Brano: Antonioni, immagini in fuga [...] C [...] però, è stato grande [...]. Fellini è riuscito nel [...] senza distogliere lo sguardo [...]. Rossellini, in quella stessa Italia, [...] voracemente tuffato inventando, al contrario di Fellini [...] Antonioni [...] sono artisti poco imitabili, un modello di [...] il quale non sarebbero esistiti il neorealismo, [...] Nouvelle Vague, il Free Cinema, la Nuova Hollywood. De Sica è stato [...] capace di girare Ladri di biciclette e, [...] Alberto Sordi e [...[...]
[...] poco imitabili, un modello di [...] il quale non sarebbero esistiti il neorealismo, [...] Nouvelle Vague, il Free Cinema, la Nuova Hollywood. De Sica è stato [...] capace di girare Ladri di biciclette e, [...] Alberto Sordi e [...] testa a Totò. Ad Antonioni, in questo Pantheon, [...] a Visconti il ruolo [...]. Con due differenze decisive. La prima: mentre Visconti guardava [...] cultura a cavallo tra [...] e [...] (il melodramma, il romanzo borghese: Verdi [...] Thomas Mann) Antonioni inventava quella [...] nuovo secolo. La seconda: mentre Visconti [...] come Verdi usava [...] Antonioni creava cinema in [...] immagini come significante puro. Visconti sarebbe potuto esistere [...] cinema, Antonioni no. La vita di Michelangelo [...] del «secolo breve», e la trascende. Ferrara gli aveva dato [...] 29 settembre del 1912. Non [...] nemmeno il fascismo; doveva [...] la prima guerra mondiale. Antonioni è nato in [...] e ci ha traghettati nel nostro, di [...]. Nella [...] vita artistica si intravede, [...] ologramma, la storia culturale del [...]. Lui [...] prima anticipata, poi accompagnata, [...] con un pizzico di nostalgia mentre se [...]. Ma pe[...]
[...][...] e ci ha traghettati nel nostro, di [...]. Nella [...] vita artistica si intravede, [...] ologramma, la storia culturale del [...]. Lui [...] prima anticipata, poi accompagnata, [...] con un pizzico di nostalgia mentre se [...]. Ma per superare Antonioni, [...] dovuto invecchiare, quasi sparire, e diventare Duemila. Se il cinema è [...] è stato! E quando si parla [...] di forza autonoma delle immagini, il pensiero [...] finale [...] in cui la macchina [...] sui luoghi dove si è svolto il [...] ripro[...]
[...]e vuoti, senza personaggi, dando loro un [...] al di là della storia narrata; oppure [...] di Deserto rosso, modificati grazie anche alla [...] Carlo Di Palma per togliere al cinema ogni [...]. Sono alcuni fra i [...] e proverbiali della carriera di Antonioni, come [...] minuti alla fine di Professione: reporter o [...] nel deserto in [...]. Ma questa tensione espressiva è [...] in tutta la [...] opera. È latente anche nei [...] anni [...]. Antonioni ha già 31 [...] Gente del Po, nel [...] e si avvicina ai [...] che realizza Nettezza urbana, Bomarzo e tutti [...] che precedono [...] di Cronaca di un [...]. Non è un ragazzino, [...] che vuole: forte del miglior apprendistato critico [...] (scrive[...]
[...] Le basi sono nel [...] tutti i presupposti civili; [...] chiarissimo già in Cronaca [...] e nel successivo La signora senza camelie [...] un realismo stilizzato in cui [...] formale del racconto cinematografico [...] ragioni sociali e psicologiche. Antonioni non ha nulla [...] con Freud: probabilmente pensa che la psicologia [...] romanzo ottocentesco. Non gli interessa nemmeno mimare [...] linguaggio quotidiano, e non avrà mai alcunché da spartire [...] la commedia [...] che del neorealismo sarà la [..[...]
[...]a commedia [...] che del neorealismo sarà la [...] simpatica e un [...] scostumata. Da subito, i copioni [...] sono artefatti, ovvero «fatti con arte», per [...] esistenziale dei personaggi, per [...] in un momento eterno. Quanto è stato preso [...] Antonioni, per certi dialoghi in cui Monica Vitti [...] la famosa «mi fanno male i capelli»! Bel regista, Antonioni: [...] un Flaminia [...] che è [...] favola, un giorno sulla fettuccia [...] Terracina [...] fatto allungà [...] collo». Eppure Ettore Scola e [...] (che scrissero quel film per Dino Risi) erano critici migliori dei critici veri: [...] Gassman, face[...]
