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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «l'Unità-Unità 2-Nazionale del 1996»--Id 3612590792.

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Nostalgia della nebbia e del [...] che fu Il giorno [...] in cui finì la se-conda [...] mondiale erava-mo in barca sul lago sotto un so-le [...] balenante in scaglie vi-tree [...] verde immobile tra scure colline, [...] pelle [...] che [...] la-sciava dopo lunghi bagni in [...] fondali. [...] un ululato di sirene accerchiò [...] e a noi suonò come [...] allarme che an-nunciasse un tardivo [...] ormai irra-gionevole bombardamento su quel paesaggio da quadro rimasto [...] immune, [...] città divisa e contesa da [...] avrem-mo voluto fuggire. La guardammo: aggrappata in-torno [...] chele di pallido granchio, intatta. Le sirene, ancora ululanti, [...] delle ostilità nel mondo: il Giappone si [...]. Dalle barche che affollavano [...] del lago di Como quel pomeriggio del [...] alleati in libera uscita cominciaro-no a tuffarsi, [...] polacchi, bianchi e neri, in divise kaki [...] piedi. Si tuffavano e nuotavano intorno [...] barche urlando di gioia in una babele di esclamazioni [...] risali-re, come se la guerra fosse stata una lunghissima [...] da cui sol-tanto [...] con [...] potesse de-finitivamente [...]. Il lago formicolava di figure [...] una piazza in festa. Ogni storico tuffo di quei [...] vincitori avrebbe dovuto scavare nella vitrea superficie un gorgo [...] cui poi sprizzasse una fontana a memoria della guerra [...] monu-mento vivo e [...] in una città perennemente [...] del sonno. Il lago non restituisce, [...]. Non serbò traccia di [...] di cui forse nulla sanno i giovani [...] che oggi dal Circolo della Vela o [...] Canottieri Lario solcano il primo bacino come una pista [...] acque più aperte, più azzurre e godibili. Il lago respinge la [...] accoglie le sospirose ambre ro-manzesche delle ville [...] dove una ninfetta neoclas-sica stilla lacrime grigie. E invece educa lo [...] no-stalgia di luoghi mai visti. Illude chi lo contempla [...] da sè, ora fiume, ora squarcio di [...] ora lembo di qualche sud inargentato di [...] di sogni, come se il ghiacciaio dalle [...] che ritirandosi gli impresse la pro-pria forma [...] una nuova spettrale glaciazione. Passeggiando lungo il lago [...] nei pomeriggi [...] quando sembrava che la guerra [...] sarebbe mai finita, che i confi-ni del mondo sarebbero [...] sem-pre quel cielo e [...] pensa-vamo di essere in Islanda. [...] scaricatori e carpentieri come [...] intorno alle barche perdute nella bruma. [...] i fotografi ambulanti ad [...] quando venivano i soldati con le loro [...] quelle che già guardavano fisso dalle bacheche [...] formose [...] trionfo, una mano sulle [...] ba-laustra di ferro: eroine di un irrom-pente [...]. Ci spingevamo allora fin [...] i gabbiani nei lunghi crepuscoli tra gli [...]. Dalla diga la città, [...] non pareva più la [...] ma [...] abitato di una oceanica [...] a noi, pareva di essere altri, non [...] quella provincia, ma ironici fan-tasmi senza età [...]. Giunte a metà della [...] gomiti appoggiati sulla pie-tra, come se fossimo [...] il freddo ci scuoteva. Se un contemplatore [...] -di quelli che Melville [...] perdute in fanta-sie oceaniche» al margine della [...] presentava, pallido in cappotto nero, come un [...] deluso o ban-carottiere -ne seguivamo ogni pas-so, [...] gesto. E se, al ritorno, [...] uno sguardo complice di om-bra tra ombre, [...] lo spettacolo mancato, ma non per quel [...] verso casa, sciogliendo [...]. Ci stringevamo nei cappotti, pre-se [...] furore di essere altrove. [...] fiordo sareb-be tornato lombardo, [...] non appena la nebbia si fosse diradata [...] scalette corrose che portavano ai cancelli delle [...] oscillanti delle barche disertate, e [...] profilo dei monti nativi. Le nostre fantasie si [...] senza apparentemen-te [...]. Sono loro che posso-no [...]