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Così ne soffre la [...] che rischia di sparire». [...] arriva Pietro Scoppola, storico [...] intellettuale del mondo cattolico. [...] a due gambe non lo [...] «Un progetto superato. Poi un consiglio sia [...] a sinistra: «Il futuro sarà di chi [...] visibilità alla coalizione come soggetto politico». RAFFAELE CAPITANI [...] LA POLITICA americana ha [...] nuovo centro morale. Questa [...] cinica e guidata dai [...] in grado di ridare fiato alle speranze [...]. Ed inoltre il paese [...] più di una ideologia travestita da etica [...]. Dobbiamo costruire un nuovo [...] poli-tica fondata su valori comuni e sul [...]. Il nuovo centro morale è [...] lontano da quel [...] oggi [...] di moda a Washington. Le priorità del cen-tro [...] pareggio del bilancio, la liberalizzazione degli scambi [...] tagli a Medicare e alla previ-denza. Le priorità del nuovo centro [...] sono la co-struzione di una società più giusta, una [...] a chi è ormai senza speranze, [...] per i giovani, il tutto, [...] con le parole della Costituzione, [...] edificare una più perfetta Unione. Ad esempio, sono ormai [...] anni che entrambi i partiti cantano la [...] puntare sulla crescita non sulla ridistribuzione. I conservatori dei due [...] ad insinuare che [...] troppo pensato alla ridistribuzione [...] di [...] ha prodotto il rallenta-mento [...]. Verità e giustizia sono [...] di questo generalizzato e trasversale consenso. In realtà negli ultimi [...] assistito alla più grande ridistribuzione di ricchezza [...]. Le disuguaglianze di reddito [...] confronti nel mondo industrializzato e la distanza [...] più ricchi dai più poveri somiglia più [...] paesi dittatoriali del terzo mondo che a [...] industriali. [...] è cresciuta, la produttivi-tà [...] aumentata, ma i salari hanno segnato il [...]. Questa è la verità [...]. Siamo al sesto anno [...] modesta e i salari reali dei lavoratori [...] sono tuttora in fase di stagnazione o [...]. Molte sono le ragioni di [...] situazione: la globa-lizzazione [...] che crea difficoltà alla dinamica [...] le imprese che tagliano i costi licenziando e rin-correndo [...] la manodopera a [...] mercato. Dai primi anni [...] le aziende hanno dichiarato [...] dove potevano e aggirando [...] lavoro per impedire ai lavoratori di organizzarsi. La politica dei governi [...] un ruolo positivo. Abbiamo aperto i nostri [...] mercantili che proteggono i loro sobbarcandoci ogni [...] bilancia commerciale [...] di miliardi di dollari. Nulla si fa per [...] la riqualificazione dei lavo-ratori. Le nostre scuole pubbliche [...] disuguaglianza» della ricchezza privata. LA RETE DI SICUREZZA [...] stato sociale e sussidi di disoccupazione -ha [...] pesanti e protegge un [...] di cittadini. Il risultato è una grot-tesca [...] pari solanto a quella che esisteva al tempo del [...]. Il repubblicano David [...] presidente del Comitato economico [...] negli anni [...] le 500. E questo prima [...] del mercato azionario negli anni [...]. Quando saranno disponibili i dati [...] decennio in corso ci renderemo conto che per trovare [...] livello di di-suguaglianza economica pari al nostro sarà necessario [...] romano. Se questa è la [...] può fare? Investire nella scuola facendo in [...] scuole pubbliche destinate ai figli dei poveri [...] siano di qualità pari alle scuole private [...] facendo in modo che siano dotate di [...] affrontare la sfida della moderna società infor-matica [...] riduzione del numero degli studenti per classe [...] scolastico. Aumentare il salario minimo [...] un lavoro a tutti coloro che sono [...] lavorare. Tu-telare il diritto dei [...] da con-sentire loro di [...] dei frutti del loro lavoro. Garantire [...] sanitaria a tutti. Combattere la povertà nelle [...] campagne tenendo presente che, come dice la Bibbia, [...] da come trat-tiamo i più umili e [...]