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Lo ha reso noto [...] veneziana, in un comunicato [...] alla mostra sui Celti, che [...] dicembre. [...] il 24 marzo scorso lino [...] oggi, la mostra sui Coiti è stata visitata da [...] 700 [...] persone, con una media di [...] 3. Fino a oggi sono [...] 55 mila copie del catalogo e 50 [...]. /// [...] /// [...] peggiore della nostra vita [...] Non [...] tratta al riguardo di una sottolineatura morale [...] vero deficit storico Indubbiamente, le democrazie sono [...] poggiano su appartenenze statali solide, ma da [...] è acuito dalla cronica assenza del ricambio [...] La [...] nazionale MUOIO FABBRINI: [...] Un noto politologo americano (Nelson [...] ha [...] per molto tempo abbiamo [...] fosse Il tipico caso di "malato immaginario". Oggi ci siamo convinti, [...] suo è il tipico immaginario del malato». Il suo, cioè della [...] di governo (ma non solo), è [...] del malato che rifiuta [...] gravità della [...] malattia e fantastica su [...] sicuro ristabilimento. Non sarà cosi: la malattia [...] davvero grave. Propongo un nome per [...]. E per [...] ricorro, a contrario, ad una [...] cruciale, sia lessicale che concettuale, della politologia contemporanea (ma [...] in particolare) relativa [...] di responsabilità. Una distinzione, a dire il [...] che era stata di già anticipata, nel 1774, da [...] conservatore scomodo di Edmund Burke nel suo famoso [...] lo the [...] Bristol. Non è il versante [...] mi interessa di quel [...] concezione delle responsabilità che in esso si [...] generale, e non solo [...]. La responsabilità politica e [...] ambivalente. Cosi ambivalente che, appunto, [...] dovuto Individuare due termini (due categorie concettuali) [...] ambivalenza. Di [...] la distinzione tra [...] e [...]. Una distinzione, ha chiarito Hanna [...]. Nel primo caso, la responsabilità [...] sostanzia nella capacità di risposta» [...] nei confronti delle domande sollevate; [...] secondo caso, la responsabilità si sostanzia [...] del benessere nazionale» [...] che [...] 6 incaricata di promuovere o [...]. La distinzione in termini [...] evidente: [...] caso la responsabilità coincide [...] di interessi particolari, [...] caso con la promozione [...] nazionale. Ma altrettanto evidente 0 [...] in termini di temporalità: [...] caso, si risponde alle domande [...] caso si anticipa [...] comune. Insomma, la [...] è una responsabilità che segue [...] domande, mentre la [...] ò una responsabilità che le [...] e le ordina. Naturalmente, si tratta di una [...] non risolubile concettualmente perche, [...] non risolta praticamente. Ma, il punto è [...] politica anglo-ameri-cana la riconosce come tale, e [...] il conflitto tra destra e sinistra sono [...] continuano ad essere, connotati della declinazione che [...] hanno proposto per quella ambivalenza. Di più, con buona pace [...] Burke, [...] delia sinistra, dopo la crisi [...] negli Stati Uniti e dopo [...] guerra in Gran Bretagna, è sta [...] dovuta per buona parte alla [...] riuscita identificazione con la [...] e non con la [...]. Non è stata [...] indolore, proprio perché la [...] è stata [...] la responsabilità [...] mentre [...] è stata da sempre quella [...] governo. E [...] che dà voce a [...] e che rivendica una risposta per esse [...] governo. Ed è il governo, [...] della posizione più «elevata» che gli consente [...] larga» di cui parlava [...] che dovrebbe preoccuparsi di [...]. Se questa distinzione è accettabile, [...] è plausibile dire che il guaio [...] risiede nel fatto che in [...] ha prosperato, sia nella pratica che nella cultura politica, [...] sola accezione di responsabilità: quella come «capacità di risposta», [...]