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La sinistra europea? Rimanga [...]. /// [...] /// Anche il bravo Gad Lerner, [...] precisino, può in-correre in qualche raffazzonatura. Domenica scorsa, scrivendo sulla «Stampa» [...] storico ro-mano su «Identità e storia della [...] «Gli si chiederà di prendere atto del fallimento [...] collante [...] nazionale. [...] in questione toccherebbe a storici [...] te-stimoni [...] che da-ranno vita, da giovedì, [...]. Peccato che il programma del [...] teorizzi [...] contrario. E cioè: rispondere alla [...] e rilanciando la «memoria antifascista» con strumenti [...] scandaglian-do zone [...] e rimozioni di par-te [...] le foibe titi-ne). Morale: un [...] più di rigore non guasta. Specie su [...] così [...]. Sennò, per fare un pezzo [...] si finisce col far confusio-ne. /// [...] /// Lo sono, e sovente, [...] «Giornale». Vere e proprie «palle». [...] è questa, gonfiata a [...] prima con il titolo: «Ri-torna Tony Negri, [...] fe-steggia». Vai a pagina 6, [...] la sinistra è: Scalzone, Piperno e il [...] Paolo Cento (ma chi è?). In-somma sotto la notizia [...] moltiplicata per due, niente. Ma pro-prio Niente. Dove però persino il [...] giudice Calogero vie-ne spacciato e riciclato per [...]. Mica facile! [...] voi, filosofi, a distillare il [...] dal «nulla as-soluto»! E così, fin ad [...] ha stemperato, ahi-mé, presidenzialismo, proporziona-le, «doppio turno», [...]. In una [...] «pozione». Forse bisognava inchio-dare, e [...] Polo ad un vero doppio turno. In caso di boccia-tura [...]. Premierato, che rimaneva e [...] più nobile. [...] ci ha provato, ma [...]. A [...] però, che gli consiglia [...] spec-chio», diciamo: anche lui, con rispet-to parlando, [...]. Infatti con chi mai vorrebbe [...] soggetto politico» e [...] Con quelli che tra i [...] hanno favorito prima il [...] e oggi. /// [...] /// Bruno Ro-mano, filosofo del [...] chi lo accusa di insegnare solo [...] ricorda che lui ha [...] libri. Che parlano di Fichte, Hegel [...]. È vero, e stanno tutti [...] in un [...] in quarta di copertina del [...] incom-prensibile testo [...] della relazione giuridica» [...]. Della serie: caro studente, per [...] beccati [...]. Poi, per qualche appro-fondimento. Ma non poteva pensa-re a [...] formula «discount»? [...] is [...] love. [...] questa cosa chiamata amore. È [...] di una deliziosa canzone scritta [...] Cole Porter negli anni Trenta. Se a «love» sostituite [...] uno dei dilemmi po-litici più ricorrenti di [...]. [...] chi la vuole più [...] federale, e chi invece batte ancora [...] e sul ruolo insostituibile [...] redistribuzione delle risorse. Chi fa il tifo per [...] sinistra rinnovata e «di mercato» di Tony [...] e chi guarda [...]. A [...] Usa, [...] un signore che alle [...] tra socialismo e liberalismo, ha [...] buona par-te della [...] vita. Si chiama Michael Walzer, [...] dei filosofi ameri-cani più celebri e ascoltati. Appar-tiene a una specie [...] in via di estinzione, di quelli che [...] nella loro opera biografia e scelte intellettuali, [...]. La nascita in una [...] mitteleuropei gli ha fatto scrivere pagine importanti [...] fonte di pluralismo politi-co e origine del [...] democratico mai tentato, quello degli Stati Uniti, [...]. La militanza politica (a [...] mandato dal suo maestro [...] rivista [...] dei movi-menti di liberazione [...] ritorno alle radici del sionismo socialista, hanno [...] pagine scrit-te intorno al tema della giustizia [...]. La conversazione con Walzer [...] articolo pubblicato nel 1995 su [...] di cui oggi è [...]. [...] Walzer dichiarava in modo [...] un «socialista democratico». Gli di-ciamo: Non è [...] dif-fusa nel lessico politico america-no. [...] da noi un socialista democrati-co [...] definito come un [...] liberal», cioè un liberal di [...]