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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «l'Unità-Unità 2-Nazionale del 1996»--Id 971033375.

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La [...] critica letteraria sempre militante, mai [...] 2. Ho letto soltanto adesso [...] le testimonianze di quel 23 agosto, perché [...] forza di [...] tutti e di [...]. Senza fare altro. Non volevo confronta-re con nessuno [...] senso [...] troppo breve, le [...] intuizioni e poi il mio [...] sapere», disperato. Non avere capito. È sorprendente scoprire -soltanto [...] abbiano conosciuto e condiviso, anche senza [...] il tuo mondo e [...] e racconta-re le proprie individuali emozioni con [...] connotazioni. Molti si sono riconosciuti [...]. Alcuni si sono incontrati [...] te da quando non ci sei più. Credevo di essere la [...] con le [...] con-versazioni minime al telefono [...] brusche, ma Oreste Pivetta e Adriano [...] hanno ricordato lo stes-so [...] Alfonso Berardinelli ha aggiunto an-che [...] rapidità del tuo esprimerti. Credevo che soltanto io [...] te [...] speciale di un minuscolo [...] di rosa essiccati, ma Lalla Romano ha [...] bianche che eri solita [...]. Lalla raccontava che mangia-vate [...] Pino Corrias ha ricordato il tuo rifiuto di cucinare. Eppure ti preoccupavi che [...] te mangiassi invece di parlare: di tanti [...] a cuo-re [...] sollecita, portando dolci in [...] Oreste Pivetta contro la [...] scheletrica magrezza, rimproverando con [...] Giudici [...]. Ho scoperto da Gianni Riotta [...] ristorante La Fenice di Venezia discettasti di [...] e da Geno Pampaloni che ti incaponisti [...] agli spaghetti conditi con [...] bottarga. Inadatta alle cose pratiche, [...] domestiche, tutto il tempo per gli altri [...] lavori di editing che eseguivi con cura [...]. Soffrivo per non [...] mai varcato la soglia [...] ma anche Lalla Romano disse che non [...] mai la casa nella quale forse si [...] caccia di indizi, di piccoli segreti, esclusi [...] tuo intimo. Ancora una volta ho [...] la sola a non farti domande, ma [...] tuoi sentimenti privati, la tua sofferta riserva-tezza [...]. Raccoglievi confidenze da cia-scuno, [...] mettevi pazienza infini-ta, tolleranza, [...]. Hai scelto per me [...] faccio e il luogo e stavi cominciando [...] sui miei affetti. Sono certa che col [...] arrivate. Si cominciava appena a [...]. La reticenza su te [...] impediva di essere passionale con gli altri: [...] vite di ciascuno con generosità, con discrezione [...] metterti negli altri con la tua pulizia [...] e tutto sembrava andare a posto, quadrare [...]. Ragionevolezza e mi-sura, rigore [...] questi i termini che ritornano insistenti. Mi sono ritrovata [...] in tutti questi mesi a [...] così. Adesso so che ho [...] altri la stessa si-curezza di [...] compagna di sentieri mentali, [...]. Nessuno di noi era [...] tutti insie-me abbiamo avuto il privilegio della [...]. E so oramai di non [...] la sola a ricordare [...] in-contro, [...] volta, quando non sapevamo che [...]. La parola non detta, [...] Danilo Manera: quanti di noi vorrebbero, avrebbero voluto [...] La parola non detta sta lì, sospesa [...]. ///
[...] ///
Le parole dette con [...]. Abbiamo imparato tutti molto [...] dire idiozie. Al minimo sentore di [...] reagivi con uno scatto e sapevi controbattere [...] avesse il tempo di capire [...] successo. Con nessuno tuttavia condivido [...] ul-timo, la frase non detta a voce, [...] fretta su un biglietto, quando tu soltanto [...] ci saremmo più riviste: «Comunque ricordati che [...]. Grazia [...] riletto alcune pagine della [...] otto anni, una volta alla settimana, è [...] dei libri [...] e vi ho ritro-vato [...] Grazia insieme con [...] intrisa di malinconia: il [...] non è questione [...] catastrofisti, così succederà per [...] de-gli uomini, non saremo [...] questo andazzo, intanto cerchiamo di alzare qualche [...] verso la rovina, però consapevoli che le [...] limitate e che proprio questa coscienza può [...] la vi-ta minuto per [...] dei modi possibili: anche in tram o [...] Fofi, si può leggere e si può, [...] per la nostra cultura, che ci dà [...] un piccolo atto per difendere se stessi, [...] un mattone [...] per costruire la diga [...] numerosi, salirà e impedirà [...] che tutto cancella e [...] melma incolore. [...] fatta tragica. A Grazia non sa-rebbe [...]