. Ha prosperato al governo [...] anche [...] (cosa altrettanto grave, perché [...] sono capiti i limiti). Ma perché [...] è avvenuto? Due sono [...] ipotesi interpretative. Per la prima, la [...] nella nostra vicenda nazionale, nella [...] storia tormentata di fratture [...] e [...] mai pienamente sanate e [...]. Anzi: più precisamente, la [...] nel deficit di «nazione» che connota tutta [...] e quella repubblicana in specifico. [...] è astuta: là dove [...] Parlamenta deserto e II relax di un [...] della gente cosi come nelle istituzioni politiche [...] loro vita, [...] di «nazione», allora si [...] premesse necessarie [...] per [...] di [...] politica generale, diversa dalla [...] somma delle identità particolari. In altri termini, [...] di «interesse nazionale» è [...] di «interesse generale». Il patriottismo, oltre alle [...] ha nutrito un sentimento del «pubblico» che [...] della politica di massa, si è rivelato [...] richiamare i particolarismi [...] verso i vincoli generali. Non solo, [...] di «nazione» ha educato [...] alla responsabilità generale: nel senso che ha [...] di legittimazione in relazione al quale quella [...] doveva giustificare. Basti ricordare, in [...] sia [...] francese che quella britannica. Dunque, secondo questa interpretazione, [...] repubblica (della [...] classe politica di governo [...] buona parie dei suoi cittadini) costituisce [...] inevitabile di questa vicenda [...] storia «deficitaria». La stessa sinistra di oggi, [...] aggiunto, non si può [...] da questa situazione: dopo [...] demolito [...] di nazione, non può stupirsi [...] nel paese, di una qualsivoglia decente idea del pubblico. Si tratta di [...] interpretativa sensata, eppure con [...] fondo: è troppo eurocentrica. Con essa, infatti, Rusconi [...] sostenitori avrebbero difficoltà a spiegare [...] cosi cruciale per [...] come quella statunitense. Un paese a cui non [...] gli anticorpi della [...] e che pure si costituisce [...] come ha ricordato Walzer, sulla negazione [...] di nazione: e come avrebbe [...] per un paese fatto di [...] tante nazioni? Un paese che poi, nello sviluppo successivo, [...] il suo pluralismo genetico in una filosofia pubblica, in [...] identità (appunto) nazionale. Insomma non necessariamente una vicenda [...] di particolarismi genera una democrazia irresponsabile. La seconda ipotesi interpretativa [...] sul piatto delle difficoltà della prima e [...] il «patriottismo nazionale», ciò che è mancato [...] il «patriottismo democratico». Anche [...] le ragioni sono tante e [...]. La vicenda repubblicana non [...] quella democratica: una doppia fedeltà ed una [...] accompagnato i comportamenti e le scelte dei [...] di quella vicenda: la De e il [...]. La costituzione repubblicana, con [...] tra «rivoluzione mancata» e [...] di una rivoluzione futura», [...] il luogo di fondazione della democrazia, bensì [...] preparazione di [...] diversa da quella. Un [...] che, d'altronde, si è altrove [...] Occidente) formato grazie [...] del liberalismo, cioè di una [...] politica estranea a quei due contendenti. Dunque, il «patriottismo della Costituzione» [...] pura finzione, dal punto di vista della [...] non ha creato [...] generale, ha consentito semplicemente [...] resa dei conti tra due identità particolari. Anche [...] slamo in presenza di una [...] sensata, ma non del tutto convincente. Con essa, Panebianco, [...] e gli altri sostenitori [...] spiegare [...] la sconfitta del liberalismo [...] Italia, [...] delle ragioni [...] di quella sconfitta (e [...] del liberalismo italiano ad attraversare il fiume [...] massa per giungere alla democrazia). Le due cose (liberalismo [...] coincidono: ovvero coincidono solamente là (ed ecco [...] statunitense) dove il [...] accettato la sfida dei [...] quindi si è trasformato in qualcosa di [...]