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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «l'Unità-Unità 2-Nazionale del 1998»--Id 565485813.

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Ora il progetto di [...] fronte al Parlamento. Non si tratta certamente [...] in-toccabile: al contrario è una pro-posta aperta [...] anche incisive, purché questo accada attraverso il [...] non solo nel Parlamento, [...] società [...] e non attraverso laceranti [...]. [...] comune dei sindaci e [...] Regioni per un pac-chetto di proposte emendative [...] il profilo del metodo e consente di [...] io spero, ad una soluzio-ne più avanzata [...]. Anche con altre forze [...] delle istituzioni si dovrà tenere aperto il [...]. Ma va mantenuto ben fermo [...] di una grande riforma sostenuta da una larga maggio-ranza. La sconfitta della riforma [...] problema per-sonale di chi si è preso [...] in questo ten-tativo. Sarebbe invece la politi-ca, [...] dei cittadini ad [...] inde-bolita a favore degli [...] corporazioni, delle [...] di chi vuole uno Stato [...] non ha a cuore [...] comune. Come si vede non [...] nuovo per [...]. Sulla via delle ri-forme [...] problema della giu-stizia, dei conflitti e delle [...] problema su-scita spesso in modo estremo e [...]. Capisco che si tratta [...] mina-to. Da una parte [...] la volontà di rivincita contro [...] magistrati che in questi anni hanno spezzato la rete [...] impunità che troppo a lungo ha protetto i potenti; [...] parte, però, si agita talora un giustizialismo primitivo che [...] la [...] origine in un lungo pe-riodo [...] nel quale [...] giudiziaria è parsa a molti [...] efficace per colpire una classe [...] per altri versi inamovibile. Una sinistra mo-derna quale [...] su-perare questo tipo di conflitto, deve [...] per una giustizia normale [...] il Capo dello Stato, di garantire in-sieme [...] cittadino e la tutela della legalità. Una sinistra moderna deve [...] ri-guadagnare alla politica la fun-zione che le [...] che non può essere delegata alla magi-stratura, [...] di affermare una nuova e rigorosa moralità [...]. Per questo [...] politica e i problemi [...] tenuti distinti, sebbene ciò non sempre sia [...] e trava-gliata vicenda del nostro Paese e [...] si debba pagare il prezzo [...] o [...]. Io so-no però convinto [...] che voglia affermare principi es-senziali per la [...] che abbia [...] di gui-dare il Paese [...] democratico più avanzato ed eu-ropeo debba anche [...] questi prezzi. Siamo alla vigilia degli Stati [...] sinistra democratica, con i quali diverse componenti [...] uniranno per co-struire insieme una rinnovata forza [...]. [...] di Firenze segnerà [...] di una fase costi-tuente, [...] cioè di un [...] nel quale [...] abbiamo detto [...] lavorerà sul piano della ricerca [...] e program-matica, [...] organizzativa, della costruzione di [...] con la società. Si tratta di un [...] più volte rinviato, anche per la priorità [...] avuto i proble-mi del Paese e delle [...] a noi stessi. Ho letto che Michele Serra [...] intorno al sorgere di quella che è [...] la [...] non ci sia la [...] e il coinvolgimento dramma-tico di tante donne [...] animarono la [...]. [...] vero, ma è anche talmente [...] da far apparire il [...] slea-le. Il crollo del comunismo, [...] Pci, il confronto dramma-tico e liberatorio che [...] sono stati un momen-to irripetibile, un evento [...] alle nostre spalle. Ciò che facciamo oggi [...] di quelle scelte ed ha [...] di spingere in [...] for-ze della sinistra, [...] dei confini anche cultu-rali [...] che era nelle ambizioni della [...]. Ma perché possa [...] o almeno avviarsi, questo [...] il corag-gio di un confronto e di [...] degli altri, del-la loro storia, dei loro [...] del contributo umano e ideale che può [...]