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[...] / [...] AGOSTO [...] tratta, ogni mattina, di sopportare [...] ferita. Faccio sogni di grande [...] mi seguono spazi amichevoli e sereni. Poi, con la coscienza, [...] chissà dove. Dovrebbe essere al cuore, [...]. Fabio dorme, nell altra metà [...] letto. Scendo piano per non [...]. Da sempre è così, non [...] se per amore, o per conquistarmi [...] mattutina, tutta ber me. Era, [...] un tempo di meditazione e [...] programmi, intanto che le [...] mani rassettano e mettono le [...] al loro posto, quel tanto che basta per dare [...] casa una parvenza d'ordine. Il disordine dei miei [...] fatto mio, non posso pretendere che [...] faccia la serva a [...] per i lavori di casa, non per [...] della mia indulgenza femminile, di moglie e [...] ha permesso agli uomini di vivere leggeri, [...] scherzosa libertà. Loro la vivono di [...] già dormo: uno si assopisce davanti alla [...]. Oppure [...] ha invitato due o [...] fanno tardi giocando a carte. Fabio talvolta legge o [...] tre del mattino. Giovanni occupa il soggiorno [...] padronanza del territorio domestico. Se uno lascia disordine, [...] devono avere pari diritti nella mia indulgenza. Io rassetto di prima [...] tracce della loro rivalità maschile. Era così, finché i [...] si organizzavano sul da fare: insieme alle [...] sospiri, il programma mi stimolava ali azione. [...] questo dolore da sopire. Che cos'è per Fabio [...] nome Chiara? Ormai so che da un [...]. Io sto bene con [...]. È ora di andare [...] che loro sì sveglino. Faccia e corpo hanno [...] vede. Ma forse la ragazza [...] di insicurezza. L'acqua calda, nella vasca, [...] fa, adesso vorrei rimanerci [...] dev'essere un bisogno di [...]. Tornare nel grembo materno. Infatti, posso fare tre [...] Chiara, [...] fuori dalla realta, come [...]. Oppure lottare: capire perche lei [...] entrata nella vita di Fabio, [...] meglio e [...] via. Oppure [...] io: da anni mi [...] lavoro, fosse solo questo il problema. Giovanni dorme ancora e farà [...] a scuola. Non c'è amorevolezza nella [...] so già che me la farà pagare. E se ne va [...]. Da quando mi tratta [...] abbattere? Da quando aveva tredici, quattordici anni. E dicono che [...]. Fabio indugia con la [...]. Ha sentito tutto: Prima pagina, [...] le previsioni del tempo. E in vena di [...] lui la sinistra non è riuscita a [...] dei movimenti. Devo ammettere che non [...] miei confronti: si colloca con sicuro benessere [...] presenza. /// [...] /// Arriva la Mena e [...] in lavatrice, apre le finestre, capovolge le [...] dispone sui tavolo; afferra, strizza, scuote, impugna [...] a me sconosciuto. Le faccio [...] cose, ma come se [...] di un altro: ho imparato tardi, da [...] studiavo, leggevo, facevo politica. Non sono mica la [...]. Io leggevo [...] e [...] per fortuna [...] fatto allora, dopo non [...]. Ma forse che quando guido [...] macchina sono [...] agio? Chissà qual è il [...]. Il cane mi tallona [...] attento le [...] mosse, per afferrare te [...] le scarpe e prendo il guinzaglio. Guaisce e si dimena, [...] di impazienza, che si ripete tutte le [...]. Per uscire subito, graffia [...] ed è già fuori, di corsa, per [...]. È un cane grande, [...] da bracco che si scuotono facendo un [...] pezza. Me [...] portato a casa Giovanni [...] mesi, era un trovatello; io ho detto [...] tempo, che se ne occupasse lui. [...] curato per un po', [...] grande abbastanza da [...]. Poco per volta a me [...] toccato [...] fuori la mattina, quando tutti [...] fretta; [...] da mangiare, e [...]. Infatti lui mi ama, [...] distratta si fa ribelle e non ubbidisce. Giovanni sta attento che Teo [...] porzione di affetto: vediamo [...] leggo nel suo sguardo sbieco, sospettoso. Dal marciapiede [...] un bruco si affretta inarcando [...] schiena. Che fatica dev'essere, camminare [...]