. Ma dal punto di [...] e delle idee, non [...] gran differenza tra un [...] uno che in Europa si riconosce nella [...] de-mocratica, quella del partito so-cialista francese, dei [...] vostro Pds. Negli Stati Uniti appartengono [...] gran parte di quelli che lavoravano nel [...] durante il primo mandato [...] Clinton, [...] segretario al la-voro Robert Reich. Se poi voglia-mo andare [...] nella storia del nostro secolo, [...] se non socialisti democratici [...] quelli che si riconosceva-no nello spirito e [...] New Deal?» [...] superiamo la que-stione terminologica. Come defi-nirebbe oggi questa [...] democratica, dalla nostra e [...] «Le nostre società hanno [...] enorme, che è quello della democratizzazione. Possiamo giocare con i [...] enormi progressi di questo [...] masse di popolazione, ma [...] democratizzazione rimane in gran parte irrisolto. Si ba-di, uso il termine [...] non eguaglianza, perché il pro-blema non è soltanto quello [...] una diversa accumulazione e distribu-zione delle risorse, ma è [...] profon-do, riguarda il potere sociale, la [...] e di [...] il [...]. Questo sembra anche un [...] un equilibrio tra i due poli della [...] democratica occidentale, tra [...]. Quali beni distribuiamo? A [...] A costringere gli esse-ri umani a essere quello [...] o a essere cittadini partecipanti della loro [...] non è la cancellazione [...] gli individui. I beni che [...] diverso, a seconda della [...] cui si indirizzano e [...] del singolo. Ecco quindi che quan-do [...] della società, di [...] dobbiamo sempre declina-re questa [...] liberale di pluralismo e di differenze, e [...] i bisogni sociali so-no diversi, capire che [...] beni deve essere diretta a raffor-zare i [...] individuo e comunità possono portare al [...]. Per questo lei ha parlato [...] e non soltanto di [...] state», e ha dato gran [...] a politiche di giustizia so-ciale gestite direttamente dalle comunità? Sì, certo. Mi è capitato di [...] state» decentralizza-to che metta [...] diverse co-munità di offrire ai loro componen-ti [...] di servizi -scuole, ospedali, assistenza. Questo potrà certo generare [...] con-trollo dello spazio politico, ma al tempo [...] spazio e le funzioni messe a disposizione [...] opportunità per la partecipazione individuale. E individui partecipanti, con [...] di cittadinanza, sono la migliore protezione contro [...] dominio sociale di cui parla-vamo». Il suo «socialismo democrati-co» si [...] dunque in questa prospettiva? [...] così: credo che il so-cialismo [...] sia ancora il credo politico che meglio consenta di [...] le necessarie forme di azione statale [...]. /// [...] /// Ciò che tiene insieme [...] così diversi non può essere un insieme [...] di fini comu-ni. Ciò che li può [...] il senso di cittadinanza, di partecipa-zione anche [...]. Professore, cosa ci racconta [...] «La [...] americana è ancora sulla difensiva. Clinton non ha un [...] trasforma-zione della società americana. Su troppe questioni, per esempio [...] altro che farsi portavoce degli [...] delle grandi [...]. Il partito democratico è confuso, [...] una vera strategia. La sini-stra americana sta [...] profonda ristrutturazione degli anni delle presidenze di Reagan [...]. Il trionfo di un [...] distrutto il tessuto connettivo del mondo del [...]. I democra-tici non sono [...] di proporre un modello alternativo a quello [...] basato sulla resa alle leggi del mercato, [...] alle tasse per i più ricchi, sulla [...] sociale. È vero che quel [...] alla creazione di posti di lavoro, ma [...] è bilanciata dai bassi salari, e la [...] og-gi molto più divisa e diseguale ri-spetto [...]. Eppure in giro si [...] di una [...] della sini-stra americana, simbolizzata [...] nuovo vigore del sin-dacato. La globalizza-zione [...] rende sempre più evidente [...] mercati si al-largano, la produzione si sposta [...] decisioni so-no prese [...] di soggetti. La sinistra ameri-cana deve [...] il proble-ma della cittadinanza di questi [...] donne. [...] di persone a fare [...] che non amano e che [...]. Come dicevo, il problema [...]. Sì per quanto riguarda [...] della tradizione li-beral americana a dividere [...] la [...] capacità di mobilitare la [...] le comunità, i partiti, le associazioni, i [...]. Il programma di Tony [...] in Gran Bretagna mi [...] quanto a volontà di decentralizzare radicalmente il [...]. Ma la sinistra europea [...] la [...] tra-dizione, che è quella [...]. Deve trovare una strada nuova, [...] questa deve essere la [...] strada». Roberto Festa [...] Teorico delle comunità Michael Walzer [...] direttore della [...] di [...]