...]
[...]re di [...] della casa di Napoli e di vedere [...] Capodimonte a Posillipo, dal Vomero a Santa Lucia, [...] grande piazza polverosa senza più case, palazzi [...]. Quando mi hanno detto [...] visitare le scuole ho chiesto a quanti [...]. Ma gli amici coreani [...] che non era neanche necessario prendere [...] ci [...] andati a piedi. E, dopo pochi minuti, [...] crateri creati in mezzo alle strade dalle [...] la notte siamo arrivati a una scuola [...]. Mica devi credere che era [...] scuoia come quella[...]
[...]ra di marmo grigio, [...] era tetto, non [...] erano imposte, le scale [...]. /// [...] /// I bambini sapevano del min [...]. Ma è facile leggere [...] bambini ed io ti dico che non [...] accolto con tanto entusiasmo e con tanto [...] questi bambini coreani. Hanno, subito cominciato [...] chiamarmi zio e io [...] immediatamente un loro fratello maggiore. Siamo entrati in una stanza [...] alle finestre non [...] imposte e dal soffitto si [...] un tratto di cielo. In un angolo [...] il pianoforte, un g[...]
[...]oforte, un grande [...] il piccolo giornale murale sulla parete e [...]. Eravamo nella sede [...] dei pionieri. Mi hanno fatto sedere [...] poi sono arrivati gli insegnanti. Il [...] trucidati da soldati [...] si afferma, sono stati inviati [...] in Corea per difendere «a civiltà. Qùale civiltà? [...] questi bambini di [...] I che difendono la [...] eroicamente [...] a studiare, nel freddo [...] sotto le bombe e sotto il napalm. Questo ho appreso visitando una [...] popolare della città. Un altro gio[...]
[...]attoni ancora utilizzabili ed ora, [...] una lunga fila, li passavano da una [...] mano [...] e il muro di una parete cresceva sotto i [...] occhi. Cara Luciana, [...] rei che tu spiegassi a [...] figlio quale penosa fatica rappresenta per i bambini coreani [...] studio. Non solo studiano ma [...] volta te scuole che il nemico distrugge. Le scuole sotterranee sono [...] dai professori, dai genitori e dai ragazzi. Ho letto che a Ro] [...] professore è sfato ucciso in aula con [...] rivoltella da un su[...]
[...][...] i fui a odiare a tal punto [...] da diventare un [...] sino? [...] sono morti decine e decine [...] maestri per salvare i propri allievi sotto i bombardamenti. Racconta a nostro figlio [...] Luciana, perchè egli, [...] dei piccoli eroici [...] coreani, impari a lottare, [...] ad avere, quindi. E [...] leggere a tanti bambini [...] dagli allievi della no na scuola popolare [...]. /// [...] /// E [...] leggere a tanti bambini [...] dagli allievi della no na scuola popolare [...].