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È una di quelle [...] cui non parla a braccio. [...] dopo, [...] tira fuori da una busta [...] foglietti accuratamente redatti. [...] sue verità sul caso Moro, [...] di Montecitorio nel secon-do giorno [...] commemorazione ufficiale, assenti tra i protagonisti di ieri Cossiga [...] Andreotti e tra quelli di [...]. [...] scarsa di intervento. Al-cune verità scomode. /// [...] /// Cioé sulle «intelligenze crimino-se» politiche, [...] alle [...] che ispi-rarono e gestirono [...] prigio-nia» e [...]. Esse «mirarono al [...]. [...] non rispondono a nessun giudice, [...] «non sono mai comparse» nella sequenza dei processi. Difronte a quale tribunale [...] rispondere? [...] ha poca fiducia che [...] giustizia terrena. So-spira: «Eppure saranno chiamati [...]. Comunque, si riapre la [...]. Verità poco diplomatiche. Che ria-prono ferite non [...] acuminati giudizi morali e politici contenuti nelle [...] che riguardavano tanti suoi ex colle-ghi di [...] collaboratori e seguaci politici», osserva [...] guardandosi attorno in [...] che vede la presenza [...] tutti i gruppi -di reduci di quella [...] su cui, come previde Moro [...] ultima lettera, il sangue dello statista [...]. La valutazione di [...] risuona in aula come [...]. Quei giu-dizi erano veri, [...] il presidente, contrastando la vulgata che dipinse [...] annientato dai suoi carcerieri; erano invece giudizi [...] in quelle lettere così [...] erano maturati nella [...] espe-rienza». Anzi: valutazioni personali di [...] «la soffe-renza» [...] liberato dalla [...]. Che, di passaggio, rivela [...] riservato a [...] Ge-sù con Zaccagnini: «Mi [...] della [...]. Li trovai che si [...] paure, tra tante angosce, [...] cui Moro chiedeva che [...] dialogo. Perché tanta meraviglia [...] fatta da Moro, di cercare [...] incontro? Feci solo una domanda a Zaccagnini: se fossi [...] sequestrato tu, e fossimo [...] a [...] con Moro, lui proporrebbe di [...]. Prevalse -dice [...] -la scelta «responsabile» di [...] terrorismo con una trattativa. Però subito distingue (facendo [...] e sinora inedito, sotterraneo dissenso verso [...] trop-po rigida della linea [...] fatale, conseguente, riconoscimento delle [...] ma fermava la [...] attenzio-ne sul non rifiutare [...] dialo-gare». La duttilità di Moro [...] uno Zaccagnini seque-strato, a ruoli ribaltati? [...] non ha voluto approfondire [...] cui quel tentativo di «incontro», se non [...] venne esperi-to. Né ha voluto chiarire se [...] suo dis-senso si limitò a una sfumatura, o se [...] solo perché, come ha detto con una punta [...] non con-divideva a quei tempi [...] «responsabi-lità» degli altri massimi dirigenti del partito che non [...] più. Ed è [...] del «dialogo» per «vocazione» ad [...] ricordato dal capo dello Stato, a conclusione [...] di-versi gruppi, tra cui quattro [...] Selva, Mastella. Che in nome, pe-rò, [...] dimestichezza» con Moro come vicepresidente del gruppo [...] Camera, [...] poi come sot-tosegretario, ha potuto corroborare i [...] un «rapporto personale, confidenziale». Intes-suto -ha detto -anche [...] riservate su perso-naggi italiani ed este-ri». Sicché questo ruolo di [...] ha dato il senso di [...] doppia sferzata ai due passaggi clou [...] di [...] il brano relativo [...] con Zaccagnini e la battuta [...] fondatez-za dei giudizi sugli altri dirigenti [...] scolpiti da [...]. [...] del dialogo profetizzò nei suoi [...] scritti il suo isola-mento. Le [...] sapevano di colpire [...] voce che poteva «avere ascolto [...] oltre il suo schieramento politi-co». Ma la solidarietà non [...] il presidente. È un uomo solo [...] scrive dal carcere lanciando un messaggio che [...] ripropone con rimpianto. Uomo di dialogo, di [...] non sempre «esplici-ta». Mite ma non remissivo. Uno che poco prima del [...] gridò pro-prio in [...] a nome di [...] in un pulviscolo di altre [...] cin-que formazioni politiche: «Non ci [...]