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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «l'Unità-Unità 2-Nazionale del 1998»--Id 3413208992.

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Dalle recinzioni per centinaia di [...] possono spuntare alberi che sono cresciuti [...] del territorio occupato dalla fabbrica, [...] ridosso dei muri di cinta, e così può pro-dursi [...] di essere noialtri viandanti [...] di uno [...] addirittura una vita vege-tale boschiva: [...] è così. Anche nei rettilinei perimetrali [...] in automobile la presenza di file di [...] in viale, basta davvero poco. [...] muro uguale, le righe dei [...]. [...] è territorio particolare. Da ogni lato [...] pezzi di città giunti fino [...] in processione. Edifici che ospita-no attività relative [...] fabbrica, [...] per alloggiare i lavoratori della [...] dentro?), strade che si storco-no [...] gomiti stretti e poi riprendo-no a filare dritte tra [...] un gran-de corso che deposita il traffico proprio davanti [...] al numero 200, dove la facciata im-ponente ma sobria [...] possente ma non incombente e grigia ma niti-da e [...] ma così come sempre [...] le deposita ai piedi, in [...] suo modo di accogliere che è soprat-tutto [...] stop, [...]. Poiché si sviluppa orizzontal-mente, [...] affacciandosi a uno di quei [...] che i palazzi più al-ti sporgono [...] nei settori at-torno [...] il traffico proprio davanti alla [...] in visitazione per rendere omaggio, in un modo come [...] fi-gliolanza alla grande madre, non si tratta poi di [...] vero [...] ma di un modo personificato di vedere [...] automobili viaggiare verso la fabbrica che le ha costrui-te. Se poi le ha [...] (metallo su metallo). Poiché può capitare che [...] città acquisti una vettura dalla madre fabbrica [...] debba at-tendere lunghe settimane, per via di [...] ha bloccato la [...] la vettura: bloccata la [...] di Firenze. Da dove giungo-no le bisarche? Non era [...] Non [...] E il traffico naturalmente anche [...] allontana lasciando nei retrovisori [...] indu-striale, che essendo sviluppato orizzontalmente [...] pre-sto. Chissà però da quei [...] il ventre rovesciato verso il cielo di [...] i corpi separati dei [...] la pista di collaudo, [...]. [...] hanno, profili a dente [...] magnifica del lavoro industria-le, da uno di [...] si vedono. [...] le larghezze, le tracce di [...]. [...] rettilinei perimetrali sembrano esistere [...] e poi gli sventramenti delle facciate che [...] interno che non è possibile nemmeno imma-ginare. Si tratta di una [...] il modello di queste superfici manomesse da [...] dato in pri-ma esperienza dai lunghi muri [...] cui si aprono i cancelli che come [...] comunicazione il fuori e il dentro. I cancelli poi si [...] i muri. E poi si aprono, [...] vengono sconfitti. Non [...] mai un punteg-gio finale che [...] la vittoria del muro [...] del cancel-lo. [...] è sistemato un venditore di [...]. Ha i banchi su cui [...] esposti i frutti, una tenda a coprire [...] come un ombrellone rettan-golare. Un frammento di mercato [...]. Il cancello è una piaga [...] muro, e si offre come angolo ripa-rato e come [...] di passaggio [...] della frutta. Quando [...] sono disposti insieme in [...] meglio la loro precarietà. Questo, isolato, è [...]. Ma passando nel corso [...] industriale [...] civico 90, cancello 9 [...] è un groppo di [...] dimen-sioni che si bloccano in un agglo-merato [...] per pro-fondità, un solido fatto di vene [...] un cesto di [...] oggetto, che incombe [...] del territorio industriale sul [...] a fuoriu-scire e a sfracellarsi sul corso [...]. Invece di volta in [...] si trova sempre lì, base per un [...] lo sovrasta con un gesto di cavalcata, [...]. La concrezio-ne delle tubature ricorda [...] cifra principale del [...] il mate-riale metallico. Tocca a questi tu-bi, [...] un cuore, di testimoniare come un monu-mento [...] tra-sformazione, al lavoro che modi-fica. Si immaginano sbuffare, por-tare [...] alle alte pres-sioni, avviluppati in un solido [...] sbocco verticale [...]. Ma come una complessione [...] e arterie il coacer-vo di tubi resta [...] an-che se temibile. Sta forse per per [...] Quando [...] corso in fondo curva a destra e [...] un altro corso molto trafficato che a [...] lungo il rettilineo peri-metrale fino a [...] con un altro corso [...] un lato del perimetro -quello con il [...] il corso in fondo curva a destra [...] pic-cola zona senza senso, fatta di una [...] e mal-ferma rimasta lì in attesa di [...]. Nella catapecchia [...] posto per un bar. Quel bar: sarà luogo di [...]. ///
[...] ///
Di fronte, [...] sponda del corso in cui [...] corso che [...] an-dato a immettersi, [...]. Come è facile immagina-re, non [...] dei dintorni. Ma questa la si [...] è tutta [...] di eliche metalliche e [...] perni, pale rotanti e lame disposte a [...]. Nel ballatoio soprastante, attorno [...] in giro dove è possibile [...] siste-mate queste girandole di metallo, [...] come [...] fa-miglia di segnavento. Meno lam-biccate di un [...] ruotano asincrone, non si [...] disperazione o buonumore. [...] un altro rettilineo, ma [...] che se-gna un bordo della città. Su questo rettilineo capita [...] sotto questa pensilina abbia [...] cancello, un atrio, un palazzo, una città; [...] sotto la pensilina dirimpetto alle spalle ha [...] un campo dissodato, un campo in-colto. Se si viaggia nella [...] cui è salito [...] che aspettava sotto questa [...] in uno di quei luoghi incerti che [...] del territorio urbano, sul confine con il [...]. Sono penden-ze, curve opinabili. Sono edifici che si [...] in-travedere altri edifici oltre i lotti non [...]. Qualcosa segnala che mantenendo [...] smette di allontanarsi dal cen-tro di un [...] si comincia a avvicinarsi al cen-tro di [...] comu-nale. No, non è vero. ///