. Ma lui ha mille [...]. Ne avrà trenta, di [...]. Se ne perde uno, [...]. Se ne [...] uno io, resto zoppa. L una vita Anna Del Bo Boffino, milanese, ha lavorato fin dagli anni Tema [...] ricerche e dei suoi appassionati interventi Cinquanta [...] intermedio tra editoria (Feltrinelli, Il (sui giornali, [...] pubblici dibattiti) è la condizione Saggiatore) e [...] («Abitare», [...] «Amica»), femminile. Ha sinora pubblicato tre [...] Pelle [...] nella divulgazione di psicologia [...]. Mai un bel vestitino, [...] di forma. Non si usano più le [...] e qualche colore chiaro? Stavi così bene in rosa». Si usano i camicioni [...]. E una che corre [...] il tacco basso e roba di maglia. Eppure anche Giovanni, [...] giorno, quando mi ha [...] vestito bianco e verde, verde mela, mi [...] «Stai bene, cosi. Sembri una ragazzina». Dopo venti giorni io [...] Pirelli e il Peppino al suo lavoro. In treno, verso Milano, [...] le mani tutto allegro e diceva: [...] adesso. Cornetti al burro della [...] Ceccarel-li. Al Peppino piacevano le [...]. Quando ne faceva una grossa, [...] alla Marta una collana, o un anello. Poi è morto, e [...] testamento ai figli di far compagnia alla [...] bene, che era [...] donna che avesse amato». Di [...] ricordo che noi bambini [...] con certi scarafaggi che forse erano scarabei, [...] fare la corsa automobilistica: loro erano tutti [...] stavo al gioco. Mario diceva che il suo [...] una Bugat-ti. Le ore del pomeriggio passano [...]. Così è fatto [...] degli uomini: di lavoro [...] di pause. Leggono i giornali, parlano di [...] di [...] di sport. Anch'io leggo i giornali, [...] articoli che mi servono; ma c'è ancora [...] mia madre che dice: «Sempre lì a [...] quello che c'è da fare». Devo fare la spesa, [...] essere già fuori di [...]. Invece vado a prendere [...] pomeriggio. La Luisa dice: «Non [...] tutti [...] o delle altre donne? Eppure [...] moglie e figli. E con chi ci [...] Ietto? Con donne come noi, no? Quindi le [...]. /// [...] /// Noi donne, [...] siamo in prevalenza [...] quella del bruco. Sì, ma lui non Io [...]. E non sa che [...]. /// [...] /// Nel prato qualche giorno [...] un quadrifoglio, e il giorno dopo mi [...] soldi che non aspettavo neanche più. Chissà se ne trovo [...]. Possibile che anche un [...] a identificarmi con lui? Che cos'è questa [...] che mi a stare dalla parte dei [...] tutte le [...] con Chiara mi sono [...]. Quando ho percepito il suo [...] per Fabio non sono più riuscita a [...] una nemica, o una rivale. E lui me [...] affidata come un caso [...] mano sulla coscienza, non vedi come sta [...]. Ha fatto come Giovanni [...] Teo: [...] sono [...] alla compassione, alla cura [...] da altri. /// [...] /// Eppure mi piace fare [...]. Basta che non sia [...]. Forse anche Chiara chiede [...] Fabio [...]. E lui? È intenerito. /// [...] /// E non la lascia. Le altre, quelle che [...] ultimi vent'anni, duravano pochi mesi, forse anche [...]. Di quelle, certo, non [...]. Quando sapevo, e ne [...] finito. /// [...] /// Dopo due settimane di [...] del pericolo scampato. Woody [...] mi ha insegnato qualche [...]. Vorrei capire perché gli [...] perfetta innocenza. Infatti, per loro, tradire [...]. Una donna non la [...]. Ne hanno delle altre, [...]