Brano: Maria Grazia Gregori Ad Atene, [...] delle Nuvole di Aristofane, Socrate [...]. Malgrado venisse sbertucciato e [...] ridicolo pensatoio una cesta appesa a [...] fra cielo e terra [...] le nuvole , seguì lo spettacolo fino [...] sempre in piedi. Molti si sono interrogati [...] quel gesto. Perché lo fece? Voleva [...]
[...]erché lo fece? Voleva [...] legame della commedia con gli spettatori, la [...] contiguità fra scena e platea? Voleva, al [...] un modo così spiazzante, la [...] totale estraneità nei confronti [...] nella commedia? Era un segno di disprezzo [...] di Aristofane e gli Ateniesi che lo [...] a non molto di eguale moneta [...] a bere la cicuta? Oppure, [...] gesto stava a significare che lui, il [...] alla ricerca del perché delle cose, assumeva [...] anche quel risibile ciarlatano che faceva prevalere [...] D[...]
[...]che quel risibile ciarlatano che faceva prevalere [...] Discorso Debole su quello Forte, che misurava il salto [...] spingeva i figli a picchiare i padri? Venezia, [...]. Va in scena ai Cantieri [...] Giudecca la mitica Utopia tratta da cinque [...] Aristofane (Cavalieri, Uccelli, Lisistrata, Le donne a Parlamento, Pluto [...] prologo dalle Nuvole), ovvero come nascono , [...] e si dissolvono i miraggi, i sogni, [...] illusioni secondo Luca Ronconi. E dopo? Si ricomincia [...] a illudersi, pronti a entrar[...]
[...]lusconi. Lo spettacolo, come i [...] si fa senza le caricature suddette che [...] non uscendo poi a ringraziare; ma qualcosa [...] nella contiguità fra scena e pubblico, le [...] prese di distanza continuano a lungo. Morale: il teatro ai tempi [...] Aristofane era una sorta di giornalismo anche politico, vero [...] di cui lui era uno [...] ultra tendenzioso, reporter. E oggi? Dove sembrano [...] valori della convivenza civile anche il gusto [...] di ridere di se stessi in pubblico [...] diventa quasi impo[...]
[...] impossibile. Ha proprio ragione Dario Fo, [...] Nobel preso di mira dai soliti difensori della [...] alcune anticipazioni sul suo nuovo spettacolo: a [...] rimpiangere la [...]. Dunque: in una società [...] possibile la rappresentazione teatrale? E Aristofane può [...] risposta? Il punto di vista è culturale, [...] è sempre «politico» nel senso che il [...] molto bene: riguarda cioè la vita della [...] della guerra, le ingiustizie, la corruzione, la [...]. Fra i tre esempi, [...] anni fa, quello [...] ie[...]
[...] [...] che realizza il compromesso fra le due [...] comunicazione [...] e la scrittura in [...] fissa non solo le parole del drammaturgo [...] materiali [...]. Da [...] nasce la domanda di [...] come rappresentare, oggi, un testo classico, per [...] Aristofane? Si insegue il rigore filologico nel copione e [...] quel che ne sappiamo) quasi a ricostruire [...] essere la scelta e la volontà [...] Oppure si rispetta il [...] scene si trasporta il tutto in un [...] vicino al nostro o comunque funzionale per [[...]
[...]emporanei potevano comprendere. Spiega Luca Ronconi: «Quello [...] originaria e non la [...]. [...] attualità sta nel nostro occhio [...] lettori, non [...]. Il cabaret, la rivista [...] dei [...] la danza più frenetica, [...] tutto può rimandare ad Aristofane, rappresentato come [...] perfino al [...] Ensemble, negli anni del [...] da Benno [...]. E [...] rispondenza fra i funambolismi [...] Aristofane [...] alcuni momenti dello spettacolo non solo italiano [...] teatrale: quante volte abbiamo accompagnato, ridendo, le [...] cui Charlot, erede inconsapevole dei personaggi aristofaneschi, [...] di fronte alle insidie [...] al guasto delle circostanze? Lo fa, come [...] Umberto Albini, grande grecista innamorato del teatro, anche Roberto Benigni [...] con esuberanza sulla scomposizione e ricomposizione delle [...] nomi (il celebr[...]
[...]però che le [...] tutto questo flusso satirico proviene appartengono a [...] epoca, dunque. Prendiamo Utopia che, a quasi [...] dalla [...] andata in scena, visualizza ancora [...] modo esemplare un percorso possibile. In Utopia Ronconi voleva [...] Aristofane delle cose per oggi, fare nascere [...] situazioni significative. Non si preoccupava del [...] Aristofane fosse reazionario, come di fatto era (sia [...] ben diversa da quella che si dà [...] termine) e lo assumeva non tanto come [...] quanto come una lievitazione del desiderio che [...]. Non [...] neppure un simbolo [...] che fu (neppure nelle più [...[...]
[...] [...] che rappresentava il dominio [...]. [...] in automobile era il [...] Atene che si era [...] al posto del Bengodi agricolo correva verso [...] di consumo che ben conosciamo. Da lì, da [...] del disincanto, si può [...] il modo di rappresentare Aristofane sia cambiato [...] in Italia, anche se nel corso degli [...] un ritorno di lavori tradizionali di buon [...] traduzioni innovative e ficcanti. Senza quello spettacolo, però, [...] di parole spese contro o a favore [...] non avrebbero avuto diritto d[...]
[...] di lavori tradizionali di buon [...] traduzioni innovative e ficcanti. Senza quello spettacolo, però, [...] di parole spese contro o a favore [...] non avrebbero avuto diritto di cittadinanza sulla [...] urbane, altre emarginazioni come se [...] di Aristofane fosse in [...] qualsiasi città dove abitasse il sogno, [...] appunto, di un mondo [...] e dove le commedie di Aristofane acquisivano, [...] una valenza generazionale. Per esempio nei notevoli Uccelli, [...] di Memè Perlini, fuga dei [...] protagonisti, [...] e [...] da [...] scolastica [...] fra aspiranti parricidi e divinità [...] e la musica di un gruppo che allora [...]
[...]orientali ed africani [...] incidenza della parola. Poi ci sono state [...] confronto con le culture di altri popoli [...]. Un labirinto testuale frammentario [...] forti sonorità primitive, uno sproloquiare sulla nostalgia [...] integro (e forse di Aristofane stesso) contro [...] della realtà virtuale che, a [...] oggi, farebbe venire i [...]. E pensare che Hegel [...] non si è letto Aristofane non si [...] grande sia [...] la capacità di allegria. Ma oggi? Oggi ci [...] in librerie dove la metà dei libri [...] di scoppiare: gonfi nelle loro rigonfie copertine, [...] nome [...] sparati in rilievo, per [...] oro zecchino, impacchettati in i[...]
[...]estono da regine con la [...] scettro lampeggianti di [...] sono quelli che fanno [...] spirito infantile: ci promettono avventure mozzafiato, intrecci [...] sospiri. Gli altri, meno goderecci, [...] si travestono. [...] questa della Newton Compton (Aristofane, «Le Commedie», pagine 1154, euro 14,90), economica nel prezzo [...] ma ricca nella cura. Benedetto Marzullo, noto filologo, [...] del teatro antico, ne ha curato la [...] del testo greco (a fronte) ed una [...] appendice [...]. È lo stesso Benedett[...]