[...] ///
Si tratta solo di [...] che hanno le prime sterpaglie intercomunali, quelle [...] capita, ma senza essere invasive. IL SINDACO DI TORINO I VANTAGGI E LE FORTUNE DELLA CITTÀ SPECIALIZZATA VALENTINO CASTELLANI [...] DISMESSE La prova delle aree [...] dove nascerà un centro [...] Torino si trova al centro di [...] metro-politana di pro-duzione ed [...] caratterizzata da un peso del settore in-dustriale [...] dei redditi e dei posti di la-voro [...] lunga superiore al profilo medio del-le grandi [...] europee. Il perdurare di questa [...] una risorsa anche per il Paese ed [...] Torino ha dato per decenni [...] sul piano della bilancia [...] capacità di incrementare occupazione prima [...] poi in altre regioni, [...] di [...] tecnico e organiz-zativo, è [...] fierezza per la città, ed è strettamente [...] profilo di polo produtti-vo. Ma accanto agli elementi [...] cresciute negli ultimi decenni ragioni di inquietu-dine, [...] un senso di incertezza che non viene [...] fasi economicamente più favorevoli. Torino è oltretutto investita [...] del Nord-Ovest di prima industrializza-zione: una disoccupazione [...] della media del Nord e vicina alla [...] forte invecchiamento della popolazione, un im-patto della [...] delle strutture urbane, una [...] professionali a bassa qualificazione media. Pur mantenendo la [...] processi che hanno [...] da parte quello che per buona parte [...] era sta-to il modello produttivo del fordismo. Oggi le ere-dità più [...] sono la disoccupa-zione della forza lavoro più [...] grande quantità di siti industriali abbandonati, fino [...] fa gremiti di maestranze ed oggi desolatamente [...]. Ed ormai da qualche [...] è assestata [...] cittadina, con forti concentrazioni [...] dove si toccano livelli del 20 [...]. In prospettiva la situazione [...] presenta elementi di incertezza [...]. Le potenzialità tecnologiche e [...] caratterizzano fortemente il sistema produttivo torinese, non [...] grado di garantire un percorso stabile di [...]. Occorre allora richiamare alle [...] lo Stato. Quel che Torino chiede [...] Governo [...] di riconoscere le vocazione della città, viste [...] di sviluppo per il [...] alcuni vantaggi competitivi che Torino [...] grande specializzazione torinese, quella [...] auto-mobilistica, con le filiere [...] come i sistemi di produ-zione e la [...] resta una vocazione forte di [...]. Occorre innescare una nuova fase [...] sviluppo, in [...]. La promozione e [...] di [...] investi-menti richiedono [...] una serie fa-vorevoli di condizioni, alcune delle [...] determinate a livello locale -abbiamo ad esempio [...] gli investimenti in Torino e Piemonte, ma [...] un impegno del Governo. Occorre in par-ticolare che [...] per affrontare il grande problema delle aree [...] seguito sia della delocalizzazione delle produzio-ni sia [...] nella pro-vincia di Torino coprono una superficie [...] di metri quadrati, con una forte con-centrazione [...]. Tale obiettivo può es-sere [...] collaborazione con [...] con risorse aggiuntive a [...] fondi strutturali europei, analogamente a quanto fatto [...] di Bagnoli e Sesto San Gio-vanni. Appare inoltre necessario individuare [...] abbattere i costi di investimenti at-traverso [...] di incentivi finanziari e [...] esempio il credito di imposta. Non basta agire a [...] sia le Ammini-strazioni Pubbliche, sia il sistema [...] a vincere la scommessa [...] città, e dove peraltro non mancano gli [...] dei fondi strutturali [...] il fiume Dora, diventerà [...] di ricerca internazionale, [...] Park. E pure sul terreno [...] sorgeranno i [...]. È tuttavia [...] di un più ampio [...] che occorre il concorso del Governo centrale. [...] una [...] europeo, dove le aree urbane [...] i loro saperi sono [...]. ///
[...] ///
[...] una [...] europeo, dove le aree urbane [...] i loro saperi sono [...].

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Il progetto è senza scopo di lucro, ma purtroppo le spese sono ingenti. Da alcuni anni IdMiS - Istituto della Memoria in Scena (ONLUS) -, anche grazie al Comitato promotore Fondazione Giovanni Frediani ed all'Associazione Culturale Controtempo, ha investito molte risorse sia monetarie che umane nella progettazione del sistema, nella traduzione digitale del proprio patrimonio archivistico, bibliografico - specialmente dell'emeroteca -, biblioteconomico, e museale; in assenza di un contributo pubblico minimamente adeguato ci vediamo costretti a chiedere alle biblioteche che vorranno aderirvi ed indirettamente agli utenti la condivisione dei costi e/o la partecipazione attiva all'elaborazione delle unità bibliografiche che ciascun ente vorrà inserire per il prestito digitale interbibliotecario.
Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

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La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


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Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

(267)

Città & Regione [1975-1976*]

(261)

Civiltà cattolica [1850-2000*]

(217)


(273)

Interstampa [1981-1984*]

(270)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(265)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(255)

L'Orto [1937]

(229)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(267)


(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(146)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

(97)

Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

(201)



(128)


Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .





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