. Qualcosa mi ha insegnato [...] Teo: [...] le cagne, le annusa, se sono vicine [...] loro si siedono per non farsi montare. Ma se non sono [...] a farsi rincorrere: «Si fanno correre dietro», [...] lombarda. Lui ci sta con [...] bene accetto da tutte: ogni tanto incontro [...] una femmina che mi dice: [...] cane che le piace». Uno ci aveva fatto [...] perché lei. /// [...] /// Ma se un altro [...] quando lui sta giocando con una femmina, [...] lo attacca, e non molla la presa. Mi è ca-( [...] di [...] tirare per a coda, mentre [...] teneva i denti affondati nel collo di un boxer. In casi come questi [...] è un mestiere da donna portare a [...] cosi grande e grosso. Dunque: varietà e possesso, [...] modo maschile di rapportarsi alle donne. Nei cani come negli [...]. E [...] ha inventato [...] dove se ne stanno [...] anzi, chissà, forse finiscono per [...] bene e aiutarsi. Ma con la favorita, [...] Saranno gelose di lei e dei suoi [...] Forse [...] perche tocca a turno a questo o [...] più giovane e bella? a quella che [...] In fondo, è ciò che ci chiediamo [...] ne ha [...]. Teo è a casa, [...] Mena [...] darà da mangiare. Io avvio la macchina, [...] rumore [...]. Ogni rumore che fa [...] un senso, ma io non so quale. I ragazzi sanno tutto [...] dei rumori che fanno. Intorno [...] non c'è mai posto per [...]. Oggi è più tardi [...] colpa mia. Che colpe avrai mai, povera [...]. Fa piacere sentirsi riconosciuta. Sono la dottoressa X. Nello stanzone suonano i [...] le macchine da scrivere. Ogni tanto entra il [...] una donna, va da uno o da [...] il lavoro: entro le quattro di oggi, [...]. Da me viene il [...] «E [...] Grace Kelly. Bisogna sostituire [...]. Ce la fai in due [...] Ho già chiesto i [...] archivio». Chi era, guanti anni [...] e pettegolezzi: pochi, per la verità. Chissà come na fatto [...] un incidente di macchina. Ho un quarto [...] per [...] nell argomento: da donna a [...] chi eri, Grace? [...] mi risale da un fondo [...] ma c'è, meno male. Ogni tanto dubito di [...]. Il pezzo è pronto, [...] caffè. Infilo il gettone nella [...] macchina qualcosa macina e gorgoglia, e dietro [...] bicchiere di carta si è colmato di [...] con un filo di profumo. Ti ricordi Eduardo, quando [...] napoletana? E folclore. /// [...] /// Luisa è venuta anche [...] un caffè. Sei contenta?». Sono contenta? Finché si ragiona [...] i criteri [...] un riconoscimento di merito. Ma il merito non mi [...] di essere una donna, una [...] che deve prendere una decisione. Per fortuna mìa madre era [...] ci sta lei a [...]. Sapessi com'è noioso. Bei nomi per malattie [...] a un bambino, lo riempiono di pustole [...] venire una febbre da cavallo e lo [...] un dannato. E tu, intanto, sei [...] il cervello sulla sessualità adolescenziale, oppure sulle [...] delle separazioni e dei [...]. Non ho voglia di [...] mangerò qualcosa da mia madre. Lei è sempre contenta [...]. Oppure mogli tradite, come [...]. Capisco che una donna [...] che trova, anche [...] di [...]. Ma un uomo che [...] poi il resto, gode di privilegi tutti [...]. /// [...] /// A questo punto mi [...] il vento della rivolta e mi sento [...] separazione sarebbe un modo di affermare i [...] sottrarmi alla rassegnazione? «E [...] da Don [...] dice la Luisa. Ci sono persone che [...] in tratto, prendendo quello che trovano senza [...] Io sto male; i sentimenti dolgono, e ci [...]. Come si fa a [...] tacere? «Bisognerebbe non [...] mai neanche provati», dice la Luisa. [...] giusta corro fuori, al [...] sei di sera è sempre pieno di [...] appena uscite dagli uffici. Percorro il mio itinerario [...] quanto nel carrello e mi metto in [...]. Fuori il traffico è [...]. A casa c'è da [...]. Infilo la chiave nella [...] divento [...]. Nella stanza di Giovanni [...] ragazzi e od or di spinello: per [...] sono interrogata su quello strano profumo, anni [...] Pensavo [...] un incenso, di quelli portati [...] da qualcuno che andava [...] cerca di soluzioni. Poi ho saputo, ho [...] fatto scenate e cercato di discutere. Non è servito a [...]