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La via imboccata dalla ri-forma [...] Stato sociale sembra adeguarsi bene [...] che il [...] propone per [...] anno: un Paese percorso da [...] forte ripresa di iniziativa della politica alla quale corrisponde [...] sociali. Da un lato la [...] di protezione socia-le, che pure avviene sotto [...] vincoli esterni, appare frutto di un chiaro [...] obiettivi ben individuati. [...] il processo di adeguamento, o [...] resistenza, dei [...] solleva [...] ri-chiede la ricerca di nuove [...]. Il [...] scrive nel suo rapporto [...] accadendo nella ri-definizione delle possibilità e mo-dalità [...] benefici delle politiche sociali «non intende creare [...] al con-trario la direzione complessiva ap-pare ancora [...] come grande patto di [...]. Tuttavia non sono pochi [...] realizzazione di una tale impresa: [...] che avrà sulle risorse [...] economica sempre più condizionata dai cambiamenti [...] mondiale; i feno-meni demografici [...] del mercato del lavoro che modificano la [...] del sistema precedente; il potere [...]. È forte insomma, sostiene [...] il rischio non tanto [...] a una sostanziale liquidazio-ne del sistema di [...] che si crei un «assetto di esclusione [...] di più la contrapposizione tra generazioni, tra [...] diversa posizione sul mercato del lavoro e [...] tutela so-ciale, tra gli inclusi nel mercato [...] quelli che, sempre più a lungo, ne [...]. Per su-perare questi pericoli ciò [...] anco-ra manca, dice il rapporto, è [...] di una nuova articola-zione delle [...] «che definisca livelli essenziali e irrinunciabili di tutela per [...] i cittadini» da un la-to e, [...] revi-sione» dei criteri di ammissione [...] benefici basati su una puntuale [...]. [...] passaggio del siste-ma [...] imperfetto verso un mo-dello innovato [...] cittadinanza so-ciale» viene incontro anche alle profonde seppure molecolari [...] che stanno [...] loro protagonisti negli «occupati atipici», [...] giovani e in alcuni se-gmenti delle professioni intellet-tuali. Le principali novità [...] anno su questo versante [...] il rapporto, [...] importanza di varie for-me [...] del lavoro. Queste hanno tratto impulso [...] interina-le, dalla messa a regime del [...] indipendenti che non fanno [...] previdenziali specifiche (sono 980 mila), alla possibile [...]. Il [...] trova che questi feno-meni [...] pro-gressivo imporsi di un modello di regolazione [...] va oltre le forme tradizionali, politica e [...]. Vi è in altre [...] parte dei singoli lavoratori che delle imprese, [...] dei soggetti economici a organizzarsi in «reti» [...] e garantire meglio la [...]. Sono soprattutto i giovani, [...] mondo del lavoro tradi-zionale, a [...] vita ad attività nelle [...] il grado di flessibilità delle prestazioni e [...] associativa. Ma anche il mer-cato [...] va evolvendosi [...] direzio-ne seguendo le modificazioni [...] che si fa facendo [...]. Edoardo [...] del Mimmo [...] braccio di ferro Politica e [...] crescono insieme e si contendono il controllo del paese Meno [...] più gente al cinema. I salotti di ca-sa non [...] affollati, con meno gente davanti [...] (per [...] con Eduardo) mentre [...] la fila per entrare in [...] salotti un [...] allarga-ti che, in fondo, sono [...] spazi del-le multisale. Poltrone comode e co-lorate, [...] a che vedere con le sale gigantesche [...] che via, via negli anni sono andati [...] di spettatori. Questione di habitat? Forse. Ma non solo. Migliora la produzione, [...] si allarga. Resta però il dato, [...] non ha mancato di [...] diversificata, in casa e fuo-ri, in realtà [...] lo stesso pubblico. Che vede meno te-levisione, [...] il cine-ma, ma in quel salotto di [...] tanta radio e non si sogna di [...]