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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «l'Unità-Unità 2-Nazionale del 1998»--Id 4235809498.

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E ci sono i [...] (a morte) il compagno di scuo-la troppo [...]. [...] chi non cede mai il [...] a sedere in autobus e [...] chi picchia la moglie. Cattiverie grandi e piccole [...] no-stra vita e, spesso, le pagine di [...]. Siamo cattivi? E perché? Chi [...] professore Vittorino Andreo-li può parlare di cattiveria? Lo [...] autore tra [...] di [...] della [...] ha infatti seguito il [...] dei giovani più cattivi [...]. È stato infatti consulente [...] nel processo a Pietro Maso, [...] ragazzino che [...] del [...] uccise i genito-ri, con la [...] di due amici, per [...] comprare [...] nuova. Lo ha studiato due [...] notte, lo ha sottoposto a decine di [...]. [...] che non differisce dalla cattiveria [...] a noi. Era quello che se [...] la giacca blu, se la met-teva rossa. E la madre comprava la [...] per [...] fare, così rispar-miava. Era il capetto di un [...] amici, [...] non pagava [...] alla [...]. [...] bisogno di 52 milioni [...] quella [...] che aveva il poliziotto [...]. Pietro Maso è una perfetta [...] di questa so-cietà». Allora, professore Andreoli, [...] «I termini cattivo e [...] etiche che [...] parte della psichiatria perché [...] alcuni, morali per altri. La psichiatria, semmai, parla [...] invidia. Fatta [...] non [...] dubbio che di cattive-ria ce [...] molta, nel [...]. [...] «Ha più fonti, che [...] la frustra-zione, che in questo [...] storico è enorme, il potere e [...]. Queste sono le tre [...] cosiddetta catti-veria. Un cattivo, in genere, [...] è colui che deve subi-re, che non [...] questa [...] frustrazione con persone con [...] può permettere di in-fierire. La cattiveria è sempre un [...] vigliacca». Vogliamo approfondire il [...] che fa accumulare comporta-menti [...] ma che non [...]. [...] è una specie di debito [...] subire che a un [...]. Ed è un problema [...]. La frustrazione è am-piamente [...] società non dà un ruolo, appiattisce, adombra, [...] piccolo protagoni-smo, che invece è fonte [...]. [...] «Quando parlo di potere intendo [...] so-stantivo, non il verbo. E cioè potere come [...] e non per altre ragioni; ti schiaccio [...]. È una malattia che nessuno [...] anzi viene adulata. Il potere, e soprattutto i [...] spiegano molto perché [...] questa voglia di dire [...] ti faccio del [...]. ///
[...] ///
[...] è una corsa continua per [...] di qualcosa che, appe-na avuta, non ha più valore. E [...] diventa [...] che quello abbia, allora è [...] che nessuno [...]. E anche [...] viene pesantemente fomentata da [...]. Eppure, si parla tanto [...] di buonismo impe-rante. Credo sia peg-gio della [...]. Perché se la cat-tiveria [...] attraverso le sue fonti, il buonismo è [...]. ///
[...] ///
Presentar-si come dei buoni [...] per colpire con maggiore vigore. Se lo aspetterebbe, lei, [...] malvagia? In questo senso, al di là [...] buono è peggio [...]. Insomma, non si salva [...] «Oggettivamente, [...] mol-te spinte a essere cattivi, e il [...] veste. Anche storica-mente, guardiamo cosa [...]. Prenda, ad esempio, le [...] risolvono sempre tutto con un ecumenico [...] diciamo di sì! Oppure pensi alle spinte [...]. [...] il tampone che impe-disce [...] che non permette che emergano i diritti [...]. Ed è la poli-tica [...] del pensiero cattolico. La politica [...]. Ma non crede che [...] un alto costo sociale, [...] dominato dalla società. La nostra società è [...] per dominare i cattivi e non prende [...] impedire che si diventi cattivi. Nessuno, ad esem-pio, si [...] del perché i giovani sono violenti, del [...]. ///
[...] ///