. Poco per volta ci [...] e non è vero che [...] dalla droga leggera a [...]. O, forse, ! Certo, [...] ragazzi come Giovanni [...] hanno trovato accanto, [...] la generazione adulta, per-» [...] lacerate dai [...] menti, che in qualche modo [...] hanno dovuto correre il ri-, schio di avventurarsi per [...] terreni inesplorati, dove il ; codice anteriore non servi-! Certo, io sono andata in [...] si per non perdere il filo; ma, forse, non [...] perso i [...] contatti, e questo è servito [...] a lui per non [...] del [...] tutto. Ma i ragazzi di [...] O i figli di quelli in-" capaci di [...] mia cucina è bella, [...]. Rapidamente [...] lisco le verdure del minestrone, [...] cala su di me la ! La pentola bolle e [...] manda un [...] profumo, [...] Teo annusa [...] e aspetta la [...] porzione di cibo. Suona il telefono, dico [...] parte c'e silenzio, poi il rumore secco [...]. So che è la [...] nome Chiara, che cerca Fabio. E allora non ha [...] questo: la casa, il minestrone, la salvezza [...] Giovanni, [...] patto di solidarietà nella vita con Fabio, [...] discussione. Anche perché io mi illudo [...] scegliere: in realtà il gioco [...] chi può si svolge fuori, in un appartamento qualsiasi [...] città, dove sta una ragazza sola che ha un [...] sposato, e che vuole [...] una vita con lui. Questo amante si chiama Fabio, [...] marito, e vorrebbe mantenere le cose come [...]. Ma non è detto [...] la ragazza può diventare così importante per [...] a [...]. Quindi, da un lato [...] persone chiamate famiglia, c'è una casa, ci [...] il futuro, c'è un passato di vita [...] hanno senso solo per noi: [...] c'è un evento che [...]. Ma sono storie d'amore queste? Di [...] che è palpito. /// [...] /// Oggi sappiamo che una cerca [...] soddisfazione sessuale nella trasgressione, uno la conferma [...] tico potere maschile, una il [...] della [...] femminilità, uno naviga su [...] proprio che viene chiamato narcisismo. E allora? Allora, almeno, [...] certa: questo che ho fatto per vent'anni, [...] questo cuci e rattoppa, lava e struscia, [...] col fiato sospeso sul benessere loro, di [...] figlio, è senza senso. Non solo non è [...] ti dicono grazie, né con le parole [...] fatti. E non costituisce un [...]. Per questo me ne [...]. Tanto, più sola di [...]. Sono intercambiabile, come una pedina, [...] non esisto. Devo imparare a esistere [...] nel mondo, nel lavoro, sono la dottoressa X. Mi pagano? Devo stare [...] sempre farmi le scarpe. Ma la testa gira, afferra, [...] c'è una logica, sia pure perversa, nella competizione maschile, [...] è comunque una logica. Nel mondo delle donne [...] dal buio. Scappa, mia cara, scappa, [...] madre che ti ha fatto studiare. E ringrazia te stessa, che [...] hai mai smesso di lavorare. Oggi hai sottomano la [...] hai davanti a te il tempo per [...] a te stessa, per bastare a te [...]. Ma si basta a se [...] Le [...] amiche sole stanno male come [...]. Come me, appunto: né [...]. Fabio è entrato dalla [...] cucina e mi racconta la [...] giornata: è andato [...] ricerca che interessa anche me e ne [...]. Suona il telefono e [...] luì. Sento che il tono [...] si fa carezzevole, parla piano e so [...]. [...] sono davvero niente. È come se non [...]. Devo [...] queste cose, una volta per [...]. Ma occorre aspettare che Giovanni [...] stasera, o sia andato a Ietto. Ancora la famiglia mi [...] di [...]. A tavola tutto è [...] battute scherzose, commenti. E questa, la realtà, o [...] Vediamo se stasera riuscirò a [...] questo e [...] cho ho in mente. /// [...] /// E questa, la realtà, o [...] Vediamo se stasera riuscirò a [...] questo e [...] cho ho in mente. (0) (0) ![]()
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