. Insom-ma overdose o astinenza. Non sembra esserci una via [...] mezzo. Ed anche i giovani, [...] convinti per il 37 per cento che [...] a riflettere» in fondo preferiscono esercitarsi in [...] (ritorna la sensazione sa-lotto fuori casa), tale [...] lo spettacolo in condizioni piace-voli e rilassanti. Il 47 per cento [...] poltrone avvolgenti, il trenta sceglie in base [...] un parcheggio, [...] per cento punta sul [...] 90 su una buona qualità della proiezio-ne. Dunque, riflettere va bene ma [...] la possibilità di [...] como-damente è meglio. Anche perchè [...]. I giovani chiedono al [...] di inventare storie che emozionino (51,4 per [...] che fac-ciano rivivere tensioni e sentimen-ti della [...]. Di cui parlare con [...] scuola e gli amici (80 per cento) [...] ge-nitori (40 per cento). Leggono libri i giovani, [...] Internet, usano i computer. Leggono poco gli adulti [...] mostrare scarso interesse per i quotidiani. Si è arrivati anche [...] di promozioni per una testata, quindi più [...] ma il risultato finale non accenna cam-biare. Il [...] ricorda che nel 1980 [...] sei milioni di quotidiani al giorno. Al-trettanti se ne vendono [...]. I let-tori sono sempre [...] 19 e i 21 milioni. [...] tra testate, nessun nuovo lettore. Le colpe? [...] ad una seria politi-ca di [...] e [...] (stando agli esperti) monopolio delle [...]. Va bene, ma è anche [...] questione di qualità dato che [...] dei nostri quotidia-ni per un [...] è [...] e per [...] insegue la tv con un [...] che, essendo scritto, è desti-nato per [...] stessa definizione ad una classe [...]. Ma se per [...] di più come gadget [...] poltrona? Marcella [...] In Primo Piano Più [...] e i giornali. /// [...] /// La politica torna [...] dopo [...] di tangentopoli, ma la società [...] non resta a guardare. È nel segno della [...] vita di ogni paese che si pone [...] secondo il [...] il cui trentunesimo Rapporto [...] del paese è stato presentato ieri a Roma. Un rappor-to in cui circola [...] otti-mismo, temperato da una lunga [...] di considerazioni sulle tante difficoltà cui ancora gli italiani [...] costretti a far fronte, dal lavoro che non [...] -e, se [...] sta cambian-do più rapidamente di [...] le istituzioni siano in grado di ade-guarsi -alla polverizzazione [...] nelle grandi città, dalla sostanziale stagnazione dei consumi culturali [...] di una microconflit-tualità che non sembra avere pre-cedenti nella [...] storia. È proprio il conflitto, [...] cifra caratteristica di questo pas-saggio della vita [...] il [...]. Un passaggio non ancora [...] del dolore della rottura ma non ancora [...] nella speranza del nuovo ordine. Con una società ci-vile che [...] maggiormente co-sciente di sé, delle proprie poten-zialità, dei propri [...] e anche dei propri privilegi -non intende tor-nare a [...] mano libera a una politica fortemente tentata [...] e dallo «svuota-mento [...] di oppo-sizione partitica, [...] da alcuni dei suoi stessi [...]. Una politica che, peraltro, [...] tutti gli spazi che aveva perduto nella [...] an-ni 90, giocando la carta [...] del riordino dei conti [...] istituzionali, della stabilità, così «recuperando una propria [...] periodo per essa umiliante: sul piano dei [...] penali; della sup-plenza esercitata dai tecnici e [...] dal frustrante dubbio sul bisogno stesso di [...] società moderna». Un processo -secondo i [...] -non privo di con-traddizioni [...]. A partire da una «ipertrofia [...] e da una «sovrabbondanza del diritto» che «portano fatalmente [...] una sovrap-posizione delle leggi» e a «una loro fatale [...]