. Con la [...] teoria politica ha riconosciuto [...] e delle lealtà particolari [...] della vita sociale, affermando [...] la necessità di una sfera pubblica superiore [...] ai gruppi, strumento necessario di giustizia distributiva [...] protezione del singolo. Molti i suoi libri [...] Italia, tra cui : «Esodo e rivoluzione» (1985), «Interpretazione [...] sociale» (1990), [...] militante» (1991). Charles Rex [...] City 1994. Una manifestazione di lavoratori [...] dei contratti. Le organizzazioni sindacali del Nord America [...] recentemente rianimandosi, ispirandosi ai modelli europei E [...] riscoprono il socialismo europeo. Marcucci ha scritto la [...] politico sostenitore del partito come formazione militare [...] il crociato delle repressioni [...] Stalin Fu il dirigente più abile e spregiudicato [...] degli strumenti [...]. Ma con [...] andò incontro a un [...]. Tariffe di abbonamento Italia [...] Semestrale 7 numeri L. Via Bettola 18 -20092 Cinisello Balsamo (MI) -oppure presso le Federazioni del Pds. Tariffe pubblicitarie A [...]. /// [...] /// Direzione Generale: Milano 20124 -Via Giosuè Carducci, 29 -Tel. /// [...] /// Statale dei Giovi, 137 [...] S. Eccone qualche esem-pio: «Se [...] di un bolscevico si muove il vermicello [...] parte del suo impe-gno sarà inutile»;« Quando [...] governatorato decide di fucilare dieci persone, emana [...] ma non la esegue, perché ar-restare e [...] compito del partito. Il comitato di governatorato [...] della commis-sione per la lotta alla controrivolu-zione, [...] del partito, di [...] «Tutte le decisioni delle [...] imperativi as-soluti per quelle inferiori»;« Lenin prendeva [...] man-ganellava e insegnava il bolscevi-smo». Nulla di nuovo, si [...]. Non [...] certo bisogno di una nuova, [...] ricerca per giungere alla con-clusione che [...] è stato, [...] di Stalin». Si rifletta tutta-via sul [...] citazioni date [...] appartengono tutte agli anni [...] delle re-pressioni di massa, [...] identificato lo stalinismo. [...] non è stato dunque [...] degli anni delle repres-sioni», è stato anche [...] «politica delle repressioni». Da [...] per questo personaggio spesso [...] ci aiuta a capire come si è [...] del socialismo agli orrori dello stalini-smo. E questo perché, come [...] ricerca di Marcucci condotta spesso su materiali [...] nelle posizioni che [...] ha espresso negli ultimi [...] di guerra», e successi-vamente della [...] della collettiviz-zazione e della [...] con-tadini», è possibile identificare ele-menti di fondo [...] che a poco a poco ha portato [...]. Fondamentale della visione di [...] era [...] che il partito bol-scevico dovesse [...] come una formazio-ne militare: con una sola testa pensante [...] comando -e la più rigi-da disciplina. Presente negli anni della [...] negli anni della guerra [...] del partito è sopravvissuta, come si sa, [...] quali era nata, dando [...] un [...] uno dei protagonisti del [...]. Il principio del «partito [...] della inammissibilità del dissenso e delle correnti, [...] conseguenze che sappiamo, sono di-ventati così dati [...]. [...] quando i portatori delle possibili [...] politiche alle scelte del [...] diventava ubbidire e imporre [...] in primo piano saliva-no gli [...] i [...] e cioè gli esecutori, gli [...] («Tracciata la linea è [...] che decide di tut-to»), insomma [...] quadri come [...]. Forse nessuno dei collaboratori [...] Stalin, [...] stato più abile di lui, oltreché più [...] strumenti [...]. Nessuno poi ha interpretato [...] ebreo ucraino [...] ebreo al quale sia [...] parte e per più di trenta anni [...] sovietico -la po-litica come ricerca del «nemico [...]. Più che un tipico [...] dovrebbe essere vi-sto dunque [...] estremista. Non a caso del [...] declino è iniziato già con Sta-lin, e [...] è diventato inevitabile fare [...] lo stalinismo, [...] si è trovato in [...] col partito che aveva contribuito a co-struire. [...] non può e non deve [...] confuso dunque con altri. Marcucci ha però ragione [...] che le idee sulla de-mocrazia e [...] dei metodi re-pressivi che [...] ha esposto in modo [...] grossola-no, erano le stesse che alcune delle [...] di quelle politi-che e di quei metodi [...] -predicavano sia pure con [...] attento. È tuttavia possibile che, [...] Marcucci, quando la repressio-ne staliniana ha finito col [...] gli uomini più vi-cini al «comando» lo [...] sia stato sfiorato dal [...]. Adriano Guerra Il commissario [...] Stalin. Biografia politi-ca di [...] di Loris Marcucci Einaudi [...]. /// [...] /// Biografia politi-ca di [...] di Loris Marcucci Einaudi [...]. (0) (0) ![]()
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