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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «l'Unità-Unità 2-Nazionale del 1998»--Id 3643342602.

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Parla il semiologo Paolo Fabbri Segni [...] casualità? «Il grande [...] è un film divertente, [...]. ///
[...] ///
Non sappia-mo se è [...] and [...] in Las Vegas», appena [...] di [...] potrem-mo decidere di sì [...] che la regia è di Terry Gilliam, [...] questo il punto. Il punto è che [...] importante ele-mento in comune (nello specifico, la [...] e, a lo-ro volta, hanno la stessa [...] con lo spot di un nuovo tipo [...]. [...] gli [...]. Non solo la moda, [...] parlare dei figli dei fiori. E persino i libri: [...] Italia è uscito solo ora «Ruba questo [...] Con [...] semiologo Paolo Fabbri, che confessa di essere [...] dei fiori, parliamo di questi segni «floreali» [...] da ci-nema e pubblicità. Perdenti da riva-lutare, morti da [...] in-genui da sfottere: insomma, che senso ha, oggi, parlare [...] o [...] «Gli [...] hanno costi-tuito un elemento culturale [...] -dice Fabbri -. Peraltro alcuni loro [...] assorbiti: uno è [...] verso la natura, una specie [...] ecologia an-te [...]. Un altro è il buonismo [...] ricorda quando andavano col fio-re dal poliziotto e quello [...] menava? Un altro ancora, molto importante, [...] la genti-lezza. Questi sono valori hippie [...] davvero mentre altri pezzi della loro cultura [...]. Gli [...] sono morti? Non so, [...] comunque, sono vivi in simula-zione». Poverini, viene da dire. [...] parte il buon [...] del film è un [...] cuore [...] uno svogliato che, messo [...] balla bene. Vogliamo provare a [...] come un «segno»? Anche [...] è vi-vo in simulazione [...] mondo estetizzato e estetizzante? «Evidentemente in un [...] dominante la moda tutto torna -osserva Fab-bri [...]. [...] diceva che la moda è [...] rotazione dei possibili. In questo senso [...] è un possibi-le che torna, [...] tanti. Tutti i possibili tornano [...] che è fondato non sulla forza del [...] come accumu-lazione, trasformazione e cambia-mento. Là dove [...] moda, ossia [...] rotazione. Basta vedere come si [...] di oggi, pensare alla moda di oggi, [...] dei fiori: vita bassa, il panci-no scoperto, [...]. Il segno ha ucciso [...] «Nella loro epoca i fi-gli dei fiori, come [...] cui cultura erano legati, costituivano una differenza [...] so-cietà -spiega il semiologo -. Era-no una sfida reale. A cominciare dal loro [...] la musica e le droghe. La codifica del sensi-bile [...] li metterei insieme in questo caso) e [...] di immagine, la scelta del-le culture orientali, [...] lavoro (anche questa è una cosa molto [...] lasciato tracce enormi) erano sì un aspet-to [...] quella rivo-luzione estetica conteneva forti elementi etici. Perché si oppone-va in [...] sì che gli altri diventassero così come [...] rin-viava loro [...] violenta, dura, efficientista. E da questo punto di [...] costituivano una sfida reale». Adesso, però, non siamo [...] Sessanta. Al-lora, per [...] con Gilliam, [...] ottimismo, speranza e voglia di [...]. Poi hanno ammaz-zato [...] e Martin Luther King: [...] sfumato». Allora un hippy era [...]. Ora uno qualsiasi di [...] anche figlio dei fiori. Prendia-mo in considerazione [...]. Adesso va di moda un [...] di uni-sex. Allora, i figli dei fiori [...] che era [...] fortissima. Oggi, invece, siccome non [...] alternativa, tutto è possi-bile. Si può essere unisex [...] eleganti alla sera. Ci si può vestire [...] abbastanza duro e in realtà essere un [...]. Insomma, il problema è [...] valori dei figli dei fiori di cui [...] passati, ma sono sul mercato. E sono perfettamente scambiabili». Tutto ciò ha il sapore [...] una nemesi. Fabbri, nella [...] giovanile, è [...]. Nessu-no li ha lasciati [...]. Come i punk? «Se [...] punk e lo rovescia tut-to, tratto per [...] hip-py. Semioticamente è la [...] con-versione: [...] passione per la [...] per la città; oc-chialini [...] di artificialità; massimo di [...] di tutti i colori; [...] tagli, spilloni. Persino [...] per la società, che li [...] per [...] era una specie di inversione [...] per [...] era proprio un odio fino [...] fondo. Oggi entrambi sono diventati [...] comunicazio-ne». Uccisi, mangiati e digeriti, [...] dello spot. Il figlio dei fiori [...] fra le tante altre dei linguaggi della [...]. È diventato un segno [...]. Come le cartoline di Di Caprio [...] insieme a quelle di Che Guevara». Tutto questo, [...] dà un senso di [...] an-che di grande vuoto. Perché non solo i [...] non ci sono più, ma [...] sono entrati nel gio-co [...] segni. E la cosa più [...] punto di vista è che la sola [...] il ritorno a formule passate, ma è [...]. [...] sul paradosso, possiamo sperare, nel [...] in un uso esponenziale [...] in una moltiplicazione vertiginosa. E la speranza è [...] dei co-lori che, se accelerati, danno il [...] cose fino [...]. Perché da qual-che parte [...] una via di fuga, un cambia-mento di [...]. Il tentativo di trovare [...] piombo, un pun-to di gravità, è destinato [...]. Già ci sono in [...] ma forse non stiamo guardando nel posto [...]. E da che parte [...] sguardo, secondo Paolo Fab-bri? «In certe forme [...] modo in cui i giovani usano la [...] e con le macchine, lì stanno cam-biando [...]. Si fa strada [...] di una specie di centauro, [...] una chimera metà macchina e metà uomo che, probabilmente, [...] un comportamento diver-so da quelli che conosciamo. Non sappiamo ancora come». ///
[...] ///