. Non conosceremo più autunni che [...] dalla quale nes-sun sole o [...] ci potrà asciuga-re. Una goccia di quella [...] può avvelenare ancora og-gi. In novembre, passeggiavamo nel [...] Giardini pubblici, cal-pestando le enormi foglie dei plata-ni [...] terra fradicia come isole e [...] di un arcipela-go dissestato. Una premonizione di immobilità ci [...] il ghiacciaio si era arrestato [...] discesa distillan-do stasi in una [...] di spazi chiu-si, cimiteriali. Contro il lago nero [...] la cupola del tardo neo-classico mausoleo voltiano, [...] stecchite e paralitici ri-tratti di celebri concittadini. Più in là le [...] del futuri-stico monumento ai caduti si leva-vano [...] il confine tra la città e [...]. Eppure arrivava il tempo [...] maggio -in cui il lago ri-belle si [...] la pri-ma volta in un azzurro fiume [...] picchi nevosi magnetizzando da ogni zolla di [...] primule selvatiche, cremisi gialle scarlatte, a volte [...] riconqui-stando in una notte [...] porto sepolto sotto la [...] Piazza Cavour. Negandosi: non più pittoresca [...] di un quadro, ma energia iniziale, forma-trice [...]. Oggi quando torno [...] prigione -dalla quale, come [...] sono fuggita -non riconosco più quella visionaria [...] tra acqua e terra. La sbarrano le metalliche [...] turismo; il lago stesso, qua-si avvolto in [...] impone altri metodi di avvicina-mento. Soltanto nelle giornate primave-rili [...] ristabilisce la fantastica terra di nessuno degli [...]. Una città fittizia e [...] uno scenario teatrale fatto di passerelle, di [...] di legno, e si sovrappone [...] costringendo i passanti a [...] e a disperarsi: dan-neggiata e imprecante, mai [...] sue acque, questa finta Venezia, questa illuso-ria Amsterdam, [...] città sveglia e in festa. COMO Quella diga sul [...] MARISA [...] Marisa [...] a ritroso nel tempo [...] Emily Marisa [...] ha esordito scrivendo storie [...] pagine di «Comunità» e del «Mondo». Studiosa di letteratura americana [...] a far conoscere in italia la narrativa [...] («Il [...] romanzo americano», [...] 1960) e quella delle [...] («La [...] della chimera», Edizioni di storia e letteratura [...] università di Milano, Pavia, Catania e Genova. Ha studiato miti e [...] ricerche di cui troviamo traccia in numerosi [...] cruciali quali la poetessa americana Emily Dickinson, [...] per Mondadori, [...] completa. Nei suoi racconti (Alcuni [...] «Linea [...] «Racconta 2», la Tartaruga [...] personali si riflettono e si rifrangono in [...] collettiva, e il tempo visionario della mente [...] storico. Una [...] raccolta verrà pubblicata prossimamente dalla [...] editrice Donzelli. Vesuvio PESARO Antonio Faeti: favole [...] sogni di un maestro [...] fino a qualche anno fa, [...] una presenza annun-ciatrice, proprio [...] di via [...] a Pesaro. Era una vecchia dotata di [...] i segni che si attribuiscono al Tempo e al Mito, una creatura fuggita da una stampa di [...] o da [...] del [...]. Una vecchia diafana, bianca, [...] alternavano brevi tracce di grigio e di [...]. E sorrideva, sedu-ta su una [...] piccola sedia, sulla soglia di una casa minuscola, una [...] che doveva ribadire il senso di una soglia ben [...] significativa, una soglia [...] di un altrove che sem-brava [...] poco configurato nel pianterreno tutto visibile dalle fine-stre sempre [...] in estate. Il tavo-lo, il lume, [...] stoviglie sape-vano di altre epoche, di altri [...] altre storie e di altre vite. Forse dovevano essere così [...] da una dignità povera, delle classi più [...] Trenta. La pentola [...] è acciaccata e quasi consunta, [...] si adopera, se ne fa [...] uso. I ricami della vecchia [...] letto, sono stati più volte ram-mendati, ma [...] sono puliti. Dunque una via che aveva [...] custode e ora non [...] più, il pianterreno è chiuso, [...] da ragnatele, da polvere, da brevi scorie dedotte dalla [...]