. Siamo ancora ben lontano [...] con-fronto dialettico, e anche antago-nistico», tra società [...] la prima sempre tentata di dare ri-sposte [...] indiffe-renti, ma comunque fortemente [...] socialmente pol-verizzate, alle scelte [...] imposte dalla seconda; con la pri-ma che [...] di de-centramento orizzontale dei luo-ghi e dei [...] e la seconda ancorata a una conce-zione [...] decisio-nali. Gli esempi, nel Rapporto, [...] nel segno di questo antagonismo di fatto: [...] a quelli sul [...] da quelli per lo [...] depresse a quelli per le infrastrutture a [...] la ricer-ca, [...] della norma hanno fatto [...] innescati dal basso, da comportamenti individuali e [...] modo del tutto svincolati dalla produzione legisla-tiva. È intorno alle parole [...] fase -Europa, mercato, glo-balizzazione, legalità, sedi decisio-nali [...] sottolinea que-sto antagonismo tra [...] cultura sociale, giungendo alla conclusione che «oggi [...] non è nella bipolarità po-litica tra destra [...] sociale o tra sinistra [...] e destra sociale, ma [...] del potere e diffusa au-tonomia [...] del sociale». Due mondi che devono [...] permeabili per non [...] prendere il soprav-vento alla [...] passività senza protagoni-smo, in uno strisciante pericolo [...] mediocrità». Dal grande al piccolo, [...] particolare, il conflitto la fa da protagonista. Segnando un re-cord di [...] di ricorsi al giudice di pace per [...] citta-dini, di ricorsi al [...] per quelle tra cittadini [...] ma anche di scontri [...] di singole categorie, come [...] e piccola distribuzio-ne, tra editori e giornalai, [...] praticanti e così via. Un se-gno da un [...] ritrovata vi-vacità della società, di voglia di [...] diritti, ma [...] di frammentazione -«micronizzazione» la [...] Rapporto -della società stessa. E anche di disagio. Il disagio che nasce [...] trovare un lavoro, con un sommerso che [...] vecchie rispetto alle di-namiche reali del mondo [...] far emergere -un esempio per tutti: [...] degli strumenti di flessibilità, [...] favore della maggioranza degli italiani, è addirittura [...] a oggi -; dal [...] a lavorare di più [...] (il numero medio di lavora-tori per famiglia [...] un incremento dei redditi familiari del [...] in cinque anni, ma [...] aumentato solo [...]. Un nuovo dualismo si [...] nel campo del con-sumo culturale e informativo. Gli italiani sopra i [...] la so-stanza del ragionamento dei ricer-catori del [...] -si stanno sempre più [...] due [...] in progressivo allontana-mento: i [...] quelli «monomediali». I primi (un buon [...] so-no quelli che attingono informa-zioni e cultura [...] diver-si: la televisione, certo, sia pure in [...] anche e soprat-tutto giornali, libri, cinema, teatro, [...] Cd-rom [...] Internet. I secon-di (più o [...] sono quelli che entrano in contatto con [...] attraverso la televisio-ne, che peraltro perde spettatori: [...] nel giro di pochi mesi. Due universi -tra i [...] una sempre meno vasta «zona grigia» di [...] più diversi e non comunicanti. Una situazione che segnala [...] di «analfabetismo» culturale che, in un circolo [...] e ancor meno sa usare strumenti di [...] come il computer, in rapida e con-tinua [...] diven-tare sempre più estranei e incono-scibili proprio [...] cui si rendono indispensabili non solo e [...] il proprio arricchi-mento culturale e per il [...] e soprattutto per lo studio e il [...]. Ma i «monomediali» (giovani [...] da bassi livelli di istruzione ma non [...] redditi) hanno dav-vero poche possibilità di allargare [...] di program-mi Tv negli [...] frequenta-ti è appiattita su fiction e intratte-nimento, [...] più ricca e variata è riservata agli [...] il pubblico è costi-tuito prevalentemente da «multi-mediali». E così «il risultato [...] ai primi vengono negati stru-menti per la [...] mentre i secondi rimango-no spesso insoddisfatti da [...] spiegano cose che già sanno. E poi ci si [...] gente spegne la televi-sione». /// [...] /// E poi ci si [...] gente spegne la televi-sione». (0) (0) ![]()
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