. Se ciò è plausibile, [...] stupire che, infine, una cultura politica liberale [...] Italia, malgrado i liberali, cioè attraverso (componenti [...] si erano costituiti in opposizione ad essa. Insomma, [...] la saldatura tra liberalismo e [...]. E allora? Non voglio avanzare [...] ipotesi alternativa. Ma, con [...] delimitare la comprensione minimal [...]. [...] della nostra repubblica ha certamente [...] della [...] identità nazionale e della debolezza [...] identità liberale. Ma essa è anche [...] regole di funzionamento (più contingenti, più contemporanee) [...] Regole efficaci, ci dicono gli Stati Uniti, [...] e, ci dice la Spagna, [...] neutralizzare gli effetti di quella debolezza. Affermare la centralità delle istituzioni [...] produzione della [...] ha scritto [...] significa affermare una visione ottimistica [...] politica. Ottimistica nel senso che [...] al cambiamento. Ed è [...] il punto: i sistemi [...] se si è capaci di individuare e [...] giusto [...] di incentivi e disincentivi [...] a cambiare. Se in una democrazia competitiva [...] responsabilità è la risorsa per conquistare il governo, allora [...] assenza è [...] di una democrazia non competitiva. Il guaio è che da [...] la [...] si è imposta sulla [...] perché il governo non è [...] mai la posta in gioco del conflitto politico. E, [...] parte, fino a quando [...] continua a [...] unicamente come opposizione, è difficile [...] che chi sta al governo [...] alla [...] per assumere graziosamente la [...]. Certamente, una democrazia è [...] dispone di solide radici nazionali e liberali. Ma la nostra sarebbe [...] piano della responsabilità) se fosse capace di [...] un costante ricambio, al [...] (che sostanziano valori e interessi) e degli [...]. Ha-vel avrebbe aggiunto [...] di [...] «Quando siete in presenza [...] vero è prudente non farsi coinvolgere dal [...]. Monumento a Pietro I. San [...] dei Mongoli a San Pietroburgo FABRIZIO [...] Poche città del mondo [...] corso dei secoli un valore simbolico pari [...] San Pietroburgo. Per Pietro il Grande, [...] di costruire una grande città nel centro [...] costa baltica aveva uno scopo politico, forse [...] internazionale. San Pietroburgo intatti non si [...] mai con il resto [...]. Oggi di nuovo San Pietroburgo, [...] è alla disperata ricerca di [...]. La [...] anima russa, venata di [...] al centro di tutte le iniziative culturali [...] programma. Per cittadini, turisti, imprenditori [...] non è che un pezzo di Settecento [...] promuovere, forse sfruttare senza alcun legame con [...]. Ma, partendo dalle sale [...] al sole i colori vivi degli impressionisti, San [...] può offrire una chiave [...] della città. Poche scale, brevi corridoi [...] separano Picasso e Leonardo [...]. [...] Mongoli, intramezzati da una [...] popoli nomadi delle steppe, poi i grandi Khanati [...] X II, X I II e X IV [...]. E, davanti alla Pietra di [...] primo esempio [...] di scrittura mongola, qualche dubbio [...] vocazione europea della città può essere giustificato. Oltre la Prospettiva [...] il Museo etnografico è un [...] tassello in una storia «asiatica» di San Pietroburgo. [...] nulla fa parte della Russia [...]. Collezioni [...] turkmene, raccolte di oggetti di [...] quotidiana di [...] regioni [...] impero ribadiscono che [...] alle rive del Baltico, si [...] pensare di essere più vicini alla Cina che [...]. [...] a mandorla di buona [...] testimoniano che a San Pietroburgo esistono raccolte [...] molto più complete che nelle lontane [...] o [...]