Brano: [...]riva a oscurare [...] Bogart. Segue dalla prima Quel [...] stampa Usa, al suo arrivo ad Hollywood [...] guerra, era parso «intatto come una recente [...] Rossellini invece disintegrava, rivelava in tutta la [...] insicurezza. Ma voglio parlare della Bergman [...] senza Rossellini, questa figura enorme, forse troppo [...] oscurare chiunque. Debbo così scartare anche [...] Siamo donne, quello in cui Rossellini ce la [...] nella [...] casa, con la [...] voce, tutta presa da [...] domestico (ma debbo avver[...]
[...]rtificiose [...] quelle che vogliono essere semplici e quotidiane, [...] al manierismo si esalta di fronte allo [...] non più di un quarto [...] di cinema [...] neorealista che, senza parere [...] consuma se stessa fino [...]. Qual è [...] di Ingrid Bergman che potrebbe [...] conquistato Roberto Rossellini, che può [...] apparsa, [...] seducente, mentre leggeva la famosa [...] in cui [...] svedese» che «parlava tante lingue» [...] annunciava di [...] dire in italiano: ti amo»? [...] che può almeno in p[...]
[...]rt ha le scene [...]. Non ricordo in quale città [...] visitando una mostra [...] contemporanea, [...] proponeva continuamente, a ciclo continuo, [...] scena in cui Bogart aspetta inutilmente, sotto la pioggia, [...] nervosamente [...] e fumando, la Bergman alla [...] di Parigi per partire insieme (prima [...] in città delle truppe naziste [...] mentre la pioggia cade. Si tratta di un [...] nelle ossa molto più [...] quanto potrebbe fare lo stesso Diluvio Universale, [...] rende visibile (e non è altro[...]
[...]ntimenti [...]. Una bellissima parte quella [...] Rick, [...] misura per il ghigno di Bogart, quel [...] pack (prima e meglio del clan Sinatra) [...] via la retorica. [...] però una scena, almeno una [...] del film in cui la solarità del volto della Bergman ruba spazio, schiaccia quasi oscura il volto del partner. È quella in cui, [...] Rick, ad un certo punto i francesi [...] tedeschi intonando la Marsigliese. Credo sia il marito [...] richiede il suo ruolo di persona politica) [...]. Ma se al canto [[...]
[...]i Ingrid. Il volto di ciascun [...] sicurezza di chi fa quello che sa [...] mestiere, politico, gestore di locale notturno, poliziotto, [...] particolarità e le ambiguità della propria vita, [...]. Da Casablanca è passato [...] che dalla morte della Bergman. Mi colpisce però la distanza [...] ai cui costumi si è [...] persa [...] da questa etica [...] della millanteria dei nostri giorni, [...] questa alluvionata Italia di Berlusconi. Nessuno di quei quattro [...] donna, né il politico, né il poliziotto[...]