. Senza il sorriso della [...] si volta a destra e [...] ancora il carretto, il [...] il primo cortiletto. An-che le pareti sono [...] color ocra inconfondibile, sassi affioranti [...] a dire di quando [...] utiliz-zando pochi mattoni, per rispar-miare, e molti [...] che ora riportano il sembiante del greto [...] uno squarcio di natura, in questo spazio [...]. Cer-to, entrando nella strada, [...] prima di tutto, [...] che deriva dal nome. È una perfetta nominazione, però, [...] che col-lega via [...] la scritta posta [...] il cortiletto breve e pieno [...] segni, composto come di memo-rie, come già [...] pianterreno, di qualcosa che non [...] più: il como-do conforto di chi si accontenta, [...] più accorata rivolta contro [...]. Il laboratorio non sarebbe [...] senza il carretto che gli sta da-vanti. Certo, le luci sempre [...] i riflessi, i suoni pro-dotti da gesti [...] che possono consentire solo queste so-norità, alludono [...] superstite officina, su-perstite contenitore, e chiedono ancora [...] un tempo altro e diverso. Ma il carretto ha [...] da [...] bicicletta, rac-conta di [...] in cui non si [...] si sapeva sprecare, di un mondo in [...] si trasforma-va, con qualche patata e qualche [...] pietanza, e i quadretti contegnosi della giacca [...] nella gonna della figlia, in un trapasso [...] non poteva presagire la civil-tà dei rifiuti, [...] rifiuto. Il carretto è, poi, [...] indizio: la Riviera, da Pescara a Ri-mini, [...] Francavilla a Je-solo, è tutta fervida di [...] più tornei [...] di quanti ce ne [...] si rammentano cacciate di duchi e reingressi [...] glo-rifica un Ottocento dominato dal Mago di Oz, [...] altari per tartufi, e cattedrali per vini [...] genealogie. Ma il car-retto non [...] ribadi-sce [...] componente tana-tologica di ogni [...]. Subito dopo [...] il voltone. E potrebbe apparire spudorato, [...] ostinatamente mi-steriosi, così capaci di far male [...] testi-moni di agguati veri, di duelli auten-tici, [...] con-sapevoli, se ne trovano tra le illu-strazioni [...] Maurice [...] per I tre Moschettieri. Per via [...] il voltone è un rischio [...] sa di [...] permettere, fa, o me-glio faceva, [...] della propria organizzazione strutturale: chi ha la vecchia custode, [...] pianterreno [...] il cortiletto [...] del restauro e il carret-to [...] può consentirsi un voltone alla [...]. Anche Gautier avrebbe potuto [...] di un voltone scenografico dentro [...] della dignità. La strada va [...] giardini segre-ti, paralleli, uno di fronte [...] dopo alcune finestre ampie, [...] e silenziose da imporre altro, coerente, doveroso [...] le guarda. I giardini segreti sono [...] di due muri che fan-no pensare a Hugo [...] Rosai. Grandi camminatori, entrambi, di [...] simboliche, hanno trasfuso nelle pagine e nelle [...] vero dei muri di questo ti-po. Sembrano coprire, difendere, celare, [...] volutamente fastidioso. [...] inconfondibile dovrebbe [...] semplicemente austeri, le vegetazioni appena [...] percettibili impongono limitati erbari onirici, ma [...] anche un segreto [...] come in tutti i segreti. Proprio perchè sono collocati [...] che si chiama via [...] possono essere se-greti, sì, [...] op-pure difendere sconosciute, im-pensabili frenesie, o dissolutezze [...] efficaci. Non nascondono, però, nel [...] loro ambizioni. È tutto avvolto [...] di ogni intona-co, ma loro [...] consentono un am-miccante lussureggiare, chiedono di alludere a una [...] ma [...] apparentemente impossibile, me-diterraneità. Altre case, severe e silenziose, [...] due lati. Ma, su quello sinistro [...] un furto che ha lo stesso valore [...] vecchia cu-stode. [...] ancora [...] con il volto del Cristo [...] spi-ne, il Cristo sembra ancora un santino [...] di icona romantica dei Na-zareni tedeschi e [...] dramma sanguinoso e popolare. Ma è scomparsa la [...] pesarese, che stava sotto il Cristo. Intorno alla sparizione, formulo [...]