Brano: C ome mi sono [...] Borges a diciotto anni, più o meno intorno [...] indiani metropolitani, lotte continue, [...] radio libere, lavorare tutti [...] mia e la gestisco io, casi Moro [...] Stato? Lo ignoro. So solo che insieme a [...] amici ci sprofondavamo nelle esili e inesau[...]
[...] radio libere, lavorare tutti [...] mia e la gestisco io, casi Moro [...] Stato? Lo ignoro. So solo che insieme a [...] amici ci sprofondavamo nelle esili e inesauribili pagine di Finzioni come nei geroglifici di un palinsesto [...] e che trattavamo Borges come [...] di una mappa cifrata: una mappa che letta tra [...] righe si sarebbe aperta sul sogno di una via [...] fuga dal presente. Dove si annidava la [...] dietro le apparenze atroci del mondo? Nel [...] che chiude Le Rovine circolari forse [...][...]
[...]. Esse non morsero la [...] lo accarezzarono e lo inondarono senza calore [...]. Con sollievo, con umiliazione, [...] che anche lui era [...] che un altro lo [...]. Guardate: alla mia mano [...]. /// [...] /// Quella ricerca di un [...] era inutile: Borges sfuggiva alle rivelazioni, si [...] prosa illogicamente logica, si sottraeva alle spiegazioni [...] perpetua. Che cosa voleva veramente [...] Borges? E a un certo punto diventò evidente: dietro [...] Borges non [...] niente da cercare, e [...] che si chiama verità. La rivelazione sta esattamente [...] sta nel piccolo brivido di eccitazione che [...] per un accostamento inusuale di parole, nel [...] di una prosa senza vero centro, nella [...] catastrofe[...]
[...]o di eccitazione che [...] per un accostamento inusuale di parole, nel [...] di una prosa senza vero centro, nella [...] catastrofe dello slittamento di significato a cui [...] pensieri di Schopenhauer o degli Gnostici o [...] Spinoza. In vecchiaia, Borges ha [...] ciò che era evidente: la [...] opera, dagli sbalorditivi e [...] tra il 1939 e il 1942 e [...] cuore di Finzioni, attraverso varie raccolte minori, [...] tarde e malinconiche variazioni sul tema del Libro [...] la [...] è letteratura deriva[...]
[...]variazioni sul tema del Libro [...] la [...] è letteratura derivata. Volgere le spalle al realismo [...] e [...] e riecheggiare, in una forma [...] e combinatoria, il ritmo [...] che ha presieduto alla poesia [...] origini a Joyce: è questa [...] di Borges. La verità? La verità [...] esiste, per lui, ed è semmai già [...] aforisma di Marco Aurelio o in una [...] in una riga del Mondo come volontà [...] letteratura deve fare il contrario che cercare [...] rassegnarsi a secernere il suo oppio di [...] m[...]
[...] [...] aforisma di Marco Aurelio o in una [...] in una riga del Mondo come volontà [...] letteratura deve fare il contrario che cercare [...] rassegnarsi a secernere il suo oppio di [...] musica consolatoria e inquietante. È quello che avviene [...] Borges, ma avviene in modo simile a [...] in [...] quando rifà Mozart: Borges [...] si può essere più Cervantes o Poe, [...]. Solo che la parodia [...] distorce a tal punto le origini di [...] da inventare, nei suoi momenti più alti, [...] completamente [...] come accade in Pierre [...] autore del Don [...]. In Borges la letteratura [...] contemporanea è definitivamente diventata un museo, e [...] musei sono utilizzabili a piacere perché a [...] tolta [...] e il sangue del [...] che conta in Virgilio come in Kafka [...] che essi infliggono al lettore quando sono [...]
[...]sei sono utilizzabili a piacere perché a [...] tolta [...] e il sangue del [...] che conta in Virgilio come in Kafka [...] che essi infliggono al lettore quando sono [...] come se scrivessero ora e [...]. È una falsificazione? Non importa, [...] per Borges la sola cosa che importa nella letteratura [...] il suo dispensare il beneficio supremo, [...] che cancella o attutisce [...] della vita. È una menzogna? Non [...] Borges se noi non sappiamo se siamo [...] incerti se la nostra vita è un [...] rappresentazione, le parole «verità» e «menzogna» non [...] senso. Su questo nocciolo che Borges [...] alcune pagine a una lucida [...] si edifica in buona [...] del «Post», quella che è la nostra. È la letteratura derivata, [...] o «al cubo», la letteratura combinatoria in [...] tende a ingoiare il contenuto, o che [...] crede di mettere in sc[...]
[...] nostra. È la letteratura derivata, [...] o «al cubo», la letteratura combinatoria in [...] tende a ingoiare il contenuto, o che [...] crede di mettere in scena la cosiddetta [...] lo [...] e paradossalmente con il [...]. In questo senso molta [...] Borges è una parodia ingenua dei meccanismi che Borges [...] al punto da annullare nello stesso Borges [...] a far sembrare Borges un imitatore di [...] lui stesso lucidamente vide nel Libro di [...] «Perché [...] così irritato da quello che ti dico?». Detesto la tua faccia, [...] mia caricatura, detesto la tua voce, che [...] alla mia, detesto la tua sintassi patetica, [...] m[...]