. È una politica che [...] alcun pregiudizio per il futuro. Ba-sta semplicemente ridisegnare le [...] con stanziamenti per la difesa da guerra [...] anni dalla fine della guerra fredda, tagliando [...] risorse a favore delle grosse imprese e [...] più equo. È soltanto comune buon [...] valori comu-ni. Eppure a Washington di [...] si può nem-meno parlare. Sia il [...] del presidente che il [...] repubblicani parlano di ridur-re gli investimenti interni, [...] spesa per la di-fesa e di diminuire [...] favore dei ricchi. I sindacati sono stretti [...] della grande impresa annidati in entrambi i [...]. Lo stato sociale è stato [...] al suo destino e non vengono destinate risorse [...] nè alla formazione. Sanità e previ-denza sono [...] essere strangolate. Non ci vuole un [...] che siamo su una brutta china che [...] rovina. E i primi devastanti [...] sono fatti attendere: le chiese date alle [...] del paese, gli attentati negli edifici pubblici, [...] bande rivali, la diffusione della disperazione e [...]. I cittadini di coscienza [...] senso debbono co-struire un nuovo centro morale [...] ad un movimen-to che restituisca dignità alla [...]. Cinismo e pes-simismo sono [...] sono troppo costosi. [...] del proprio personale benessere questa [...] situazione. Non bastano più gli [...] belle parole. È giunto il momento [...] alle speranze. Copyright Los Angeles [...] 1996 Traduzione di CARLO ANTONIO BISCOTTO [...]. Dentro [...] ci sono molti lavori in [...]. [...] sta preparando una nuova e [...] gran-de formazione di sinistra. Bianco pensa a costruire [...] Dini. Ognuno cerca di ridefinire [...] identità. Insomma [...] gran movimento. /// [...] /// Si guarda molto [...] dei singoli partiti e poco [...] complessiva della coalizio-ne. Siamo passati ad un [...] e incom-piuto, ma [...] delle elezioni che non [...] maggioranza piena-mente autosufficiente [...] ha fatto regredire il [...] nella vecchia logica in cui i par-titi [...] gio-cavano [...] il loro potere di [...]. Nasce da [...] affannosa ricerca di identità, di [...] dei singoli partiti che porta co-me conseguenza ad un [...] che invece è la no-vità [...] dalla riforma elettorale e che ha portato alla vittoria [...]. I partiti della maggioranza [...]. Dicono che il lo-ro [...] ruoli e spazi si colloca nello stesso [...]. È il discorso di [...] e una sinistra più forti, meno frammentati [...] di loro. Perché lei non trova [...] ? Si recupera e si ripropone il [...] due gambe: un Ulivo con una sinistra [...] Pds che è [...] portante della coalizione e [...] più visibile e più consistente la compo-nente [...]. Credo che questo modo [...] problema sia vecchio e superato, sia per [...] per le forze di centro. Perché ? Il problema [...] affrontare [...] degli stessi partiti un [...] rafforzi la coali-zione. Le identità non possono [...] separate, [...] come sono state in [...]. I partiti devono rielaborare [...] secondo le nuove esigenze, in un confronto [...] altre cul-ture presenti nella coalizione. Quin-di ogni partito deve [...] confronto culturale e , insie-me agli altri, [...] visi-bile e forte [...] elaborare una cul-tura della [...] esprima in programmi e progetti. Quindi non due gambe, ma [...] due vie, due modi di rafforzare [...] di ogni partito e nel [...] fra i partiti. Sì, tutti dichiarano di [...] rafforzare [...] ma in realtà sono molto [...] del rafforzamento delle proprie posizioni nella coalizione. Così [...] il rischio che si bruci [...] futuro [...] Ulivo. Per lei [...] di lungo periodo resta [...] democrati-co ? Naturalmente non si possono fare [...] un siste-ma maggioritario, se si consolida e [...] a trasformare la coali-zione in un soggetto [...]. Si tratta di una direzione [...] marcia, di un processo. Chi arriverà prima , a [...] avrà il futuro. Non [...] dubbio che [...] soffra di [...] frantumazione e il tentativo di [...] ordine e dare più omogeneità ad alcune aree politiche [...] non può che raf-forzare e dare più vigore alla [...]. /// [...] /// Vedo con favore lo [...] che in questi giorni esprime anche Bianco, [...] nel senso di un [...] un rafforzamento dei rapporti con le altre [...]