. Però ho voluto ren-dere il [...] della [...] «resistenza», che abbiamo imparato essere [...] no-stra «resistenza» e che faceva sem-brare lei un [...] troppo idealista, un [...] troppo generosa, un [...] troppo rigorosa e coraggiosa nelle [...] scel-te per appartenere a questi tempi. Nelle stesse pagine si [...] senso della [...] critica letteraria, del suo [...]. Gli studiosi troveranno parentele [...] con [...] Edmund Wilson). Però sono riferi-menti che [...] avranno forse poca importanza per i suoi [...]. Credo che affascini nei [...] perentorietà e insieme la argo-mentazione, la rapidità [...] una trama, la capaci-tà [...] di costruire [...] ponti e scale verso [...] titoli e di suggerire quin-di, passo dopo [...] di spunti e di stimoli, di legare [...] scelte ad un presente «epocale» (come può [...] cui si il-lustra per altre voci la [...]. Senza retorica, senza eccessi didascalici, [...] mai [...] a intende-re che prima o [...] in quelle righe vi sarebbe capitato di imbattervi in [...] insegnamento letterario o mo-rale. Si potrebbe usare, per [...] critica di Grazia Cher-chi, il termine «leggerezza». Impro-prio? Non so. Fuorviante? Sì, sicura-mente, se [...] leggerezza la superficialità o [...]. Invece la leggerezza di Grazia [...] quella malinconia cui si diceva e [...] rivolta contro se stessa: [...] una grande lezione per chi troppo attento [...] rombo della propria voce, non riesce più [...] senso e la portata. Grazia scriveva e pareva sicura, [...] tentennamenti, senza incertezze, ma nel modo colloquiale di porgere [...] intendere che [...] interlocutore dei suoi scritti potesse, [...] avviene in una franca conversazione, cortesemente [...] potesse proporre altri [...] e [...] opi-nioni, sicuro [...] ascoltato. Non è detto che [...]. Ma questo in ogni [...] in fondo [...] meno im-portante. La rubrica [...] «Under 12. Poi, per non frapporre [...] tito-lo cambiò ancora in un generico «Economici». Qualche volta si alter-nava ad [...] «Pareri di-versi», ad esempio. Grazia amava or-mai alternare [...] meno brevi recensioni che si accompagnavano alle [...] al dibattito culturale e alla [...] po-vertà. Oppure alla politica, ancora [...] pareva che la sfe-ra politica interferisse con [...] o del costume, quando le sembrò soprattutto [...] della politica fosse tale che nessuna situa-zione [...] i pericoli e che, [...] quelle pagine dei libri [...] per non tacere. Grazia aveva dunque deciso [...] lavoro aveva un senso, che questo giornale, [...] e protetto e valorizzato, che nella distorsione [...] delle paro-le, [...] potesse rappresentare [...] che tranquilla o forse [...] sulla quale valesse la [...] perchè di lì la vita potesse prendere [...] altri continenti, verso altre sponde. Non era la [...] una cultura della difesa, era [...] cultura di mino-ranze sempre [...] forti di [...] inoppugnabili, forti [...] una sensibilità che prima o poi avrebbe potuto muovere [...] le maggio-ranze e che nel frattempo era alme-no testimonianza [...] di strade diverse e libere. Grazia Cherchi continuò a [...] Libri. Ogni settimana la [...] rubrica, spesso le sue [...] di vivacità, per via della competenza e [...] muovevano Grazia nei confronti di qualsiasi interlocutore). Soprattutto però il suo [...] a convin-cere [...] collaboratori, «amici» di-ceva, i [...] dato qualità e autorevolezza alle pagine dei Libri [...] di pluralismo autentico. Grazia rideva quando leggeva [...] quando qualcuno osserva-va: «Avete rifatto i Quaderni Piacenti-ni». No, con Grazia Cherchi [...] i Quaderni Piacentini. Sarebbe stato impossibile, altri [...] gli obblighi. Certo aveva fatto in modo [...] tante espressioni di quei tempi e di [...] tor-nassero ad alimentare le idee [...] una sinistra, che qualcuno aveva dato per morta, che [...] era morta nelle sue voci istituzionali e nelle sue [...] politiche, che aveva ra-gion [...] ancora nelle vicende di un [...] e di tante intuizioni e in-tenzioni della [...] cultura. Diceva Grazia: Goffredo, Alfonsino, Pier-giorgio, Giulio, Gianfranco, Marino, Adriano, Gianni, Luigi, Stefano. Tan-ti altri, ancora. Un giorno la rubrica [...] Grazia Cherchi divenne «Un [...] per celia». Il titolo era di Giovanni Giudici, [...] poeta, grande amico di Grazia e, speriamo, [...]. Grazia e Giovanni si [...] «lei» pur [...] da anni. Fu Grazia a costrin-gere Giovanni [...] quella rubri-ca [...] che ancora con re-golarità [...] capric-ci di Giovanni, troppo bravo, talvolta sfacciatamente [...]. È un altro modo [...] vita, quello che avevamo incontrato in un [...] libro di Grazia, Basta poco per sentir-si [...] nella misura e nella capacità [...] che muove da una [...] ma che trova senso in [...] eticità, che lascia vedere [...] mondo, di tutto il mondo, il moti-vo [...] e in questa visione il codice della [...]. Quanto basta, sapendo del-la [...] non «sentirsi so-li», per dire che val [...] conti-nuare. Grazia Cherchi non lasciò mai [...] rubrica. Si concedeva un mese [...] poi riprendeva con regolari-tà, consegnando al momento [...] lunghezze concordate. Precisa e in fondo [...] nostro lavoro. Pochi mesi prima di lasciarci [...] ne dettò una [...]. Pensavo che sarebbe stata [...]. ///