[...]i [...] lui stesso lucidamente vide nel Libro di [...] «Perché [...] così irritato da quello che ti dico?». Detesto la tua faccia, [...] mia caricatura, detesto la tua voce, che [...] alla mia, detesto la tua sintassi patetica, [...] mia». Alla fine Borges si [...] la [...] originalità era già contenuta [...] che lui aveva mangiato e reinventato, ma [...] senza troppo dispiacere: essere un Anonimo che [...] Tutti non era in fondo una delle [...] oblio? Ora, in vecchiaia, il Maestro di [...] cominciava[...]
[...]aveva mangiato e reinventato, ma [...] senza troppo dispiacere: essere un Anonimo che [...] Tutti non era in fondo una delle [...] oblio? Ora, in vecchiaia, il Maestro di [...] cominciava anche a dolersi [...] sulla realtà: il silenzio assordante di Borges [...] sue dittature, sulle prigionie ingiuste e sui [...]. In una delle ultimissime interviste [...] che non aveva mai letto giornali in vita [...] e che nessuno gli aveva [...] niente. Eppure, contro la [...] stessa pratica della letteratura [...] [...]
[...]ingiuste e sui [...]. In una delle ultimissime interviste [...] che non aveva mai letto giornali in vita [...] e che nessuno gli aveva [...] niente. Eppure, contro la [...] stessa pratica della letteratura [...] e assolutorio, i racconti migliori di Borges [...] quel silenzio e lo avevano giudicato. Perché altrimenti [...] borgesiana per il tradimento? E [...] sulla viltà? [...] appare nella «filosofia» di Borges [...] miraggio, qualcosa che tocca agli eroi, qualcosa [...] non può conoscere perché a lui tocca [...] della contemplazione: e chi contempla non può [...]. Non erano forse le [...] silenzio ossessivo e pieno di vergogna che [...] sulla pelle dei su[...]
[...]gli «spariti», dei morti, dei soppressi, non [...] nel tardivo rimorso degli [...] ma nella trama di [...] aveva registrato come un sonnambulo nella metafora [...] Lotteria di Babilonia, là dove il caos è [...] e si è occultato nella parvenza [...]. Borges voleva che la [...] al mondo perché nel mondo [...] qualcosa di ripugnante, e [...] lo ripagò in pieno con la [...] moneta dal conio equivoco, [...] ciò che lo esprimeva di più non [...] scritti ma in quelli dei suoi predecessori: [...] scrittori in[...]
[...].] qualcosa di ripugnante, e [...] lo ripagò in pieno con la [...] moneta dal conio equivoco, [...] ciò che lo esprimeva di più non [...] scritti ma in quelli dei suoi predecessori: [...] scrittori ingenui del «Post», inebriati dal gioco [...] date, Borges aveva capito [...] a un livello vertiginoso, che aveva toccato [...] pagine rigorosamente ebbre di Finzioni, la [...] era una letteratura secondaria, [...] altra letteratura ancora più secondaria: e non [...] non è così, per i suoi maestri. Il nevro[...]
[...]sso e nel Castello: il meccanismo [...] che del potere fa una [...]. È per questo che [...] è stato [...] artefice annidato in calle [...] alla cieca ombra malinconica [...] e acceso le pagine memorabili di Finzioni, [...] oggi senza rimorsi: addio, Borges, forse ci [...] sarà in un altro sogno. Insomma le preziose gemme, [...] loro influsso benefico, devono restare ben separate [...] nelle mani di uno solo. La metafora serve a [...] cinque preziose gemme, ovvero i poteri dello Stato: [...] giudiziari[...]
[...]rande affabulatore [...] nei suoi libri verità e menzogna si [...] Perché, [...] lui, lo scopo della letteratura è quello [...] della vita Una narrazione derivata e secondaria [...] schiere di imitatori «post» nei quali il [...] contenuto Jorge Luis Borges nasce a Buenos Aires, [...] agosto 1899. Nel 1914 si reca [...] Europa [...] il padre per un breve viaggio, ma, [...] scoppio della guerra, è costretto a restare [...] Ginevra [...] alla famiglia. Nel 1920 si trasferisce [...] Spagna [...] nel 1923 [...]
[...]ia. Nel 1920 si trasferisce [...] Spagna [...] nel 1923 pubblica il primo libro [...] de Buenos Aires. Tornerà in Argentina [...] successivo. Nel 1931 esce il [...] rivista Sur, fondata da Victoria [...] la [...] musa e che diventerà, [...] moglie e Borges è [...] Del 1935 è [...] de la infamia. Alla morte del padre, nel [...] in una biblioteca municipale. In dicembre una grave ferita [...] testa gli compromette la vista. Nel 1939 pubblica su Sur [...] primo racconto fantastico Pierre [...] autore del[...]