Ma la rivoluzione non [...] né cattiva. È qualcosa che [...]. Allora la cattiveria si [...] «Indubbiamente viviamo in un mondo nel quale la [...] più diffusa, in cui non si fa [...] il potere, e magari [...] in autorevolezza, né per [...]. Basta sedersi davanti alla [...] dieci spot pub-blicitari. Viviamo in una società che [...] il successo come un valore. La cattiveria è solo [...]. Credo che per difen-dersi [...] in-nanzitutto molto criti-ci nei confronti del po-tere. A livello sociale, bisognerebbe [...] del quotidiano e un senso del gruppo, [...] una comunità. Il buonismo, invece, si [...] giustizia. Come psi-chiatra [...] di modificare la società. E io credo [...]. Stefania Scateni Cattivi diventa si [...] Vincent [...] in una scena de [...]. A sinistra, [...] di Max Ernst FRANCO MARESCO «Il nostro cinismo? È una cura per [...] che si finge [...] Frustrazione, invidia, potere Ecco le [...] della crudeltà Sgradevoli noi? Sgradevoli siete voi». Franco Maresco gioca al [...] lo «sgradevole» di cui si è fatto [...] insieme a Daniele Ci-prì, delle «strisce» di Cinico [...] dei due film «Lo zio di [...] e «Totò che visse [...]. Il regista più sgradevole [...] («Totò» [...] stato censurato preventivamente e poi ria-bilitato, aprendo [...] che ha portato alla [...] abolizione), comunque, ci scherza [...]. E, aggiunge, lo spiacevole, [...] repellente, so-no necessari nella società di oggi [...] anni passati. Che non ci sia [...]. Non bisogna essere a [...] controcorrente e anticonformisti. E comunque chi pensa [...] testa è sempre stato visto come sgra-devole. In questo periodo storico [...] è in atto una rimo-zione totale, diventa [...] parla della morte, della ma-lattia, chi si [...] stupido [...]. Il cinismo rimane la [...] «In [...] certo senso sì. [...] di oggi è in [...] contrario dei buoni senti-menti. È un paese ipocrita [...]. In cui [...] persino la sgradevolezza programmata, quella [...] a tavolino di fare i cattivi maestri. Ma se parliamo di [...] lo sono stati in passato, che so, Ennio Flaiano [...] Pier Paolo Pasolini, beh, [...]. [...] nessuno capace di guardare le [...] con quel pessimismo alto, pungente, intelligente, con quel cinismo [...] aveva alla [...] base [...] così for-te». E [...] non poteva non ca-dere [...] legata alla coppia di registi. Su un film che [...] dibattito sulla censura non [...] stata alcuna cu-riosità, il [...] nessuna intenzione di confrontarsi con [...] diverso. [...] la sinistra (che invece [...] neorealismo ha aiutato non poco quegli [...] che nessuno an-dava a [...]. Qual è [...] a questo pessimismo? «Mi [...] -ri-sponde Maresco -, quando [...] di fronte al [...] avvisa di un incendio [...]. E tutti ridono. Come [...] mi immagino che la fine [...] mondo arriverà così, con una risata di imbe-cillità. Per quanto mi riguarda, spero [...] avvenga. E nel frat-tempo cerco [...]. Piano [...]. E [...] sentire protagonisti» LA «CURA»? «Essere [...] confronti del potere e dei valori che [...]. Esigere giustizia, non elemosina» IL LIBRO Il «Manuale» di Carlo Bordini. Un pamphlet ironico sui vizi [...] nostra èra Come rendersi antipatici. Fino [...] ci insegna a diventare sgradevoli [...] a «scomparire» in una quieta depressione. E fra le righe [...] di Musil. Tariffe di abbonamento Italia Annuale Semestrale [...] numeri L. Via Bettola 18 -20092 Cinisello Balsamo (MI) Tariffe pubblicitarie A [...]. ///
[...] ///
Direzione Generale: Milano 20124 -Via Giosuè Carducci, 29 -Tel. ///
[...] ///
Sede Legale: 20123 MILANO -Via Tucidide, [...] bis -Tel. ///
[...] ///
Roma -Via Carlo Pesenti 130 [...] Industria Poligrafica, Paderno Dugnano (Mi) -S. Statale dei Giovi, 137 [...] S. Almeno negli animi degli [...] i passaggi temporali, i con-fini, come ulteriori [...] propria esistenza. Forse è per questo [...] li-bretto ironico come il «Manuale di autodistruzione» [...] Carlo Bor-dini vengono in mente due auto-ri di confine, [...] Robert Musil e Robert Walser. Bordini ci spiega, passo [...] «Manuale» costruito alla ma-niera degli [...] che [...] ha esportato anche in Italia [...] di esercizi per comple-tare il percorso), come [...] prima cattivi e sgrade-voli verso gli altri, [...] sgradevoli verso se stessi, fino a «scomparire» [...] de-pressione, in una spenta «co-scienza di sé [...]. E fa-cendo questo ci [...] di noi, in questo strano mondo postmoderno [...] molto crudele, diventiamo crudeli con gli altri [...] stessi. E nel no-stro senso [...] persino di «farci patate». E allora, il fantasma [...] Walser -che il suo senso di inade-guatezza nei [...] lo pagò con il manicomio -compare, benevolo, [...] qualità di un buon servitore, di un [...] annulla (e si rea-lizza) nel servire gli [...]