[...] ///
Ed invece le righe [...]. [...] scorso ci salutò a fine [...]. Andammo in ferie, ci [...] telefono. A metà agosto, dopo [...] qualcuno mi chiese «Adesso come farete». Un [...] orgogliosamente, un [...] risposi con un sorriso: «Andremo [...]. Penso che sarebbe stata [...] lei stessa mi avrebbe suggerito. Però adesso ne sentiamo [...] lettori, collaboratori, scrittori, edi-tori, redattori [...]. Qualcuno dovrà un giorno [...] di Grazia. E non sarà facile. Perchè Gra-zia non era [...] osten-tare il suo lavoro e i suoi [...]. Chi le è stato [...] più chiamare e ascoltare, sa il vuoto [...]. Grazia Cherchi era stata [...] i fondatori dei «Quaderni Piacentini», assieme a Piergiorgio Bellocchio, [...] delle riviste storiche della cultura di sinistra, [...] ortodosse e tra le più innovative per [...] culturali. Fece parte del comitato [...] rivista anche per la seconda serie uscita [...] 1984. Si dedicò prima [...] editoriale come lettrice di narrativa, [...] poi al giornalismo culturale scrivendo su «Panorama», [...] e «Linea [...]. Per otto anni è [...] una rubrica settimanale sulle pagine libri [...] in cui in poche [...] recensiva tanti piccoli e grandi testi. Di Grazia Cherchi sono [...] racconti brevi «Basta poco per sentirsi soli» [...] il romanzo «Fatiche [...] perdute» (Longanesi, 1993). Per otto anni, ogni [...] scritti comparivano [...]. E in ognuno si ritrovava [...] ironia mescolata alla melanconia. La [...] critica letteraria era sempre anche [...] critica militante, senza eccessi e mai didascalica. Non esprimeva una cultura della [...] ma di minoranze sem-pre [...]. E [...] amava [...] come [...] sia pure scossa da tempeste. A una anno dalla morte [...] ri-cordo di una «voce» insostituibile. ///
[...] ///
A una anno dalla morte [...] ri-cordo di una «voce» insostituibile.

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Il progetto è senza scopo di lucro, ma purtroppo le spese sono ingenti. Da alcuni anni IdMiS - Istituto della Memoria in Scena (ONLUS) -, anche grazie al Comitato promotore Fondazione Giovanni Frediani ed all'Associazione Culturale Controtempo, ha investito molte risorse sia monetarie che umane nella progettazione del sistema, nella traduzione digitale del proprio patrimonio archivistico, bibliografico - specialmente dell'emeroteca -, biblioteconomico, e museale; in assenza di un contributo pubblico minimamente adeguato ci vediamo costretti a chiedere alle biblioteche che vorranno aderirvi ed indirettamente agli utenti la condivisione dei costi e/o la partecipazione attiva all'elaborazione delle unità bibliografiche che ciascun ente vorrà inserire per il prestito digitale interbibliotecario.
Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

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La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


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Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

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Città & Regione [1975-1976*]

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Civiltà cattolica [1850-2000*]

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Interstampa [1981-1984*]

(269)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(263)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(253)

L'Orto [1937]

(227)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(263)


(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(145)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

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Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

(201)



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Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .





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