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Il vocabolo Bufalino si trova nei "vocabolari":
- Lingua - Sottosistema simbolico: correlati alla descrizione di KosmosDOC →da AuthorityFile(AF+VO ).
Stimato come nome proprio è riscontrabile in 214 Entità Multimediali (stima per difetto, approssimativamente altra metà riscontrabile tramite ricerca full-text nel campo «cerca»).
Attraverso questo strumento è possibile visualizzare una trascrizione frammentaria della rassegna stampa relativa tratta dalla Biblioteca Digitale (dunque non dall'Archivio):

Brano: [...] Che cammini, cammini. E sei ora fra le [...] mani: una spada, [...] una rosa. Ci sei, non ci [...] nube, un vento, un profumo . Vita, più il tuo [...]. Gocciola di miele, non [...]. Minuto [...] non te ne andare. E cito questo brano [...] lirica di Bufalino, di [...] giacché di lirica truccata, a mio parere, [...]. Un breve brano che sembra [...] nella [...] essenzialità il senso profondo [...] di Bufalino, e che una [...] fanciulla lesse al funerale dello scrittore, sulla [...] bara, davanti al Municipio di Comiso. Dunque, cosi la vita. Il suo contrario, la [...] Tanatos, [...] fondamentale di ogni scrittura, di ogni narrazione, [...] come rimpatrio,[...]

[...]Il suo contrario, la [...] Tanatos, [...] fondamentale di ogni scrittura, di ogni narrazione, [...] come rimpatrio, come [...] come ritorno ad una [...] anche come scandalo, come sopruso, o, perfino, [...] a causa dei suoi «oscuri legami» con [...]. Bufalino si chiede, e [...] chiedere a noi, cosa sia realmente la [...] o rimpatrio», se [...]. Citando Seneca, egli dice [...] ad ogni istante, ogni giorno di più, [...] quella che egli definisce morte parziale, mentre [...] la fine di tutto, la Morte, è [.[...]

[...]inisce morte parziale, mentre [...] la fine di tutto, la Morte, è [...] morte, la morte maggiore. Al tema della morte, dunque, [...] strettamente legato il tema [...] per «oscuri legami». /// [...] /// Tema antico quanto [...] eppure sempre attuale. Bufalino ha una visione tutta [...]. Secondo lui il sentimento [...] si fa più dolce e [...] serenante quando [...] è finito. /// [...] /// Secondo lui il sentimento [...] si fa più dolce e [...] serenante quando [...] è finito.


Brano: Nacque, allora, il «caso» Bufalino. Lo aprì proprio Sciascia, [...] del primo marzo 1981 [...] del libro col titolo [...] ad incuriosire, Che mastro questo don [...] E in effetti molta [...] suscitata [...] del libretto, che già [...] si presentava come originale specola per osservar[...]

[...][...] dimostrava lunga e raffinata dimestichezza con la [...] della parola scritta che con grande perizia [...] effetti e sfumature inusuali e di sicura [...] dicevo, di «caso» letterario. Probabilmente perché la scrittura [...] del mondo poetico di Bufalino uscivano fuori [...] narrativa dominante, in verità, tranne poche eccezioni, [...] poco aurea mediocrità; o probabilmente perché la [...] ha bisogno, di tanto in tanto, di [...] che riordini i guazzabugli e metta in [...] valori su cui si attesta la[...]

[...] la critica [...] servizio degli interessi della grande editoria e [...] a mettere in discussione se stessa e [...] specie quando si trova di fronte alle [...] rovesciamenti che ogni novità inevitabilmente trascina con [...]. Comunque sia, il «caso» Bufalino [...] tutta la [...] forza dirompente, costringendo la [...] ad occuparsi giocoforza di quello sghembo, [...] libretto. Ora, io credo poco [...]. /// [...] /// Ora, io credo poco [...].


Brano: [...]ultasse alla fine un placebo, [...] medicina per burla, è pur sempre sacrosanto credere nella [...] forza e nella [...] consolazione [...] Cui?, [...] Quid?, 2728). Dunque con la scrittura, [...] con la parola scritta (cioè pensata, elaborata, [...] Bufalino [...] un rapporto dialettico e conflittuale. Al punto tale che [...] a volte, almeno a me, sembrano di [...] sorta di piacevole gioco intelligente nel quale [...] coinvolti. Egli sa cinicamente riciclare [...] espressioni di altri, quelle che defini[...]