. La conquista russa [...] sia verso Est che [...] Sud, [...] da San Pietroburgo per volere di Pietro [...] Grande [...] prima di morire, volle conoscere al meglio [...] di espansione in Oriente. E anche dopo la [...]. Una lunga passeggiata lungo [...] Prospettiva [...] sempre ingombra di traffico. Simbolo della Russia medioevale [...] più famosa contro gli invasori svedesi ebbe [...] questa zona e fu resa celeberrima dal [...] fu rivalutato in seguito [...] russa, A ben guardare, però, la verità [...] lina volta alla luce [...] di contatti e collegamenti [...] di Vladimir e suo figlio Alexander -che [...] soprannome di [...] dopo la [...] battaglia vittoriosa sulle rive [...] Neva [...] vassalli di un impero ben più potente [...]. Che era [...] d'Oro, il cui imperatore [...] nipote di [...] Khan, teneva in pugno [...] Russia, [...] riusciva a governare grazie ad un efficiente [...] alla collaborazione di moti principi locali. Di fronte al luogo [...] più grande eroe di San Pietroburgo, forse, [...] rapporti contradditori tra la città e [...] può chiudersi. Se il sole non [...] affonderanno sotto il pesante [...]. Le parole di Andrei [...] finale di [...] alla statua di bronzo [...] Pietro [...] Grande, rappresentano una delle reazioni più violente [...] suo complesso. Rifiutati, odiati, spesso dimenticati. I legami della città [...] steppa che conduce al Pacifico non possono [...] con un colpo di spugna. La «nascita [...] nei sobborghi di Parigi In [...] opere di Joan [...] famosa per i suoi [...] periferico di Blanc [...]. Intervista [...] tra video e underground ROSANNA [...] PARIGI. Joan [...] è nata a Fontana, [...] e le montagne della California del sud. La città non aveva [...] se si esclude la fabbrica di rotaie [...] fra I campi di vile e di [...]. Uno dei nonni era [...] preferiva al lavoro le lunghe sedute al [...] lettura [...] Shakespeare. La [...] opera principale sono stati 14 [...]. Soltanto sette [...] fra cui il padre di Joan [...] che è diventata [...] dei [...] più apprezzati nel mondo [...] contemporanea. Sono [...] artisti e di gente [...] centinaia nel corso di [...]. Alcuni sono esposti a Blanc [...] un sobborgo di Parigi piatto [...] labirintico dove la gente abita in piccole case [...] una identica [...] e [...] castello è il deposito d'acqua, [...] in francese viene chiamato «chàteau [...]. Ma in [...] momento è pieno di [...] e il cinema locale proietta [...] di qualità insieme [...]. Jean Marie [...] della mostra, che ha per [...] Nascita [...] del lavoro culturale e delle [...] artistiche negli [...] meno favoriti, con scelte di [...] livello. Non poteva esserci luogo migliore [...] il [...] Benjamin Franklin di Joan [...] che appartiene [...] impegnata nella battaglia per i [...] umani, e che rivela il volto sensibile e [...] di una società costruita sulla [...] di razze e di culture. [...] è un quadro di [...] a tre per tre in un quadrato: [...] donne, compresa la donna [...] che non ha identità [...]. Al suo posto scorrono [...] in maniera spiritosa [...] del povero Richard in [...] Franklin, [...] 1732, aveva raccolto aforismi per risvegliare la [...] ai valori [...] puritana. Cosi il povero Benjamin, [...] ottici e mate-matici, del parafulmine e di [...] sorridere con ironia di [...] al proprio ritratto fatto [...] hanno invaso i suoi mestieri preferiti: una [...]. [...] femminile [...] mai cancellata dalle immagini del [...] lavoro che le girano intorno, e la scavalcano a [...] ondeggianti, sottili, senza scalfire la qualità e [...] intensa della persona clic ci [...] immobile, con lo sguardo di un istante clic si [...] sullo schermo [...] in silenzio. Perché soltanto [...] a Joan [...]