. È un fatto positivo [...] la premessa della [...] di un centro [...] fare il gioco del pendolo. Per questo è importante [...] rafforzi il rapporto con la sinistra della [...] esprima uno sforzo comu-ne a definire i [...] cultura [...] nel suo complesso e [...] del centro dentro [...]. Un discorso analogo vale [...] Pds che tuttavia non può immaginare di essere [...] coalizione, non lo sarà mai. Credo che in Italia [...] da so-la, per molto tempo non potrà [...]. Potrà vincere ancora, come [...] darà un contributo forte alla nascita del [...] per adesso il soggetto coalizione, domani forse [...] più. La via federativa è [...] cui fare leva ? Direi di sì. Procedere per federazioni aperte [...]. Non fe-derazioni che tendono [...] identità distinte e potenzialmen-te contrapposte, il centro [...]. Intanto la distinzione è [...] dai fatti. Negli ultimi mesi il Pds [...] svolto una funzione di centro nella maggioranza [...] atteggiamenti responsabili che [...] pubblica più attenta e [...]. La tendenza al centro [...] tutta la coali-zione perché nelle società moderne [...] centro. Perciò deve es-serci questo [...] reali-smo, di efficacia [...] di go-verno che richiede [...]. In-somma la cultura del [...] qualche modo permeare tutta la coalizione. Non [...] il rischio di scivolare nel [...] ? No. Quando parlo di cultura [...] riferisco al senso alto del ter-mine che [...] te-desca, dalla riflessione di Sturzo e dalla [...]. È questo, a mio [...] che oggi i popolari possono da-re, non [...] proprio, ma un patrimonio da mette-re al [...] per far-la crescere nel suo insieme. Il Pds non può [...] da solo questo ruolo, facendo la parte [...] al tempo stesso del centro. Fra il governo e [...] in questi mesi si sono manife-stati numerosi [...]. Quali sono le cause [...] tensioni ? La polemica è nata fra [...] governo e singole forze politiche alla ricerca [...] visibilità. Inve-ce quella che credo [...] ne-cessaria è una dialettica fra il gover-no [...] nel suo insieme, superando la posizione delle [...]. È la coalizione nel [...] non è stata presente co-me elemento di [...] di governo. È [...] che è mancato, che è [...] invisibile. Probabilmente Prodi pensava che [...] per garantire questa visibilità. Invece [...] di governo è diventata la [...] in cui so-no [...] in certi momenti, le con-traddizioni [...] alla maggioran-za. Se non [...] forte per rilanciare [...] anche [...] di governo ne patisce. Bisogna passare dalla tensione [...] e go-verno a un rapporto dialettico, ma [...] governo e la coali-zione nel suo insieme. Come, nel concreto, ridare [...] Ulivo ? Ci vuole una grande impresa cultu-rale [...] tutti: quel confronto interno ai partiti e [...] a cui ho già accennato. Ho visto con interes-se [...] congressuale del Pds è formulata espressamente [...] di una doppia appartenen-za, [...] che [...] anche se si tratta [...] a un testo che nel suo insieme [...] coerente in questa direzio-ne. Probabilmente abbiamo biso-gno di [...] cui iscritti, militanti del Pds, possano essere [...] nei comitati [...]. E questo vale per [...] gli altri. Occorre una fase in [...] e i cittadini che vogliono esse-re attivi [...] esprime-re questa doppia appartenenza co-me momento di [...] nascita di un soggetto politico nuo-vo, più [...] in forma federativa e poi in forme [...] è difficile prevedere. [...] questo processo che va incorag-giato. Ho [...] che su que-sta strada [...] paese sia molto più [...] della classe [...]. A molta gente interessa [...] quello che fa il governo. Interessano gli obiettivi e [...] politica mol-to di più che le identità [...]. Riforme istituzionali e riforma elettorale [...] aiutare a fare crescere [...] come nuovo sog-getto politico ? È una delle condizioni. Prendiamo il caso della [...]. In parti-colare quella della Camera [...]. Il modo in cui [...] il meccanismo di recupero pro-porzionale ha incentivato [...] nuove formazioni politiche per-ché ha reso visibili [...] della coalizione. La conse-guenza è che [...] partiti che poi si contendono il voto [...]