Brano: [...]ti [...]. [...] tra un sindaco [...] e un cineasta [...]. Se vi [...] a [...] può essere doppiamente ubriacante. Per napoletani e non. Perché anche chi vive a Napoli può ignorare cosa si nasconde dietro [...] facciata [...] Suor Orsola Benincasa. La città è [...] dai pastori, il traffico [...] devastante del solito, ma appena si supera [...] via Suor Orsola 10, sembra che cominci Il [...] rosa. Questa antica cittadella conventuale [...] e adibita a istituto universitario da più [...] meriterebbe di per sé un viaggio. [...] uno dei «polmoni» con [...] la cultura inaffondabile di questa città straordinaria. E ora, fino al [...] nei suoi magnifici locali una mostra che [...] più moderno si possa immaginare. Il viaggio nel tempo, [...] andata e ritorno. Dalla Napoli di fine [...] che almeno culturalmente sta rifiorendo ci si [...] labirint[...]
[...]..] viaggio nel modo di guardare alla metropoli. In più, una serie [...] dei quali il vertice [...] doveva essere il momento [...] studiosi e appassionati saranno assai più curiosi [...] in gennaio ci saranno altre due tornate: [...] il 15 sui temi «Città di [...] di vetro» e «Il [...] con interventi tra gli altri di Francesco De Sanctis [...] di Suor Orsola è il rettore), [...] William Mitchell, Mario Martone, Alberto Abruzzese, Luigi Lombardi Satriani, Daniele Del Giudice e del [...] Mimmo [...] ch[...]
[...]ntropico» con la presenza, [...] del fotografo americano Lewis [...]. Certo, in tutto ciò, Wenders [...] stava bene. Solo che ci sarebbe [...] Wenders di [...] fa, quello che osservava [...] sguardo quasi vergine, restituendoci [...] (in Alice nelle città, [...] in Paris, Texas) come se i suoi [...] primi a [...] in assoluto. Con tutto il rispetto [...] del Cielo sopra Berlino, oggi ci sembra [...] città senza angeli né dei. E, dal punto di [...] su come [...] possa catturare una realtà [...] trasformazione, dove la modernità è già costretta [...] la propria memoria: che in certi casi [...] in altri è archeologica, in altri ancora [...] i più intere[...]
[...] Mimmo [...] Fabrizio [...] e Roberta Valtorta ha [...] esordienti, fra i 130 che avevano inviato [...] ha dato loro carta bianca per lavorare [...] Napoli, [...] temi, raccontare storie. E [...] si arriva al modo [...] scelta di campo per vedere la città [...]. Gli 8 sono Marco Calò, Alessandro Cimmino, Paola Di Bello, Alberto Giuliani, Giuseppe Irrera, Simona [...] Claudio Sabatino e Cristina [...]. Alcuni di loro hanno [...] e propri saggi antropologici, altri hanno azzeccato [...] vista» sulla città. Esemplare il lavoro di Paola Di Bello, che ha girato per la periferia alla [...] di calcio, e ha semplicemente fotografato le [...] che si vede dietro la rete. La porta di calcio diventa [...] finestra sul mondo, su ciò che si vede e [...] ciò che [...]
[...]tanagliate, indifferenti); ogni foto ha come [...] programma che andava in onda in quel [...]. Molto ruspante, e affascinante, [...] Giuseppe Irrera: partire anche [...] dalla tv, quella «locale», [...] Napoli è un fortissimo veicolo di miti e [...] cittadini, e beccare poi al volo i [...] e i «guaglioni» di [...] un seppia che in qualche modo li [...] loro nonni. Vuote di gente, ma [...] di Alessandro Cimmino: tutte scattate [...] a 60 chilometri [...] cogliendo pezzi di paesaggio [...] andare di co[...]
[...] a comporre un mosaico [...]. Tanto da suscitare una [...] subito la mostra del [...] magari con altre storie [...] non accoppiare dei reportage scritti?), altre idee, [...]. Alberto Crespi Suor Orsola Benincasa [...] a università Una vera e propria cittadella [...] maggiori [...]. Trentatremila metri quadri comprendenti [...] grandi conventi, chiostri, orti e giardini. È in questo straordinario [...] sorge [...] Suor Orsola Benincasa, [...] fondata a fine [...] dalla principessa Adelaide Del Balzo P[...]
[...]ratico. Un seminario permanente, intitolato [...] Meridiana», discute di identità [...] del Mediterraneo. Prima Università in Italia, [...] Suor Orsola ha dato vita ad un corso di [...] coordinato da Augusto [...]. Alcune immagini dalla mostra «Foto Città» [...] a Milano, Venezia e Napoli Dettaglio metropoli Nella [...] una mostra fotografica straordinaria racconta il mutare [...] Milano, Venezia Napoli, obiettivo sul labirinto urbano Nel [...] tra arcaiche risonanze e [...] è più intenso che altrove[...]
[...]nsione costante [...] natura e cultura, tra [...] e logos, tra [...] interrogazione del sito e la [...] trasformazione prometeica. Ovvero tra le polarità costitutive [...] e periferia, fra dicibile [...] fra significazione e visione fanno [...] ogni città un labirinto spaziale e temporale. Alle varie figure di [...] dedicata [...]. [...] della città e [...] labirinto appaiono per molti versi [...] per dritto o per rovescio. Sia che il labirinto [...] negazione costitutiva [...] lineare della «polis», come [...] tenebra in cui risuona il grido del Minotauro, [...] ne descriva letteralmente delle[...]
[...]molti versi [...] per dritto o per rovescio. Sia che il labirinto [...] negazione costitutiva [...] lineare della «polis», come [...] tenebra in cui risuona il grido del Minotauro, [...] ne descriva letteralmente delle topografie, resta comune [...] città sia una giusta posizione fitta, aggrovigliata [...] tempi e di luoghi, di appartenenze e [...] solitudini e di solidarietà, di [...] e di Philia. /// [...] /// Questi due caratteri derivano [...] uno scenario di compresenze, simultaneità, di nodi, [[...]
[...].] e di Philia. /// [...] /// Questi due caratteri derivano [...] uno scenario di compresenze, simultaneità, di nodi, [...] ad ogni significazione normativa. Una compresenza [...] insieme indicibile, al più [...] esperienza, di visione, di canto. La città si rivela [...] palinsesto di sguardi e di figure che [...] interstizi del «logos» compatibilità e incompatibilità, somiglianze [...] sfuggono alle cronologie o alle altre causalità [...]. La mostra napoletana allinea una [...] di immagini vecchie e[...]
[...]fa oscura di [...] significante. Essa, cioè, significa ma [...] inaudita, le mappe mentali della [...]. Alcuni degli scatti esposti sembrano [...] già lasciato la figura del centro, del [...] al suo destino tolemaico, guardando [...] modo [...] alla città come un «aperto», [...] un incrocio di mappe sociali, mentali, di culture: una [...] city». Una fitta cartografia di [...] da penetrare perspicuamente, senza superiori certezze prospettiche. Come nei «trittici» di Simona [...] o negli «intervalla [.[...]