E non parliamo dei [...] escono allo scoperto in occasione di festi-val [...] ai loro cani, [...] e chitarre. No, parliamo dei figli [...] fiori che, soprattutto nel nord Europa, continuano [...] senso reale e in quello metaforico. Co-me il grande [...] anche gli [...] storici hanno lasciato, volenti [...] il loro seme. Questa nuova ge-nerazione è quella [...] o new age [...]. ///
[...] ///
Si stima che in Inghilterra [...] mezzo milione le persone che, spesso spinti [...] nei confronti della vita [...] hippy e abbiano deciso [...] per la nazione a bor-do di [...] o roulotte. Nomadi, vi-vono di espedienti [...] per [...] questi [...] uniscono [...] per la natura, un [...] con un disconoscimento del potere costituito che [...] in Gran Bretagna, i [...] devianti». Contro di loro, infatti, (ma [...] contro [...] e squatter) fu vara-ta una [...] ad hoc, il [...] justice [...]. Il pacchetto di leggi [...] altre co-se, pena detentiva per occupazione abusi-va [...] o privato, considera reato penale rifiutarsi di [...] di automezzi superiore a sei, cam-peggiare abusivamente. E concede alla po-lizia [...] sciogliere assemblee in luoghi di importanza archeologica, [...] a tutti i [...] che, dal [...] vogliono continuare a fare [...] a Stonehenge. [...] è impossibile, scavando e [...] archivi, leggendo e rileg-gendo le lettere e [...] imbattersi in qualche riga capace di gettare [...] qualcuno de-gli infiniti episodi di questo intrec-cio, [...] i connotati» di un personaggio fino a [...] al di sopra di ogni sospetto. Tanto, come nel ca-so di [...] stiamo per parlare, [...] ospitate le spoglie nella basilica [...] e i cenotafi delle glorie nazionali. Tale è il posto [...] oggi le spoglie di Leonardo Bruni, nato [...] Arezzo [...] 1370 e morto nel 1444, umanista e [...] dei 12 libri delle [...]. Che fu can-celliere della Signoria [...] Firenze e, [...]. La tremenda accusa viene rivolta [...] al Bruni [...] di storia rinascimentale [...]. Il professore avrebbe scoperto [...] cui il cancelliere sarebbe stato implicato in [...] favorire [...] areti-no in combutta con [...] Milano, in lotta contro Firenze. Il documento, che risale al [...] ap-pare redatto da una [...] della cancelleria milanese e descri-ve [...] progetto per liberare Arezzo dal dominio fiorentino con [...] di Siena e di Lucca. Il testo, che non lascia [...] di «rovinare» Firenze e la Signoria, presenta Bruni come una quinta co-lonna aretina in campo [...] e come una fronte di informazioni ri-servate. Il cancelliere, ad esempio, avrebbe [...] il nome di [...] fiorentina infiltrata [...] lucchese. A dire il vero [...] dal professor Field nel suo studio, che [...] al congresso annuale [...] america-na per gli studi [...] Rinascimento [...] che verrà pubblicato sul prossimo numero di «Renaissance Quarter-ly», [...] sembrano infondate. Leo-nardi Bruni (e non [...] da tem-po un personaggio «chiacchiera-to», [...] cui fama di grande patriota [...] oligarchici in lotta è stata [...]. Un fatto per tutti: [...] suo unico figlio, da lui usato co-me [...] legarsi agli ambienti oligarchici. [...] i favori che riservò [...] co-me lui, provenivano dalla suddita Arezzo. Ma, come negli intrighi che [...] ri-spettano, al professor Field sovvie-ne un dubbio: non sarà [...] il testo ritrovato (la cui autenticità sembra sicura) sia [...] scritto ad arte, [...] di una campagna di calun-nie [...] per fo-mentare una rivolta contro Firenze e [...] Il professor Field ne dubita, [...] resta. ///
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Ma, come negli intrighi che [...] ri-spettano, al professor Field sovvie-ne un dubbio: non sarà [...] il testo ritrovato (la cui autenticità sembra sicura) sia [...] scritto ad arte, [...] di una campagna di calun-nie [...] per fo-mentare una rivolta contro Firenze e [...] Il professor Field ne dubita, [...] resta.

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Il progetto è senza scopo di lucro, ma purtroppo le spese sono ingenti. Da alcuni anni IdMiS - Istituto della Memoria in Scena (ONLUS) -, anche grazie al Comitato promotore Fondazione Giovanni Frediani ed all'Associazione Culturale Controtempo, ha investito molte risorse sia monetarie che umane nella progettazione del sistema, nella traduzione digitale del proprio patrimonio archivistico, bibliografico - specialmente dell'emeroteca -, biblioteconomico, e museale; in assenza di un contributo pubblico minimamente adeguato ci vediamo costretti a chiedere alle biblioteche che vorranno aderirvi ed indirettamente agli utenti la condivisione dei costi e/o la partecipazione attiva all'elaborazione delle unità bibliografiche che ciascun ente vorrà inserire per il prestito digitale interbibliotecario.
Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

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La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


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Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

(265)

Città & Regione [1975-1976*]

(259)

Civiltà cattolica [1850-2000*]

(214)


(270)

Interstampa [1981-1984*]

(268)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(263)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(252)

L'Orto [1937]

(227)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(263)


(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(145)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

(97)

Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

(201)



(127)


Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .





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