[...]co della [...] quando crede, abuso [...] sa inventare neologismi, insomma, [...] che potremmo definire barocchi alla maniera [...] cioè pensando [...] come funzione, senza del [...] cadrebbe. [...] dunque, in funzione, come funzione. Questo ha detto Bufalino. E sappiamo tutti quale [...] metafora nella scrittura barocca. In Bufalino [...] della metafora genera spesso quella [...] egli ha chiamato [...] che è poi una particolare [...] di tessere rapporti col lettore al fine di [...] in una sorta di complicità. O anche modo di [...] chiavi di lettura senza troppo chiare [...]. //[...]


Brano: ITALIANO: Forse quando uno [...] di parole perdenti, le sbatte più forte [...]. MODERATORE: Allora mi chiedo [...] proprio in quello che Bocca chiama «inferno» [...] Sicilia, [...] fiorita negli ultimi anni [...] Bufalino, Consolo e via [...] zagara di scrittura «a oltranza», come dice Zanzotto, [...] come piace dire ubbidendo, anche troppo, a Contini. TEDESCO: Se avesse parlato di [...] avrebbe evitato un [...] storica che grava sul nostro [...] «espressionismo». IT[...]

[...]i questo [...] illustre, anzi illustrissimo, questo [...] tesori lessicali e dialettali, di antica ricetta [...] rischia di passare per [...] dei morti» che si vendono a novembre [...]. /// [...] /// Se proprio devo imparare [...] due scrittori come Bufalino e Consolo, nati, [...] dalla stessa costola di Sciascia, scrivono in [...] da Sciascia, per non dire di [...] Verga? Solo per ragioni [...] Mi [...] che Sanguineti, [...] or sono, a Palermo, [...] Guglielmi deciso fautore di [...] senza «messaggi» 3[...]


Brano: [...]usicale, di [...] non appare mai ostentazione e narcisistica esibizione [...] piuttosto naturalezza, tanta è [...]. E, come ben si [...] di questi, sono procedimenti tipici della poesia, [...]. Per questo parlavo di [...]. Anche per questo. Tuttavia Bufalino mantiene con [...] rapporto strano, contraddittorio. Egli ha [...] fiducia nei poteri della [...] voglia affidare ad essa ogni possibilità di [...] mentre, nello stesso tempo, nello stesso momento, [...] un effetto placebo, di finta medicina. Eviden[...]

[...][...] serve soprattutto a chi la [...] è auto terapia. Alla pena del vivere, che [...] scrittura potrà mai risolvere, egli contrappone la finzione [...] il suo artificioso placebo. In una poesia contenuta [...] miele, che ha per [...] Suasoria [...] Bufalino cosi scriveva, negli anni [...] ragioni, amici: la metrica [...] e la follia, spazio [...] cerco tentoni, gogne guardinghe del cuore . Trovare un mattino la [...] dove si volta . /// [...] /// Trovare un mattino la [...] dove si volta .


Brano: [...]nome, così, [...] di cui al tempo si parlò come [...] Lucio Piccolo, [...] poeta di Capo [...] «scoperto» nel 1954 da Eugenio Montale; [...] cugino di lui, Giuseppe [...] di Lampedusa nel 1958, Stefano [...] nel 1975, Vincenzo Consolo [...] Gesualdo Bufalino nel 1981. Sono, questi, i «casi» [...] noti. Ma non [...] dubbio che, accanto a [...] di pari valore, possono esistere o sono [...]. /// [...] /// E chissà se avremo [...]. Ecco, dicevo che non [...] letterari. Sono piuttosto convinto che [...] la g[...]

[...] [...] prodotti. Ogni scrittore è, e [...] specchio del suo tempo e della società [...]. O forse, come è [...] meraviglia nasce dal fatto che nella gran [...] solo ogni tanto ci accorgiamo della presenza [...] che pure [...] prima che ce ne [...]. A Bufalino è accaduto [...] di quel che accadde a [...] di Lampedusa o a Stefano [...]. Il Gattopardo venne rifiutato [...] e pubblicato postumo, perché giudicato fuori dal [...]. Anche, soprattutto, da Vittorini, [...] del disgelo neorealista. La stesura [...[...]


Brano: [...]upimento anzi di [...] a una [...] letteraria (e forse più [...] area tedesca, piuttosto che teatrale partenopea. Una estrema concentrazione temporale, [...] netta evidenza drammaturgica, è anche quella che [...] Le menzogne della notte, di Gesualdo Bufalino (Milano, Bompiani). Il luogo: [...] fortezza, arrampicata sugli scogli di [...] isola, di un non meno emblematico Regno. In essa, tra le [...] appena tinteggiato Risorgimento [...] quattro cospiratori, un barone, [...] giovane studente e un poeta, a[...]