. Questo è lo sforzo [...] e che stiamo facendo. Per costruire una più [...] sinistra ci vuole dunque anche una fusione [...] ma certo non può ridursi a questo [...] a questo il lavoro che vogliamo compiere. Un grande partito culturalmente plurale [...] innovativo nelle sue idee e nelle sue forme, capace [...] legare la sinistra italiana ad un progetto continentale e [...] è una [...] che ha a che fare [...] del nostro Paese e [...] assai più che con il [...] di un ceto politico. Oggi [...] grazie [...] a Romano Prodi e [...] alla nostra politica, è un Paese più [...] forte. Ma proprio i risultati [...] del risanamento e della stabilità consentono di [...] riforme e sulle in-novazioni necessarie, non solo [...] sfida europea, ma anche e soprattutto per [...] generazioni un Paese più giusto, capace di [...] intelligenza e di offrire una chance anche [...] nel Sud o da una famiglia di [...]. Sia chiaro: non si [...] guardia del rigore nel-la spesa, che deve [...] gli anni dello spreco e della corruzione, [...] della nuova classe diri-gente. Per questo si impongono [...] si vuole, come si deve, coniugare il [...] alla crescita [...] reale del Paese, alla [...]. Ci sono grandi riforme [...] compimento nella pubblica amministrazione, nel sistema fi-scale [...] la più importante di tutte [...] nel campo della forma-zione, [...] della ricer-ca: in ciò che riguarda cioè [...]. [...] di liberalizzazione da compiere [...] Paese e un mercato più aperti, combattendo [...] oligarchie ristrette che non stimolano e anzi [...] di rischiare, di crescere, di innovare. [...] da af-fermare una nuova [...] che consideri [...] naturale e la qualità [...] come valori centrali, come vincoli e come [...] nessun governante ragio-nevole può prescindere se vuole [...] interessi degli italiani che ci sono, le [...] che verranno. Ed è aperta infine [...] del [...] la cui riforma non [...] un qualche contenimento della spesa previ-denziale, ma [...] un nuovo patto sociale. [...] ha detto no ad [...] che ha cercato di cancellare questa grande [...] secolo, ma la sinistra che oggi tor-na [...] che la difesa [...] aprirebbe la strada della [...] che bisogna ripensare un sistema di protezioni [...] un vecchio modello so-ciale che si è [...] alla figura del lavora-tore maschio adulto. Per questo una sinistra [...] a riconoscere che possa-no esserci anche meno [...] garantiti, in cambio di una tutela e [...] i più deboli, per i giovani e [...] lavoro, per le fami-glie più povere, per [...] i più sfortunati. La mia convinzione è [...] fronte alla possibilità storica e alla necessità [...] trasformazione della società ita-liana, di una modernizzazione [...] Paese [...] quale la sinistra vuole contribuire [...] anche il segno dei [...] giustizia, di eguaglianza e di li-bertà. Per questo e non [...] partito io credo che ci voglia una [...] sinistra, mo-derna, riformista e innovatrice, che faccia [...] una propria autonoma identità [...] e nella coalizione di [...]. [...] ben lungi da noi un [...] egemonico o esclusi-vo. Il governo del Paese [...] una pluralità di forze che non è [...] pensare di ridurre ad uno. [...] nasce dal riconoscimento [...] autonomo e indispensabile dei [...] ai progressisti, a cominciare da quei cattolici [...] tradizione politica ha un così grande peso [...] nella società italiane. La pretesa di un [...] forze non porterebbe da nessuna par-te e [...] nostro Paese spinge verso un bipolarismo di [...] verso il biparti-tismo. Così è almeno oggi, [...] pezzo di futuro che ci è da-to [...]. Poi provvede-rà chi verrà. E potrà [...] tanto meglio, se con [...] senza velleitarismi avremo co-struito le condizioni possibili [...] e della governabilità del Pae-se. Anche nella sinistra sappiamo [...] soli. [...] for-za che si presenta insieme [...] più radicale e più conservatrice di noi. [...] chiaro che con Rifon-dazione comunista [...] un con-fronto, anche una sfida ideale e politica, ma [...] la ricerca di una necessaria collaborazione. Noi siamo per [...] e per il fu-turo [...] come deve essere chi abbia fiducia in [...] idee e nel pro-prio progetto, sapendo però [...] comune deve essere illuminato anche dalle idee [...] degli altri. Senza la ricerca coraggiosa [...] della collaborazione con forze diverse da noi, [...] con cui abbiamo sempre cercato di ritessere [...] un rapporto positivo anche nei momenti in [...] compromesso, non si sarebbe [...] governo alla destra per [...] né ci sarebbe la [...] oggi [...] che abbiamo volu-to e [...] intran-sigenza. Nessuna fretta, dunque, nessun [...] di potere. Ma [...] di una sinistra che mentre [...] il suo dovere per il Paese non rinuncia a [...] lontano, oltre i confi-ni [...] oltre la stagione politica che [...] vivendo. I nostri conti con [...] Si è riaperto improvviso e aspro un dibattito [...] co-munismo e sui silenzi e sulle re-sponsabilità [...]