Brano: [...]tenticamente utile («Due [...] e un invito per i lettori»), completo [...] altra ovvero alternativa: un libro di qualità [...] di qualità. Volete un autoritratto tra [...] questa romantica donna [...]. Leggete il brano che [...] il profilo di Romano Bilenchi, e andate [...] quali «tenerezza, commozione, stile, amicizia, fedeltà», aggettivi [...] trattenuta, laconico, asciutto, terso». Io, personalmente, in questo [...] mezzo a queste che sono pagine e [...] ho ritrovato Grazia in due formidabili episodi[...]
[...]o di Geno Pampaloni e [...] Goffredo Fofi insufficienti le vendite in libreria. Magra, magrissima consolazione: è ciò [...] capita in genere ai migliori. Sarà: ma lo scandalo [...]. Lontano dai media anche [...] malattia che da anni lo mura in [...] Bilenchi [...] inoltre un personaggio scomodo per la tranquilla [...] dei suoi giudizi: il non [...] paura di nessuno fa [...]. Eppure Bilenchi non è [...] anzi ha una grande disponibilità e anche [...] suo prossimo. È raro, quando lo [...] trovare, che sia solo: oltre alla finissima [...] Maria, il suo studio è sempre pieno [...] di giovani, che stanno ad ascoltare questo [...] supremo con[...]
[...]io è sempre pieno [...] di giovani, che stanno ad ascoltare questo [...] supremo conversatore» lo definì Contini), che sa [...] suoi racconti, ma sa anche far parlare [...] («A me non si sfugge. Con me, se interrogati, [...]. Che cosa mi colpì [...] Bilenchi quando cominciai a [...] negli anni giovanili? Sicuramente [...] era quello che andavo cercando a tentoni, [...] retorica [...] di tanta prosa italica. Ero stanca, insomma, di [...] (per [...] con Vittorini), tutti globuli [...] e guaiti sulle loro [...]
[...]erita, [...] ad andare in cerca del pathos lo [...] filtrato (forse in parte ero arrivata a [...] da Rilke: «Questa gente che sputa i [...] sangue mi rende esausto, e ormai non [...] russi, al pari dei liquori, che in [...]. E [...] trovato [...] in Bilenchi, dove la tenerezza, [...] è scontrosa, sorvegliata, e la [...] trattenuta («una sorta di commozione segreta che anima la [...] senza [...] come ha ben detto Pampaloni). In Bilenchi più che [...] mordere è [...] anche se lo scrittore [...] del fatto che «la vita è un [...] disperato». Ma, ripeto, quel che [...] fu lo stile: mirabilmente laconico, asciutto, terso, [...] necessario e sufficiente («Do ascolto alle vecchie [...] di[...]
[...]e: mirabilmente laconico, asciutto, terso, [...] necessario e sufficiente («Do ascolto alle vecchie [...] dicevano di usare il meno possibile gli [...] che rovinano qualsiasi prosa»). Molto più tardi, quando [...] Il [...] che è forse il racconto di Bilenchi [...] più, vi ritrovai anche certe [...] impotenti lotte adolescenziali contro [...] la diffidenza così presenti nella piccola borghesia, [...] che andavano a [...] nel cuore degli uomini [...] indifferenza, disamore, odio, crudeltà». Ho conosciuto,[...]
[...]rte [...] impotenti lotte adolescenziali contro [...] la diffidenza così presenti nella piccola borghesia, [...] che andavano a [...] nel cuore degli uomini [...] indifferenza, disamore, odio, crudeltà». Ho conosciuto, infine, ma [...] anni Ottanta, Bilenchi. A [...] nel primo incontro con [...] me mitico, fu la grande intelligenza, limpida [...] tempo nervosa, e la verve con cui [...] intorno. E poi, in successivi [...] modo di raccontare il passato Landolfi, Maccari, Luzi, Togliatti [...] tanti altri,[...]
[...]Cechov mi insegnò a [...] dello scrivere dal mondo circostante; Kafka più [...] insegnato che la vita è un [...] di fatti dolorosi, in [...] non ha alcun aiuto [...] e su quelli che sono stati i [...] «fin da ragazzo»: i cronisti e i [...] Trecento. Bilenchi ha poi talora [...] la generosità di leggere i dattiloscritti che [...] visione amici e conoscenti, e di fare [...] di editing, asciugando in [...] testi delle inutili e onnipresenti ridondanze. Il suo consiglio? «Scrivere [...] quasi tutto, come di[...]
[...] [...] visione amici e conoscenti, e di fare [...] di editing, asciugando in [...] testi delle inutili e onnipresenti ridondanze. Il suo consiglio? «Scrivere [...] quasi tutto, come disse, mi pare, Cechov». I giovani tornano, grati, [...] quelli cui Bilenchi ha fatto capire e [...] diretto che non è proprio il caso [...] perché magari hanno mostrato «mancanza di cultura, [...] di preparazione. Sembrano avere il vuoto [...]. E spesso, sono proprio [...] i più arroganti e presuntuosi. Questo grande vecchi[...]
[...] il bel gioco») e il ciclismo («Pensa [...] del Nuovo Corriere facevo il tifo per Coppi, [...] fatto anche scrivere sul giornale. Ti puoi immaginare a Firenze, [...] ben visto. Tra un aneddoto al vetriolo [...] una affettuosa [...] di un amico morto Bilenchi [...] molto fedele agli amici [...] è per me forse la [...] più importante della vita, è il valore più alto») [...] fa rivivere [...] modo giusto, cioè [...] i pregi ma anche le [...] usa sogguardare con i suoi occhi prensili [...]. E una volta guar[...]