Brano: [...]sta telefonò di getto: «La [...] spezzato il filo della [...] vita [...] come un piccolo soffio [...] il filo di una tela di ragno [...] là, sulle siepi invernali del suo paese [...]. Passò del tempo e [...] Malaparte aveva chiamato la bicicletta di Coppi, nientemeno, [...] gioiello dello spirito». Certo, in quelle parole [...] barocca degli immaginifici; ma il linguaggio che [...] ciclismo non si nutre ancora di irrealtà, [...] naturalezza alla meraviglia? Resta da capire perché [...] ma anche di [.[...]
[...]] naturalezza alla meraviglia? Resta da capire perché [...] ma anche di [...] di [...] di [...] vincitori essi pure di [...] grande boucle, sebbene non [...] e oggi di Armstrong, [...] vinte addirittura sei, e di seguito, non [...] delle vittorie di Coppi. Perché, vincesse o no, [...] leggenda? Era il dilemma [...] e della mestizia, clamoroso [...] vittoria come nella sconfitta, a [...] così raro, e oggi [...] Credo perché intorno a lui si agitava lo [...] della sfortuna, grande musa infelice della c[...]
[...]come nella sconfitta, a [...] così raro, e oggi [...] Credo perché intorno a lui si agitava lo [...] della sfortuna, grande musa infelice della corsa, [...] della leggenda. Sicché mentre Armstrong, intatto [...] troneggia ancora una volta dal palco, Coppi [...] volto arcano, [...] solitario, la condanna sottile, [...]. È una sorte indicibile, che [...] altra bellezza ai suoi prediletti. Le sue "schegge" televisive, [...] stati, ci aiutano a capire che cosa [...] della nostra ingenua passione: in [...[...]
[...]na contraddizione [...]. Si addiceva sì a una [...] cioè a un reperto, ma al medesimo tempo, per [...] misteriosa ragione, andava a collegarsi con una sorta di [...] inesausto bisogno di quelle immagini. Non a caso almeno [...] pensato di dedicare a Coppi, [...] di quel mondo, qualcosa [...] il talento professionale, pur straordinario, del "campionissimo": [...] Buzzati, Vergani e Mosca. Con loro, quando la [...] ancora lontana [...] una storia del genere, [...] bellezza di un romanzo che avesse per [...]
[...]el "campionissimo": [...] Buzzati, Vergani e Mosca. Con loro, quando la [...] ancora lontana [...] una storia del genere, [...] bellezza di un romanzo che avesse per [...] così vero e, al tempo stesso, così [...]. Parrà esagerato eppure ci [...] cui Coppi lasciò credere di non essere [...] un frutto prodigioso delle possibilità umane! Allora fu chiaro che lui, [...] forse il ciclismo, erano [...] simbolica [...] solitaria, dell' esemplarità incomparabile, del [...] reso [...] e persino all' assurdo. [...]
[...]mane! Allora fu chiaro che lui, [...] forse il ciclismo, erano [...] simbolica [...] solitaria, dell' esemplarità incomparabile, del [...] reso [...] e persino all' assurdo. I due Armstrong, pur [...] metafora, non riusciranno mai a essere ciò [...] Coppi, [...] solo, ha rappresentato nel suo universo. Ma prima di [...] il perché, lasciate che [...] di Coppi per i poeti. Il Giro aveva piantato [...] a Gardone e mentre il Barnum alzava [...] e tutti si affaccendavano [...] provincia che prendeva dimora [...] Coppi chiese a Mario Ferretti e a [...] a vedere il Vittoriale. Ne rimase come stordito, [...] alla propria ignoranza, si scusava di non [...] avrebbe voluto, quella monumentalità così tetra, altera, [...]. Quando rientrò [...] barocco, quello lieve del G[...]
[...]cco, quello lieve del Giro, [...] ancora: «È stata una cosa utile, e [...] poeti sono persone speciali! Durante la [...] ultima [...] poco prima di ritirarsi, [...] gli era piaciuto il ritratto di un [...] Sud. Suonava, [...] così: «Se dalla vita di Coppi togliete le debolezze, rimane una perfezione del tutto inutile [...] non c'è scuola al mondo che possa [...] al più volonteroso dei ciclisti. La [...] vita intera, invece, può servire [...] molti». Sappiamo, di sicuro, che nessuno [...] mai capace d[...]
[...]ncora di battere, gli avversari. Come ha fatto, giorni [...] indocile gregario, colpevole di orgoglio, di identità. Azzardo [...] il ciclismo, forse, non [...]. Nietzsche, un filosofo, diceva [...] i fatti, ma le loro interpretazioni»: parlava [...] Coppi e di Armstrong! Da quel trespolo, d'altronde, [...] ipotesi, e tutte avevano al loro centro [...] possibilità poetica consentita al nostro corpo», come Alfredo Oriani, [...] da par suo, chiamò la bicicletta. Si è capito che [...] Coppi? Sergio Zavoli Gino Sala [...] ieri un Tour che [...] Campi Elisi ha tenuto fede ai pronostici [...] vittoria consecutiva di Lance Armstrong. Non sappiamo se [...] prossimo [...] sarà nuovamente in campo per [...] il suo record. Forse sì, forse no. [...]