. Avverto qualcosa di sgradevol-mente [...] in cui si conduce questa discussio-ne. Pare infatti a me [...] al di là della rifles-sione storica la [...] modo stringente la politi-ca, come se attraverso [...] volesse in realtà priva-re di legittimazione la [...] governo del Paese. [...] un mondo conservatore, battuto politicamente, [...] pensa forse di reintrodurre nella vita italiana una pregiudiziale [...] di ricostruire il sistema politico an-cora sulla coppia [...] come se non fossero [...] e [...] un lascito del secolo che [...]. Verrebbe da rispondere a [...] che ci deve pur es-sere qualcosa di [...] rispetto al resto [...] se per condurre il [...] Paese [...] Maastricht ci so-no voluti, tra gli altri, [...] proprio mentre quella che pretende di essere [...] in questo cru-ciale passaggio della storia na-zionale [...] sulla sce-na sotto le bandiere di Silvio Berlusconi [...] Umberto Bossi. Ma il tema sollevato [...] che non si presta ad esse-re liquidato [...] polemica. Al di là delle [...] interlocutori, è fuori di dubbio che si [...] una tragedia che tocca profon-damente le nostre [...] no-stre coscienze. Il movimento co-munista, nato [...] di liberazione umana, si è rapida-mente trasformato, [...] conquistato il potere, in una for-za oppressiva [...] totalitarismo che si è macchiato di enormi [...]. Anche il Pci è [...] questa storia. [...] una vicenda lunga, drammatica e [...] quella del rapporto fra il Pci e il comunismo [...] nato dalla rivoluzione [...]. [...] innegabile che il comunismo italiano [...] avuto sin [...] zio, con Gramsci, una [...] pronta originale. Così come no si può [...] che negli anni bu dello stalinismo vi fu una [...] cenza e una [...] del Pci di Togliatti. Ma insieme anche vero che [...] partito [...] pe via via elaborare una [...] autonoma visione ed anche un ricerca sulle cause di [...] d totalitarismo [...] la [...] zione dello Stato e del [...] negazione del valore universa della democrazia e della [...] umana in tutti i suoi [...] (so [...] religioso, economico, [...]. [...] stato un cammino [...] pieno di [...] ni, di reticenze e di [...] lento e tardivo nelle sue [...] ultime. Lo sappiamo è la [...] stata la no stra vita. Io stesso mi sono chiesto [...] co sa legasse ancora uno che, [...] a Praga il giorno dei [...] ri sovietici, aveva ritenuto [...] scendere in piazza a [...] e a protestare, con quelli [...] so [...] -che i carri ce li [...] mandati. Per molti anni abbi mo [...] che quel legame fo se una garanzia della nostra [...] alle forze [...] nel nostro Paese; a lungo [...] mo giustificato [...] nella speranza che si [...] promuovere una riforma demo [...] del comunismo dal su interno, [...] che questo [...] tasse un compito al quale [...] concorrere una forza come il co [...] italiano, a cavallo [...] la sinistra democratica [...] dente e [...] sovietico. [...] convinzioni hanno [...] errori e ritardi. La storia non andata così, [...] la caduta del [...] di Berlino ha segnato anche [...] di un comun [...] democratico, e quindi de [...] originale che il P aveva [...]. Non mi pare che noi [...] vissuto in modo silenzioso [...] sta storia. Ciò che per altri [...] essere oggi motivo di una [...] polemica, è stato per noi ragion di sofferenza personale, [...] lungo travaglio, di scelte [...] li. Ma le abbiamo compiute, s [...] anche [...] come oggi facci mo [...] riconoscere alla sinistra d [...] socialista, azionista laica o cattolica, [...] merito di [...] re visto prima di noi [...] di [...] detto in modo più chiaro [...] sotto le bandiere del comun [...] non si edificava [...] nuovo, ma si affermava una [...] ma odiosa e terribile di [...]