[...]Flaminia [...] che è [...] favola, un giorno sulla fettuccia [...] Terracina [...] fatto allungà [...] collo». Eppure Ettore Scola e [...] (che scrissero quel film per Dino Risi) erano critici migliori dei critici veri: [...] Gassman, facevano [...] Antonioni era come Vecchio frac [...] Modugno perché dentro [...] «quella roba che oggi va [...] moda, [...]. [...] non la tanto sbandierata (a [...] incomunicabilità. [...] è un concetto marxiano: indica [...] distanza inconciliabile in senso economico, mate[...]
[...]ella roba che oggi va [...] moda, [...]. [...] non la tanto sbandierata (a [...] incomunicabilità. [...] è un concetto marxiano: indica [...] distanza inconciliabile in senso economico, materiale, filosofico, morale fra [...] e le cose. Il cinema di Antonioni [...] non capisce né controlla [...] circondato da feticci [...] deriva il feticismo), quindi [...] controlla le proprie emozioni e, di conseguenza, [...]. Il fatto di non [...] comunicare con i propri simili, [...] in cui la comunicazione è tutto, [...]
[...]dato da feticci [...] deriva il feticismo), quindi [...] controlla le proprie emozioni e, di conseguenza, [...]. Il fatto di non [...] comunicare con i propri simili, [...] in cui la comunicazione è tutto, è una conseguenza. Scola ci disse una [...] Antonioni, a lui e ad altri maestri della [...] di una borghesia italiana «che non esisteva». È un giudizio condivisibile. Fin da Cronaca di [...] Antonioni racconta personaggi [...] è un artista sincero: [...] e quel mondo ricrea. Quando si addentra nella [...] un operaio, con Il grido (1957), intuisce [...] avrà ben altri sviluppi (pensiamo a Rocco [...] fratelli di Visconti, e a Dramma della [...] Sc[...]
[...]onica Vitti, scelta per doppiare la protagonista Dorian Gray. Monica diventerà la [...] Musa nei capolavori degli anni [...] interpretando in rapida successione [...] (1960), La notte (1961), [...] (1962) e Deserto rosso (1964). Sono i film in [...] Antonioni [...] la suddetta «borghesia inesistente», che è immaginaria [...] baroni, i cavalieri e i visconti di Italo Calvino: [...] che danno corpo a idee, nevrosi, interrogativi [...]. E soprattutto ottengono a [...] straordinario: danno alla borghesia ita[...]
[...]nti di Italo Calvino: [...] che danno corpo a idee, nevrosi, interrogativi [...]. E soprattutto ottengono a [...] straordinario: danno alla borghesia italiana [...] culturale, un substrato teorico [...] fine degli anni [...] non aveva. I borghesi di Antonioni [...] alle Eolie, giocano in Borsa, frequentano party [...] libri: il loro mondo è forse quello [...] in senso lato, sicuramente è un mondo [...] smarrito le coordinate vitali e corteggia la [...]. È ora di fare [...]. Quali sono gli architravi di [[...]
[...]quentano party [...] libri: il loro mondo è forse quello [...] in senso lato, sicuramente è un mondo [...] smarrito le coordinate vitali e corteggia la [...]. È ora di fare [...]. Quali sono gli architravi di [...] i «pezzi» di cultura del [...] che Antonioni utilizza o, addirittura, [...] nei suoi film? [...] Sartre, anche [...]. Lo strutturalismo e la semiologia: [...] Roland [...] (il filosofo più [...] sia mai esistito). Molta pittura (Antonioni è [...] pittore): [...] De Chirico, Savinio, [...]. Molta architettura: Le [...] Frank Lloyd Wright e [...] del ventennio. La letteratura italiana più [...] tutti, Calvino (a posteriori, poi, gli scrittori [...] suo cinema sono tantissimi: da Del Gi[...]
[...]vino (a posteriori, poi, gli scrittori [...] suo cinema sono tantissimi: da Del Giudice [...] Baricco). Tanta fotografia, da [...] in giù. E infine, a sorpresa, [...] penserebbe al jazz, al bebop di Parker, Monk [...] Davis che influenza il gusto di Antonioni per [...] la [...] capacità di partire da [...] in modo aperto e [...]. Ma in [...] Up [...] Antonioni compie uno di quegli [...] culturali che segnano la [...] indirizzano [...]. Nel primo film (1966) [...] racconto di Julio Cortazar per catturare, con [...] della [...] London: la pittura pop, [...] design, la moda (non a caso penserà, [...] un film[...]
