Brano: [...] invece così non [...]. In Procura hanno tirato [...] dalle carte è spuntato il nome di [...] quale [...] punta molte delle sue [...] che forse per [...] diretto da Giancarlo Caselli, [...] più importante, almeno sul piano [...] quello contro Giulio Andreotti. Il procuratore Caselli lo [...] serenità. Nessuno sconto, nessuna comprensione. In Sicilia, ancora una volta [...] sbaglia paga e duramente. Ne sanno qualcosa i [...] Giuseppe [...] che, approfittando della protezione [...] Stato, [...] in città pe[...]
[...]viveva lontano dalle colline dello Jato, in [...] con un altro nome e la protezione [...] Stato [...] il quale aveva stretto un patto di [...] lealtà. Lo stesso Di Maggio [...] arrestare Riina e raccontato di [...] visto il capo di Cosa [...] Giulio Andreotti. A [...] è stato un nuovo [...] codice «Alfa», che si è auto accusato [...] indicando Di Maggio come il mandante. [...] Di Maggio venerdì era a Palermo, in casa di una [...] amica. Lì lo hanno trovato [...] Dia che lo cercavano da alcuni giorni. Da [...]
[...]torio dello Jato. Intercettazioni che hanno riscontrato [...] di «Alfa» che aveva [...] vertice del nuovo clan, del quale faceva [...] Nicola Lazio, che avrebbe deciso la condanna a [...] Arato e Costanza. Immediate ieri mattina le [...] al processo Andreotti. Sul futuro di Di Maggio [...] le previsioni. Sarà la commissione sui collaboratori [...] giustizia a decidere se mantenere o meno nei suoi [...] i benefici previsti [...] legge. Dobbiamo fermarci ad un [...]. La [...] collaborazione, ha aggiunto, «[...]
[...]he [...] fossero presenti aperte menzogne», ed analizzando i [...] osserva: «Mi è sembrato che fosse molto [...] al volo quel che si voleva sentire [...]. Il personaggio [...] Di Maggio, pentito per [...] di Brusca Ai giudici raccontò il bacio [...] Andreotti [...] boss Il primo omicidio [...] poi divenne [...] di [...] e suo fedele braccio [...]. Nel [...] la fuga in un paesino [...] Piemonte. Così parlò Baldassarre Di Maggio, [...] quando ancora nessuno sapeva [...] Salvatore Riina era un nome, non un [...]
[...]omicidio [...] poi divenne [...] di [...] e suo fedele braccio [...]. Nel [...] la fuga in un paesino [...] Piemonte. Così parlò Baldassarre Di Maggio, [...] quando ancora nessuno sapeva [...] Salvatore Riina era un nome, non un volto, [...] baci di Andreotti nessuno, ragionevolmente, si curava. Era [...] gennaio 1993, mattina presto, [...] provincia di Novara, Borgomanero. Finì in carcere per [...]. E decise, per gli [...] lo spinsero ad arrivare fino in Piemonte, [...] Sicilia, [...] collaborare [...].[...]
[...]di Brusca che attentava, a [...] sicurezza dei suoi familiari. Come ai vecchi tempi. Ma questo non vuol [...] questi anni, ai giudici abbia raccontato menzogne. E i racconti di Di Maggio [...] sono da poco. Uno su tutti: [...] famoso bacio di Giulio Andreotti [...] Riina, [...] in casa [...]. La storia di Baldassarre Di Maggio [...] assolutamente banale, in tutto simile alla biografia [...] mafioso. Figlio di un pecoraio [...] della Sicilia occidentale, provincia [...] Palermo, [...] senza molta cultura [...]
[...]. La mattina del 15 [...] in un furgone camuffato in via Bernini, [...] Palermo, [...] uscire dal cancello della villa che lui [...] una [...]. La latitanza di Riina, [...]. Ma [...] Di Maggio non si [...]. Pochi mesi dopo raccontò [...] tra Riina e Andreotti, [...] di saluto che si diedero quando [...] in casa di Ignazio Salvo. Un racconto, seguito da [...] dato spessore alle tesi [...] nel processo, tuttora in [...]. Ma Di Maggio parlò anche [...] in particolare, nel 1987. Disse ai magistrati e [...] u[...]