. Uno de-gli scopi [...] se-condo Bordini, infatti, è umani-tario. Scrive: «Nessuno può [...] di notare [...] nobiltà che è insita [...] alla propria distruzione. Una persona felice assorbe il [...] di una persona triste. Tutte queste considerazioni devono [...] non solo come il [...] tranquillità, ma an-che come il modo migliore [...] servizio agli altri, co-me, cioè, [...] di una per-fetta socialità». E così, allo stesso [...] più corposo Musil compare a suggerire che [...] da Bordini è un uomo sen-za qualità [...] un Ulrich postmoderno che, va-namente impegnato a [...] della propria esistenza, ri-mane schiacciato fra la [...] sociali [...] alla ricerca di denaro [...] maniacale cura di sé, [...] a modelli sempre più [...] quotidiana e le proprie normali esigenze, i [...] pro-pria idea della qualità della vita. Tutti noi amiamo gli onori, [...] successo, [...] anche chi ama il potere [...] la ricchez-za; e quanti di noi potrebbero afferma-re di [...] godere [...] Ma il mon-do non è [...] di eroi». Ma [...] è proprio la cura [...] Sì, [...] prendiamo alla lettera Bordini quando dice «distruggersi [...] giusto, ma può essere anche foriero di [...] di sé, ed appagare le nostre aspirazioni [...]. No, se paragoniamo il [...] «Manuale» [...] un altro ma-nuale, quelle «Istruzioni per ren-dersi [...] psichiatra Paul [...] scrisse usando il paradosso [...]. Perché è un senso [...] prende leggendo alcuni passi. Ad esempio, «come essere [...] amata» o «come sentirsi dalla parte del [...]. Perché [...] si diverte a fotografare [...] che spesso assalgono i po-veri mortali e [...] come il riflesso di uno spec-chio deformante. Bor-dini sa essere crudele [...] molta ironia, alcuni vizi, o vezzi, propri [...] noi: non esse-re mai contenti di quanto [...] perdere [...] per riprendere chi ci [...] di [...] fondare la propria vita [...] che sul desiderio. E nonostante [...] esplicitata [...] nelle prime righe del libretto [...] una volut-tà nel distruggersi: questo [...] noto. Io non voglio investigare perché; [...] non vuol essere [...] filosofica. Vuole essere [...] pratica»), il suo manualetto è [...] filosofica sul male di vivere [...] persino, un [...] di critica sociale. Il suo particolare Nirvana [...] su come sopravvivere al terzo millennio, alla [...] codificati, ai morbi di questa era che, [...] malattie di autodistruzione. [...] infine, da ricordare il [...] «Manuale di autodi-struzione». Soprattutto nella spiegazione pedissequa [...] compiere per giungere [...] (come odiare, come alienarsi [...] colleghi di lavoro, come diventare antipa-tici. Vien voglia di pensare [...] abbia preso spunto da [...] come [...] and [...] il cattivissimo duo a [...] spopo-la su [...]. E, invece, ha solo [...] per strada. Manuale di autodistruzione di Carlo Bordini Fazi Editore [...] 14. ///
[...] ///
Manuale di autodistruzione di Carlo Bordini Fazi Editore [...] 14.

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Il progetto è senza scopo di lucro, ma purtroppo le spese sono ingenti. Da alcuni anni IdMiS - Istituto della Memoria in Scena (ONLUS) -, anche grazie al Comitato promotore Fondazione Giovanni Frediani ed all'Associazione Culturale Controtempo, ha investito molte risorse sia monetarie che umane nella progettazione del sistema, nella traduzione digitale del proprio patrimonio archivistico, bibliografico - specialmente dell'emeroteca -, biblioteconomico, e museale; in assenza di un contributo pubblico minimamente adeguato ci vediamo costretti a chiedere alle biblioteche che vorranno aderirvi ed indirettamente agli utenti la condivisione dei costi e/o la partecipazione attiva all'elaborazione delle unità bibliografiche che ciascun ente vorrà inserire per il prestito digitale interbibliotecario.
Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

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La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


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Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

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Città & Regione [1975-1976*]

(259)

Civiltà cattolica [1850-2000*]

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Interstampa [1981-1984*]

(269)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(263)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(253)

L'Orto [1937]

(227)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(264)


(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(146)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

(97)

Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

(201)



(128)


Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .





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