. Questo è un elemento [...] sistema elettorale al quale bisognerà porre rimedio. Se non si arriva [...] per cento riservato alla proporzionale, come propongono [...] prepa-razione, bisognerà comunque rive-dere il meccanismo nel [...] più coerente il maggioritario. Riccardo De Luca DALLA PRIMA PAGINA Disagi veri, inutili catastrofismi ha stimolato i francesi [...] un lungo periodo di immobilità». Consapevolezza, dunque, della gravità [...] affrontare, ma anche fiducia nella possibilità di [...] concorso parte-cipe di tutti. Da noi, invece, si [...] tutto sta andando in ma-lora, il collasso [...] la speranza è perduta. Natural-mente la colpa di [...] una sola causa: la presenza a pa-lazzo [...] del governo Prodi. I leader, grandi e [...] tra i più attivi [...] del morbo del catastrofismo, [...] di recente ha col-pito anche alcuni settori [...] Confindustria. Questi improvvisati «untori» sembrano [...] come se oggi soltanto fossero pio-vuti chissà [...] nostro pae-se. Il vertiginoso debito pubblico? Colpa [...] Prodi. Uno Stato ineffi-ciente e [...] Colpa [...] Pro-di. Un fisco ingiusto e [...] Colpa [...] Prodi. La corruzione dila-gante e [...] tra af-fari e politica? Colpa di Prodi. Le corporazioni ribelli ad [...] solidarietà? Colpa di Prodi. E poco ci manca [...] venga affibbiata anche la respon-sabilità di un [...] dispetto di chi sosteneva essere scomparse le [...] neve e di gelo, come in tutti [...] del mondo. Ma [...] costoro negli an-ni passati? Non [...] nella [...] o nel Psi, non [...] per realizzare ogni sor-ta di affari, il [...] illeciti e [...] dalle norme, non collabora-vano [...] dei Po-micino, con [...] ca-muffato da «Stato sociale» [...] voti, non appesantivano la macchina dello Stato [...] clientelari, non partoriva-no migliaia di leggi farraginose [...] favorivano [...] fiscale e il trasferimento [...] ingenti capitali nei ben noti paradisi fiscali, [...] sport nazionale della «mazzetta»? Certo è ben [...] prefiche non vogliano avere passato. Solo così è per [...] al governo Prodi quanto invece è stato [...] anni di malcostume e di pessima politica. Solo così si può [...] quanto il governo Prodi, in poco più [...] è riu-scito a fare per invertire una [...] sotto controllo, stabilizzando la [...] spesa per inte-ressi, abbassando il costo del [...] la politi-ca dei redditi, evitando di massa-crare [...] deboli. E quali sono le [...] prefi-che? Si è mai compreso che cosa [...] se non slogan insensati, tipo «via le [...] lo Stato sociale», come se [...] o [...] proposta fossero com-patibili con [...] e con la rianimazione di un mercato [...] stagnazione? La strada per cambiare [...] e [...] un paese normale, è [...] piena di insidie. Ma potrà essere percorsa [...] clima di rissa, di irrazionalità, di menzogne, [...] veti che ha contraddistinto il 1996? Può [...] i problemi del Duemila se resta divisa [...] frontale, dal [...] «nemici» chi la pensa [...] Il dubbio è più che legittimo. Ecco perché serve svele-nire [...] al dialo-go, ricercare fin dove possibile i [...] a quel tanto di ottimismo senza il [...] umana è mai riuscita. Il presidente [...] questo ha voluto dire a [...] agli ita-liani. Sarà pure un [...] ma altra scelta non esiste. Lo hanno ascoltato, dicono, [...] concittadini. Si saranno resi conto [...] con le perpetue lamentazioni, con gli egoismi [...] va da nessuna parte? Hanno accusa-to il [...] Stato di [...] volto gli occhi al [...] lontani anni del dopoguerra, quando un paese [...] della guerra e diviso da profondi contra-sti [...] volontà ed ottimismo, ricostruire e insieme innovare. E a quale altro [...] In quegli anni è [...] repubblicana, con il concorso di tutti. Che oggi non basta [...]. Oc-corre [...] dei [...] compiti. Un «miracolo» che non [...] i cittadini rimarranno inerti e passivi, se [...] gu-sto della novità, la voglia di cam-biamento, [...]. Insomma, un [...] dalla schiena [...] che non aspetta [...] che non vuole perdere, per [...] con Kohl, [...] con il futuro». /// [...] /// Insomma, un [...] dalla schiena [...] che non aspetta [...] che non vuole perdere, per [...] con Kohl, [...] con il futuro». (0) (0) ![]()
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