. Vincenzo Vasile IN PRIMO PIANO [...] «La [...] sfida per la democrazia ora [...] nelle nostre mani» ROMA. La sfida è nelle [...]. Così Massimo [...] nel par-lare ieri alla Camera [...] Aldo Moro. Il segretario dei [...] indica «le novità delle [...] ma an-che «il riproporsi di nodi irrisolti». Cioé «il rischio persistente [...] fragile, difficile, se non si sviluppa un [...] con-divisi, di regole comuni e accettate, senza [...]. Un ricordo [...] come me visse quelle giornate [...] già partecipe della vita politi-ca, è inevitabile -ha detto [...] segreta-rio dei [...] -provare [...] ancora forte. E sentire ancora il ri-cordo [...] di una sconfitta [...] dello Stato, della democrazia». Il delitto segnò infatti una [...] del-la storia nazionale, fermò «un [...] più compiuta» di cui il [...]. Interpellato più tardi, il [...] Consiglio, Walter [...]. Tra gli intervenuti alla [...] il segretario dei [...] Franco Ma-rini, ha sostenuto [...] «nessuno spirito di vendetta», lo Stato deve [...] veri-tà, tutta la verità» sul caso Moro. La figura dello statista [...] nella realizzazione della storia repubblicana. Ed è ancor oggi [...] «punto di riferimento nella speranza [...] innovazione, [...] di una fase nuova della [...] democrazia». Anche per la riforma [...]. Che è «la casa [...]. E quando si vedono [...] ricerca delle maggioranze le più larghe possibili [...] casa comune, ci si dimostra incapaci di [...] il [...]. Un altro ex [...] Clemente Mastel-la: «Un conto è [...] luce, altro è ac-cendere fuochi fatui». Bisogna, an-zi, [...] di «giocare a guardie e [...]. Gustavo Selva, ora di An, [...] quelle che [...] la storia -avverte -ha [...] uccidere Aldo Moro [...]. Anche [...] «storica», [...] di An [...] spinto sino a sostenere che [...] destra appoggiò sempre Moro. Cri-tico con il protagonismo [...] Pier Ferdinando Casini: da essi «parole vuote, di [...]. Parole a cui il [...] ha offerto «tutte le luci dei suoi [...]. Conclude la passerella di [...] capogruppo di Forza Italia, Beppe [...] che [...] faceva parte del gruppo Zacca-gnini: «Ancor [...] è comprensibile che tratti non chiariti della [...] Moro, [...] poteri dello Stato, i [...] terroristi, possano indurre a valutazioni negative e [...] sulla condotta dei maggiori po-litici responsabili del [...]. Non vi fu «un [...]. Non si cerca così [...]. Se vi fu un [...] «di certo non vi mili-tò nessuno dei [...] doverosamente imboccare la via della fermezza. Ogni illazione sulla moralità [...] serve solo [...] le colpe dei terroristi». Sia quella sulla possibilità [...] via più duttile rispetto alla rigida «fermezza», [...] re-stituisce ad Aldo Moro, alla [...] luci-dità, le lettere dal [...]. Per Ersilia Salvato del [...] la lezione di Moro, [...] uomini politici che capì la rottura del [...] og-gi. I neo costituenti dovrebbero [...] assillo, sul ruolo [...]. La regia criminosa a [...] Un mazzo di rose sullo scranno che [...] Aldo Moro e sotto Giovanni Galloni [...] I «rimpianti» del Presidente [...] lunghi mesi che prece-dettero la morte di Moro. Rim-pianti per tutte quelle [...] che si sarebbero potute fare per salvare [...] statista. È uno stato [...] condiviso anche dagli altri [...] Gerardo Bianco è un dirigente ancora in «politica», [...] dei popolari. Allora era vice presidente [...] scudocrociato alla Camera. Anzi, subito dopo il [...] fatto prendere le redini del gruppo. E dice: «Se lei [...] a distanza di [...] ho dubbi sulla linea [...] rispondo di no. Non si poteva fare [...]