. Non so, ogni volta [...] chiedono mi viene in niente una risposta [...] ero ossessionata dalle fo-tografie, cercavo i pezzi [...] di famiglia, sognando le case di legno, [...] i cavalli. Ho comperato la prima [...] un [...] Il si trovavano medicine, [...]. Coca Cola e la [...]. Per avere i soldi [...] mio fratello. Fino ai 13 anni [...] visto un museo. A un certo punto [...] disse: «Fontana non è il mondo, vai [...]. Mia madre aveva gusti [...] soltanto riproduzioni di [...] e dei surrealisti. Sono partita con alcune [...] 14 anni. Non avevo mai visto [...] di Rembrandt, ad Amsterdam ne rimasi impressionata. Poi, a Venezia, ho [...] a un funerale in barca, [...] canali: è stato il mio primo film. Non più importante delle [...] la prima volta, come [...] in Italia e bere la birra in Germania. Al [...] sono [...] studi di [...] ma nella grande University [...] California mi sentivo sperduta. Dopo due anni sono [...] College cattolico femminile, dove [...] soltanto donne e suore, [...] d'arte erano tutti uomini. Guardandomi allo specchio ho [...] autoritratti. [...] di pittura era fanatico [...] Matisse. /// [...] /// Mi colpivano le fotografie [...] Lan-ge, che aveva fissato [...] Immagini [...] grande depressione negli anni 30. /// [...] /// Oppure quelle di Diana Arbas [...] mostri, poveracci portatori di malformazioni. Ma non volevo essere [...]. Preferivo la gente che lavora, [...] passioni comuni [...] esseri umani. Avevo paura di riprendere [...] paura di essere indiscreta. Vivevo in un garage, [...]. Poi co-me ragazza alla [...] di un pittore. Per sopravvivere, facevo la [...] di famiglia. I [...] quando [...] cominciati? Nel 1969 sono entrata [...] Film [...] dI Los Angeles. Facevo ritratti fotografici di Hitchcock, John Wai-ne, George Cukor, persino di [...]. Mi avevano dato una camera [...] enorme, uno studio mio. /// [...] /// Non pensavo di essere [...] era un mestiere. [...] una attrezzatura video in un [...] ho pensato di [...] per i ritratti. Nel 1972 me ne sono [...] per insegnare al California [...] Art. In quegli anni il [...] strumento di molti artisti underground, e II [...] lo guardava con sospetto. In facoltà ero [...] donna. Nello studio di fronte [...] trovato un antropologo che aveva una piccola [...]. Sono partita per [...] con lui, senza esitare, [...] parte visiva della ri-cerca. Eravamo ne) villaggio di [...] nella Sierra Leone. Pretendevo di insegnare [...] della telecamera agli abitanti [...] uomini erano un disastro, le donne bravissime, [...] subito per non essere competitive con i [...]. Una mattina, la [...] era sulla finestra, ho [...] che la guardava, mi guardava con insistenza. La [...] faccia cambiava in silenzio, [...] discorso senza parole che potevo leggere perfettamente, Ho [...]. Ancora oggi penso che [...] è il più vicino [...] di vero ritratto che [...] perché il carattere si rivelava fluido attraverso [...]. La parola è maschera [...] che la gente stia di fronte a [...] silenzio. [...] è [...]. Di solito la gente [...] come se avesse paura di liberare il [...] quasi primitivo. Sono tornata [...]. Ho chiesto di posare [...]. Gli scrittori sono i [...] in continuazione. Penso a Lilian [...] Claude Simon, David James; [...] no, non parlava, ma [...]. Pittori e scultori sono meglio, [...] zitti. Comunque la gente che [...] caso e dovunque nella vita continua a [...] personaggi, non meno di Robert [...] John Cage o [...] Johns che, davanti a [...] umani come chiunque. C'è sempre un [...] cui sono fragili e [...] gli altri. Fare i ritratti in [...] più che mai. Mi entusiasmano i calzolai. Il silenzio è la [...] peso di fondo delle emozioni. [...] faccia c'è tutto, il vero [...] per me. /// [...] /// [...] faccia c'è tutto, il vero [...] per me. (0) (0) ![]()
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