. An che per questo vogliamo [...] insieme a loro un [...] partito della sinistra, e non [...] autosufficienti nella r cerca di una nuova prospettiva. In Italia ci sono molti [...]. Essi si dividono fondamenta mente [...] due categorie: vi son quelli per i quali il [...] del co [...] ha rappresentato an che la [...] di ogni visione [...] della società e che sono [...] apologeti [...] e [...] spesso avviene ai convertiti [...] tr i più feroci avversari [...] loro e compagni. E vi sono altri [...] hanno ricercato e ricercano [...] ve vie per affermare [...] di un società più giusta, [...] modi pe essere sinistra. Una delle ragioni che fanno [...] pontefice Giovanni Paolo II [...] interprete straordinario e prof tico [...] nostro tempo sta pro [...] nel fatto che la caduta [...] comunismo non è stata da lu interpretata come la [...] del storia e la pacificazione d mondo; al contrario, [...] ne [...] tratto stimolo per levare più [...] la [...] voce contro le [...] e la disumanità di una [...] dominata solo dal profitto e [...] non riconosce le ragioni [...] mo. In questo messaggio [...] un richiamo alla po litica, [...] da il filo di [...] ne consapevole, c pace di [...] lo [...] alla libertà alla [...] umana. Questo ci aiuta a c [...] perché la sin stra, dopo la [...] del comunismo e, s un [...] piano, co la crisi dei tradizionali model [...] non solo no è scomparsa, [...] sta [...] nel mondo una nuova [...] ricca di possibilità e di [...] Noi vogliamo esserci. Noi vo [...] di fronte alla mondiali [...] economia, [...] i confini della democrazia, del [...] dei diritti umani e del l voro. Noi vogliamo vedere se, di [...] te [...] che en tra nelle nostre [...] e alla [...] razione dei curdi che [...] sulle nostre spiagge, si può [...] care si fare qualcosa e di non r stare [...] soltanto de [...]. A questo serve la sinistra, [...] pe quanti errori e tragedie [...] segnato la [...] storia, per quest la sinistra [...] ancora e [...] rà ad esserci. ///
[...] ///
A questo serve la sinistra, [...] pe quanti errori e tragedie [...] segnato la [...] storia, per quest la sinistra [...] ancora e [...] rà ad esserci.

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Il progetto è senza scopo di lucro, ma purtroppo le spese sono ingenti. Da alcuni anni IdMiS - Istituto della Memoria in Scena (ONLUS) -, anche grazie al Comitato promotore Fondazione Giovanni Frediani ed all'Associazione Culturale Controtempo, ha investito molte risorse sia monetarie che umane nella progettazione del sistema, nella traduzione digitale del proprio patrimonio archivistico, bibliografico - specialmente dell'emeroteca -, biblioteconomico, e museale; in assenza di un contributo pubblico minimamente adeguato ci vediamo costretti a chiedere alle biblioteche che vorranno aderirvi ed indirettamente agli utenti la condivisione dei costi e/o la partecipazione attiva all'elaborazione delle unità bibliografiche che ciascun ente vorrà inserire per il prestito digitale interbibliotecario.
Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

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La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


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Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

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Città & Regione [1975-1976*]

(259)

Civiltà cattolica [1850-2000*]

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(270)

Interstampa [1981-1984*]

(269)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(263)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(253)

L'Orto [1937]

(227)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(263)


(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(145)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

(97)

Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

(201)



(127)


Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .





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