. E tentare qualche strada? «E [...] Si viveva [...] assoluta. [...] cosa certa era la strage [...] dai brigatisti, [...] della scorta di Moro. Trattare avrebbe creato una situazione [...] sfascio istituzio-nale, senza ritorno». Ma non era possibile [...] «segnale»? «Certo, e infatti avevamo convocato la [...] del ritrovamento del cadavere di Moro. Lo chiedeva il Presidente nelle [...] lettere. Tutti speravamo che si [...] dialogo, anche se non [...] al-cuna garanzia che quel [...] portato a qualcosa». Insomma: «Più ci penso, [...] se non avessimo tenuto quella linea la [...]. Ed eravamo tutti [...]. Luigi Granelli, [...] del se-questro era uno [...] col-laboratori di Zaccagnini, segreta-rio della [...]. Neanche lui ha dub-bi [...] partito. Ag-giunge, però, una cosa: «Io [...] come molti altri, le pa-role di [...] alla Camera. E non mi sembra [...] quelle parole trasparisse un ripen-samento sulla scelta [...] trattativa. Il Presidente lo dice [...] fu giusto non trattare». Ma lei ricorda [...] fra [...] e Zaccagnini? «In quei [...] del Gesù era un continuo via vai. Moltissimi venivano a suggerire idee, [...]. E ri-corda qualche «distinguo» di [...] rispetto alle posizioni [...] segretario? «No. E voi lo co-noscete: [...] quando non è [...] su qualcosa non lo [...] di penna. No, non ricor-do il [...]. Ancora, [...] «voce» autore-vole. È quella di Giovanni Gallo-ni. Durante il rapimento era [...] Zaccagnini. Io ricordo perfettamente che [...] non ci sarebbe stato alcun ri-conoscimento delle Brigate Rosse, [...] alcuna violazione delle leggi -tipo scambio di [...] di questo genere -mandam-mo mille segnali [...] per attivare un dialogo. Lo ricordo co-me fosse [...] giorni pas-sati da Bodrato attaccato al telefo-no [...]. I numeri erano noti [...] avuto vo-glia di telefonare sapeva che non [...]. Ma quel tele-fono non [...]. Di più: po-trei [...] il mio viaggio a Lon-dra, [...] contattare [...] che poteva essere una [...] terza nel dialogo. No, mi creda: anche [...] abbiamo tentato tutto il [...]. Altra cosa era la [...] la voleva solo [...]. Altro tema: la denuncia di [...] sui registi [...]. Crede che sia stato [...] «Questo è un altro di-scorso. Lo sanno tutti, [...] scritto e lo ripeto: Moro, [...] pri-ma del suo rapimento ci disse in [...] partito che aveva mo-do di pensare che [...] americani ed israeliani non rivela-vano tutto ciò [...] Brigate Rosse. Insomma, [...] penso che ci fosse [...] magari in rap-porto coi [...] che lavorò per eliminare Moro. Per bloccare la [...] politica». Fin [...] i dirigenti democristia-ni. Francesco [...] leader del [...] fa non aveva incarichi di [...]. Era un giova-ne intellettuale [...] di un gruppo di esperti che lavo-rava [...]. Colla-borava con un grup-po [...] la tesi congressua-le con Moro. Il pa-dre di Aldo [...] una scuola a Bari, mentre mio nonno [...]. Potrei prosegui-re, suo insegnante [...] un mio zio, ma il tutto per [...] me fu ancora che più difficile che [...] sono convinto che non ci fosse alternativa [...] fermezza. Ebbero ragione Zac-cagnini e Berlinguer». Poi, senza altre do-mande [...] continua: «Se mi permette [...] dire che a differenza di altri, anche [...] convinto che fossero autentiche le lettere di Moro. Ma-gari [...] quando lui sostene-va che [...] Stato non dovessero avere la prevalenza sulle [...] non capi-vamo. [...] capito solo molti anni dopo». Stefano [...] I rimpianti del presidente [...] adottata. Parlano Bianco, Granelli, Galloni, [...] «Ma la fermezza fu giusta» Gli ex [...] difendono Zaccagnini. Ecco il rebus da [...]. /// [...] /// Sul sequestro e [...] di Aldo Moro il [...] pru-dentemente è stato ricordato dal pre-sidente [...] -riguarda il ruolo di [...] Stato i quali, pur po-tendo fare [...] agirono in maniera ta-le [...] tragico del rapi-mento, come se volessero in [...] esternamente le azioni delle [...]