[...]d. E nel finale, quando [...] Daria Halprin fa esplodere la casa, gli [...] che deflagrano al rallentatore (è la sequenza [...] storia del [...] accompagnati dal brano dei [...] Floyd [...] Eugene. Descrivendo un mondo in [...] sommergono gli umani, Antonioni non poteva non [...] strada Luigi Pirandello: Professione: reporter è il [...] Fu Mattia Pascal, ma a differenza del romanzo (che [...] feroce ritratto della provincia e della famiglia [...] di una vita alternativa si materializza prima [...] Sahara[...]
[...]pagna dove gli [...] impazziti [...] non [...] la geometria di Le [...] o di Piacentini, ma [...] di Gaudì) e sfociano nel nulla «africano» [...] in cui si compie il destino di Jack Nicholson. Professione: reporter [...] certi versi il culmine [...] Antonioni (un film internazionale, con una star) [...] a [...] Up, il suo lavoro [...] godibile anche a distanza di 3040 anni. È il momento, appunto, [...] Antonioni è primo in classifica: è il regista [...] innovativo; è lui che guida il gruppo, [...] la via e ottenendo persino successo. Nel corso degli anni [...] (Altman, [...] i tedeschi) sembrerà [...] sul piano del cinema [...] in Italia per le sperimentazi[...]
[...]Fico, sono formalmente splendidi [...] in uno stile che si è come [...]. Il cinema ha preso altre [...] non tutte apprezzabili. Il linguaggio frenetico e [...] di tanti film moderni sembra [...] un inconsapevole tradimento [...] lezione: ma [...] di Antonioni sopravvive in tutte [...] forme [...] e di racconto che ragionano [...] Spazio, più che sul Tempo, e si concedono di [...] di tanto in tanto il fiato per riflettere [...] della vita. Finché qualche regista, in giro [...] il mondo, si fermerà a rifle[...]
[...] riflettere [...] della vita. Finché qualche regista, in giro [...] il mondo, si fermerà a riflettere su come fare [...] («la scelta del punto in cui mettere la macchina [...] presa è una scelta morale», è una [...] frase famosa), renderà omaggio ad Antonioni. Anche senza [...]. NAPOLITANO: UN PROTAGONISTA DEL [...] GIGANTE ITALIANO OGGI IN CAMPIDOGLIO LA CAMERA ARDENTE NELLA [...] FERRARA [...] SALUTO Per il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano con Antonioni «il nostro paese perde uno [...] più grandi protagonisti del [...] un interprete che «ha improntato [...] sue opere a una profonda indagine sulle tensioni individuali [...] le difficoltà nelle relazioni interpersonali che segnano la società [...]. P[...]
[...]li che segnano la società [...]. Per il presidente della Repubblica [...] Nicolas [...] si è spento [...] grande gigante del cinema [...]. Ai familiari del regista [...] messaggio il premier Romano Prodi. Per il sindaco di Roma Walter Veltroni senza Antonioni «il cinema non sarebbe stato [...] anche le arti figurative e la narrativa [...] una voce inimitabile». Michelangelo Antonioni è morto [...] casa di Roma, seduto [...] con al fianco la moglie Enrica Fico. La camera ardente verrà [...] 9. Il funerale sarà celebrato domani [...] 9. Il Comune intitolerà una [...] che prima di dedicarsi al cinema si [...] Bologna in economia e [...]
[...]oma, seduto [...] con al fianco la moglie Enrica Fico. La camera ardente verrà [...] 9. Il funerale sarà celebrato domani [...] 9. Il Comune intitolerà una [...] che prima di dedicarsi al cinema si [...] Bologna in economia e commercio. Michelangelo Antonioni alla macchina [...] con la moglie Enrica Fu preso in [...] dialoghi improbabili, ma ha saputo narrare [...] ed è stato tra [...] «Nuova Hollywood» n di Alberto Crespi / Segue [...] DINO RISI: «Un grande regista, non somigliava [...] un [...] palloso[...]
[...]lloso: non far parlare [...] cosa tanto normale» Nel suo cinema ogni [...] suo significato Nella [...] vita si legge la [...] tutto il «secolo breve» LUTTI Subito dopo [...] Bergman, lunedì sera se [...] altro grande maestro del cinema, Michelangelo Antonioni. Regista di [...] up» e di [...] indagatore della incomunicabilità, creatore [...]. /// [...] /// Regista di [...] up» e di [...] indagatore della incomunicabilità, creatore [...].