[...]tà e [...] di un ultimo [...] pure, o [...] la nostra ora più [...]. Ma più ancora vorrei [...] venisse un senso al nostro destino. E deducessimo perché moriamo [...] almeno, riguardo al mistero [...] lo spettacolo delle cose intorno a noi. Con ciò, Bufalino conferma [...] il tema della reclusione, e della situazione [...] ,a meglio favorire il suo privilegiato ragionare [...] quesiti [...]. Lo sfondo storico vale [...] strumentale messa in contesto di una riflessione [...] metafisica e morale, per quan[...]


Brano: [...] per chi vuole conoscere [...] personalità e il percorso politico di un [...] fatto davvero la storia». Mandela Simona Calì Cocuzza [...]. Dopo la laurea in Lettere [...] di Palermo, prima professore e poi preside [...] magistrale della [...] città, Bufalino si affaccia [...] solo sessantenne, su incoraggiamento di Leonardo Sciascia, [...] il romanzo Diceria [...] che diventa subito un [...] vincendo il premio Campiello. Incoraggiato da [...] dà alle stampe testi [...] testi che aveva da tempo nel casse[...]

[...] [...] Quiproquo, Il [...]. [...] compaiono, nella seconda parte, interventi [...] e aforismi: Saldi [...] Il fiele ibleo e Bluff [...] parole. Infine, nella terza parte, molti [...] mai raccolti in volume prima [...]. [...] ORIZZONTI [...] Gesualdo Bufalino a cura di F. /// [...] /// [...] euro 48,00 Bompiani Mandela, [...] salvò il Sudafrica NARRAZIONI Come [...] voce» agli archivi? Da [...] Fondazione Mondadori, un libro sul procedimento contro [...] nel [...] di fedeltà a Satana. /// [...] /// Ma è [...]


Brano: [...]ratto, [...] dalle passioni, dalla pietà, dagli affetti; [...] maga capace di rivestire col [...] della [...] le piaghe cancrenose degli irrisolti [...] problemi [...] e nel contempo di [...] e di [...] per questo, più visibili. In diverse occasioni Bufalino [...] ragioni del suo [...]. Che poi è la [...] gli scrittori si pongono, o dovrebbero porsi. Perché si scrive e per [...] In un seminario, appunto, sulle maniere e sulle ragioni [...] scrivere, [...] a Taormina [...] del 1988, Bufalino affrontò in [...] i vari problemi legati allo scrivere, alla [...] scrittura, ai temi della [...] opera letteraria. [...] che poi vennero [...] prezioso volumetto di atti [...] Cui?, [...] Quid?), a cui chiunque [...] necessariamente fare riferiment[...]

[...]e, voglio dire, [...] modo di intendere la parola, più o [...] profondo, potremmo dire anche più o meno [...]. Ogni scrittore «sente», avverte [...] suo modo la parola scritta. Insomma, è questione di [...] di sensibilità. Cioè è questione di [...]. Bufalino, come credo ogni [...] si rispetti, [...] creato un suo vocabolario. Un [...] desunto da quello ufficiale, nel [...] ha inserito, per [...] sue, le parole che più [...] alle sue esigenze, e ne ha cancellate altre. In una delle sue tante [...] letter[...]


Brano: [...]ia si chiedeva: «Come si può essere [...]. E come risposta si dava [...] stessa di David Herbert Lawrence, cioè «con difficoltà», «quella [...] difficoltà che il siciliano Giuseppe Antonio Borgese ha condensato [...] sine te vivere [...] poeta». Per Bufalino [...] siciliani crea orgoglio, ma [...] quel pendolarismo tra claustrofobia e claustrofilia di [...] che tutti avvertiamo, cosi [...] sintetizzato nel neologismo [...] coniato nel 1980 dal [...] Lucio Zinna, che è la solitudine di chi, [...] sicilia[...]

[...]e di chi, [...] siciliano, ogni siciliano, è isola dentro [...] condizione fisica, morale e [...] «negritudine», che va ad aggiungersi agli altri [...] si è tentata una definizione dello status [...] cioè «sicilianità», «sicilianismo», [...]. Scrive Bufalino: «Ogni siciliano [...] irripetibile ambiguità psicologica e morale. Cosi come [...] tutta è una mischia di [...] e di luce. Dove è più nero [...] è più flagrante la luce, e fa [...] la morte. Altrove la morte può forse [...] come [...] naturale [...[...]


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