. Una tesi che è [...] storico Francesco [...]. Biscione nella formula «partito non [...] che vuole significare che nel [...] altre [...]. A lungo sottovalutato a [...] orientamento è or-mai prevalente tra gli studiosi [...] i giudici titolari delle nuove inchieste sul [...]. Infatti [...] impressionante di documenti e [...] qualche modo ri-voluzionato la «verità ufficiale», che [...] momento si basava [...] acritica dei racconti dei [...] i quali avevano disegnato [...] cambiando di volta in volta dettagli di [...] per ade-guare la loro versione a quanto [...]. [...] ancora oscuri della vi-cenda? Tantissimi. A cominciare [...] di via Fani. Il giudice Luigi de [...] raccol-se la testimonianza di [...] del Sismi, il quale raccontò che la [...] marzo del 1978 in via Fani [...] anche un ufficiale del [...] Guglielmi, che era stato avvertito in anticipo delle [...] di rapire Moro. La fonte sarebbe [...] «Franco». Guglielmi, interrogato, spiegò di [...] in quei paraggi, ma solo perché invitato [...] un amico. Dal [...] 9 del mattino. Un [...] presto per pranzare. Un pentito di [...] Saverio Morabito, ha poi rac-contato [...] saputo che, sempre in via Fani, quella mattina [...] alcuni malavitosi legati ai carabinieri, [...] segui-rono [...] tutta [...] per [...] eventualmente interve-nire a sostegno dei [...]. Un racconto del tutto [...] in uno dei nastri par-zialmente cancellati delle [...] brani di una conversazione in cui un [...] cenno alla pre-senza di pregiudicati calabresi in [...] Fani. Questi particolari -che possono [...] per una ricostru-zione da «cronaca nera» dei [...] ad un altro problema che da tempo [...] gli studio-si: quello [...]. Una serie di dati [...] di sicurezza avevano molte [...] partito armato. [...] testi-monianza è venuta re-centemente [...] carabinieri Ni-colò Bozzo, il quale ha raccontato [...] del sequestro Moro, un infiltrato av-vertì gli [...] lì a poco le [...] avrebbero compiuto a Roma [...] confronti di un politico di primo piano. Ma [...] di Bozzo venne praticamente ignorato. In pratica [...] la netta sensa-zione che [...] di polizia fossero molto meno impreparate di [...]. La questione, come è [...] al di là della «intelligenza crimi-nale» delle [...]. E si muove nella [...] rebus di via Gradoli: lì [...] capo militare delle [...]. Numerose furono le se-gnalazioni [...] titolo, arrivarono a poli-zia a carabinieri. Ma so-lamente il 18 [...] apparente-mente casuale, la base venne scoperta. È possi-bile spiegare tanto lassi-smo [...] con [...] aspetto, tra i tanti che [...] possono ri-chiamare, riguarda la gestione «politica» [...] di Moro e [...] non privo di ombre, dei [...] scritti. Il giudice [...] in un suo inter-vento, ha [...] che Moretti si rapportava ad un «quarto uomo», in-tendendo [...] questa espressione più [...] o una struttura, che una [...] fisica. In [...] veni-vano preparati gli interrogatori e [...] le risposte. Ma perché il mate-riale [...] era stato promesso -non venne reso no-to? I [...] cercato di mini-mizzare: in parte non avevano [...] le risposte di Moro erano deludenti. Difficile [...] il me-moriale di Moro è [...] considerato di estremo interesse, sia per [...] che per la denuncia delle [...] man-canze. Ed è curioso che [...] possesso di un materiale così clamo-roso, abbiano [...] chiu-so in un cassetto. Stando a quanto [...] processi [...] da quella «mancata [...] intrighi degli anni Ottanta, con [...] di ricatti incrociati. Ecco per-ché i ricercatori da [...] ipotizzano [...]. /// [...] /// Ecco per-ché i ricercatori da [...] ipotizzano [...]. (0) (0) ![]()
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