. Può essere stato un [...] chissà, un ciellino, uno che usa la [...] così come altri usano [...] West [...] i vestiti di Armani, o le relazioni [...] onesti politici del nuovo governo progressista. Ma può essere an-che un [...] sincero credente, che [...] portata via per [...] o per non [...] vedere, a lei, pre-ghiera che [...] una presenza, ciò che sta accadendo, ciò che acca-drà, [...] che fra un poco sarà. Nelle ultime case, prima che [...] termini, stanno già ri-strutturando. Come la filossera, o il [...] o il colera, ecco [...] tonalità Benetton che si pa-lesa, [...] proprio di fronte [...] segreto che ancora la strada [...]. È una specie di antico [...] per le automobili di [...] o di [...] una pe-nombra più che mai [...] perchè la strada era, ed è, troppo stretta per [...] auto. E, del resto, [...] faceva, e fa, capire [...] garage è il deposito, o [...] di un fabbricante di [...]. Sulla destra, antiche travi [...] nudo, gialline di un giallo dantesco, dicono [...] il cuore segreto e intatto di una [...] gli fanno un tra-pianto, o gli donano [...] fanno smettere di battere. Antonio Faeti, nato a Bologna [...] 1939, è ordinario di Letteratura per [...] della [...] città. Da «Guardare le figure» (Einaudi, [...] «Il gobbo misterioso», di imminente uscita presso Bompiani, [...] venti libri tutti dedicati allo studio [...] collettivo, alle illustrazioni, ai [...] generale alla letteratura per [...]. Solo con «Marion a Weimar», [...] Bompiani nel mese di aprile, ha abbandonato [...] abituali per una esplorazione dei sintomi e [...] riposti nella scena politica dei nostri tempi. Faeti ha fatto il [...] anni e, [...] ha al suo attivo [...] insegnamento: da ciò scaturisce un interesse costante [...] con i giovani e i giovanissimi ai [...] sia le proprie ricerche che le prospettive [...] quadro di riferimenti utile per costruire, per [...]. Da molti anni tiene [...] la rubrica [...]. La sparizione [...] una perfetta nominazione, però, quella [...] collega via [...] la scritta posta [...] il cortiletto breve e pieno [...] segni, composto come di memorie. ///
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La sparizione [...] una perfetta nominazione, però, quella [...] collega via [...] la scritta posta [...] il cortiletto breve e pieno [...] segni, composto come di memorie.

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Il progetto è senza scopo di lucro, ma purtroppo le spese sono ingenti. Da alcuni anni IdMiS - Istituto della Memoria in Scena (ONLUS) -, anche grazie al Comitato promotore Fondazione Giovanni Frediani ed all'Associazione Culturale Controtempo, ha investito molte risorse sia monetarie che umane nella progettazione del sistema, nella traduzione digitale del proprio patrimonio archivistico, bibliografico - specialmente dell'emeroteca -, biblioteconomico, e museale; in assenza di un contributo pubblico minimamente adeguato ci vediamo costretti a chiedere alle biblioteche che vorranno aderirvi ed indirettamente agli utenti la condivisione dei costi e/o la partecipazione attiva all'elaborazione delle unità bibliografiche che ciascun ente vorrà inserire per il prestito digitale interbibliotecario.
Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

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La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


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Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

(265)

Città & Regione [1975-1976*]

(259)

Civiltà cattolica [1850-2000*]

(214)


(270)

Interstampa [1981-1984*]

(268)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(263)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(252)

L'Orto [1937]

(227)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(263)


(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(145)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

(97)

Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

(201)



(127)


Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .





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